Sofie Hagen
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Qualche anno fa, ero seduta in una caffetteria, essendo grassa. (Risate) Ero semplicemente seduta, essendo grassa, sapete com'è mangiando il mio hamburger, bevendo il mio frullato quando, a un tratto, entrarono quattro ragazzi. All'inizio non mi interessava perché... hamburger! (Risate) Ma molto presto cominciai a sentire il calore dietro al collo. Sai quella sensazione quando sai che qualcuno ti sta guardando? E mi sono resa conto che mi stavano fissando, mi stavano imitando, si facevano delle smorfie a vicenda, mi filmavano con i loro cellulari. Mi sentii così imbarazzata. Ero coperta di vergogna. E abbassai la testa. Provai a spingere le mie spalle al centro del mio corpo. E mi sentii così male. E la voce nella mia testa disse: "Hanno ragione, non dovresti essere qui; fai schifo; sei disgustosa." E sono rimasta stupita perché ne é passato di tempo dall'ultima volta in cui mi sono sentita in quel modo. Ho passato, credo, dal momento in cui ho imparato a camminare fino a quando avevo circa ventun anni, a odiare profondamente il mio corpo. E poi, questo cambiò. Mi piacerebbe dirvi cosa è successo e come è avvenuto questo cambiamento. E poi, spero che, se vi trovate in quella stessa posizione, magari, forse, potreste usarlo. Ciò che accadde fu che, vidi una donna grassa su internet che affermava di amare il suo corpo. Pensai: "Lo puoi fare?" (Risate) "Ti è permesso di farlo?" Cioè, è un'opzione possibile? Cioè, non ci avevo mai pensato. E mi resi conto che, nella mia testa, tutto era appena cambiato. e cominciai rapidamente a rimuovere tutte le connotazioni negative dalla parola "grasso". E improvvisamente pensai: "Non sono poco attraente perché sono grassa! Sono grassa e sono sexy." (Acclamazioni) "Non sono poco intelligente perché sono grassa; Sono grassa e sono intelligente. Non sono pigra perché sono grassa. Quello è più che altro una caratteristica personale." (Risate) Cioè, perché scappare? Non è divertente, vero? Io non ho bisogno di fare yoga, io ho una personalità. (RIsate) (Applausi) Era come se il mondo intorno a me sembrasse diverso. Cioè, quando vedevo un annuncio, uno spot, la copertina di una rivista o un programma televisivo, non rispecchiava più qualcosa di reale, rispecchiava questa bugia che se sei grassa non sei degna di affetto, di rispetto e dei diritti fondamentali. Quindi, questo può sembrare un po' semplice ma il mio primo consiglio, la prima cosa che voglio dirvi è: ti è permesso amare il tuo corpo. Non c'è niente di male a essere grasse; puoi essere grassa e felice. Il passo successivo furono le affermazioni. Lo so. So che sembra assurdo. Cioè, quando senti "affermazioni", ti immagini soltanto di dover stare di fronte a uno specchio e dire ad esempio: "Sono un fiore bellissimo." (Risate) Ugh! Oh, è così terribile, vero? Non riuscivo a farlo i primi mesi. Semplicemente, non riuscivo a farlo. E continuavo a provarci, stavo in piedi davanti allo specchio pensando: "Ok amico." (Risate) "Belle tette!" Sono diventata un fratello. (Risate) Non posso farlo. Ma poi ho pensato: "Perché? Perché sembra così imbarazzante quando ci prendiamo sul serio? Perché sembra così strano sperimentare e aumentare la nostra autostima?" E pensavo: "Mm, chi trae vantaggio dalle donne insicure? Mm?" (Risate) "Oh! Si tratta del patriarcato!" E poi sono tornata davanti allo specchio come per dire: "Sei una stramaledetta Dea! Sei una principessa guerriera." (Risate) "Adoro la mia soffice pancia grassa. Adoro le mie cosce grosse." (Applausi) "Tu sei bellissima e tu sei un fiore dannatamente bello." (Risate) Vengo spesso accusata di glorificare l'essere grassi. E ogni volta devo dire: "Sì!" (Risate) Cioè, è magnifico; è davvero difficile non farlo. (Risate) Ecco il prossimo consiglio: Smetti di seguire ogni account di social media che ti fa sentire male con te stesso. Smetti di seguire chi sta ad esempio "in viaggio per la perdita di peso." Smetti di seguire la gente che condivide "simpatici" meme che mettono in ridicolo e umiliano corpi grassi. Smetti semplicemente di seguire la gente che ti fa sentire come se dovessi compararti con loro e poi sentirti male. E questo include anche gli amici e la famiglia. Smetti di seguire, rimuovi dagli amici, silenzia, blocca, tutto ciò che serve. E poi, c'è il mio preferito: Osserva corpi grassi ... con il loro consenso. (Risate) Non sto parlando di: "Prendi il binocolo ed entra nei cespugli." Non si tratta di questo. Segui corpi grassi sulle reti social. I miei due account preferiti di instagram sono "shooglet" e "adipositivity". Sono due fotografi straordinari che fotografano dei grassi corpi nudi. E le foto sono stupende. Sono bellissime. Esiste la possibilità che sia la prima volta che vedete un corpo grasso nudo. C'è una possibilità ancora più grande. che sia la prima volta che vedete un corpo nudo grasso rappresentato in maniera positiva. Significa moltissimo. Queste azioni funzionano per me e spero davvero che funzionino anche per voi. Se ne avete bisogno. Consumiamo molta energia emotiva, molto tempo a cercare di condividere le nostre esperienze e le nostre conoscenze a persone che possono sentirsi in colpa con loro stessi. All'interno del movimento della positività corporea, ci impegniamo così tanto a creare risorse per le persone. Scriviamo libri e blog e tweet, e creiamo podcast, programmi radio e documentari, e partecipiamo, ospitiamo e ci esibiamo in seminari, conferenze, serate di spettacolo, TEDx talks. Tutto ciò per cercare di insegnare alle persone come amare i loro corpi. E poi impieghiamo a volte decenni a cercare di imparare a farlo, per cercare di convincere noi stessi che, "Sì! Noi siamo dei fiori bellissimi." Ed è così difficile. È così arduo. Nel frattempo, l'industria della perdita di peso vale 220 miliardi di sterline e prospera sotto il sistema capitalista e patriarcale. E spende ogni singolo giorno, spende quantità di denaro, la cui dimensione è molto difficile persino da immaginare, contribuendo a finanziare e a creare una cultura che fa sì che i bambini si sentano come se non fossero all'altezza, che insegna ai bambini a odiare se stessi. È notevole. È una cosa fondamentale. Uno studio statunitense ha dimostrato che i bambini di età compresa tra i tre e i sei anni, la metà di loro, pensa di essere troppo grasso. E come possiamo cambiare tutto ciò con la positività corporea? Come possiamo cambiare tutto ciò con affermazioni quotidiane? Perché persino con tutto l'arduo lavoro che facciamo, non raggiungeremmo mai il 100% di quei bambini. Semplicemente non ci riusciremo. E pur facendolo, potrebbe essere troppo tardi. E loro dovranno soltanto passare il resto delle loro vite cercando di imparare, o disimparare, tutto quel disprezzo. E anche così, la positività corporea rischia di diventare questa novità del non poter essere abbastanza brava. Quindi, è tipo, "Oh, magnifico! Ho sono riuscita a essere magra, e ora non riesco neanche ad amarmi abbastanza." Quello che voglio dire è che, non è colpa nostra. Non è colpa nostra se non riusciamo a perdere peso o non riusciamo ad amare noi stessi abbastanza. Non è una nostra responsabilità insegnarci a vicenda a come amare i nostri corpi o insegnare a noi stessi a come amare i nostri corpi, perché non abbiamo fatto questo a noi stessi. Non è stata colpa nostra, non siamo stati noi. Sono loro. Loro hanno toppato. Loro hanno creato questo sistema. Loro ci hanno fatto odiare noi stessi. Sono loro. Loro hanno fallito ad applicare umanità ed etica ed equità sociale ed empatia, sul modo di gestire un'azienda. Sono loro. Loro devono cambiare; il sistema deve cambiare. Perciò, il mio ultimo consiglio è questo: Combatteteli. La migliore cosa che puoi fare per te e per il tuo corpo è combatterli. Ecco perché, quando ero in quella caffetteria e avevo appena finito il mio hamburger, e gli uomini erano ancora lì, mi stavano ancora prendendo in giro, all'improvviso ho inarcato la schiena, ho chiamato il cameriere e ho ordinato un altro hamburger (Risate) e un altro frullato. Ero piena ma non mi importava. Quando arrivò il cibo, ho girato tutto il mio corpo grasso per guardare gli uomini, e li ho fissati dritto nei loro occhi mentre mangiavo il mio secondo hamburger. Avevo del ketchup sulle guance e maionese sulle cosce. Non me ne fregava niente. Li fissavo intensamente, mangiando quell'hamburger con il sarcasmo di una vera cicciona arrabbiata, solo fissandoli furiosamente. Fino a che all'inizio hanno finto di non vedermi e poi si sono sentiti così a disagio che sono andati via. (Acclamazioni) (Applausi) Perché mi rifiuto di essere oggetto del loro scherno e del loro disprezzo, della loro cultura. Mi rifiuto ed esigo il mio diritto ad esistere. Esigo il mio diritto ad occupare spazio ed esigo il mio diritto a credere a ciò che è un dato di fatto: e cioè che non devo essere io a cambiare, devono farlo loro. Grazie mille. (Acclamazioni) (Applausi)