Heidi Grant
3,067,886 views • 11:53

Dover chiedere una mano è tremendo, vero? Di solito non compare nelle "top ten" di cose di cui la gente ha paura, come parlare in pubblico o morire, ma ci starebbe. Anche se per molti versi è sciocco ammetere di aver bisogno di aiuto a un partner, un amico, un collega, o anche a uno sconosciuto, ci sentiamo sempre un po' a disagio o in imbarazzo quando ci capita di dove chiedere aiuto. Per questo la maggior parte di noi cerca di evitarlo se non è indispensabile.

Mio padre era uno di quelli che, giuro, avrebbe attraversato uno stagno pieno di alligatori piuttosto che chiedere indicazioni per tornare in strada. Quando ero piccola andammo in vacanza. Guidammo da South Jersey a Colonial Williamsburg. Ricordo che ci perdemmo. Io e mia madre lo pregammo di fermarsi a chiedere come tornare in autostrada, ma lui si rifiutò categoricamente. E anzi ci assicurò che non ci eravamo persi, si era solo sempre chiesto cosa ci fosse da quelle parti.

(Risate)

Visto che ci tocca chiedere aiuto – dobbiamo farlo, tutti, quasi tutti i giorni – l'unico modo per sentirci più a nostro agio è imparare a farlo bene, per aumentare le nostre chance che qualcuno accetti di aiutarci. E anzi che quel qualcuno si senta soddisfatto e felice di aiutarci, perché così vorrà aiutarci anche in futuro.

La ricerca che ho condotto con alcuni colleghi svela molti dei motivi per cui a volte la gente accetta di aiutarci e a volte si rifiuta. Prima di tutto, fatemi dire: se avete bisogno di una mano dovete chiedere una mano. A voce alta. Ok? Siamo tutti un po' malati di ciò che in psicologia è chiamato "delirio di trasparenza": l'errata convinzione che i nostri pensieri e desideri siano evidenti anche agli altri. Non è così, ma ne siamo convinti. Aspettiamo che qualcuno noti cosa ci serve e ci offra il suo aiuto spontaneamente. Ma è una pessima convinzione. Infatti capire cosa ci serve è così difficile che persino i nostri cari fanno fatica a sapere come esserci di aiuto.

Il mio compagno ha ormai preso l'abitudine di chiedermi più volte al giorno: "Tutto ok? Ti serve qualcosa?" perché sono tremenda a chiedere una mano. Non merito la sua pazienza, è vero, ed è molto più proattivo nell'offrire aiuto di quanto ci si possa aspettare dagli altri. Quindi, se vi serve aiuto, lo dovete chiedere. Perché, tra l'altro, se anche qualcuno vede che avete bisogno, come fa a sapere che volete una mano? Avete mai aiutato qualcuno che, in realtà, non voleva affatto il vostro aiuto? Diventa subito antipatico, vero?

Storia vera: l'altro giorno mia figlia adolescente si stava vestendo e volevo aiutarla a decidere cosa mettersi.

(Risate)

Trovo stia bene con i colori accesi. Ma lei preferisce toni scuri o più neutri. Così, per rendermi utile, le ho suggerito che forse in camera sua poteva trovare qualcosa di meno triste.

(Risate)

Se uno sguardo potesse uccidere non sarei ancora qui oggi. Non possiamo predercela se gli altri non ci offrono una mano quando non sanno se è quello che vogliamo. Anzi, secondo uno studio il 90% dell'aiuto tra colleghi sul lavoro è il risultato di richieste esplicite. Quindi vi tocca dire "Ho bisogno del tuo aiuto". Ok? Non potete girarci intorno.

Per essere bravi a farlo, per ottenere aiuto quando lo chiedete, ecco qualche dritta utile.

Primo: quando chiedete aiuto è meglio essere molto specifici su che aiuto volete e perché. Le richieste vaghe e indirette non sono molto utili a chi vi aiuta, no? Non sappiamo cosa ci viene chiesto e inoltre non sappiamo se riusciremo a essere utili davvero. Nessuno vuole dare l'aiuto sbagliato. Capiterà anche a voi di ricevere richieste da gentili sconosciuti su LinkedIn che vorrebbero "prendere un caffè e conoscervi meglio" o "chiedervi un parere" sulla loro idea. Io ignoro sempre questo tipo di richieste. Non è che io non sia gentile. Ma se non so che cosa vuoi da me, e che tipo di aiuto speri ti possa dare, non sono interessata. È lo stesso per tutti. Sono molto più interessata se mi dicono chiaramente cosa sperano di ottenere da me, perché sono sicura che hanno qualcosa in mente. Quindi dite pure, "Vorrei sapere se c'è un posto per me nella tua azienda", o "Vorrei proporti un progetto di ricerca nella tua area di interesse", o "Vorrei un consiglio sulla scuola di medicina". Non saprei come aiutarvi sull'ultima perché non sono quel tipo di "dottore", ma potrei presentarvi qualcuno che può.

Ok, secondo consiglio. Ed è molto importante: evitate disclaimer, scuse e mazzette. È davvero importante. Queste vi suonano familiari?

(Si schiarisce la voce)

"Scusami, davvero, se te lo chiedo..." "Perdonami se ti disturbo..." "Se potessi farlo io, senza il tuo aiuto, lo farei".

(Risate)

Sembra che ci prema dimostrare che non siamo deboli o avidi quando chiediamo aiuto, non ci rendiamo conto di quanto mettiamo gli altri in imbarazzo. Perché dovrei aiutarti con piacere se chiedermelo è stato così tremendo? E se è perfettamente normale pagare uno sconosciuto perché faccia qualcosa per noi, dobbiamo fare molta attenzione agli incentivi che offriamo ad amici e colleghi. Quando c'è un rapporto personale aiutarsi è parte naturale di quel rapporto. È il modo in cui dimostriamo di volerci bene. Se aggiungiamo incentivi o pagamenti all'equazione non sembra più tanto un rapporto umano: diventa una transazione. Si crea una distanza che, per assurdo, fa passare la voglia di aiutarci. Un regalo spontaneo per ringraziare qualcuno che ci ha aiutato va benissimo. Ma offrire soldi all'amico che ci aiuta a traslocare no.

Ok, terza regola, e ci tengo tantissimo: non chiedete aiuto via mail o messaggini. Davvero, non lo fate. Email e messaggi sono impersonali. Capisco che a volte non ci siano alternative, ma di solito, in realtà, preferiamo chiedere una mano con questi mezzi perché ci sentiamo meno in imbarazzo. Ma via email o messaggio è anche più facile dire di no. Uno studio lo dimostra. Una richiesta fatta di persona ha 30 volte più probabilità di essere accettata di una via mail. Quindi, se vi serve davvero una mano per una cosa importante, trovate il tempo di chiederlo di persona, o usate il telefono per telefonare...

(Risate)

e chiedete l'aiuto che vi serve.

Ok. Infine, una regola molto importante e forse ignorata più delle altre quando chiediamo aiuto: se qualcuno accetta di aiutarvi, dopo dovete farvi vivi. Se pensate che la soddisfazione di chi vi aiuta stia proprio nell'aiutarvi, vi sbagliate. Sta nel sapere che l'aiuto è arrivato a destinazione, che è servito, che è stato utile. Se non so che il mio aiuto è servito, come dovrei sentirmi?

Ho insegnato all'università per anni, e ho scritto tante lettere di raccomandazione per studenti in cerca di lavoro o che volevano un master. E nel 95% dei casi non ho idea di come sia andata. Ho speso tempo ed energie ma non so se li ho aiutati davvero, se è servito a fargli ottenere quello che volevano. Ma è proprio l'idea di essere efficaci a rendere così convincenti certi appelli alla donazione: riesci a immaginarti nei minimi dettagli l'effetto che avrà il tuo aiuto.

Prendiamo ad esempio DonorsChoose. Vai online, scegli per nome l'insegnante la cui classe vuoi aiutare e acquisti proprio il materiale di cui hanno bisogno: un microscopio, o un computer, o delle sedie nuove. Questo tipo di richiesta mi aiuta a immaginare il bene che farà il mio denaro: ne sento subito l'efficacia, appena mi impegno a donarlo.

E poi cosa succede? Ti aggiornano. Chi dona riceve lettere dai bambini della classe. Riceve foto. Vede che il suo aiuto ha fatto la differenza. Dobbiamo fare lo stesso nella vita quotidiana, soprattutto se vogliamo che gli altri continuino ad aiutarci nel lungo periodo. Dite al collega che vi ha aiutati che è stato utile per quel vostro affare o per quel colloquio di lavoro. Trovate un momento per dire al vostro compagno che il suo sostegno vi ha permesso di superare un momento buio. Chiamate la cat-sitter per dirle che deve aver fatto un ottimo lavoro, se per per una volta i gatti non hanno rotto niente mentre eravate via.

Il concetto è: so – perfettamente – che non è facile chiedere aiuto. Spaventa un po' tutti. Ci fa sentire vulnerabili. Ma oggi, nel lavoro e nella vita, nessuno ce la fa da solo. Nessuno può avere successo in isolamento. Abbiamo bisogno degli altri più che mai, del loro sostegno e della loro collaborazione.

Quindi: quando vi serve aiuto, chiedetelo forte e chiaro. E fatelo in modo da aumentare le chance che qualcuno vi dica di sì e che dopo si senta felice e soddisfatto, perché ve lo meritate entrambi.

Grazie.

(Applausi)