Lana Mazahreh
1,196,164 views • 11:22

Nel Marzo del 2017, il sindaco di Città del Capo dichiarò ufficialmente lo stato di calamità locale, poiché le scorte di acqua potabile sarebbero durate meno di 4 mesi. L'acqua venne razionata, e ogni residente poteva usarne fino a 100 litri al giorno. Cosa vuol dire? Con 100 litri di acqua al giorno, si può fare una doccia di cinque minuti, lavare due volte il viso e probabilmente tirare lo sciacquone almeno cinque volte. Non avete ancora spazzolato i denti, non avete fatto una lavatrice, e di certo non avete innaffiato le vostre piante. Purtroppo, non avete lavato le mani dopo aver tirato lo sciacquone 5 volte. E non avete neanche bevuto un sorso d'acqua. Il sindaco disse che ciò rappresentava una nuova relazione con l'acqua.

Oggi, sette mesi dopo, posso raccontarvi due cose sulla mia seconda casa.

Primo: Città del Capo non ha ancora esaurito l'acqua. Ma, aggiornato al 3 settembre, il limite di 100 litri è sceso a 87 litri. Il sindaco definì tale nuova normalità un effetto della siccità permanente.

Secondo: ciò che sta succedendo lì, potrebbe accadere in molte altre città e nazioni del mondo. Secondo la FAO, escludendo le nazioni di cui non abbiamo dati, meno del cinque per cento della popolazione mondiale vive in una nazione che oggi dispone di più acqua rispetto a 20 anni fa. Tutti gli altri vivono in nazioni che oggi dispongono di meno acqua. E approssimativamente uno su tre vive in una nazione che sta affrontando un'emergenza acqua.

Sono cresciuta in Giordania, una nazione povera d'acqua che sta vivendo una carenza assoluta d'acqua dal 1973. E oggi, nel 2017, solo 10 nazioni al mondo hanno meno acqua della Giordania. Occuparsi della mancanza d'acqua è abbastanza radicato nella mia anima. Appena sono diventata grande abbastanza da saper scrivere il mio nome, ho anche appreso che necessitavo di preservare l'acqua. I miei genitori ricordavano sempre a me e ai miei fratelli di chiudere il rubinetto quando spazzolavamo i nostri denti. Riempivamo i palloni con farina invece che con acqua quando giocavamo. Ci si diverte lo stesso, comunque.

(Risate)

E alcuni anni fa, quando con i miei amici ho affrontato la sfida del secchiello di ghiaccio, abbiamo usato la sabbia.

(Risate)

E potreste pensare che così è facile, la sabbia non è ghiaccio. Credetemi, la sabbia va ovunque, e ci vuole un'eternità per liberarsene.

Ma ciò che forse non avevo capito mentre da bambina giocavo con palloni riempiti con farina, e da adulta riversavo sabbia sulla mia testa, è che alcune delle tecniche che sembrano abitudini per me e per altri che vivono in paesi a clima secco possono aiutare tutti noi a gestire ciò che sta diventando una crisi globale. Vorrei portare come contributo tre lezioni, oggi, tre lezioni da paesi poveri d'acqua e come sopravvivono e perfino prosperano nonostante la crisi d'acqua.

Prima lezione: dite alle persone di quanta acqua dispongono realmente. Per poter risolvere un problema, dobbiamo riconoscere di avere un problema. E quando parliamo di acqua, le persone possono facilmente chiudere un occhio, convincendosi che poiché l'acqua adesso esce dal rubinetto, così sarà per sempre. Ma alcune nazioni intelligenti, affette da siccità hanno adottato misure semplici e innovative per assicurarsi che i loro cittadini, le loro comunità e le loro aziende sappiano quanto aridi siano i loro paesi.

Mentre mi trovavo a Cape Town agli inizi di quest'anno, ho visto questa insegna elettronica lungo l'autostrada, che indicava quanta acqua aveva ancora a disposizione la città. Questa è un'idea che possono aver preso in prestito dall'Australia quando ha affrontato una delle peggiori siccità nella storia del paese dal 1997 al 2009. I livelli d'acqua a Melbourne scesero a picco fino alla scarsa capacità di circa il 26%. Ma la città non urlò alle persone. Non supplicò le persone di non usare l'acqua. Usarono insegne elettroniche per indicare i livelli di acqua disponibili a tutti i cittadini e in tutta la città. Stavano dicendo onestamente alle persone quanta acqua avevano realmente, lasciando loro prendersi la responsabilità per se stessi. Conclusa la siccità, ciò ha creato un tale senso di urgenza insieme ad un senso di comunità. Circa un cittadino su tre a Melbourne ha investito installando serbatoi per raccogliere l'acqua piovana per le loro famiglie. Le azioni dei cittadini non si fermarono all'installazione di quei serbatoi. Con l'aiuto della città, furono in grado di produrre un impatto ancora maggiore.

Arriviamo alla lezione numero due: incoraggiare le persone a risparmiare acqua. Melbourne voleva che le persone usassero meno acqua in casa. E un modo di farlo è spendere meno tempo sotto la doccia. Comunque, studi rivelano che alcune persone, soprattutto donne, non erano entusiaste all'idea di risparmiare acqua in quel modo. Alcune di loro dissero onestamente, "La doccia non è soltanto per igiene. È il mio santuario. È uno spazio per rilassarsi, non soltanto per pulirsi." La città cominciò a offrire gratuitamente soffioni per la doccia a risparmio idrico. E dopo, alcune persone si lamentarono perché avevano un brutto aspetto o non erano confacenti ai loro bagni. Quindi ciò che chiamo "'The Showerhead Team" sviluppò un piccolo regolatore del flusso d'acqua che poteva essere inserito nel soffione già esistente. E dal momento che il design non significa molto per me, ho amato come il team non si arrese è invece riuscì a ideare una soluzione semplice e unica per permettere alle persone di risparmiare l'acqua. Nell'arco di quattro anni, sono stati rimpiazzati più di 460.000 soffioni per la doccia. Quando venne introdotto il piccolo regolatore, vennero fatti più di 100.000 ordini. Melbourne ha vinto nel ridurre la domanda d'acqua pro capite del 50 percento.

Negli Emirati Arabi, il secondo paese più carente d'acqua al mondo, funzionari hanno progettato il "Business Heroes Toolkit" nel 2010. L'obiettivo era motivare e rendere protagoniste le aziende nella riduzione del consumo energetico e idrico. Gli strumenti in pratica insegnavano alle aziende come misurare i livelli attuali di consumo dell'acqua e conteneva suggerimenti per aiutarli a ridurre quei livelli. E ha funzionato. Centinaia di organizzazioni hanno scaricato quel kit. E alcune di loro si sono unite nel "Corporate Heroes Network," dove le aziende possono volontariamente rispondere alla sfida di ridurre il consumo idrico ai valori stabiliti come obiettivo entro un anno. Le aziende che hanno completato la sfida hanno risparmiato in media il 35% d'acqua. Un'azienda, per esempio, ha implementato tutti i suggerimenti possibili per il loro spazio ufficio. Hanno sostituito sciacquoni, rubinetti, soffioni — e così via. Se faceva risparmiare acqua, lo hanno installato, riducendo della metà il consumo d'acqua degli impiegati.

Rendere protagonisti individui e aziende nel risparmio dell'acqua è cruciale, ma ancora non basta. Le nazioni devono andare oltre lo status quo e implementare azioni a livello nazionale per risparmiare acqua.

Arriviamo alla lezione numero tre: guardate oltre l'aspetto superficiale. Il risparmio idrico può arrivare da posti inattesi. Singapore è l'ottavo paese al mondo più carente di risorse d'acqua. Importa circa il 60% del fabbisogno d'acqua.

È anche un'isola molto piccola. Come tale, ha bisogno di usare quanto più spazio possibile per raccogliere acqua piovana. Nel 2008, hanno costruito il Marina Barrage. È in assoluto il primo serbatoio urbano costruito nel mezzo della città-stato. È il più grande bacino del paese, circa un sesto la grandezza di Singapore. Ciò che è sorprendente del Marina Barrage è il fatto che è stato costruito per sfruttarne al massimo la grandezza e l'inaspettata ma importante localizzazione. Comporta tre importanti benefici per il paese: ha potenziato la fornitura d'acqua di Singapore del 10%; protegge le aree più basse dalle inondazioni perché è collegato al mare; e, come potete vedere, è anche un bellissimo polo d'attrazione, che ospita diversi eventi, dalle mostre d'arte ai festival musicali, e attrae intorno all'area podisti, ciclisti e turisti.

Non tutte le iniziative devono essere così belle o visibili. Il mio paese d'origine, la Giordania, ha compreso che l'agricoltura consuma la maggior parte delle sue risorse d'acqua. Volevano incoraggiare gli agricoltori a puntare sulla crescita di raccolti a basso consumo d'acqua. Per raggiungere quell'obiettivo, l'agricoltura locale sta puntando su datteri e vigneti. Resistono di più in condizioni di siccità rispetto ad altra frutta e verdura, e allo stesso tempo, sono reputate coltivazioni di alto valore, a livello nazionale e internazionale.

La popolazione della Namibia, uno dei paesi più aridi nell'Africa del Sud, beve acqua riciclata dal 1968. Potreste contestarmi che molte nazioni riciclano l'acqua. Risponderei che è così. Ma poche lo fanno come acqua da bere, prevalentemente perché alle persone non piace l'idea che l'acqua dei loro bagni arrivi nel rubinetto. Ma il Namibia non poteva permettersi di pensare in quel modo. Sono andati oltre la superficialità per risparmiare l'acqua. E oggi sono un grande esempio di come, quando i paesi purificano acque reflue per renderle potabili, possono ridurre il problema della carenza dell'acqua e nel caso della Namibia, fornire acqua potabile ad oltre 300.000 cittadini della capitale.

Dal momento che molti paesi un tempo ricchi d'acqua ora registrano la scarsità, dico che non bisogna reinventare la ruota. Se consideriamo cosa le nazioni povere d'acqua hanno fatto, troviamo le soluzioni. Dipende solo da tutti noi agire.

Grazie.

(Applausi)