Astro Teller
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Nel 1962, alla Rice University, JFK raccontò al paese un sogno che aveva fatto, il sogno di mandare un uomo sulla luna entro la fine del decennio. Il lancio sulla luna.

Nessuno sapeva se sarebbe stato possibile farlo, ma, nel caso lo fosse, lui si assicurò di avere un piano. I grandi sogni sono così. I grandi sogni, non sono solo visioni, sono visioni unite a strategie che li rendono reali.

Ho avuto l'incredibile fortuna di lavorare dove si faceva proprio questo. A X, una volta chiamata Google X, un ingegnere aereospaziale lavora accanto a uno stilista di moda e ex comandanti di operazioni militari fanno brainstorming con esperti in laser. Questi inventori, ingegneri e creatori stanno sognando delle tecnologie che speriamo rendano il mondo un posto meraviglioso.

Usiamo "moonshot" (lanci sulla luna) per ricordarci di guardare in grande, di continuare a sognare. E usiamo la parola "fabbrica" per ricordarci che vogliamo avere delle visioni concrete — piani concreti per renderle reali.

Ecco la nostra formula di moonshot: Numero uno: vogliamo trovare un grave problema nel mondo che affligge milioni di persone. Numero due: vogliamo proporre una soluzione radicale per risolvere il problema. E la numero tre: deve esserci una ragione per credere che la tecnologia per una soluzione così radicale possa essere costruita.

Ma io ho un segreto da svelarvi. La fabbrica è un posto di confusione. Ma invece di evitare la confusione e di fare finta che non ci sia, abbiamo provato a renderla il nostro punto di forza. Passiamo la maggior parte del tempo a fare a pezzi le cose e a provare che abbiamo torto. Ecco, questo è il segreto. Prima troviamo tutti gli aspetti più difficili di un problema. Ci entusiasmiamo ed esultiamo: "Hey! Come distruggiamo il progetto oggi?"

Abbiamo questo strano equilibrio con cui permettiamo a un ottimismo sfrenato di alimentare le nostre idee. Ma sfruttiamo anche un trascinante scetticismo per dare vita e rendere quelle visioni reali.

Voglio mostrarvi alcuni dei progetti che abbiamo dovuto abbandonare al momento della scelta, e anche alcuni gioielli che, almeno per ora, non solo sono sopravvissuti al procedimento, ma ne sono stati accelerati.

L'anno scorso un progetto di coltivazione automatizzata verticale è stato interrotto. Questa è parte della lattuga coltivata. Nel mondo una persona su nove soffre di denutrizione. Questo è un progetto che deve realizzarsi. Le coltivazioni verticali usano 10 volte meno acqua e 100 volte meno terreno delle coltivazioni naturali. E poiché si può far crescere il cibo vicino a dove lo si consuma, non lo si deve trasportare per lunghe distanze. Abbiamo fatto progressi in molte aree come il raccolto automatizzato e l'illuminazione efficiente. Ma sfortunatamente, non siamo riusciti a far crescere allo stesso modo il grano e il riso. Così abbiamo abbandonato il progetto.

Ecco un altro grande problema. Paghiamo un altissimo prezzo in risorse e in danni all'ambiente per spedire le merci in tutto il mondo. Lo sviluppo economico dei paesi senza sbocco sul mare è limitato dalla mancanza di infrastrutture per il trasporto. La soluzione radicale? Una nave mercantile a galleggiabilità variabile, più leggera dell'aria. Questa ha il potenziale di diminuire, almeno complessivamente, il costo, il tempo e l'impronta di carbonio della spedizione senza il bisogno di piste. Abbiamo inventato questo gruppo intelligente di innovazioni tecniche che nella totalità ci permette di diminuire il costo abbastanza da poter veramente realizzare queste navi— senza troppi costi in volume. Nonostante non costassero molto in volume, ci sarebbero voluti quasi 200 milioni di dollari per progettare e costruire la prima nave.

200 milioni è un costo veramente troppo alto. Poiché X è strutturata su un sistema di feedback rigido dove facendo errori si impara e si passa a nuove progettazioni, non possiamo spendere 200 milioni per avere i primi dati di riferimento per capire se siamo sulla strada giusta oppure no. Se uno dei nostri progetti ha un tallone d'Achille, lo vogliamo sapere adesso, all'inizio, non più in avanti. Così abbiamo abbandonato anche questo progetto.

La scoperta di un grande difetto in un progetto non sempre significa la fine del progetto. Qualche volta ci porta su una strada più produttiva.

Questo è il prototipo di un veicolo che si guida completamente da solo, che abbiamo costruito senza volante e senza freno. Ma all'inizio, non era questo il nostro obiettivo.

1,2 milioni di persone al mondo muoiono in incidenti stradali ogni anno, quindi costruire un'auto che va da sola era un tentativo naturale. Tre anni e mezzo fa, quando le Lexus rimodernizzate erano in sperimentazione, andavano così bene, che le abbiamo date ad altri utenti di Google per scoprire cosa pensavano di questa esperienza. E abbiamo scoperto che il nostro piano di avere auto che facevano quasi tutta la guida e passavano il comando all'autista solo in caso di emergenza, era una cattiva idea. Non erano sicure, perché i conducenti non facevano il proprio lavoro. Non rimanevano vigili nel caso in cui la macchina dovesse passar loro il controllo.

Questa è stata una grossa crisi per la squadra. Si dovette ritornare alla fase di progettazione. La squadra ha trovato una nuova e bellissima prospettiva. Mirare ad un'auto dove si è veramente un passeggero. Dite all'auto dove volete andare, premete un tasto e questa vi porta da A a B da sola.

Siamo molto grati di aver avuto questa intuizione così presto. Ha dato forma a tutto ciò che abbiamo fatto da quel momento. E adesso, le nostre auto hanno guidato da sole più di 1,4 milioni di miglia e sono là fuori ogni giorno sulle strade di Mountain View, in California e di Austin in Texas.

La squadra ha cambiato la propria prospettiva. Questo è uno dei mantra di X. A volte, il cambio di prospettiva è più potente dell'essere intelligente.

Prendete l'energia eolica. È uno dei miei esempi preferiti riguardo il cambio di prospettiva. Non riusciremo mai a costruire un migliore standard di turbina a vento di quelle degli esperti del settore. Ma, abbiamo trovato il modo di andare ancora più in alto e così facendo, di avere accesso a venti più veloci e più costanti e a più energia, senza centinaia di tonnellate di acciaio per arrivarci.

L'aquilone a energia della Makani si alza dal piedistallo facendo girare le eliche lungo le ali. E mentre si alza, estrae una catena, traendo energia dalla catena. Una volta che la catena è completamente estratta, l'aquilone entra in raffiche di vento trasverale nel cielo. E le eliche che lo hanno sollevato, sono ora delle turbine volanti. E questo manda l'energia a terra attraverso la catena.

Non abbiamo ancora trovato il modo di abbandonare questo progetto. E più sopravvive alla pressione, più ci entusiasmiamo, che diventi una forma meno costosa e più utilizzabile di energia eolica per il mondo.

Forse il progetto più folle che abbiamo è il Project Loon. Stiamo cercando di avere un'internet alimentata da palloni aerostatici. Una rete di palloni nella stratosfera che trasporti una connessione internet alle zone remote e rurali del mondo. Questo potrebbe connettere quasi 4 miliardi di persone in più che oggi hanno poca, se non nessuna connessione.

Ma non si può prendere una torre di trasmissione attaccarla a un pallone aerostatico e mandarla in cielo. I venti sono troppo forti, verrebbe portata via. E i palloni sono troppo alti per essere legati a terra.

E qui arriva il momento di pazzia, E se invece, lasciasmo liberi i palloni e gli insegnassimo come navigare i venti per andare dove devono andare? La stratosfera ha venti che vanno a velocità e direzioni piuttosto differenti a strati fini. Speravamo che usando un algoritmo intelligente e dati sui venti del mondo si potessero manovrare un po' i palloni facendoli andare su e giù nella stratosfera per afferrare quei venti che vanno in direzioni e a velocità differenti. L'idea è di avere palloni a sufficienza così che man mano che un pallone vola via da una zona, un altro è pronto a prenderne il posto, passando la connessione, proprio come i telefoni la passano fra le torri mentre guidate in superstrada.

Sappiamo quanto sembri folle questa visione, il nome del progetto ce lo ricorda. Così dal 2012 il team ha dato priorità al lavoro che sembra più difficile e quello che più probabilmente ci farà rinunciare al progetto.

La prima cosa che hanno fatto è stato ottenere una connessione Wi-Fi da un pallone nella stratosfera fino a un'antenna a terra. Ha funzionato. E vi assicuro che c'erano scommesse che non avrebbe funzionato. Così siamo andati avanti.

Potremmo far parlare il pallone direttamente a dei ricevitori così da non necessitare di un'antenna come ricevitore intermediario? Certo.

Potremmo dare al pallone banda abbastanza alta da creare una vera connessione internet? Così che le persone possano avere qualcosa in più della messaggistica? I primi test non erano nemmeno un megabit al secondo, ma adesso siamo arrivati a 15 megabit al secondo. Abbastanza per guardare un video di TED.

Potremmo far parlare i palloni l'uno con l'altro mentre volano, così da poter raggiungere il nostro segnale in zone ancora più remote? Fatto.

Potremmo tenere in volo un pallone grande come una casa più di 100 giorni, con un costo inferiore al 5% di quanto sia costato fare i palloni tradizionali che durano di più? alla fine, sì. Ma vi assicuro, pensate a qualcosa e noi abbiamo provato a farlo. Abbiamo fatto palloni tondi e di color argento. Palloni giganti a forma di cuscino. Palloni delle dimensioni di una balenottera azzurra. Abbiamo fatto scoppiare una gran quantità di palloni.

(Risate)

Una delle cose che molto probabilmente avrebbe rovinato il progetto era capire se potessimo guidare i palloni nel cielo, uno degli esperimenti più importanti ha messo un pallone dentro l'altro.

Così da avere due scomparti, uno con l'aria e uno con l'elio. Il pallone pompa aria all'interno per diventare più pesante, o rilascia aria per diventare più leggero. E questi cambiamenti di peso gli permettono di alzarsi o abbassarsi questo semplice movimento del pallone è il suo meccanismo di guida. Galleggia su e giù, sperando di afferrare i venti con le velocità e le direzioni che vuole.

Ma è abbastanza per farlo navigare intorno al mondo? All'inizio, a male pena. Ma migliora con il tempo.

Questo pallone in particolare, il più recente, può navigare un tratto verticale di circa 3 km in altezza e può dirigersi fino a 500 metri dall'obiettivo, da 20.000 km di distanza.

Abbiamo ancora molto da fare in termini di messe a punto e riduzione dei costi. Ma lo scorso anno, un pallone costruito a basso costo ha fatto il giro del mondo 19 volte in 187 giorni. Così, noi andiamo avanti.

(Applauso)

Oggi i nostri palloni fanno tutto ciò che un sistema completo deve fare. Siamo in trattative con le compagnie telefoniche di tutto il mondo e voleremo su luoghi come l'Indonesia quest'anno per fare dei veri test.

Probabilmente sembra troppo bello per essere vero e avete ragione. Essere audaci e lavorare a cose grandi e rischiose mette le persone a disagio.

Non si può urlare alle persone e forzarle a fallire velocemente. Le persone fanno resistenza. Si preoccupano. "Che cosa mi succederà se fallisco? Si riderà di me? Verrò licenziato?"

Ho cominciato con il nostro segreto. Vi lascerò dicendovi come lo renderemo realtà. L'unico modo per far lavorare le persone a cose grandi e rischiose — idee audaci — e farle cominciare con le parti più difficili del progetto è creare prima la strada per la minor resistenza.

A X lavoriamo duro per fallire in modo sicuro. Le squadre uccidono le idee non appena le prove vengono rivelate perchè i team vengono premiati. Vengono applauditi dai colleghi. Ricevono abbracci e si danno il cinque con i manager, me in particolare. Vengono promossi. Abbiamo dato bonus a ogni persona che ha abbandonato il proprio progetto, da squadre piccole di 2 persone, fino a squadre di più di 30 persone.

Crediamo nei sogni e nella fabbrica dei lanci sulla luna. Ma lo scetticismo entusiasta non è il nemico dell'ottimismo senza limiti. È il partner perfetto dell''ottimismo. Libera il potenziale di ogni idea. Possiamo creare un futuro che è nei nostri sogni.

Molte grazie.

(Applauso)