Sally Kohn
1,561,087 views • 4:36

Recentemente, alcuni ragazzi bianchi e delle donne di colore si sono scambiati le immagini degli avatar di Twitter. Senza cambiare contenuti, hanno continuato a twittare come sempre ma all'improvviso, i ragazzi bianchi notano che ricevono insulti razziali, subendo il peggior tipo di abuso online, mentre le donne di colore all'improvviso notano che le cose a loro vanno molto meglio.

Quindi, se siete mio figlio di 5 anni, Internet per voi è fatto di fatine e cuccioli ed a volte fatine che cavalcano cuccioli. Non scherzo. Cercatelo su Google. Invece noi sappiamo bene che Internet può essere veramente un postaccio. Non parlo dei dibattiti accesi che sono salutari per la nostra democrazia. Parlo di disgustosi attacchi personali. Magari è capitato anche a voi, ma è due volte più probabile e peggiore se siete donna, gay, o persone di colore, o più di queste cose insieme. Infatti, mentre preparavo questo intervento, ho trovato un account di Twitter chiamato @SallyKohnFaSchifo. la descrizione dice che sono "una lesbicona che odia gli uomini e che nella mia carriera ho solo diffuso la mia sessualità perversa." Che casualmente è vero, per un terzo. Voglio dire, bugie! (Risate)

Tutti diciamo di odiare questo schifo. La domanda è se vogliamo davvero fare un sacrificio personale per cambiare le cose. Non dico smettere di usare Internet. Intendo cambiare il modo in cui clicchiamo, perché cliccare è un atto pubblico. Non esiste più una piccola élite che controlla tutti i media dove noi siamo solo dei destinatari passivi. Noi stiamo diventando i media. Prima pensavo, ok mi vesto bene, mi metto un sacco di trucco, vado in tv e parlo delle notizie. Questo è un atto pubblico di fare informazione. Poi vado a casa e navigo sulla rete, leggo Twitter, e questo è un atto privato di consumo dei media. E certo che lo è, sono in pigiama! Sbagliato. Tutto quello che postiamo, twittiamo e clicchiamo è un atto pubblico di fare informazione. Siamo noi ora gli editori. Noi decidiamo cosa riceve attenzione in base a quello a cui diamo attenzione. Così funzionano i media ora. Dietro ci sono degli algoritmi che calcolano cosa noi tutti vediamo di più, in base a quello su cui clicchi e questo va a influenzare la nostra intera cultura.

Oltre tre americani su cinque pensano che ci sia un grande problema di inciviltà nel nostro paese, ma credo che almeno tre americani su cinque stiano cliccando sullo stesso schifo di insulti e pettegolezzi che alimentano gli impulsi più cupi della nostra società. Nel panorama sempre più rumoroso dei media, si deve fare più rumore per essere ascoltati, e la tirannia del rumore incoraggia la tirannia del cattivo.

Non dev'essere così. Non deve. Possiamo invertire la tendenza. Intanto, possiamo fare due cose. Primo, non stare in disparte quando vediamo qualcuno venir ferito. Se qualcuno viene insultato online, fate qualcosa. Siate eroici. È la vostra occasione. Dite la vostra apertamente. Siate brave persona. Sconfiggete il negativo col positivo. E secondo, dobbiamo smetterla di cliccare sul minimo comun denominatore, il disgustoso link esca. Se non ti piace vedere la Kardashian 24 ore su 24 sempre in onda, smetti di cliccare sulle storie della tette di Kim Kardashian. So che lo fate. (Applausi) Anche tu sembra. Stesso esempio: Se non vi piacciono i politici che si insultano, smettete di cliccare sulle storie di come un tizio di un partito ha insultato il tizio di un altro partito. Cliccando su queste cose si versa solo benzina sul fuoco. Peggiora le cose, allarga l'incendio e brucia la nostra cultura.

Se vince quello che viene cliccato di più allora iniziamo a dare una forma al mondo che vogliamo con i nostri click. Perché cliccare è un atto pubblico. Perciò cliccate responsabilmente. Grazie.

(Applausi)