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Translated by Monica Gambelli
Reviewed by Alessandra Tadiotto

0:11 Diciamolo: guidare è pericoloso. È una di quelle cose che non ci piace pensare, ma il fatto che santini e portafortuna riempiano i cruscotti di tutto il mondo dimostra che lo sappiamo benissimo. Gli incidenti automobilistici sono la principale causa di morte nelle persone fra i 16 e i 19 anni negli Stati Uniti -- la principale causa di morte -- e il 75% di questi incidenti non ha niente a che vedere con droghe o alcool.

0:48 E allora perché? Nessuno può dirlo con certezza, ma io ricordo il mio primo incidente. Avevo la patente da poco, ero in autostrada e ho visto accendersi gli stop della macchina davanti a me. Ho pensato: "OK, sta rallentando, rallento anch'io." Schiaccio il freno. E invece no, non stava rallentando. Si stava fermando, fermo, inchiodato in mezzo all'autostrada. È passato da 100 km orari... a zero? Ho pestato sul freno. Ho sentito l'ABS che si inseriva ma la macchina non si è fermata, ha continuato ad andare, e sapevo che non si sarebbe fermata l'airbag è esploso, la macchina si è distrutta, e per fortuna non si è fatto male nessuno. Ma io non avevo idea che quella macchina si stesse fermando, e penso che potremmo migliorare molto le cose. Potremmo trasformare l'esperienza della guida facendo parlare le macchine fra loro.

1:43 Pensate un attimo a cosa vuol dire oggi guidare. Salite in macchina. Chiudete la portiera. Siete in una bolla di vetro. Non avete un contatto diretto con il mondo circostante. Siete in questa specie di prolungamento del corpo. E avete il compito di districarvi lungo strade semi-conosciute, fra altri giganti di metallo, a velocità disumana. Giusto? E solo affidandovi a un paio di occhi. OK, non avete altro, occhi che non sono stati fatti per questo, ma poi vi chiedono di fare cose tipo, cambiare corsia, cos'è la prima cosa che dovete fare? Togliere gli occhi dalla strada. Esatto. Smettere di guardare dove guardavate, girarvi, controllare il punto cieco, e continuare a guidare senza guardare dove state andando. Voi e chiunque altro. Questo è il modo sicuro di guidare. Perché facciamo così? Perché dobbiamo, dobbiamo scegliere: guardo di qua o di là? Cos'è più importante? E di solito ce la caviamo alla grande scegliendo ogni volta a cosa fare attenzione lungo la strada. Ma a volte qualcosa ci sfugge. A volte percepiamo qualcosa di sbagliato o troppo tardi. In moltissimi incidenti, il guidatore dice: "non l'ho visto arrivare." E io ci credo. Davvero. Non possiamo vedere tutto.

3:06 Ma ora esiste la tecnologia che può aiutarci a migliorare le cose. In futuro, con le macchine che si scambiano informazioni, riusciremo a vedere non solo tre macchine avanti e tre macchine dietro, a destra e a sinistra, contemporaneamente, come una visione dall'alto, ma anche dentro le automobili. Saremo in grado di vedere la velocità della macchina che ci precede per vedere a quanto va o se si sta fermando. Se sta per fermarsi, lo saprò.

3:37 E con la computazione, gli algoritmi e i modelli predittivi, saremo in grado di prevedere il futuro. Forse pensate che sia impossibile. Come si fa a predire il futuro? È veramente difficile. Invece no. Con le automobili si può. Le auto sono oggetti tridimensionali con una determinata posizione e velocità. Viaggiano sulle strade. Spesso su rotte prestabilite. Non è affatto difficile fare previsioni ragionevoli su dove si troverà un'auto nell'immediato futuro. Anche se, quando siete in auto e un motociclista arriva -- vuuuum! - e vi taglia la strada a 200 all'ora lo so che avrete l'impressione che sia "spuntato dal nulla". Ma è probabile che lui fosse già per strada da mezz'ora. (Risate) Giusto? Voglio dire, qualcuno l'avrà visto. 10, 20, 30 km prima, qualcuno avrà visto quel tizio, e appena un'auto lo vede e lo mette sulla mappa, lui è sulla mappa... posizione, velocità, è verosimile che continuerà ad andare a 200 km/h. Lo saprete, perché la vostra auto lo saprà, perché l'altra auto le avrà sussurrato all'orecchio una cosa come: "a proposito, fra cinque minuti, motociclista: attenzione." Si possono fare previsioni ragionevoli sul comportamento delle auto. Insomma, sono oggetti newtoniani. Ed è una cosa molto carina.

4:56 Quindi, come facciamo? Si può cominciare con qualcosa di semplice come condividere dati sulla posizione fra auto, semplicemente attraverso il GPS. Se ho un'auto con GPS e telecamera ho un'idea abbastanza precisa di dove sono e a che velocità sto andando. Con la visione computerizzata, posso prevedere più o meno dove sono le auto intorno a me e dove stanno andando. E lo stesso vale per gli altri. Avranno un'idea precisa di dove sono, e un'idea approssimativa di dove sono le altre auto. Cosa succede se due auto si scambiano dati, se parlano fra loro? Vi dico io cosa succede esattamente. Entrambi i modelli migliorano. Vantaggi per tutti. Il Professor Bob Wang e il suo team hanno fatto simulazioni computerizzate di cosa succede quando si combinano stime sfumate, anche con poco traffico, se le auto scambiano solo i dati GPS, e abbiamo trasportato questa ricerca fuori dalla simulazione computerizzata in banchi di prova robotizzati che hanno gli stessi sensori presenti nei sistemi delle auto come: telecamere stereo, GPS, sensori laser bidimensionali usati per la retromarcia. Abbiamo collegato anche una discreta ricetrasmittente a corto raggio e i robot parlano fra loro. Quando questi robot si avvicinano, registrano l'esatta posizione reciproca, così possono evitarsi.

6:15 Stiamo aggiungendo sempre più robot all'insieme e sono sorti alcuni problemi. Uno di questi è che quando ci sono troppe conversazioni, è difficile elaborare tutti i pacchetti, quindi è necessario dare delle priorità, ed ecco che ci viene in aiuto il modello predittivo. Se tutte le auto-robot stanno seguendo le traiettorie previste, non si dedica troppa attenzione a questi pacchetti. Si dà la priorità a chi mostra una piccola anomalia. Lui potrebbe costituire un problema. E si può prevedere la nuova traiettoria. Quindi, non solo saprete che sta deviando, ma anche come. E saprete quali autisti avvisare di spostarsi.

6:49 E ci siamo chiesti: qual è il modo migliore per avvisare gli altri? In che modo le auto possono sussurrare: "ti devi spostare"? Beh, dipende da due cose: primo, l'abilità dell'auto, secondo, l'abilità del guidatore. Se uno ha un'auto eccezionale, ma è al telefono o, magari, sta facendo altro è probabile che non sia nelle migliori condizioni per reagire in caso di emergenza. Quindi abbiamo avviato un altro filone di ricerca facendo modelli di condizioni di guida. Ora, usando tre telecamere in serie, possiamo capire se il guidatore ha lo sguardo sulla strada, altrove, abbassato, se è al telefono, se sta prendendo un caffè. Possiamo prevedere l'incidente e anche chi, quali auto, sono nel punto migliore per spostarsi in modo da calcolare il percorso più sicuro per tutti. Fondamentalmente, queste tecnologie esistono già.

7:43 Credo che l'ostacolo maggiore sia la nostra disponibilità a condividere informazioni. Penso che sia un concetto inquietante, l'idea che le auto ci osservino, parlino di noi ad altre auto, che guidiamo immersi in un mare di gossip. Ma penso che si possa fare anche salvaguardando la privacy proprio come adesso, che se guardo la tua auto da fuori, in realtà non so nulla di te. Se guardo la tua targa, in realtà non so chi sei. Credo che le nostre auto possano parlare di noi alle nostre spalle.

8:18 (Risate)

8:21 E credo che sarebbe una gran cosa. Pensate un attimo se davvero non vorreste che l'adolescente distratto dietro di voi sappia che state frenando, che vi state fermando. Se siamo disponibili a scambiarci informazioni, facciamo del bene a tutti.

8:40 Permettiamo alle nostre auto di "spettegolare" su di noi. Le strade saranno molto più sicure.

8:46 Grazie.

8:48 (Applausi)