Adam Grant
13,501,911 views • 15:25

Sette anni fa uno studente venne da me e mi chiese di investire nella sua azienda. Disse, "Sto lavorando con tre amici e stiamo provando a lanciare un'industria vendendo cose online." Risposi, "Ok, ci avete lavorato tutta l'estate, giusto?" "No, abbiamo tutti fatto dei tirocini nel caso non dovesse funzionare." "Va bene, ma vi dedicherete a tempo pieno a questo dopo la laurea." "Non proprio. Abbiamo tutti dei lavori di riserva." Passano sei mesi, è il mese prima del lancio dell'azienda, e manca ancora un sito web funzionante. "Vi rendete conto che l'intera azienda è un sito web. E' letteralmente tutto lì." Perciò ovviamente mi rifiutai di investire.

Finirono col chiamare l'azienda Warby Parker.

(Risate) Vendono occhiali online. Di recente sono stati riconosciuti come la più innovativa azienda al mondo, valutata oltre un miliardo di dollari. E ora? E' mia moglie che si occupa dei nostri investimenti. Dove avevo sbagliato?

Per capirlo, iniziai a studiare persone che decisi di chiamare "originali". Gli originali sono anticonformisti, persone che non solo hanno nuove idee, ma agiscono per metterle in pratica. Sono persone che spiccano e fanno sentire la loro voce. Gli originali portano creatività e cambiamento nel mondo. Sono le persone giuste su cui puntare. E sono totalmente diversi da come me li aspettavo. Oggi vi voglio mostrare tre cose che ho imparato per riconoscere gli originali e assomigliargli un pò di più.

Il primo motivo per cui ho rifiutato Warby Parker era la loro lentezza nell'avviare il progetto. Conoscete tutti molto bene la mente di un procrastinatore. Bene, ho una confessione da farvi. Io sono l'opposto. Sono un precrastinatore. Si, è una parola che esiste. Avete presente il panico poche ore prima di una scadenza quando non avete fatto ancora niente? Io lo provo con un paio di mesi di anticipo.

(Risate)

Iniziò presto: da bambino prendevo molto sul serio i giochi del Nintendo. Mi svegliavo alle 5 di mattina, iniziavo a giocare fino a quando non li avessi padroneggiati. Poi le cose mi sfuggirono di mano, tanto che un giornale locale scrisse una storia sul lato oscuro del Nintendo, con me protagonista.

(Risate)

(Applausi)

Da allora, mi sono cresciuti i denti ma ho perso i capelli.

(Risate)

Ma mi fu utile al college, perché finii la mia tesi 4 mesi prima del termine per la consegna. Ne ero orgoglioso fino a pochi anni fa. Jihae, una mia studentessa, venne da me e mi disse, "Le idee più creative mi vengono quando sto procrastinando." Risposi, "Molto interessante, dove sono i quattro elaborati che mi devi?"

(Risate)

In realtà era una delle studentesse più creative e come psicologo delle organizzazioni sono queste le idee che studio. Quindi la sfidai a raccogliere dei dati. Andò in varie aziende. E fece dei sondaggi per scoprire quanto spesso le persone procrastinassero. Poi chiese ai loro superiori di valutare la loro creatività e innovatività. Ovviamente, i precrastinatori come me, che si sbrigano per finire tutto in anticipo furono valutati come meno creativi alla pari delle persone che procrastinano moderatamente. Quindi mi interessava sapere che ne era dei procrastinatori cronici. Mi disse, "Non lo so. Non hanno risposto al sondaggio."

(Risate)

Invece ecco qui i risultati. Vedete come le persone che aspettano l'ultimo minuto sono così prese dal perdere tempo che non hanno alcuna nuova idea. All'opposto, le persone che vanno di fretta sono talmente prese dall'ansia che nemmeno loro hanno pensieri originali. C'è un posto ideale in cui sembra che vivano gli originali. Come mai? Forse gli originali hanno solo pessime abitudini di lavoro. Forse procrastinare non è la causa della creatività.

Per scoprirlo, abbiamo fatto degli esperimenti. Abbiamo chiesto alla gente di creare nuove idee di business e abbiamo chiesto a lettori indipendenti di valutare quanto creative e utili fossero. Ad alcuni viene chiesto di farlo subito. Ad altri presi a caso chiediamo di procrastinare, mettendoli a giocare a campo minato per 5 o 10 minuti. Ovviamente, i procrastinatori moderati furono il 16% più creativi degli altri due gruppi. Campo minato è fantastico, ma il merito non è suo, perché se giochi prima di conoscere il compito, non c'è alcun incremento nella creatività. E' solo quando ti viene detto che lavorerai su un problema, e poi inizi a procrastinare, ma il tuo compito è ancora attivo nel tuo inconscio, che inizi ad incubare. La procrastinazione ti lascia il tempo di considerare idee divergenti, di pensare in modi non lineari, di fare progressi inaspettati.

Sul finire di questi esperimenti, iniziai a scrivere un libro sugli originali, e pensai, "Questo è il momento perfetto per imparare a procrastinare, mentre scrivo il paragrafo sulla procrastinazione." Quindi ho meta-procrastinato, e come ogni precrastinatore che si rispetti, mi svegliai presto la mattina seguente e feci una lista di cose da fare con i passi su come procrastinare.

(Risate)

E poi lavorai diligentemente verso il mio scopo di non avvicinarmi al mio scopo. Iniziai a scrivere il paragrafo sulla procrastinazione e un giorno, quando ero a metà, lo misi da parte nel bel mezzo di una frase per mesi. E' stata un'agonia. Ma quando lo ripresi in mano, ebbi nuove idee di ogni tipo. Come disse Aaron Sorkin, "Tu lo chiami procrastinare. Io lo chiamo pensare." E strada facendo scoprii che molti grandi originali della storia erano dei procrastinatori. Per esempio Leonardo da Vinci. Sgobbò tra prendi e molla per 16 anni sulla Monna Lisa. Sentiva di aver fallito. Lo scrisse perfino nel suo diario. Ma alcuni degli studi che fece intanto sull'ottica trasformarono il suo uso della luce e lo resero un pittore migliore. E che ne dite di Martin Luther King, Jr.? La notte prima del discorso più importante della sua vita, la Marcia su Washington, rimase sveglio fino alle 3 di mattina a riscriverlo. Mentre aspettava nel pubblico il suo turno per salire sul palco, stava ancora scarabocchiando e cancellando righe. Sul palco, per 11 minuti, lasciò da parte il suo discorso per pronunciare 4 parole che cambiarono il corso della storia: "Io ho un sogno." Non era nel copione. Ritardare fino all'ultimo il compito di concludere il discorso, gli permise di non precludersi alcuna idea. E poiché il testo non era definito, ebbe la libertà di improvvisare.

Procrastinare è un vizio quando si tratta di produttività, ma può essere una virtù per la creatività. Quello che accade a molti originali è che iniziano in fretta, ma impiegano molto a finire. E questo è ciò che non compresi con Warby Parker. Quando si stavano trascinando a rilento per sei mesi, li guardai e dissi, "Sapete, molte altre aziende hanno cominciato a vendere occhiali online." Persero il vantaggio di essere i primi. Ma ciò che non compresi è che stavano impiegando quel tempo per capire come aiutare le persone a sentirsi a loro agio a comprare occhiali online. Venne fuori che il vantaggio dei primi è per lo più un mito. Prendete uno studio classico di oltre 50 categorie di prodotti, che confronta i primi che crearono quel mercato con quelli che lo migliorarono introducendo cose diverse e migliori. Vedrete che i primi fallirono nel 47% dei casi, in confronto al solo 8% di quelli che lo migliorarono. Prendete Facebook, che prima di creare un social network aspettò Myspace e Friendster. Prendete Google, che aspettò anni dopo Altavista e Yahoo. E' molto più facile migliorare l'idea di qualcun altro invece che crearne una nuova da zero. Quindi imparai che per essere originali non bisogna essere i primi. Basta solo essere diversi e migliori.

Ma quello non fu l'unico motivo per cui dissi di no a Warby Parker. Erano pieni di dubbi. Avevano dei piani B già pronti, e ciò mi fece dubitare del loro coraggio ad essere originali, perché mi aspettavo che gli originali avessero questo aspetto.

(Risate)

A prima vista, molte persone originali sembrano sicure di sè, ma in fondo, provano la stessa paura e gli stessi dubbi che proviamo anche noi. La differenza è che la gestiscono diversamente. Lasciate che vi mostri una cosa: questo spiega come il processo creativo funziona per la maggior parte di noi.

(Risate)

Nella mia ricerca, scoprii che ci sono 2 diversi tipi di dubbi. C'è il dubbio su sè stessi e il dubbio sull'idea. Il dubbio su sé stessi paralizza. Porta a non fare nulla. Invece il dubbio sull'idea è stimolante. Sprona a provare, sperimentare, affinare, proprio come fece MLK. Quindi la chiave per essere originali è una cosa semplice: evitare il salto dal passo tre al passo quattro. Invece di dire, "Faccio schifo," dite, "Le prime prove fanno sempre schifo, e non ci sono ancora." E come ci si arriva? Sembra che ci sia un indizio nel browser che usate per navigare su internet. Possiamo prevedere il vostro rendimento sul lavoro e il vostro impegno solo sapendo il tipo di browser che usate. Ora, ad alcuni di voi non piacerà il risultato di questo studio...

(Risate)

Ma abbiamo buone ragioni per credere che chi usa Firefox e Chrome supera di molto le prestazioni di chi usa Internet Explorer e Safari. Evvai!

(Applausi)

Rimangono perfino a lavoro il 15% più a lungo. Perché? Non si tratta di un vantaggio tecnico. I 4 gruppi dei browser hanno in media la stessa velocità di battitura e anche i loro livelli di conoscenza del computer sono simili. Si tratta del motivo per cui avete quel browser. Perché se usate Internet Explorer o Safari, quelli erano preinstallati nel computer, e avete accettato l'impostazione predefinita assegnatavi. Per avere Firefox o Chrome, avreste dovuto dubitare dell'impostazione e chiedervi se c'era una diversa opzione, e poi essere un pò ingegnosi e scaricare il nuovo browser. Le persone che scoprono questo studio dicono, "Perfetto, se voglio migliorare a lavoro basta che cambi browser?"

(Risate)

No, sta nell'essere il tipo di persona che prende l'iniziativa per dubitare l'impostazione predefinita e cercare un'opzione migliore. Se lo fate come si deve, giungerete all'opposto del déjà vu. Ha un nome. Si chiama vuja de.

(Risate)

Vuja de è quando guardate qualcosa che avete visto molte volte prima e improvvisamente la vedete con altri occhi. E' uno sceneggiatore che guarda al copione di un film che per più di mezzo secolo non aveva ottenuto il via libera. In tutte le versioni precedenti la protagonista era una regina cattiva. Ma Jennifer Lee iniziò a chiedersi se ciò avesse senso. Riscrisse il primo atto, reinventò il cattivo trasformandolo in un eroe torturato e Frozen divenne il cartone animato più riuscito di sempre. Il messaggio di questa storia è semplice. Quando avete dei dubbi, non lasciateli andare.

(Risate)

E la paura invece? Anche gli originali hanno paura. Hanno paura di fallire, ma ciò che li distingue da tutti noi è che hanno più paura di non provarci. Sanno che si può fallire iniziando un'attività che va in bancarotta o non riuscendo proprio ad iniziare un'attività. Sanno che a lungo termine, i nostri più grandi rimpianti non sono le nostre azioni ma le nostre inattività. Le cose che vorremmo rifare, nell'ambito della scienza, sono le possibilità non colte.

Elon Musk recentemente mi ha detto che non si aspettava che Tesla ce l'avrebbe fatta. Era sicuro che i primi lanci nello spazio non sarebbero arrivati all'orbita, figurarsi tornare indietro, ma era troppo importante per non provarci. Molti di noi, quando abbiamo una grande idea, non ci proviamo nemmeno. Ma ho una buona notizia per voi. Non verrete giudicati in base alle vostre cattive idee. Molte persone invece lo credono. Se vi guardate intorno tra le imprese e chiedete alle persone quali siano le loro migliori idee e proposte l'85% di loro rimase in silenzio invece di far sentire la propria voce. Avevano paura di rendersi ridicoli, di sembrare stupidi. Ma indovinate un pò, gli originali hanno moltissime cattive idee, una caterva, a dir la verità. Pensate al tizio che ha inventato questo. Vi interessa che sia cresciuto con una bambola parlante così terrificante

da far paura non solo ai bambini, ma anche agli adulti?

No! Lodate Thomas Edison per aver inventato la lampadina. (Risate) Se pensate a tutti i diversi settori, i migliori originali sono quelli che falliscono di più, perché sono quelli che ci provano di più. Pensate ai compositori classici, i migliori. Perché ad alcuni di loro sono dedicate più pagine nelle enciclopedie e le loro opere sono le più registrate? Uno dei migliori fattori per prevederlo è semplicemente il volume di composizioni che hanno creato. Più materiale si sforna, più varietà si otterrà e migliori saranno le chance di incappare in qualcosa di veramente originale. Anche le tre icone della musica classica, Bach, Beethoven, Mozart, dovettero generare centinaia e centinaia di composizioni per creare un numero molto più esiguo di capolavori. Probabilmente vi starete chiedendo come questo tizio sia diventato un grande senza fare granché. Non so come Wagner ci sia riuscito.

Ma per la maggior parte di noi, se vogliamo essere più originali, dobbiamo generare più idee. I fondatori di Warby Parker, mentre cercavano il nome per la loro azienda, avevano bisogno di qualcosa di sofisticato e unico, senza associazioni negative per creare un marchio al dettaglio, e testarono oltre 2.000 possibilità prima di finalmente giungere a Warby e Parker. Quindi se unite tutto ciò, quello che vedete è che gli originali non sono diversi da noi. Hanno paure e dubbi. Procrastinano. Hanno cattive idee. E a volte non è a causa di quelle qualità, ma grazie ad esse

che riescono a farcela. Quindi quando vedete quelle cose non fate il mio stesso errore. Non lasciatele andare. E se si tratta di voi stessi, non datevi per vinti. Sappiate che essere veloci ad iniziare ma lenti a finire può incrementare la vostra creatività, che potete motivarvi dubitando delle vostre idee e accettare la paura di non provarci

e che ci saranno molte cattive idee prima di averne poche buone. Sentite, essere originali non è facile, ma non ho alcun dubbio riguardo a questo:

è il miglior modo per migliorare il mondo intorno a noi.

Grazie. (Applausi)