Mariana Mazzucato
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Vi siete mai chiesti perché le aziende che sono davvero forti, quelle innovative, quelle creative, basate sul modello della new economy — Apple, Google, Facebook — provengono da un paese preciso, gli Stati Uniti? Di solito, appena lo dico qualcuno salta fuori con, "Spotify! Quello viene dall'Europa." In ogni caso non ha avuto l'impatto che queste altre aziende hanno avuto.

Allora, di mestiere faccio l'economista, e studio proprio il rapporto tra l'innovazione e la crescita economica al livello dell'azienda, dell'industria e della nazione, e lavoro con i governanti di tutto il mondo, specialmente nella Commissione Europea, ma recentemente anche in paesi interessanti come la Cina, e posso dirvi che quella domanda è sulla bocca di tutti: dove sono i Google europei? Qual è il segreto dietro al modello di crescita della Silicon Valley, che loro dicono sia diverso da questo modello di crescita della old economy? E ciò che è più interessante è che spesso, anche se siamo nel ventunesimo secolo, alla fine ci riduciamo ad avere queste idee di mercato contro stato. Se ne è stato parlato in questi modi moderni, ma l'idea è che, in qualche modo, dietro a posti come la Silicon Valley, il segreto sia stato basato su tipi diversi di meccanismi di market-making, l'iniziativa privata, che riguardi un settore di venture capital dinamico che sia effettivamente in grado di fornire quei capitali ad alto rischio a queste aziende innovative, le gazzelle, come vengono spesso chiamate, che intimoriscono le banche tradizionali, o altri tipi di politiche di commercializzazione di successo che effettivamente permettano a queste aziende di introdurre queste grandi invenzioni, i loro prodotti, sul mercato e superare questo periodo spaventoso della Death Valley in cui molte aziende, al contrario, falliscono.

Ma quello che mi interessa veramente, soprattutto oggigiorno considerando quello che sta succedendo politicamente nel mondo, è il linguaggio che viene usato, la narrazione, il discorso, le immagini, le parole concrete. Così, spesso ci vengono dette parlo come: il settore privato è molto più innovativo anche perché è in grado di pensare fuori dagli schemi. Sono più dinamiche. Pensate al discorso davvero ispiratore di Steve Jobs alla classe del 2005 che si stava laureando a Standford, dove ha detto di essere innovativi, ha esclamato, "siate affamati, siate folli". Giusto? Dunque, questi personaggi sono proprio gli affamati i folli e i vivaci, giusto? E posti come l'Europa, potrebbero essere più equilibrati, possiamo perfino essere vestiti meglio e mangiare meglio che negli Stati Uniti, ma il problema è questo maledetto settore pubblico. È un po' troppo grande, ed effettivamente non ha permesso a queste cose come il venture capital dinamico e la commercializzazione di essere veramente in grado di essere produttivi come avrebbero potuto. Ed anche giornali molto rispettabili, ad alcuni dei quali sono abbonata, descrivono lo stato come fosse un Leviatano. Giusto? Questo mostro con enormi tentacoli. In questi editoriali sono molto espliciti. Dicono, "Sapete, lo stato, è necessario per risolvere questi problemi di mercato in presenza di beni pubblici o diversi tipi di esternalità negative come l'inquinamento, ma sapete una cosa, quale sarà la prossima grande rivoluzione dopo Internet? Tutti speriamo che sia qualcosa di eco-sostenibile, oppure tutte queste cose nanotecnologiche, e affinché queste cose accadano", dicono — questo era un tema speciale sulla prossima rivoluzione industriale — dicono, "lo stato fa solo riferimento alla basi, giusto? Finanziate le infrastrutture. Finanziate le scuole. Finanziante anche alla ricerca di base, perché è popolarmente riconosciuta, infatti, come un grande bene pubblico in cui le aziende private non vogliono investire, fatelo, ma sapete una cosa? Lasciate il resto ai rivoluzionari." Quei pensatori vivaci, fuori dagli schemi. Viene spesso chiamato bricolage da garage, perché alcuni di loro, in realtà, hanno creato in garage, anche se questo, in parte, è un mito. Dunque, quello che voglio fare con voi in, Oddio, in soli 10 minuti, è pensare seriamente a questa giustapposizione, perché ha effettivamente delle implicazioni enormi, al di là della politica dell'innovazione che guarda caso è l'area di cui discuto spesso con i governanti. Questo ha implicazioni enormi, anche riguardo a questa nozione che abbiamo sul dove, quando e perché dovremmo effettivamente tagliare la spesa pubblica e diversi tipi di servizi pubblici i quali, certamente, come già sappiamo, vengono sempre più dati in appalto a causa di questa giustapposizione. Giusto? Voglio dire, forse il motivo per cui abbiamo bisogno di scuole pubbliche o scuole private è renderle più innovative senza essere aggravate da questa pesante incombenza del programma statale, o qualcosa del genere. Dunque questo genere di parole sono costantemente — queste giustapposizioni spuntano fuori dappertutto, non solamente nella politica dell'innovazione.

Per cui, per ritornare sull'argomento, non c'è ragione per cui dobbiate credere a me, perciò pensate ad alcune delle cose più intelligenti e rivoluzionarie che avete in tasca e non accendetelo, ma potreste volerlo tirare fuori, il vostro iPhone. Chiedete chi ha finanziato effettivamente le varie cose davvero forti e rivoluzionarie, fuori dagli schemi nell'iPhone. In sostanza, cosa che rende il vostro telefono uno smartphone, invece di uno stupido telefono? Così Internet, con cui potete navigare sul web dovunque vi troviate nel mondo; il GPS, con cui potete effettivamente sapere dove vi trovate ovunque nel mondo; lo schermo touchscreen, che rende il telefono molto semplice da usare per chiunque. Queste sono le cose molto intelligenti e rivoluzionarie dell'iPhone, e sono tutte finanziate dal governo. Il punto qui è che Internet è stato fondato da DARPA, del Dipartimento della Difesa americano. Il GPS è stato finanziato dal programma militare Navstar. Persino Siri è stata finanziata da DARPA. Lo schermo touchscreen è stato finanziato da due donazioni pubbliche della CIA e dell'NSF a due ricercatori universitari dell'università del Delaware. Ora, starete pensando, "Beh, ha menzionato la parola 'difesa' e 'forze armate' tante volte", e quello che è veramente interessante è che tutto questo è vero in settore dopo settore e dipartimento dopo dipartimento. Così, nell'industria farmaceutica, alla quale sono personalmente interessata perché ho avuto la fortuna di studiarla abbastanza approfonditamente, è meraviglioso fare questa domanda sulle cose rivoluzionarie rispetto a quelle non rivoluzionarie, perché ogni singola medicina, in realtà, può essere classificata come veramente rivoluzionaria o incrementale. Per esempio, le nuove entità molecolari prioritarie sono i nuovi farmaci rivoluzionari, mentre le sottili varianti di farmaci esistenti — Viagra, colore diverso, dosaggio diverso — sono quelli meno rivoluzionari. Ed è saltato fuori che un buon 75 percento delle nuove entità molecolari prioritarie sono effettivamente finanziate nei noiosi e kafkiani laboratori del settore pubblico. Questo non significa che Big Pharma non stia investendo sull'innovazione. Lo fa. Spendono soldi per fare marketing. Spendono sullo Sviluppo della 'Ricerca e Sviluppo'. Spendono tanti soldi per ricomprare le loro azioni, il che è abbastanza problematico. Infatti, aziende come Pfizer e Amgen di recente hanno speso più soldi per ricomprare le loro azioni per dare una spinta al valore delle azioni piuttosto che investirli in Ricerca e Sviluppo, ma questo è tutto un altro discorso TED, che un giorno sarei felice di raccontarvi.

Ora, quello che è interessante di tutto questo è che lo stato, in tutti questi esempi, faceva molto di più che risolvere semplicemente problemi di mercato. Stava, in realtà, dando forma e creando mercati. Stava finanziando non solo la ricerca di base, la quale, ripeto, è un tipico bene pubblico, ma anche la ricerca applicata. Aveva anche il ruolo, Dio non voglia, di venture capitalist. Dunque, questi programmi SBIR e SDTR che finanziano le piccole aziende nella loro fase iniziale non hanno solamente avuto un'enorme importanza rispetto al venture capital privato, ma hanno anche acquisito maggiore importanza. Perché? Perché, come molti di voi sanno, il Venture Capital è effettivamente a breve termine. Si aspettano ritorni in tre a cinque anni. L'innovazione ha bisogno di molto più tempo, da 15 a 20 anni. Tutto questo concetto — voglio dire, questo è il punto, giusto? Chi finanzia effettivamente la parte più difficile? Ovviamente, non è solo lo stato. Il settore privato dà un grosso contributo. Ma la storia che abbiamo sempre sentito è che lo stato è importante per le basi, ma poi non fornisce quel pensiero di rischio, rivoluzionario e fuori dagli schemi. In tutti i settori, dal finanziamento di Internet alla spesa, ma anche la concezione, la visione strategica, per questi investimenti, proveniva, in realtà, dallo stato. Il settore delle nanotecnologie è davvero affascinante, in questo aspetto, perché la parola stessa, nanotecnologia, è stata creata dal governo.

Dunque, ci sono enormi implicazioni. Prima di tutto, di sicuro non sono una persona all'antica, che pensa al mercato contro lo stato. Quello che sappiamo tutti sul capitalismo dinamico è che quello di cui abbiamo veramente bisogno sono collaborazioni tra il pubblico e il privato. Ma il punto è che, descrivendo sempre la parte dello stato come necessaria ma in realtà — ufff — un po' noiosa e spesso anche un po' pericolosa come un Leviatano, penso che abbiamo effettivamente rovinato la possibilità di creare queste collaborazioni tra pubblico e privato in un modo molto dinamico. Perfino le parole che usiamo spesso per giustificare la parte della "P", la parte pubblica — beh, tutti e due iniziano per P — nelle collaborazioni tra pubblico e privato è in termini di limitazione del rischio. Quello che ha fatto il settore pubblico in tutti questi esempi che vi ho appena dato, e ce ne sono molti altri, che io e i miei colleghi abbiamo analizzato, sta facendo molto di più che contenere il rischio. Anzi, sta prendendo quel rischio. Lo sta prendendo. In realtà, è la parte che pensa al di fuori degli schemi. Ma sono anche sicura che tutti avete avuto a che fare con le forme di governo locale, regionale e nazionale, e state pensando, "Sai una cosa, ho proprio avuto a che fare con quella burocrazia kafkiana." La giustapposizione stessa, è li. Beh, c'è una profezia che si autorealizza. È proprio parlando dello stato come quasi irrilevante, noioso, che a volte diamo quella forma a queste organizzazioni. Quello che dobbiamo fare è creare queste organizzazioni imprenditoriali statali. DARPA, che ha finanziato Internet e Siri, ha pensato a lungo a queste cose, a come accettare il fallimento, perché il fallimento ci sarà. Con l'innovazione arriva il fallimento. Solo uno su 10 esperimenti ha successo. E i venture capitalist lo sanno, e sono anche in grado di finanziare le altre perdite da quel successo.

E questo mi porta, effettivamente, probabilmente, all'implicazione maggiore, e questa ha implicazioni enormi al di là dell'innovazione. Se lo stato è più di un semplice riparatore del mercato, se in realtà è anche un creatore del mercato, e facendo questo vuol si prende un grosso rischio, che ne sarà della ricompensa? Sappiamo tutti, se avete frequentato un corso di finanza, che la prima cosa che vi insegnano è il rapporto tra il rischio e la ricompensa, e alcuni sono abbastanza folli o probabilmente abbastanza intelligenti se hanno il tempo di aspettare, da investire in azioni, perché corrono il rischio che, con il tempo, produrrà una ricompensa più grande delle obbligazioni, quel rapporto tra rischio e premio. Beh, dov'è la ricompensa per lo stato per aver corso questi rischi enormi ed essere stato abbastanza folle da aver creato Internet? Il caso di Internet è stato pazzesco. Davvero. Voglio dire, la probabilità di fallimento era enorme. Dovevano essere fuori di testa per creare una cosa del genere, e per fortuna, lo erano davvero. Ora, non arriviamo neanche a porci la domanda sulla ricompensa a meno che non si rappresenti lo stato come un'entità che corre rischi. Il problema è che gli economisti pensano spesso, beh, in realtà c'è una ricompensa per lo stato. Sono le tasse. Sapete, le aziende pagheranno le tasse, i posti di lavoro che si verranno a creare contribuiranno alla crescita così la gente che verrà assunta e l'aumento del loro stipendio ritorneranno allo stato attraverso il meccanismo delle tasse. Sfortunatamente, questo non è vero. Non è vero perché molti di quei posti di lavoro che si verranno a creare andranno all'estero. Si chiama globalizzazione, e va bene. Non dovremmo essere nazionalisti. Lasciamo che i posti di lavoro vadano dove devono andare. Si potrebbe aprire un dibattito su questo. Ma queste aziende che hanno in realtà avuto benefici enormi dallo stato — Apple è un esempio perfetto. Hanno anche avuto i primi — beh non proprio i primi, ma 500 000 dollari sono andati ad Apple, l'azienda, attraverso questo programma SBIC, che ha preceduto il programma SBIR, e anche, come ho detto prima, tutte le tecnologie che riguardano l'iPhone. Eppure, sappiamo che legalmente Apple come tante altre aziende, paga poche tasse.

Dunque, quello che dobbiamo ripensare veramente è che forse ci dovrebbe essere un meccanismo che genera un ritorno che sia molto più diretto delle tasse. Perché no? Potrebbe accadere attraverso il capitale sociale. A proposito, in paesi che stanno pensando al capitale sociale in maniera strategica, paesi come la Finlandia in Scandinavia, ma anche la Cina e il Brasile, stanno conservando il capitale sociale in questi investimenti. Sitra ha finanziato la Nokia, ha conservato il capitale sociale, ha fatto un sacco di soldi, è un'agenzia a finanziamento pubblico in Finlandia, che in seguito ha finanziato il giro seguente di Nokia. La Brazilian Development Bank, che sta dando finanziamenti enormi oggi alle tecnologie pulite, ha appena annunciato un programma da 56 milioni per il loro futuro, sta conservando il capitale proprio in questi investimenti. Ad essere provocatori, si può dire che se il governo degli Stati Uniti avesse pensato a questo, e forse se avesse riportato qualcosa chiamato fondo di innovazione, potete scommettere, che se anche solo lo 0,05 percento dei guadagni prodotti da Internet fosse tornato a quel fondo di innovazione, ci sarebbero molti più soldi da spendere oggi in tecnologie pulite. Invece, molti budget statali che in teoria stanno provando a fare così sono confinati. Ma ancora più importante, abbiamo sentito prima dell'uno percento, del 99 percento. Se si pensa allo stato in questa maniera più strategica, come uno dei giocatori chiave nel meccanismo di creazione del valore, perché è di questo che stiamo parlando, giusto? Chi sono i vari giocatori nella creazione del valore nell'economia? E ancora, il ruolo dello stato, è stato trascurato come se fosse un giocatore di secondo piano? Se potessimo avere una teoria più ampia sulla creazione del valore e concederci di ammettere quello che lo stato ha fatto e raccogliere qualcosa, si potrebbe fare così la prossima volta, e spero che ci auguriamo tutti che la prossima grande rivoluzione sia l'ecosostenibilità, che quel periodo di crescita sia non solo intelligente, guidato dall'innovazione, non solo ecosostenibile, ma anche più inclusivo, in modo che le scuole pubbliche in posti come la Silicon Valley possano veramente beneficiare da quella crescita, perché non ne hanno beneficiato in passato.

Grazie.

(Applausi)