Srikumar Rao
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Ho una visione per ciascuno di voi, e la visione che ho per voi è che quando vi sveglierete la mattina, sentirete il sangue scorrere nelle vene al pensiero di essere voi stessi e di fare quello che fate; e che durante la giornata cadrete letteralmente in ginocchio per la gratitudine, per l'incredibile fortuna che vi è stata concessa; e che mentre la giornata trascorre, vi sentirete raggianti e vivi, più e più volte. E se la vostra vita non è così, vorrei umilmente suggerirvi che la state sprecando. Una vita è troppo breve per essere sprecata.

Quindi quello che vi propongo di fare nei prossimi 17 minuti - ho già utilizzato un minuto - è di fornirvi una serie di strumenti potenti che vi aiuteranno ad iniziare questo percorso. Vi interessa?

Pubblico: Sì.

Srikumar Rao: Ok.

Questa è una conferenza sulla felicità, ma anche se non lo fosse stata, sarebbe giusto che dicessi che in qualche modo, forma o maniera, state dedicando la vostra intera vita all'essere felici? Ogni cosa che fate - lavoro, famiglia, bambini, relazioni, qualsiasi cosa - è una ricerca di felicità. Giusto?

Vorrei che pensaste a questo: Cosa dovete avere per essere felici? Prendiamoci un minuto su questo. Cosa dovete avere per essere felici?

Qualcuno, velocemente?

Quando faccio questo esperimento, vengono fuori un sacco di cose: una grande ricchezza, un coniuge da esibire, la salute, i viaggi, il tempo libero, etc etc. Proprio adesso, se ci pensaste avrete probabilmente una elenco di: "Ecco cosa devo avere per essere felice." Vorrei che consideraste questo: qualsiasi cosa riuscite ad avere - fatemelo ripetere - qualsiasi cosa riusciste ad avere, potete perderla. È corretto? Una immensa ricchezza può rendervi felici. Una immensa ricchezza può svanire domani. Un certo numero di persone nel settore finanziario l'hanno già sperimentato. Perciò qualsiasi cosa di cui vi impossessate per essere felici può scomparire. Dove vi trovate? Non vi trovate in una bella condizione, giusto?

Ho un'altra proposta da farvi. Ciò che voglio suggerirvi non c'è niente che dovete avere, fare o essere per essere felici. Ripeto: non c'è niente che dovete avere, fare o essere per essere felici. Infatti, la felicità è la vostra natura innata. È congenita. Fa parte del vostro DNA. Non potete non essere felici.

Ora, tutti voi siete molto educati, e in alcune delle altre sedi dove ho parlato, come le scuole di management, non erano così educati. E inevitabilmente, qualcuno dice ciò che molti di voi stanno pensando, che è: "Se la felicità è innata nella mia natura, come mai non ne faccio esperienza? Come mai sto sperimentando che la mia vita fa schifo?"

(Risate)

E la risposta a ciò è in realtà molto semplice. Avete speso tutta la vostra vita ad imparare come essere infelici. Fatemelo ripetere: avete trascorso la vostra vita ad imparare ad essere infelici. E il modo per imparare ad essere infelici è accettare un particolare modello mentale.

Un modello mentale è un concetto che abbiamo per cui il mondo funziona in quel modo. Tutti noi abbiamo modelli mentali, abbiamo dozzine di modelli mentali. Abbiamo un modello mentale su come trovare lavoro, su come fare carriera, scegliere un ristorante, su come trovare un bel film ... ne abbiamo a dozzine. Il problema non è il fatto di avere dei modelli mentali. Il problema è che non sappiamo di avere dei modelli mentali. Pensiamo che sia il modo in cui il mondo funzioni. E più investiamo in un modello mentale, più questo ci sembra, infatti, che sia il modo in cui funziona il mondo. Ma non è così: è solo un modello mentale, e il modello mentale che abbiamo e nel quale crediamo così fortemente è che dobbiamo avere qualcosa per fare qualcosa così possiamo essere qualcosa. Esempio: dobbiamo avere molti soldi per viaggiare in posti esotici e così essere felici. Dobbiamo avere una storia per fare sesso e godere e così essere felici.

Tutto ciò è una variazione del modello se-allora. E il modello se-allora è: se accade questo, allora sarò felice. Se ottenessi un lavoro migliore, se guadagnassi più denaro, se il mio capo avesse un attacco di cuore, magari fossi sposato, magari mia moglie mi lasciasse

(Risate)

magari avessi dei bambini, se i miei bambini crescessero e andassero al liceo ... Non importa cosa sia. L'intero concetto è se questo accade, allora sarò felice.

E proprio ora, l'unica differenza tra le persone in questa sala è: qual è il "se" particolare sul quale vi concentrate? E l'unica differenza tra voi ora e chi eravate 10 anni fa, è: qual è il "se" particolare sul quale eravate concentrati? Pensate alla vostra vita 10 anni fa. Prendetevi un minuto per farlo. Dieci anni fa, se lo ricordate chiaramente, c'erano alcune cose specifiche che volevate. È giusto? É molto alta la probabilità che molte cose che volevate 10 anni fa, ora le avete. È giusto? In che condizione vi trovate? Esattamente nella stessa condizione, giusto?

Ciò che non capiamo è che il modello in sé è imperfetto. Il modello se-allora - "Se questo accade, allora sarò felice" - è errato di per sé stesso. Ma invece di riconoscere che il modello stesso è sbagliato ciò che facciamo è passare un'enorme quantità di tempo a cambiare il "se". "Oh, se fossi amministratore delegato sarebbe un bel cambiamento ma ora capisco che non voglio diventare un amministratore delegato. Io voglio diventare amministratore delegato miliardario, e allora sarò felice. Avrete le vostre variazioni di ciò. Ma è il modello ad essere sbagliato, non cosa inserite nell'equazione a fianco del "se" Posso dimostrarvelo.

Qualcuno di voi può ricordare quando vi trovati davanti a uno scenario di spettacolare bellezza che vi ha portato fuori di voi in un luogo di grande serenità? Forse un arcobaleno, una catena montuosa, una vallata, il mare. E se ve ne ricordate alzate la mano...se vi torna alla mente Praticamente tutti ve ne ricordate, giusto? Vi siete mai chiesti perché succede? La ragione è che in qualche modo, per qualche ragione, in quell'istante, avete accettato l'universo esattamente per come era. Non avete detto: "Che bell'arcobaleno, ma è un po' troppo a sinistra, e se potessi muoverlo di 150 metri a destra sarebbe davvero più bello."

(Risate)

Non avete detto: Che bella vallata, ma l'albero in primo piano ha troppi rami storti. Perciò se mi date una motosega e 20 minuti, lo renderò davvero più bello.

No, l'arcobaleno fuori simmetria era perfetto. L'albero con i suoi rami storti era perfetto. E il momento in cui avete accettato l'universo così com'era, le vostra abitudine di trovare le carenze è svanita e la felicità che è vostra natura innata si è affacciata, e voi l'avete sentita. E so cosa avete provato, perché ora, anche adesso, dopo tutti questi anni, riuscite ancora a ricordarvene.

Il problema è che la vostra vita ora, con tutti i problemi che avete - più precisamente, tutti i problemi che pensate di avere - è ugualmente perfetta. Ma voi non l'accettate. Infatti, trascorrete tutto il vostro tempo cercando con forza di renderla diversa. Non la state accettando. E quando non l'accettate, state entrando nel modello se-allora: se ciò accade, allora sarò felice. Ed è il modello stesso ad essere sbagliato.

Perciò permettetemi di mostrarvi come potete uscire da ciò, o almeno potete fare i primi passi per uscirne. Vorrei condividere con voi questi passi. Tutti noi viviamo perchè vogliamo ottenere qualcosa, giusto? Sapete, noi siamo qui e vogliamo avere qualcosa. Alex vorrebbe tenere una conferenza soddisfacente. Sapete, molti di voi vorrebbero avere grandi piani per le proprie aziende, che siano dei grandi successi. Volete progredire, avere più soldi, e così via, giusto ? Ognuna di queste cose è un risultato; voi vorreste che accadesse qualcosa di simile.

Ora, mi piacerebbe che pensaste a quanto segue: le azioni sono sotto il vostro controllo, non interamente ma in larga parte. Il risultato è completamente fuori dal vostro controllo. OK? Le azioni sono sotto il vostro controllo. Il risultato è completamente fuori dal vostro controllo.

Qualcuno di voi ricorda per caso che quando avete un obiettivo e iniziate a lavorarci, qualche volta non raggiungete l'obiettivo, e qualche volta ottenete esattamente l'opposto di ciò che volevate? È successo a qualcuno di voi?

C'era un mio amico che mi disse: "Gee, sai, non sono dando molte attenzioni a mia moglie, e questo deve cambiare." E la volta dopo, durante un viaggio di lavoro, le comprò un vestito molto costoso. E questo era il suo modo per mostrare, che ci teneva a lei, e sarebbero successe delle belle cose. E quando diede il regalo alla moglie, lei immediatamente reagì così: "Dopo 20 anni di matrimonio, ancora non sai che taglia porto?"

(Risate)

"E soprattutto, non sai nemmeno che non indosso questo genere di cose?" E poi come immaginate, ha avuto una bella litigata con sua moglie. È mai successo a qualcuno di voi? Avete fatto un'azione per ottenere un determinato risultato e avete ottenuto l'opposto di ciò che volevate? Succede sempre.

Bene, viviamo in un mondo dove ciò a cui pensiamo, ciò in cui investiamo, è il risultato. Definiamo la nostra vita in questo modo: sono qui, voglio andare là, questi sono i passi che devo fare per arrivare da dove mi trovo a dove voglio andare, e se ci riesco, la vita è meravigliosa. E se non ci riesco, allora ho fallito, la vita non è bella, la vita fa schifo. Vero? Falso? Viviamo così. Investiamo nel risultato, e come vi ho appena fatto notare, il risultato è spesso diverso da quello che vorremmo, e qualche volta è diametralmente opposto a ciò che ci piacerebbe. Investite nel risultato e sarete certi di ottenere più del dovuto in frustrazione, in angoscia e in tutte le cose che rendono la vita uno schifo.

C'è un'alternativa. E l'alternativa è che non investiate nel risultato, ma nel processo. E il miglior modo per descrivere ciò è una citazione di John Wooden. Non so quanti di voi conoscano John Wooden. È molto conosciuto negli Stati Uniti e certamente tra i tifosi di basket. È l'unica persona che abbia raggiunto la Hall of Fame del basket sia come giocatore, sia come allenatore. E ciò che disse all'inizio alla squadra - ha condotto UCLA a vittorie e finali negli NCAA senza precedenti - diceva ad ogni nuova squadra che non avrebbe mai parlato di vittoria. Diceva sempre: "Quando è finita e vi guardate allo specchio, avete dato il massimo di cui eravate in grado? E se avete dato il massimo che eravate in grado di dare, il risultato non importa. Ma sospetto che se avete dato il massimo che eravate in grado di dare, troverete il risultato di vostro gradimento. Questo è investire nel processo.

Ciò che facciamo è esattamente l'opposto. Investiamo sul risultato. Questo è ciò che voglio - oh, lo voglio così intensamente, perché se lo avrò sarò felice. E ci provate così intensamente, a fare qualsiasi cosa potete, ma siete sempre concentrati su: "Questo è il risultato." Ora, concentrarsi sul risultato è bene. Vi dà la direzione. Investire nel risultato significa che fate dipendere il vostro benessere dal raggiungimento di un particolare risultato E questa è la ricetta infallibile per il fallimento.

Ciò che potete fare è qualcos'altro. Potete investire sul processo. Io mi trovo qui, una volta che lo avete capito là è dove vorrei essere, e va bene così, concentratevi sul risultato solo per avere la direzione, e poi investite tutto voi stessi interamente nel processo. Dite, questi sono i passi che voglio fare, e ce la mettete tutta. E se avete successo, è meraviglioso. E se non avete successo, è comunque meraviglioso, perché ora avete un nuovo punto di partenza, e da questo nuovo punto di partenza, scegliete un nuovo risultato e andate avanti. E quando lo fate, troverete che ogni giorno è uno spasso

Permettetemi di farvi un esempio. E se avete dei bambini - alzate la mano se avete bambini - Avete mai notato come impara a camminare un bambino piccolo? Ciò che accade, e questo accade di solito tra gli 11 e i 13 mesi, immaginate una bambina che si alza perché vede tutti quanti camminare, vuole camminare, si alza, cade, inizia a piangere e la mamma corre a consolarla le bacia il ginocchio, la fa stare meglio. Prova di nuovo, cade, la mamma arriva di nuovo. Dopo un po' di tempo, la mamma si stanca e non corre più in aiuto e la bambina smette di piangere, e poi si alza, fa un passo e non cade, e poi ne fa un altro, e un bel sorriso illumina il suo viso. E molto presto, all'incirca in 24 ore, lei cammina per tutta casa, mettendo sottosopra i soprammobili della sala E voi sapete di essere passati ad una nuova fase dell'essere genitori. Giusto?

Ora, immaginate cosa sarebbe successo se ogni volta che la bambina fosse caduta, avesse detto: "Oh mio Dio, ho fallito di nuovo. Non imparerò mai a camminare." E voi dovete metterla in terapia per aiutarla a gestire il senso di inadeguatezza l'essere incapace di riuscire e fallire ancora una volta. Quanto tempo pensate ci impiegherebbe per imparare a camminare se faceste così, se ogni tre volte che è caduta, doveste chiamare uno psicologo per una seduta in terapia e così via? Divertente, vero? Ma è esattamente ciò che facciamo noi. Ciò che il bambino fa è concentrarsi sul processo. Lei investe nel processo, non nel risultato.

Ciò che facciamo noi è esattamente l'opposto. Quando cresciamo perdiamo la capacità di investire nel processo, e iniziamo ad investire nel risultato. Ma per definizione il risultato è fuori dal nostro controllo, e se è qui che consumiamo tutta la nostra energia emozionale, ci prosciugheremo presto.

Ma se, d'altra parte, dicessimo: "Là c'è il risultato, io investirò nel processo e gli darò ogni briciola che posso" ogni giorno è uno spasso, e siete sulla buona strada per raggiungere la visione accennata all'inizio.

La domanda che ottengo sempre dalla gente è: "Professor Rao, ma niente mi appassiona" Così dico: "Ok, cosa ti farebbe appassionare?" E loro iniziano, inevitabilmente a fare un elenco. Questo è il mio lavoro, questa la mia busta paga il mio capo è questo tipo di persona, e i miei colleghi il tale altro tipo di persona, e questi sono i miei clienti, ecco quanto viaggio, ecco com'è grande il mio ufficio, quanto è soffice la moquette, quante finestre ho - un sacco di parametri di misura.

E dico loro una cosa che voglio condividere con voi, perché tutte quelle cose - prima di tutto, non esistono. Ma secondariamente, anche se esistessero e voi dipendeste da esse, non ci vorrebbero più di sei mesi perchè voi siate la stessa persona, misera e infelice che siete ora, perché la passione è dentro di voi, non esiste nel lavoro. E se non trovate un modo per infiammarvi interiormente là dove siete, non lo troverete fuori di voi. Ma se trovate un modo per infiammarvi dove vi trovate, allora troverete che il mondo esterno si riordina da solo per fare posto alla nuova persona che state diventando. E quando lo farete, vedrete che i miracoli avvengono regolarmente. Arrivano persone che sarete felici di incontrare. Nuove persone entrano nella vostra vita, diventa un gioco da ragazzi, perché tutto ciò che fate nella vita sono dei percorsi, dei viaggi.

Siete arrivati a questa conferenza, avete intrapreso un percorso. Perdete tempo davanti alla macchina del caffè discutendo di quanto terribile sia il vostro lavoro; avete intrapreso un viaggio. Mentre guardate "Desperate Housewives", partite per un viaggio. Partite per un viaggio quando donne quarantenni hanno come amante il giardiniere ventenne mentre i mariti stanno giocherellando con i modellini. Tutto ciò che fate è un viaggio. Non c'è niente di sbagliato in questo, ma chiedetevi semplicemente: "È questo il viaggio che voglio intraprendere?" "Mi porterà in un luogo dove voglio trascorrere il tempo?"

E se iniziate a fare questo, vedrete che la vostra vita cambierà. Il tipo di persone che incontrate, le cose di cui parlate, i film che vedete, i libri che leggete - tutto cambierà. E tutto inizia concentrandosi sul processo.

Investite nel processo, non nel risultato.

Grazie.