Euvin Naidoo
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Benvenuti in Africa! O forse dovrei dire: "Benvenuti a casa". Perché è qui che tutto è cominciato, vero? Analizzando fossili di diversi milioni di anni fa, tutto sembra testimoniare che la storia della nostra specie, così come la conosciamo, sia cominciata proprio qui. Nei prossimi quattro giorni faremo un viaggio eccezionale. Ascolterete storie da "Africa: Il prossimo capitolo". Storie fantastiche, e aneddoti dei relatori. Ma vorrei, per un attimo, fare il contrario, tirare in ballo una questione e "ripulire l'aria", per così dire. Qual è la cosa peggiore che abbiate mai sentito sull'Africa? Non è retorica. Voglio che mi rispondiate, davvero. Avanti! La peggiore. Carestia. Corruzione. Ancora. Genocidio. AIDS. Schiavitù. Basta così.

Tutti abbiamo sentito parlare di queste cose. Ma qui parliamo di "Africa, la storia che non abbiamo mai sentito." Le storie che vogliamo conoscere, le storie edificanti quanto vere. Una parte del mio intervento riguarderà le opportunità di investimento in questo continente. Per separare la retorica dalla realtà, e i fatti dalla finzione. Così da osservare i veri dati e le vere statistiche sulle cose che stanno succedendo e che fanno dell'Africa una realistica possibilità e opportunità di investimento per voi. Perché l'Africa, in qualche misura, è a un punto di svolta. Un punto di svolta nel modo in cui gestisce la propria immagine e controlla il proprio destino. E le svolte sono parte integrante delle questioni a cui mi sono interessato per la maggior parte della mia carriera professionale. Tutto è cominciato quasi dieci anni fa, quando ero un giovane consulente presso la McKinsey & Company a Johannesburg, nella loro prima filiale africana.

Lavoravamo coi principali direttori generali sulle questioni africane, e sulle aziende africane in trasformazione, rendendo quelle compagnie le migliori non solo in Africa, ma nel mondo. Ma questo interesse per i cambiamenti l'ho formalizzato concretamente durante il master in amministrazione aziendale negli USA. Tutto cominciò con una fantastica telefonata. Era Rosabeth Moss Kanter, una mia professoressa e guru all'Harvard Business School. Che disse: "Voglio scrivere un caso, Euvin — un caso su un leader del settore pubblico che abbia qualcosa da insegnare al mondo aziendale". E il leader che mi venne in mente fu Nelson Mandela. Perché Nelson Mandela, quando arrivò al potere come primo presidente del Sudafrica eletto democraticamente, dovette affrontare la realtà di un paese che avrebbe potuto precipitare nel caos. Ma invece fece incamminare il paese su un sentiero virtuoso.

Il caso, "Nelson Mandela: leader del cambiamento", divenne parte della ricerca di base per un capitolo del nuovo libro di Rosabeth, intitolato "Confidence" ("Fiducia") "Confidence" diventò un bestseller del New York Times e scalò la classifica dei più venduti di Business Week. Vi racconto questa storia perché in seguito, quando venni intervistato dalla SABC Africa, un'emittente panafricana, mi chiesero: "Qual è l'insegnamento più importante, o la cosa che ami di più?" Perché far parte di un progetto del genere fu un grande privilegio. L'insegnamento era che l'Africa, una storia africana, veniva usata per condividere col resto del mondo un possibile riferimento per le trasformazioni aziendali. L'Africa era citata come esempio di successo!

Voglio quindi rivelarvi una storia personale su un cambiamento o una trasformazione. E questo ha a che fare con me. Perché nel 1994 misi un po' di cose in uno zaino e partii per un anno di viaggio nel bel mezzo della mia carriera universitaria. Avreste dovuto vedere come reagirono i miei!

(Risate)

Ma in poco tempo mi trasferii dalla parte più meridionale dell'Africa - il Sudafrica - all'estremo nord, in Egitto. Cercai i posti più nascosti, andai all'oasi di Siwa, e vi feci una sosta. L'oasi di Siwa è famosa per diverse ragioni, ma la principale è che fu il luogo in cui si recò Alessandro Magno quando volle scoprire cosa gli avrebbe riservato il destino. La leggenda narra che Alessandro viaggiò attraverso il deserto. Metà del suo esercito fu spazzato via dalle tempeste di sabbia. E il mito racconta che incontrò l'oracolo, che gli predisse un futuro di grandezza. Questo nel 300 a.C. L'Africa, quindi, è stata considerata a lungo un posto dove cercare risposte.

Ora, la cosa che ricordo di Siwa è la magnifica vista del cielo notturno. Senza fonti di luce naturale, Siwa è uno di quei fantastici posti in cui guardi in alto e vedi una stellata perfetta. Ora saltiamo al 2002. Sono seduto a Cambridge, Massachusetts ad una conferenza sullo sviluppo sanitario. E vedo la stessa immagine, ma dall'altro lato. L'immagine di un satellite che guarda verso la Terra. E fu proprio quell'immagine a provocare un impatto così profondo in me perché non la dimenticherò mai. Ricordo quel momento esatto. E vorrei condividere con voi l'immagine che vidi in quel momento. La prima cosa che notai fu il nord America di notte, luminoso, in tutto il suo splendore. Una sensazione piacevole. La luce.

E poi lei — l'Africa. Il "continente nero", letteralmente. E anche se l'Africa potrebbe sembrare nera, la lezione che ne ho tratto è che stiamo affrontando sia una sfida che un'opportunità. Perché anche se l'Africa può sembrare nera, a parte qualche bagliore a nord, a sud e in altre aree, è illuminata dalla luce nei cuori dei milioni di persone che la abitano. Persone dinamiche ed intraprendenti, persone piene di speranza. Fu George Kimble, il geografo, a dire che "L'unica cosa nera dell'Africa è la nostra ignoranza su di essa". Cominciamo quindi ad accendere le luci su questo fantastico ed eclettico continente che ha così tanto da offrire.

Cominciamo ad analizzarlo. L'Africa è un'enorme massa di terra, il secondo continente per estensione dopo l'Asia. È anche il secondo continente per popolazione, con 900 milioni di abitanti. Infatti — tornando alla massa di terra — l'Africa è così grande che potrebbe contenere gli Stati Uniti, la Cina e l'Europa intera, avanzando ancora spazio. In Africa si parlano più di mille lingue — 2000, secondo un'altra stima — con oltre 2000 lingue e dialetti. Ma potreste dire: "Investi in Africa parlando 1000 lingue diverse, e il risultato sarà nullo". Che cosa dicono i dati? Come investment banker, sono nel mezzo delle informazioni e dei cambiamenti in corso nel mercato dei capitali. Vorrei quindi parlarvi di alcuni di questi importanti segnali, dei venti di novità che stanno soffiando nel continente.

Cominciamo proprio da lì, e cominciamo "dall'alto", dai fattori macroeconomici. In Africa, complessivamente, l'inflazione sta scendendo — primo segnale — sotto le due cifre che raggiungeva in molti stati. Cominciamo quindi ad analizzarne qualcuno. Io lo chiamo il gruppo Z.E.N. Zambia: dal 2004 al 2006, passa dal 18% di inflazione al 9%. Egitto: dal 16% a circa l'8.4%. Nigeria, situazione simile: dal 16% all'8%. Numeri a una cifra. Ancora più interessante: ci sono altri stati — Sudafrica, Mauritius, Namibia — tutti numeri ad una cifra. Ma questa è solo parte della storia. Anche la situazione delle valute, che stanno attraversando un periodo di estrema stabilità, è simile. Comunque, questo è osservare l'intera immagine. E il primo mito da sfatare è che l'Africa non è uno stato. È costituita...

(Applausi)

È costituita da 53 stati differenti. Quindi la definizione — dire "investire in Africa" — non porta da nessuna parte. Non ha senso. Ogni stato ha proposte di investimento uniche. Puoi fare soldi come perderli, in Africa. Ma le opportunità ci sono davvero, certo che sì. E questo è l'argomento di oggi, discutere di quelle opportunità. Cominciamo quindi ad addentrarci negli stati e in dati e materiali specifici. Recentemente, l'ha detto Emeka, mi hanno nominato Presidente della Camera di Commercio Sudafricana in America. Sono molto orgoglioso e felice di assumere questo ruolo, perché è un incarico interessante da ricoprire. [Ti permette di] Ascoltare questa conversazione, che acquista sempre più forza e velocità, sulle decisioni commerciali e sulle aziende che vogliono venire. Prima tappa: parliamo un po' del Sudafrica. Ma non del "solito" Sudafrica, oro, minerali, l'infrastruttura da primo mondo; di un altro Sudafrica.

Per esempio: il Sudafrica, di recente, è stato votato dalle mille migliori aziende di call center britanniche come il miglior paese estero in cui investire. Stessa lingua, stesso fuso orario, eccetera. Ha senso. Altre due aziende arrivate di recente in Sudafrica sono state la Bain Capital e la KKR, i grandi del private equity. Titolo in Sudafrica: "Sono atterrati". Davvero inquietante. Ma perché ci sono andati? Per acquisire dei capitali. L'acquisizione da parte della Bing Capital della Edcon, un importante rivenditore, dimostra che cominciano ad avere fiducia nell'economia. Perché il loro è un gioco a lungo termine. Da rivenditori, confidano che questa crescente classe media continuerà a crescere, che il boom e la fiducia dei consumatori continueranno. Ma la storia dell'Africa, e la mia attenzione è al di là del Sudafrica perché succedono molte cose. La Nigeria è indubbiamente una zona importante. Sfide - e noi sentiremo parlare molto della Nigeria in questi quattro giorni.

Ma guardando il lavoro di Goldman Sachs - abbiamo ricevuto il celebre Rapporto BRIC. Il nuovo rapporto, "The Next Eleven" (I prossimi 11), sottolinea che entro il 2020 la Nigeria sarà tra le prime 10 economie del mondo. Si tratta di un'opportunità di investimento. Pensateci. C'è qualcuno - le nostre banche, i nostri investitori - che sta seriamente pensando di andarci? Se non lo avete fatto, perché no? Cosa sta succedendo in Nigeria? Un paio di cose. Voglio parlarne dal punto di vista dei mercati dei capitali. Altri indicatori economici: la Guarantee Trust Bank ha emesso recentemente il primo Euro Bond fuori dall'Africa, e questo esclude il Sudafrica. Ma il primo Eurobond, la raccolta di capitali internazionali offshore, fuori dal proprio bilancio, senza nessun supporto sovrano - testimonia la fiducia che si sta riponendo in quella economia. Senza alcun supporto sovrano, un'azienda nigeriana raccoglie capitali offshore. È un segno di ciò che sta avvenendo.

Quanto all'industria del petrolio, l'Africa fornisce il 18% del petrolio degli Stati Uniti, contro il 16% appena del Medio Oriente. Si tratta di un importante partner strategico. Mettiamo la Nigeria in prospettiva. Da 2,2 a 2,4 milioni di barili di petrolio al giorno. Allo stesso livello del Kuwait, e del Venezuela. Ma in Africa c'è una questione a cui fare attenzione. Emeka ed io ne abbiamo discusso. Dobbiamo liberarci dalla cosiddetta "maledizione delle risorse". Non possiamo limitarci al petrolio, o alle materie prime. Perché l'Africa sia veramente sostenibile, dobbiamo andare oltre, ad altri settori.

Cercherò dunque di analizzarli, sia pure molto rapidamente, perché vedo che il tempo si sta riducendo. Che altro sta succedendo lì? Egitto. L'Egitto sta per avviare una prima grande zona industriale, 2,8 miliardi di investimenti. L'annuncio è uscito da qualche settimana. Vicino al Mediterraneo, nei pressi di Alessandria — tessile, petrolchimico. Sarà diretta da una società di gestione con sede a Singapore. Vogliono emergere come potenza industriale fra le industrie - lontani dal petrolio.

Diamo ora un'occhiata all'agricoltura. E alla selvicoltura. Cosa sta succedendo lì? In Tanzania, settimana scorsa, è stata avviata la East African Organic Produce Standard. Che riunisce, anche in questo caso, coltivatori e azionisti dell'Africa orientale per fissare gli standard dei prodotti biologici. Prezzi migliori. Fa accordi coi piccoli coltivatori perché non usino pesticidi né fertilizzanti. Anche in questo caso, un'opportunità di affrontare i mercati per ottenere un prezzo migliore. Uganda: alla New Forest Company rimboscano e riqualificano le loro foreste. Perché è importante? Perché per adeguare l'infrastruttura elettrica servono pali per sospendere i cavi. Ma è questo il bello dell'affare: ne approfitterano per scambiarli con crediti di carbonio. Torniamo alla Nigeria. Il settore bancario ha subito enormi trasformazioni, da oltre 80 banche a 25 banche. Rafforzamento del sistema. Ma cosa sta succedendo lì? Solo il 10% del paese ha depositi nelle banche. Il paese con più popolazione in Africa è la Nigeria. Pensateci: più di 135 milioni di persone, e solo 700 sportelli bancomat nel paese. Opportunità.

Lo stesso vale per le telecomunicazioni in tutto il paese. Guardiamo ora il continente nel suo complesso. La gente guarda le strade, per esempio, e dice: "Angola: il 90% delle strade sono sterrate. È un problema!" Il trasporto delle merci è più costoso. I prezzi dei beni salgono, generando inflazione. Nigeria: il 70% delle strade sono sterrate. Zambia: l'80%. In generale, più del 50% delle strade sono sterrate. Questa è una opportunità! Il bisogno energetico è una opportunità. Ma quali sono i segni che le cose stanno cambiando radicalmente? Guardiamo i mercati azionari africani. Se dovessi chiedervi: "Qual era, nel 2005, il mercato azionario o la borsa valori coi migliori risultati nel mondo?" Vi verrebbe in mente l'Egitto? Nel 2005, il mercato azionario egiziano - la borsa valori - ha avuto un rendimento di oltre il 145%. Cosa sta succedendo in altri paesi? Diamo un'occhiata ad alcuni numeri del 2006. Kenya: oltre il 60%. Nigeria: oltre il 40%. Sud Africa: 20-30%. Molto alti. Sono queste le tendenze in corso. Ma in ogni decisione d'investimento, la domanda principale è: "Qual è il migliore investimento alternativo?"

Perché l'Africa, oggi, compete a livello globale per il capitale. E il capitale globale è agnostico, infedele. C'è un eccesso di capitale negli Stati Uniti, e la chiave è il pick up di rendimento. L'Africa sta permettendo un gioco di diversificazione, e anche opportunità di pickup di rendimento per l'investitore che sa quel che sta facendo. Se si confronta l'Africa con altre cose, e i paesi africani con altre cose, i paragoni diventano importanti. 10 anni fa, pochissimi paesi ricevevano rating sovrani da Standard & Poors, Moody's e Fitch. Oggi 16 paesi africani, e sono in aumento, hanno rating di paese sovrano. Cosa significa questo? Prendiamo ancora la Nigeria: BB- al livello di Ucraina e Turchia. Immediatamente abbiamo un confronto. Una base sulla quale i detentori di capitale globale prendono decisioni di investimento. Altri esempi: Sudafrica: BBB+. Botswana: A+. Burkina Faso: B-. E così via.

In effetti, una delle grandi agenzie sta creando un ufficio in Africa. Perché lo fanno? Perché ritengono che ci saranno degli investimenti da seguire. Ho letto una cosa interessante. È uno degli ultimi punti che voglio menzionare, ed è uno dei grandi indicatori economici: quelli della CNBC hanno lanciato il loro primo canale africano. Perché la CNBC fa questo? È il "rullo" africano di notizie, 24 ore al giorno. Lo fanno perché si aspettano che le cose accadano. Voi e io, gli investimenti che faremo, che il mondo farà. Per questo lanciano un canale di notizie 24 ore al giorno dedicate all'Africa. È questo, quindi, il cambiamento che sta per arrivare.

Per concludere, voglio ritornare a quella diapositiva che anni fa mi ha tanto colpito. E questa volta vi mostrerò l'intera immagine che ho visto nel 2002, e vi chiedo: quando pensate a quale possa essere il vostro ruolo in Africa, pensate al vostro come a un contributo di luce in questo continente. Perché sono a vostra disposizione opportunità incredibili. E pensate al concetto di trasformazione nel profondo della vostra mente, perché le cose possono capovolgersi piuttosto in fretta.

Nel 1899, Joseph Conrad pubblicò "Cuore di tenebra", una storia di orrore spaventoso lungo il fiume Congo. Se si guarda attentamente, sul fiume Congo splende una luce brillante. È lo stesso fiume Congo a generare quella luce. Il vecchio cuore di tenebra, ora, produce luce con l'energia idroelettrica. Si tratta di una trasformazione delle idee in energia. Quindi il passo successivo, nel corso dei prossimi quattro giorni, è esplorare altre idee come questa. Se è possibile, tenete sempre questa immagine nella vostra mente. E quando ci riuniremo, forse in un lontano futuro, nel 2020, quella immagine sarà molto diversa. Grazie.

(Applausi)