Philippe Starck
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Con il mio inglese non capirete niente. E questo è un bene per voi, così potete fare una pausa dopo tutte queste fantastiche persone. Dopodiché devo ammettere che sono un bel po' a disagio, perché di solito, nella vita, penso che il mio lavoro sia del tutto inutile. Ovvero mi sento inutile. Ora dopo Carolyn e tutti gli altri, mi sento un vero schifo. E per finire, non so esattamente perché mi trovi qui, avete presente l'incubo che siete degli impostori, arrivate all'opera e vi spingono in palcoscenico "Devi cantare!" Non ne sono capace.

Quindi, dato che non ho niente da mostrare, niente da dire, proveremo a parlare di qualcos'altro. Possiamo iniziare, se vi va, cercando di capire - solo per iniziare, non che sia interessante - come lavoro. Quando qualcuno viene da me a chiedermi ciò per cui sono conosciuto, voglio dire, sì, uno spremiagrumi, lo spazzolone del water, uno stuzzicadenti o un bel copriwater, e - perché no - uno spazzolino da denti, non cerco di disegnare lo spazzolino da denti. Non cerco di dire "Oh, sarà un bell'oggetto" o una cosa simile. Quello non mi interessa.

Ci sono infatti diversi generi di design. Quello che possiamo definire il design cinico, ovvero il design inventato da Raymond Loewy negli anni cinquanta, quando disse, il brutto non vende, le laid se vend mal, cosa terribile. Significa che il design dev'essere un'arma di marketing per i produttori, per rendere attraente il prodotto e vendere di più: è una schifezza, è obsoleto, ridicolo. Questo è quello che chiamo design cinico.

Poi c'è il design narcisistico: designer fantastici che disegnano solo per altri designer fantastici. Poi ci sono quelli come me, che cercano di meritare di esistere, che si vergognano molto di fare questo lavoro inutile e provano a farlo in modo diverso, e provano, io provo a non fare un oggetto per l'oggetto in sé ma per il risultato, per il beneficio che ne risulta per l'essere umano, per la persona che lo userà. Se prendiamo lo spazzolino, non penso allo spazzolino. Penso: "Quale sarà l'effetto dello spazzolino in bocca?" E per capire quale sarà l'effetto dello spazzolino in bocca, devo immaginarmi: di chi è questa bocca? Qual è la vita del proprietario di questa bocca? In che società vive questo tizio? Quale civiltà ha creato questa società? Quale specie animale ha creato questa civiltà? Quando arrivo - e ci vuole del tempo, non sono così intelligente - quando arrivo al livello della specie animale, è lì che le cose si fanno davvero interessanti.

Io non ho letteralmente alcun potere di cambiare le cose. Ma quando torno da questo viaggio, capisco perché non lo farò, perché oggi non farlo è più positivo che farlo, oppure come farlo. Ma per tornare indietro alla specie animale, ci sono cose da vedere. Ci sono cose da vedere, c'è una grande sfida. La grande sfida davanti a noi. Perché non c'è produzione umana che possa esistere al di fuori di ciò che io chiamo "il quadro generale". Il quadro generale è la nostra storia, la nostra poesia, il nostro romanticismo. La nostra poesia è la nostra mutazione, la nostra vita. Dobbiamo ricordare, e possiamo vederlo in un libro qualsiasi di mio figlio di 10 anni,¼ che la vita è apparsa quattro miliardi di anni fa all'incirca - quattro miliardi e duecento?

Voce fuoricampo. Quattro miliardi e mezzo.

Ecco, e mezzo. OK. OK. OK! Sono un designer, nient'altro, di regali di Natale. E prima c'era questa minestra, la cosiddetta "soupe primordiale", un primo minestrone - blup blup blup - una sorta di fango sporco, niente vita, niente. Quindi poi - psciuu-sciuu - lampo - psciu - arriva - psciu-sciuu - crea la vita - blup blup - e poi muore. Qualche milione di anni dopo - psciu-sciuu, blup-blup - ah, sveglia! Alla fine finalmente funziona, e compare la vita. Eravamo così stupidi. I batteri più stupidi mai esistiti. Addirittura, penso, abbiamo copiato il nostro modo di riprodurci, sapete cosa intendo e una cosa come - no, lasciate perdere.

Dopo diventiamo pesci, quindi rane, poi scimmie, e infine ciò che siamo oggi: superscimmie, e la cosa buffa è che noi superscimmie di oggi non siamo che a metà della storia. Provate a immaginare! Da quello stupido batterio a noi, con microfono, computer, iPod - quattro miliardi di anni. E sappiamo, e in particolare Carolyn, che quando il sole imploderà, la terra brucerà, esploderà o non so cos'altro, e questo è previsto tra quattro, quattro miliardi di anni? Sì, ha detto una cosa del genere. Ok, significa che siamo a metà della storia. Fantastico! Una meraviglia! Riuscite a immaginare? È molto simbolico. Perché il batterio che eravamo non aveva idea di ciò che siamo oggi. E oggi non abbiamo idea di ciò che saremo tra quattro miliardi di anni. E questo è un territorio fantastico.

Questa è la nostra poesia. Questa è la nostra storia incredibile. È il nostro romanticismo. Mu-ta-zio-ne. Siamo mutanti. E se non capiamo a fondo, se non interiorizziamo che siamo mutanti, ci perdiamo il nocciolo della questione. Poiché ogni generazione pensa di essere l'ultima. Abbiamo questo modo di guardare alla Terra, avete presente, "Io sono l'uomo. L'uomo finale. Abbiamo vissuto mutazioni per quattro miliardi di anni ma ora che ci sono io, ci fermiamo. Fin. Per sempre, per l'eternità, sarà l'uomo con la giacca rossa." Una cosa del genere. E di questo non sono sicuro. Perché c'è la nostra intelligenza della mutazione e altro ancora. Ci sono tante di quelle cose da fare, è così nuovo.

E un'altra cosa: nessuno è obbligato a essere un genio, ma tutti hanno l'obbligo di partecipare. E partecipare, per un mutante, richiede un minimo di esercizio, un minimo di sport. Questo possiamo dirlo. Il primo dovere - ce ne sono tanti - ma il primo dovere è molto semplice, è il dovere della visione. Posso spiegarvi. Ci proverò. Se camminate così, va bene, va bene, potete camminare, ma forse camminando con gli occhi bassi potreste non vedere, oh, c'è un buco. E potreste cadere e morire. È pericoloso.

Forse è per questo che cercherete di avere un angolo di visione maggiore. Ecco, ora ci vedo. Se trovo qualcosa, hop, hop e continuo hop hop hop. Alzo l'angolo di visione, ma è ancora molto - egoista, egoista, egoiste - sì, egoista. Sopravvivete. Va bene. Ma se alzo il livello degli occhi ancora un po' vedo voi "O mio Dio siete qui, come state? Posso fare qualcosa per voi? Posso disegnare un nuovo spazzolino da denti, un nuovo spazzolone per il water" o una cosa del genere. Vivo in una società. Vivo in una comunità. Va bene. Iniziate a essere nel territorio dell'intelligenza, per così dire. A partire da questo livello, più riuscite a sollevare l'angolo di visione, più sarete importanti per la società. Più lo alzerete, più sarete importanti per la civiltà. Più lo alzerete, per vedere in alto e lontano, così, più sarete importanti per la storia della nostra mutazione. Ciò significa che le persone intelligenti sono in questo angolo. Questa è l'intelligenza. Da qui a lì, quello è genio. Tolomeo, Erastotene, Einstein, gente così. Nessuno è obbligato a essere un genio. È meglio, ma nessuno è obbligato.

Attenzione: in questo esercizio per diventare buoni mutanti, c'è qualche pericolo, c'è qualche trappola. Una trappola: la verticale. Perché alla nostra verticale, se la guardate così "Ah! Dio mio, ecco Dio. Ah! Dio!" Dio è una trappola. Dio è la risposta quando non conosciamo risposte. Ovvero quando il vostro cervello non è grande abbastanza, quando non capite. dite "Ah, è Dio, è Dio." È ridicolo. Per questo - saltate così? No, non saltate. Tornate indietro. Perché poi c'è un'altra trappola. Se guardate così, se guardate indietro, o se vi guardate dentro, se siete molto flessibili, quella si chiama schizofrenia, e anche in quel caso siete morti.

Per questo ogni mattina ora, poiché siete bravi mutanti, solleverete il vostro angolo di visione. Avanti, oltre l'orizzonte. Siete intelligenza. Non dimenticate mai - così, così. È molto, molto, molto importante. Che cosa, cos'altro possiamo dire. Perché farlo? Perché se guardiamo da lontano vediamo la nostra linea di evoluzione. Questa linea di evoluzione è chiaramente positiva. Da lontano, questa linea sembra molto lineare, così. Ma se prendete una lente d'ingrandimento, la linea è ack, ack, ack, ack, ack. Così. È fatta di luci e ombre. E possiamo dire che la luce è la civiltà, l'ombra è la barbarie. Ed è molto importante sapere dove siamo. Perché c'è un ciclo, un punto nel ciclo, e non si hanno gli stessi obblighi in diversi punti del ciclo.

Ovvero possiamo immaginare - e non dico fosse fantastico, ma negli anni '80 non c'erano troppe guerre, così, era - possiamo immaginare che la civiltà possa diventare civilizzata. In quei casi la gente come me è più accettabile. Possiamo chiamarli "periodi di lusso." Abbiamo tempo di pensare, abbiamo tempo di fare qualsiasi cosa, parlare di arte e cose del genere. Va bene. Siamo nella luce. Ma a volte, come oggi, cadiamo, cadiamo in fretta nell'ombra, cadiamo in fretta nella barbarie. Con molti, molti, molti, molti volti di barbarie. Perché la barbarie di oggi non è forse la barbarie che crediamo. Ci sono diversi generi di barbarie. Per questo dobbiamo adattarci. Ovvero quando torna la barbarie, scordatevi le belle sedie e i favolosi alberghi, scordatevi il design e perfino - mi dispiace dirlo - l'arte. Scordatevi tutto questo. Ci sono priorità, ci sono urgenze. Bisogna tornare alla politica, bisogna tornare alla radicalizzazione. Mi dispiace se non è molto inglese. Bisogna tornare alla lotta, alla battaglia.

Per questo oggi mi vergogno tanto di fare questo lavoro. Per questo sono qui, per cercare di farlo il meglio possibile. Ma so che anche se cerco di farlo il meglio possibile - per questo sono il migliore - non è niente. Perché non è il momento giusto. Per questo lo dico, lo dico perché, ripeto, nulla esiste se non si situa nella buona ragione, la ragione del nostro bel sogno, di questa civiltà. E perché tutti dobbiamo lavorare per finire questa storia. Perché lo scenario di questa civiltà - riguardo all'amore, al progresso e cose così - va bene, ma ci sono talmente tanti altri scenari di altre civiltà. Questo scenario, di questa civiltà, consisteva nel diventare potenti, intelligenti, come l'idea che abbiamo inventato, il concetto di Dio. Dio siamo noi ora. Siamo noi. Ci manca poco. Dobbiamo solo finire la storia. Questo è molto, molto importante. E se non si capisce davvero ciò che è successo, non si può andare a combattere, a lavorare, a costruire e cose del genere. Si va dal futuro indietro, indietro, indietro, indietro, così. E si può cadere, è molto pericoloso. Bisogna davvero capire questo.

E poiché siamo quasi alla fine, ripeterò la storia. E la bellezza di tutto ciò è che forse tra 50 - 60 anni potremo finire del tutto questa civiltà e offrire ai nostri figli la possibilità di inventare una storia nuova, una nuova poesia, un nuovo romanticismo. Con miliardi di persone che sono nate, hanno lavorato, vissuto e sono morte prima di noi. Persone che hanno lavorato tanto e grazie a cui ora abbiamo belle cose, bei regali, e sappiamo tante cose. Ai nostri figli possiamo dire. Ok, fatto, questa è stata la nostra storia. È passata. Ora avete un dovere: inventare una storia nuova. Inventare una nuova poesia. L'unica regola è che non dobbiamo avere idee sulla prossima storia. Vi diamo carta bianca. Inventate. Vi diamo i migliori strumenti, i migliori strumenti e ora, al lavoro. Per questo continuo a lavorare, anche se per uno spazzolone del water.