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Translated by Sabrina Palumbo

0:18 (Musica) (Applausi)

2:36 Grazie mille. (Applausi) Grazie. Ѐ un grande privilegio essere qui.

2:45 Qualche settimana fa ho visto un video su YouTube della deputata Gabrielle Giffords nella fase iniziale della sua ripresa da quell'orribile attentato. Il proiettile è entrato dall'emisfero sinistro, e ha colpito la sua area di Broca, il centro del linguaggio del suo cervello. Nella seduta, Gabby lavora con un logopedista, e cerca con difficoltà di pronunciare alcune delle parole più semplici, e la si vede sempre più affranta, finché scoppia in lacrime, e inizia a singhiozzare in silenzio tra le braccia del logopedista. Dopo qualche istante il terapista prova con un altro approccio, e iniziano a cantare insieme, e Gabby comincia a cantare tra le lacrime, e la si sente pronunciare distintamente le parole di una canzone che descrive come si sente, e canta, in una scala discendente, canta, "Let it shine, let it shine, let it shine." Ѐ qualcosa che ci ricorda in modo molto forte e toccante di come la bellezza della musica abbia il potere di parlare quando le parole vengono meno, in questo caso in modo letterale.

3:48 Vedere il video di Gabby Giffords mi ha ricordato il lavoro del Dottor Gottfried Schlaug, uno degli eminenti neuroscienziati che studiano la musica e il cervello ad Harvard. Schlaugh è sostenitore di una terapia chiamata Terapia di Intonazione Melodica, che è diventata molto popolare nella musicoterapia. Schlaug ha scoperto che i suoi pazienti apoplettici che erano anche afasici non riuscivano a formare frasi di tre o quattro parole ma riuscivano a cantare i testi delle canzoni, che si trattasse di "Happy Birthday To You" o della loro canzone preferita degli Eagles o dei Rolling Stones. E dopo 70 ore di intense lezioni di canto, scoprì che la musica era capace letteralmente di ricollegare il cervello dei pazienti e creare un omologo centro del linguaggio nell'emisfero destro per compensare le lesioni nell'emisfero sinistro.

4:35 A 17 anni, ho visitato il laboratorio del Dottor Schlaug, e in un pomeriggio mi ha mostrato alcune delle principali ricerche sulla musica e il cervello -- come i musicisti hanno fondamentalmente una struttura cerebrale diversa dagli altri, come la musica e l'ascolto della musica, possano accendere l'intero cervello, dalla nostra corteccia prefrontale fin dietro al cervelletto, come la musica stava diventando una modalità neuropsichiatrica di aiutare i bambini autistici, per aiutare le persone a combattere lo stress, l'ansia e la depressione, come i malati di Parkinson scoprissero che i loro tremori e la loro andatura fossero molto più stabili quando ascoltavano musica, e come i malati di Alzheimer a uno stadio avanzato, la cui demenza era talmente avanzata che non riuscivano più a riconoscere i familiari, riuscivano tuttavia ad identificare un motivo di Chopin al piano che avevano appreso da bambini.

5:24 Ma io avevo un ulteriore motivo per visitare Gottfried Schlaug, ed era questo: ero a un bivio nella mia vita, stavo cercando di scegliere tra la musica e la medicina. Avevo appena completato i primi quattro anni di università e lavoravo come assistente di ricerca nel laboratorio di Dennis Selkoe, studiavo il morbo di Parkinson ad Harvard, e mi ero innamorato delle neuroscienze. Volevo diventare un chirurgo. Volevo diventare un medico come Paul Farmer o Rick Hodes, quel tipo di uomini coraggiosi che vanno in posti come Haiti o l'Etiopia e lavorano con malati di AIDS affetti da tubercolosi con resistenza multifarmaco, o con bambini colpiti da tumori deturpanti. Volevo diventare quel tipo di medico della Croce Rossa, un medico senza frontiere. Dall'altra parte, suonavo il violino da tutta la vita.

6:08 La musica per me era più di una passione. Era un'ossessione. Era ossigeno. Ero stato abbastanza fortunato da aver studiato alla Juilliard School a Manhattan e da aver suonato al mio debutto con Zubin Mehta e l'orchestra filarmonica di Tel Aviv, e venne fuori che Gottfried Schlaug aveva studiato da organista al Conservatorio di Vienna, ma aveva abbandonato il suo amore per la musica per fare carriera in medicina. E quel pomeriggio, dovetti chiederglielo, "Com'è stato per lei prendere quella decisione?"

6:36 E lui rispose che c'erano ancora delle volte in cui desiderava poter tornare indietro e suonare l'organo com'era solito fare, e che per me, la facoltà di medicina poteva aspettare, ma il violino semplicemente non l'avrebbe fatto. E dopo aver studiato musica per altri due anni, decisi di mirare all'impossibile prima di fare il test e fare domanda per la facoltà di medicina da buon figliolo indiano per diventare il futuro Dottor Gupta. (Risate) Decisi di mirare all'impossibile e feci l'audizione per la celebre Filarmonica di Los Angeles. Era la mia prima audizione e dopo aver suonato per tre giorni dietro ad uno schermo durante la settimana delle selezioni, mi fu offerta la posizione. Era un sogno. Era un sogno incredibile esibirsi in un'orchestra, esibirsi nell'emblematica Walt Disney Concert Hall in un'orchestra oggi diretta dal famoso Gustavo Dudamel, ma cosa ancora più importante per me essere circondato da musicisti e mentori che divennero la mia nuova famiglia, la mia nuova casa musicale.

7:30 Ma un anno dopo incontrai un altro musicista che aveva anche lui studiato alla Juilliard, una persona che mi aiutò profondamente a trovare la mia voce e plasmò la mia identità di musicista. Nathaniel Ayers era contrabassista alla Juilliard, ma aveva sofferto di una serie di episodi psicotici verso i vent'anni, fu curato con la torazina a Bellevue, e finì col diventare un senzatetto nelle strade di Skid Row al centro di Los Angeles 30 anni più tardi. La storia di Nathaniel è diventata un riferimento per la prevenzione della povertà e della salute mentale in tutti gli Stati Uniti, come viene raccontato nel libro e nel film "Il Solista," ma io diventai suo amico e insegnante di violino, e gli dissi che dovunque avesse il violino, e io il mio, avrei suonato con lui.

8:14 E nelle molte volte che vidi Nathaniel a Skid Row, fui testimone di come la musica fosse capace di risollevarlo dai momenti più bui, da quello che sembrava ai miei occhi inesperti l'inizio di un episodio schizofrenico. Suonando per Nathaniel, la musica acquisì un significato più profondo, perché adesso si trattava di comunicazione, una comunicazione in cui le parole venivano meno, la comunicazione di un messaggio che andava più in là delle parole, che era riconosciuta ad un livello primario nella psiche di Nathaniel, ma che era una mia autentica offerta musicale. Mi scoprii indignato del fatto che qualcuno come Nathaniel avrebbe potuto diventare un senzatetto a Skid Row a causa della sua infermità mentale, eppure quante decine di migliaia di altre persone che si trovavano lì a Skid Row da sole, con storie tragiche quanto la sua, non avrebbero mai avuto un libro o un film che parlasse di loro e le portasse via dalle strade? E al centro di questa mia crisi, sentii che la vita della musica mi aveva scelto, dove in un certo senso, magari in modo molto ingenuo, sentii che quello di cui Skid Row aveva davvero bisogno era qualcuno come Paul Farmer e non un altro musicista classico che suonasse a Bunker HIll.

9:28 Ma alla fine fu Nathaniel a mostrarmi che se davvero avevo passione per il cambiamento, se volevo fare la differenza, avevo già lo strumento perfetto per farlo, che la musica era il ponte che collegava il mio mondo e il suo.

9:42 C'è una bellissima citazione del compositore romantico tedesco Robert Schumann, che dice, "Illuminare le tenebre del cuore degli uomini, tale è il compito dell'artista." Ed è una citazione particolarmente commovente perché lo stesso Schumann soffriva di schizofrenia e morì in un manicomio. Ispirato da quello che imparai da Nathaniel, fondai un'organizzazione di musicisti a Skid Row chiamata Street Symphony, che porta la luce della musica nei posti più bui in assoluto, che suona per i senzatetto e i malati mentali nei ricoveri e nelle cliniche a Skid Row, per i veterani di guerra con disturbo post-traumatico da stress, e per i detenuti e gli incapaci di intendere e di volere.

10:25 Dopo uno dei nostri eventi al Patton State Hospital a San Bernardino, una donna venne verso di noi con il viso rigato di lacrime, aveva una paralisi, tremava, e aveva un sorriso meraviglioso, e disse che non aveva mai ascoltato musica classica prima, che non credeva le sarebbe piaciuta, non aveva mai sentito un violino prima, ma che ascoltare questa musica era come ascoltare la luce del sole, e che nessuno andava mai a trovarli, e che per la prima volta in sei anni, mentre ci ascoltava suonare, aveva smesso di tremare senza farmaci.

10:54 All'improvviso, ciò che abbiamo scoperto con questi concerti, lontano dal palcoscenico, dalle luci della ribalta, dalle code del frac, è che i musicisti diventano il canale per la trasmissione degli enormi benefici terapeutici della musica sul cervello ad un pubblico che non avrebbe mai avuto accesso a questa sala, non avrebbe mai avuto accesso al tipo di musica che noi facciamo. Così come la medicina serve per curare più che i componenti di base del solo corpo, il potere e la bellezza della musica trascendono la "E", lo spettacolo, al centro del nostro amato acronimo. La musica trascende la sola bellezza estetica. La sincronia di emozioni di cui facciamo esperienza quando ascoltiamo un'opera di Wagner, o una sinfonia di Brahms, o musica da camera di Beethoven, ci obbliga a ricordare l'umanità che abbiamo in comune, la nostra coscienza profondamente connessa, la coscienza empatica che il neuropsichiatra Iain McGilchrist dice che è innata nell'emisfero destro del nostro cervello. E per coloro che vivono nelle condizioni più disumane dell'infermità mentale nell'indigenza e nell'incarcerazione, la musica e la bellezza della musica offrono loro un'opportunità di trascendere il mondo che li circonda, di ricordare che hanno ancora la capacità di provare qualcosa di bello e che l'umanità non li ha dimenticati. E la scintilla di quella bellezza, la scintilla di quell'umanità si trasforma in speranza, e sappiamo, che scegliamo il cammino della musica o quello della medicina, che quella è la primissima cosa che dobbiamo infondere nelle nostre comunità, nel nostro pubblico, se vogliamo ispirare la guarigione dall'interno.

12:37 Vorrei concludere con una citazione di John Keats, il poeta romantico inglese, una citazione molto famosa che sono sicuro tutti voi conoscete. Keats stesso aveva lasciato la carriera medica per inseguire la poesia, ma morì quando era un anno più grande di me. Keats disse, "La bellezza è verità, e la verità bellezza. Questo è ciò che sappiamo, e ciò che dobbiamo sapere." (Musica) (Applausi)