Kathryn Schulz
2,255,852 views • 16:51

Questo è Johnny Depp, certo. E questa è la spalla di Johnny Depp. E questo è il famoso tatuaggio sulla spalla di Johnny Depp. Qualcuno di voi sa che nel 1990 Depp si fidanzò con Winona Ryder, e che si fece fare un tatuaggio sulla spalla destra "Winona per sempre". E poi tre anni dopo — che onestamente, per gli standard di Hollywood praticamente è per sempre — si sono lasciati, e così Johnny se lo è fatto ritoccare. E ora sulla sua spalla c'è scritto "Wino per sempre".

(Risate)

Come Johnny Depp, e come il 25% degli Americani tra i 16 e i 50 anni, ho un tatuaggio. All'inizio ho cominciato a pensare di farmelo verso i 25, ma ho aspettato a lungo deliberatamente. Perché sappiamo tutti che quelli che si fanno tatuare a 17 anni o a 19 o a 23 si pentono prima dei 30. Questo a me non è capitato. Mi sono fatta fare il tatuaggio a 29 anni, e mi sono pentita immediatamente. E con "pentita", intendo che sono uscita dal locale dei tatuaggi — è solo a un paio di chilometri da qui nel Lower East Side — e ho avuto un pesante tracollo emozionale in pieno giorno all'angolo tra East Broadway e Canal Street. (Risate) Che è un posto fantastico per averlo perché non importa a nessuno. (Risate) E poi quella sera sono andata a casa, e ho avuto un trcrollo emotivo anche peggiore, di cui dirò di più tra un minuto.

E per me è stato abbastanza scioccante, perché prima di quel momento, ero orgogliosa del fatto di non avere mai avuto rimorsi. Ho fatto molti errori e preso decisioni stupide, naturalmente. Lo faccio continuamente. Ma, sapete, mi sono sempre sentita ho preso la migliore decisione possibile considerando chi ero allora, date le informazioni che avevo. Ho imparato la lezione. In qualche modo mi ha portato a dove sono adesso nella vita. E certo, non la cambierei. In altre parole, mi ero sorbita il beverone culturale sul rimorso, cioè che il lamentarsi degli avvenimenti passati è assolutamente una perdita di tempo, che dovremmo guardare sempre avanti e mai indietro, e che una delle cose migliori e più nobili che possiamo fare è batterci per vivere una vita senza rimpianti.

Questa citazione rende bene l'idea: "Tutto ciò che è senza soluzione non dovrebbe essere preso in considerazione; quel che è fatto è fatto". E a prima vista sembra una filosofia ammirevole — ci metteremmo tutti la firma... finché non vi dico chi l'ha detta. Va bene, è stata Lady MacBeth sostanzialmente per dire a suo marito di smettere di essere un debole e sentirsi in colpa per i suoi omicidi. E, naturalmente, Shakespeare ha sollevato l'argomento, come faceva generalmente. Perché l'incapacità di vivere il rimorso in realtà è uno dei sintomi diagnosticati nei sociopatici. E tra l'altro, è anche caratteristico di alcuni tipi di danni cerebrali. Quindi coloro che hanno danni alla corteccia orbitale frontale sembrano essere incapaci di provare rimorso anche di fronte a decisioni palesemente sbagliate. Quindi se, di fatto, volete vivere una vita senza rimorsi, per voi c'è un'opzione. Si chiama lobotomia. Ma se volete essere completamente funzionali e completamente umani e pieni di umanità, credo che dobbiate imparare a convivere con i rimorsi.

Cominciamo con il definire alcuni termini. Cos'è il rimorso? Il rimorso è l'emozione che sperimentiamo quando pensiamo che la nostra situazione attuale potrebbe essere migliore o potremmo essere più felici se avessimo agito diversamente in passato. In altre parole, il rimorso ha bisogno di due cose. Ha bisogno, in primo luogo, di un'azione - dobbiamo prima di tutto aver preso decisioni. E in secondo luogo richiede immaginazione. Dobbiamo essere capaci di immaginare di tornare indietro e prendere una decisione diversa, e poi dobbiamo essere capaci di andare avanti e immaginare questa situazione e immaginare come le cose sarebbero andate nel nostro presente. E di fatto, più abbiamo di queste cose — più azione e più immaginazione rispetto a un dato rimpianto o rimorso, più accurato sarà quel rimorso.

Diciamo per esempio che state andando al matrimonio del vostro migliore amico e state cercando di arrivare all'aeroporto e siete bloccati nel traffico, e finalmente arrivate all'imbarco e avete perso il volo. Proverete più rimorso in quella situazione se avrete perso il volo per tre minuti piuttosto che per 20. Perché? Perché, se perdete il volo per tre minuti, è fin troppo facile immaginare che avreste potuto prendere decisioni diverse che avrebbero portato a un risultato migliore. "Sarei dovuto passare per il ponte e non per il tunnel. Sarei dovuto passare con il giallo". Queste sono le classiche condizioni che creano rimorsi. Proviamo rimorso quando pensiamo di essere responsabili per una decisione che è risultata sbagliata, ma che poteva quasi andar bene.

In questo contesto, possiamo ovviamente provare rimorso per tante cose diverse. Questa sessione oggi riguarda i comportamenti economici. E la maggior parte di quello che sappiamo sul rimorso ci viene da quel settore. Esiste un'ampia letteratura sulle decisioni finanziarie e di consumo e il rimorso che vi è associato — il rimorso di chi compra, sostanzialmente. Ma poi finalmente, è successo ad alcuni ricercatori di fare un passo indietro e dire, bene, ma dopotutto, che cosa si rimpiange di più nella vita? Ecco a cosa assomigliano le risposte.

La classifica dei primi sei rimorsi — le cose che si rimpiangono di più nella vita: Il primo, di gran lunga: l'educazione. il 33% di tutti i rimpianti riguardano le decisioni sulla nostra formazione scolastica. Vorremmo avere imparato di più. Vorremmo avere approfittato di più dell'educazione che abbiamo ricevuto. Vorremmo avere scelto materie di studio diverse. Altri molto in alto nella lista dei nostri rimpianti includono carriera, amore, rapporti di parentela, decisioni varie e scelte sul senso della nostra vita e come trascorriamo il tempo libero — o in realtà in maniera più specifica, quanto sbagliamo a trascorrere il tempo libero. I restanti rimpianti o rimorsi riguardano queste cose: soldi, problemi di famiglia non legati all'amore e alla cura parentale, salute, amici, spiritualità e comunità.

In altre parole, la maggiore di quello che sappiamo sul rimpianto lo sappiamo dallo studio della finanza. Ma si è scoperto che, osservando quello che la gente più rimpiange nella vita, sapete cosa, le nostre decisioni finanziarie non sono neanche in classifica. Contano per meno del 3% dei nostri rimpianti totali. Quindi se state lì a decidere tra grande o piccola capitalizzazione, tra l'azienda A e l'azienda B, o se dovete comprare la Subaru o la Prius, sapete una cosa, lasciate stare. La cosa strana è che, non ve ne importerà niente tra cinque anni.

Ma per quelle cose di cui ci importa veramente e per cui sentiamo un profondo rimorso, a cosa assomiglia quell'esperienza? Sappiamo tutti la risposta breve. È terribile. Il rimorso è orribile. Ma scopriamo che il rimorso è orribile in quattro modalità che si ripetono costantemente. La prima componente importante del rimorso sostanzialmente è il diniego. Quando tornai a casa quella sera dopo aver fatto il tatuaggio, sono rimasta in piedi tutta la notte. E nelle prime ore, avevo un pensiero molto preciso. E quel pensiero era, "Fallo sparire!" È una reazione emotiva incredibilmente primitiva. Voglio dire, è quasi come dire "Voglio la mamma!" Non stiamo cercando di risolvere il problema. Non stiamo cercando di capire come è sorto il problema. Vogliamo solo che sparisca.

La seconda componente caratteristica del rimorso è un senso di sconcerto. L'altra cosa che pensavo in camera mia quella notte era, "Come ho potuto farlo?" A cosa stavo pensando?" Questo senso di alienazione della parte di noi che ha preso una decisione che rimpiangiamo. Non riusciamo ad indentificarci con quella parte. Non capiamo quella parte di noi. E non proviamo di sicuro alcuna empatia per quella parte — il che spiega la terza componente sistematica del rimorso, che è un intenso desiderio di autopunizione. Ecco perché, di fronte al rimorso, la cosa che diciamo sistematicamente è, "Mi sarei preso a schiaffi da solo." La quarta componente del rimorso è quello che gli psicologi chiamano perseveranza. Perseverare significa concentrarsi in maniera ossessiva e ripetuta sulla stessa cosa. L'effetto della perseveranza è sostanzialmente di prendere le tre componenti del rimorso e ripeterle all'infinito. Non è che quella notte stavo lì seduta nella mia stanza a pensare, "Fallo andare via." È che stavo lì seduta e pensavo, "Fallo andare via. Fallo andare via. Fallo andare via. Fallo andare via." Quindi se consultate i libri di psicologia, queste sono le quattro componenti sistematiche del rimorso.

Ma voglio suggerirne una quinta. E me la immagino come una specie di sveglia esistenziale. Quella sera nel mio appartamento, dopo essermi presa a calci da sola e così via, sono rimasta sdraiata nel letto a lungo, e pensavo ai trapianti di pelle. E poi ho pensato a come, le assicurazioni di viaggio non coprano i casi di forza maggiore, probabilmente la mia assicurazione medica non copre i casi di idiozia. In realtà, nessuna assicurazione copre i casi di idiozia. Il punto dei casi di idiozia è che vi lasciano totalmente senza copertura; vi lasciano esposti al mondo ed esposti alla vostra vulnerabilità e fallibilità di fronte ad un universo, francamente, totalmente indifferente.

Ovviamente questa è un'esperienza incredibilmente dolorosa. E credo che sia particolarmente dolorosa per noi occidentali nelle grinfie di quello che talvolta chiamo una cultura CTRL+Z — CTRL+Z come la scorciatoia da tastiera, annulla ultima azione. Siamo incredibilmente abituati a non fare fronte alla dura realtà della vita, in un certo senso. Pensiamo di poter risolvere il problema con i soldi o con la tecnologia — possiamo annullare le azioni, rimuovere le amicizie e non seguire più qualcuno. E il problema è che ci sono determinate cose che accadono nella vita che vogliamo disperatamente cambiare e non possiamo farlo. Qualche volta invece del CTRL+Z, in realtà non abbiamo nessun controllo. E per coloro di noi ossessionati dal controllo e perfezionisti — e so di cosa sto parlando — è molto difficile, perché vogliamo fare tutto da soli e vogliamo farlo bene.

Bisogna anche ammettere che i maniaci del controllo e i perfezionisti non dovrebbero farsi tatuare, e tornerò su questo punto tra qualche minuto. Ma prima voglio dire che l'intensità e la persistenza con le quali sperimentiamo queste componenti emozionali del rimorso ovviamente varieranno a seconda di quella cosa specifica per cui proviamo rimorso. Ad esempio ecco uno dei miei preferiti, i generatori automatici di rimorso della vita moderna. (Risate) Testo: Rispondi a tutti. E la cosa fantastica di questa innovazione tecnologica molto insidiosa e anche solo con questa cosa, possiamo sperimentare una vasta gamma di rimorsi. Potete premere accidentalmente "rispondi a tutti" in una email e silurare un'amicizia. O potreste avere una giornata di lavoro incredibilmente imbarazzante. O potrebbe diventare il vostro ultimo giorno di lavoro.

E questo non tocca neanche lontanamente i profondi rimorsi della vita. Perché naturalmente, qualche volta prendiamo decisioni che hanno conseguenze terribili ed irrevocabili, sia per noi che per altre persone, riguardo a salute, felicità e mezzi di sostentamento, e nel peggiore dei casi, persino riguardo alla vita. Ovviamente, questo tipo di rimorso è incredibilmente inteso e duraturo. Voglio dire, anche il più stupido rimorso da "rispondi a tutti" può lasciarci in una straziante agonia per giorni.

E come dovremmo conviverci? Ci sono tre cose che voglio suggerire che ci aiutano a fare pace con il rimorso. E la prima è trarre sollievo dalla sua universalità. Se cercate "rimorso" e "tatuaggio" su Google, ottenete 11,5 milioni di risposte. (Risate) La Food and Drug Administration stima che di tutti gli Americani che hanno tatuaggi, il 17% se ne pente. Cioè Johnny Depp ed io e ad altri 7 milioni di amici. E questo è solo il rimorso per i tatuaggi. Siamo tutti sulla stessa barca.

Il secondo modo per fare pace con il rimorso è ridere di noi stessi. Nel mio caso, non è proprio stato un problema, perché in realtà è molto facile ridere di sé stessi quando hai 29 anni e vuoi la tua mamma perché non ti piace il tuo nuovo tatuaggio. Potrebbe però sembrare un suggerimento facile e crudele quando si tratta di rimorsi molto più profondi. Ma non credo che sia questo il caso. Tutti coloro che hanno sperimentato il rimorso che comporta vero dolore e afflizione capiscono che l'umorismo, perfino l'umorismo nero, gioca un ruolo fondamentale nell'aiutarci a sopravvivere. Riconnette i poli delle nostre vite, il positivo e il negativo, e ci trasmette un po' di corrente di vita.

Il terzo modo che credo serva a fare pace con il rimorso è il tempo, che, come sapete, cura tutte le ferite — eccetto i tatuaggi, che sono permanenti. Sono parecchi anni che ho il tatuaggio. Volete che ve lo mostri? Va bene. In realtà, sapete cosa, dovrei avvisarvi, rimarrete delusi. Perché non è poi così orribile. Non mi sono tatuata la faccia di Marilyn Manson su qualche parte indiscreta o cose simili. Quando la gente vede il mio tatuaggio, di solito le piace. È solo che a me non piace. E come dicevo prima, sono una perfezionista. Ma ve lo farò vedere lo stesso.

Questo è il mio tatuaggio. Posso indovinare quello che alcuni di voi stanno pensando. Lasciate che vi rassicuri di una cosa. Alcuni dei vostri rimorsi non sono così brutti come pensate che siano. Ho questo tatuaggio perché ho trascorso la maggior parte dei 20 anni all'estero e in viaggio. E più tardi, quando mi sono stabilita a New York, ero preoccupata di dimenticare alcune delle lezioni più importanti che avevo imparato in quel periodo. Nello specifico due cose che ho imparato su me stessa che più di tutte non volevo dimenticare era quanto sentivo importante continuare a esplorare e, nello stesso tempo, quanto importante sia non perdere di mira i propri obiettivi. E quello che mi piaceva di questa immagine della bussola è che sentivo di avere racchiuso entrambe queste idee in una sola immagine. E pensavo che potesse servire come una specie di strumento di memoria permanente.

Ed è stato così. Ma ho scoperto che non mi ricorda la cosa che pensavo mi avrebbe ricordato; mi ricorda continuamente qualcos'altro. In realtà mi ricorda la lezione più importante che il rimorso ci possa insegnare, che è anche una delle lezioni più importanti che ci insegna la vita. E ironicamente, credo che sia l'unica cosa più importante che avrei potuto tatuarmi sul corpo — in parte in qualità di scrittrice, ma anche come semplice essere umano. Ecco cos'è, se abbiamo degli obiettivi e dei sogni, e vogliamo fare del nostro meglio, e se amiamo le persone e non vogliamo ferirle o perderle, dovremmo provare dolore quando le cose vanno male. Il punto non è vivere senza rimorsi. Il punto è non odiare noi stessi quando li abbiamo.

La lezione più importante che ho imparato dal mio tatuaggio e che voglio trasmettere a voi oggi è questa: Dobbiamo imparare ad amare le cose imperfette, difettose che creiamo e perdonare noi stessi per averle create. Il rimorso non ci ricorda quello che abbiamo fatto male. Ci ricorda che sappiamo di poter fare meglio.

Grazie.

(Applausi)