David Dunning
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[Questo episodio viene trasmesso grazie al supporto della nostra comunità su Pantreon] Siete tanto bravi nelle cose quanto credete di esserlo? Quanto siete bravi nell'amministrare denaro? E nel leggere le emozioni delle persone? Quanto siete in salute rispetto ad altre persone che conoscete? Siete più bravi della media in grammatica? Sapere quanto siamo competenti e quanto le nostre capacità competono con quelle di altri è più di uno sprone per l'autostima. Ci aiuta a capire quando possiamo farcela con le nostre decisioni e istinto e quando invece abbiamo bisogno di chiedere un consiglio. Ma la ricerca psicologica suggerisce che non siamo molto bravi nel valutare noi stessi in modo accurato. Infatti, sovrastimiamo di frequente le nostre abilità. I ricercatori hanno un nome per questo fenomeno: l'effetto Dunning-Kruger. Questo effetto spiega perché più di 100 studi hanno mostrato che le persone mostrano una superiorità illusoria. Giudichiamo noi stessi migliori degli altri ad un livello che viola le leggi matematiche. Quando agli ingegneri del software di due società fu chiesto di dare un voto alle proprie prestazioni, il 32 per cento degli ingegneri di una società e il 42 per cento dell'altra collocarono se stessi nel 5 per cento dei migliori. In un altro studio, l'88 per cento di chi guida l'auto negli Stati Uniti si descrisse come dotato di abilità di guida sopra la media. Questi non sono risultati isolati. In media, le persone tendono a darsi voti migliori rispetto agli altri in vari ambiti quali la salute, le abilità di leadership, l'etica e altro. Particolarmente interessante è il fatto che le persone con le abilità minori sono quelle che più probabilmente sovrastimano al massimo le loro abilità. Persone con scarse capacità di ragionamento logico, grammatica, conoscenza finanziaria, matematica, intelligenza emotiva, gestione di esami medici di laboratorio, e scacchi, tendono tutti a valutare la propria competenza almeno tanto quanto i veri esperti. Quindi, chi è più danneggiato da questa illusione? Tristemente, tutti noi, in quanto abbiamo tutti degli ambiti di incompetenza che non riconosciamo. Perché? Quando gli psicologi Dunning e Kruger descrissero l'effetto per la prima volta nel 1999, teorizzarono che le persone senza conoscenza e abilità in aree particolari sono vittime di una doppia maledizione. Primo, commettono errori e prendono decisioni sbagliate. Ma secondo, quelle stesse lacune impediscono loro anche di capire gli errori. In altre parole, chi ha scarsi risultati manca della reale competenza che serve per riconoscere quanto stanno sbagliando. Ad esempio, quando i ricercatori studiarono i partecipanti a una competizione oratoria tra college, il 25 per cento più scarso delle squadre nei gironi preliminari perse quasi quattro gare su cinque. Ma pensavano di stare vincendo almeno il 60 per cento. Senza una conoscenza ferrata delle regole del torneo, gli studenti semplicemente non potevano riconoscere quando o quanto spesso le loro argomentazioni fallissero. L'effetto Dunning-Kruger non è questione di essere ciechi alle nostre debolezze. Le persone in genere ammettono le proprie lacune, quando le individuano. In uno studio, gli studenti che all'inizio erano andati male in un quiz di logica e che poi fecero un mini corso di logica, riconobbero che le loro performance iniziali erano state terribili. Ciò può spiegare perché chi ha una competenza o esperienza moderata spesso ha meno sicurezza delle proprie abilità. Sanno abbastanza per sapere che ci sono molte cose che non sanno. Intanto, gli esperti tendono ad essere consapevoli di quanto sono competenti. Ma spesso commettono un errore diverso: danno per scontato che chiunque altro sia altrettanto ben consapevole. Il risultato è che le persone, che siano inette o altamente competenti, sono spesso prigioniere in una bolla di una sbagliata percezione di sé. Quando sono incompetenti, non riescono a vedere le proprie lacune. Quando sono eccezionalmente competenti, non percepiscono quanto siano inusuali le loro abilità. Perciò se l'effetto Dunning-Kruger è invisibile a chi lo vive, cosa si può fare per scoprire quanto si è realmente bravi nelle varie cose? Primo, chiedete un riscontro agli altri, e abbiatene considerazione, anche se è duro da ascoltare. Secondo, e più importante, continuate a imparare. Più cose impariamo, meno probabile sarà avere buchi invisibili nella nostra competenza. Forse tutto si riduce al vecchio proverbio: Quando discuti con un idiota, per prima cosa accertati che l'altro non stia facendo la stessa cosa. Vi è piaciuta questa lezione? Se è così, potete sostenere la nostra missione no profit visitando www.patreon.com/teded.