Anthony McCarten
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Salve. Dicono che ti chiedono di venire e tenere un discorso TEDx per due volte nella tua carriera: una volta durante la salita e una volta durante la discesa. (risate) E devo dire: "Che bello essere tornato!" (risate) La risata - questo è il tema di oggi. Risata - forse non sono in grado di riprodurla per bene, ma cercherò di fare un po' di luce e chiedere: che cos'è e qual è il suo ruolo nelle nostre vite e nella nostra società? Voglio dirvi quattro barzellette oggi. Più o meno questo è tutto, vi dirò quattro barzellette e trarremo qualunque lezione possiamo da queste quattro barzellette. Prima di dirvi la prima barzelletta, visto che siamo a Monaco, vorrei fare un piccolo esperimento. Dicono cose terribili sul senso umoristico dei tedeschi, più precisamente che non ne avete uno. (risate) Vorrei testare questa terribile ipotesi e fare un esperimento. Quindi, quando dirò la prima barzelletta, vorrei che rispondessero solo i tedeschi. (risate) Ridere o non ridere, a seconda di come ritenete giusto. Ma per favore, non forzatevi di ridere per alterare i risultati. (risate) Questo è un esperimento scientifico, è incredibilmente serio. Ecco dunque, la prima barzelletta. C'è un uomo, sta morendo nel suo letto a casa (risate) e dalla cucina sente provenire l'odoro più sublime che ci sia. E' l'odore dei suoi biscotti con scaglie di cioccolato preferiti. Con le sue ultime forze, scende dal letto e va in cucina, dove sua moglie di 50 anni prepara questi magnifici biscotti con le scaglie di cioccolata. Ce ne sono quattro su un piatto, proprio fuori dal forno. Con il suo ultimo sforzo umano, va a prendere uno dei biscotti e la moglie lo vede, si precipita, gli dà uno schiaffo sulla mano e dice: "No, sono per il funerale." (risate) Ultima ora: "TEDx rivela finalmente che i tedeschi hanno il senso dell'umorismo." (risate) Ora una frase, ecco una frase per voi: coloro che perdono l'abilità di ridere, perdono l'abilità di pensare. Se perdete l'abilità di ridere, perdete l'abilità di pensare. Se posso dirlo in un altro modo: le persone più intelligenti al mondo che io conosco, sono le più divertenti. Più sono intelligenti e più sono divertenti. Perché dovrebbe essere così? Per me, la risposta è che la serietà non è la risposta giusta all'assurdità della vita. La commedia umana che creerebbe esseri come noi, abbastanza sofisticati da chiedersi le famose grandi domande: "Perché siamo qui?" "Chi siamo?" ma senza avere mai una risposta ed essere lasciati in una tensione esistenziale che cerchiamo di alleviare in modi diversi, tra cui, la più efficace per me è la risata. Due coppie di anziani camminano per strada. Due donne camminano davanti ai due uomini e uno dei due dice all'altro: "Cosa hai fatto ieri sera?" Il secondo risponde: "Oh, sono andato a questo ristorante. E' stato fantastico. Il cibo buonissimo ed i prezzi ottimi. Veramente eccezionale." Il primo dice: "Wow, sembra fantastico. Come si chiama il ristorante?" Il secondo dice: "Oh! Come si chiama quel fiore che ha un profumo buonissimo? E' rosso e sui gambi ci sono delle piccole spine." Il primo uomo dice: "Dovrebbe essere la rosa." Il secondo dice: "Certo." "Rosa, come si chiama il ristorante dove siamo andati ieri sera?" (risate) (applausi) Per me, quella barzelletta è inestimabile quanto un dipinto di Monet o un sonetto di Shakespeare. Per me, il riso è sempre stato estremamente importante. La serietà - spero che siate d'accordo con quest'affermazione - la serietà è pericolosa. La serietà è pericolosa, non solo per noi stessi, ma anche nella società. E perché mai? Forse perché, in parte, la serietà, le forze della serietà, della mancanza dell'umorismo, ci limiterebbero ad una mentalità ristretta, un'ideologia rigida, crudeltà, visione parziale, mentre l'umore ci obbliga ad avere la mente aperta. Obbliga all'empatia e al perdono. L'umorismo perdona sempre. La relazione tra umorismo e serietà è stata capita da tempo. Winston Churchill, in un famoso motto di spirito, una volta disse: "Non puoi sperare di capire le cose più serie della vita, senza capire quelle più divertenti." L'attivista americano per i diritti civili Clarence Darrow ha scritto: "Se perdi l'abilità di ridere, perdi l'abilità di pensare." Se perdi l'abilità di ridere, perdi l'abilità di pensare. Questi due uomini avevano a che fare con la politica a livelli altissimi e sapevano benissimo che a volte, solo l'umorismo può abbattere le posizioni parziali e l'ideologia rigida. C'era un volo, un volo della Lufthansa da Monaco a New York. Il volo stava andando molto bene. Era quasi a New York, poi c'è stata un'esplosione tremenda dall'ala destra dell'aereo e la voce del capitano si sente dall'altoparlante dicendo: (con accento tedesco) "Signore e signori, attenzione, abbiamo un problema con il motore numero tre sull'ala destra dell'aereo. Per favore, non panicate, abbiamo quattro motori su quest'aereo. Abbiamo... (suono esplosione) Adesso abbiamo un problema anche con il motore numero uno, ma abbiamo due ottimi... (suono esplosione) Abbiamo un motore, ma vi assicuro che il pilota è capace di volare l'aereo con un solo... (suono esplosione) Signore e signori, stiamo per tentare l'atterraggio sull'acqua. (risate) Vi parlerò da sott'acqua. Per favore, non panicate." Ovviamente, il pilota della Lufthansa fa un atterraggio spettacolare sull'acqua. Poi, la voce del capitano si sente di nuovo dall'altoparlante: "Signore e signori, grazie per aver seguito le mie istruzioni. Adesso, per favore, ascoltate molto attentamente quello che vi sto per dire. Tutti quelli che sanno nuotare, per favore, allineatevi sull'ala destra del velivolo. Tutti quelli che non sanno nuotare, allineatevi sull'ala sinistra del velivolo e vi parlerò dall'acqua." Fanno tutto quello che dice e vedono finalmente un piccolo capitano su un gommone andando verso la parte anteriore dell'aereo con un altoparlante, dicendo: "Signore e signori, di nuovo voglio ringraziarvi per aver seguito le mie istruzioni. Adesso ascoltate attentamente quello che sto per dirvi. Per quelli situati sull'ala destra: New York è da questa parte. (risate) E' a sole tre miglia nautiche, l'acqua non è fredda e la corrente è dalla vostra parte. Buona fortuna. Per quelli situati sull'ala sinistra: Grazie per aver volato con Lufthansa." (risate) (applausi) Perché ridiamo? Perché avete appena riso? Perché qualcuno ride? Bene, questa domanda ha lasciato perplessi i filosofi per migliaia di anni. Persino i migliori: Platone, Freud, Wittgenstein, Nietzsche. Ecco cosa hanno tirato fuori. Affermano che la ragione per cui ridiamo è la nostra risposta antica al passaggio del pericolo animale. E' la miglior cosa che hanno tirato fuori. Ridiamo perché è la nostra risposta antica al passaggio del pericolo animale. Da qui possiamo concludere che chiedere ad un filosofo di definire la commedia è come chiedere a Stevie Wonder di aiutarti a trovare le chiavi dell'auto. (risate) Così come non si può avere una dimostrazione matematica che non sia costruita da pura matematica, così, non si può avere una teoria della risata che non sia divertente. Quindi riproviamoci. Proviamo qui, oggi di dare una definizione alla commedia, meglio di Platone, Nietzsche e Freud. Ho cercato tra le barzellette quella più antica e ho trovato questa. Ha mille anni. Alla fine del primo millennio, questa li faceva morire dalle risate (risate) ed è così. C'era un funerale in una chiesa. Dovete immaginare una chiesa medievale. Tutti piangono tantissimo, tranne un uomo. Il prete nota che quest'uomo non piange e alla fine della messa va da lui e gli chiede: "Conoscevi l'uomo che è morto?" L'uomo dice di sì. E il prete: "Allora, perché non piangi?" L'uomo risponde: "L'avrei fatto, ma non appartengo a questa parrocchia." Dovrete accettare che 1000 anni fa questa barzelletta era micidiale. (risate) Comunque, ci insegna qualcosa di interessante sulla commedia: per capire una barzelletta, devi appartenere alla parrocchia. Lasciate che mi spieghi. Per capire uno scherzo, devi appartenere alla parrocchia, quella comunità di comprensione. Se senti di appartenere a quella comunità di comprensione, che capisce lo scherzo, allora riderai a quasi qualsiasi cosa che rafforza il tuo senso di appartenenza a quel gruppo. Gli scherzi ci collegano, ci abbracciano. E in pura gratitudine per quell'abbraccio, la bocca si apre, il petto si riempie d'aria e i nostri corpi fanno qualcosa assolutamente straordinario: fanno un rumore che nessuna creatura fa o farà nella storia dell'intero universo: la risata. E che privilegio è quello di poter far ridere qualcun altro! Quindi, quando fai ridere qualcuno, non sei solo divertente. Non è una cosa banale. State inducendo speranza, abbracciando sconosciuti, sradicando la mancanza di speranza, siete medici e operatori di pace. Vorrei leggervi una frase. E' una citazione e l'ho appuntata. Dice così: "La commedia è lo scontro di un punto di vista con un altro, di una sensibilità con un'altra, alto con basso, est con ovest, luce con oscurità, vecchi con giovani; una collisione di due visioni del mondo di due civiltà; come due pezzi di selce colpite insieme, una scintilla salvavita viene sprigionata e con questa scintilla, puoi accendere un fuoco." Penso che sia una citazione meravigliosa. L'ho scritta stamattina. (risate) Vorrei farvi un esempio di come l'umorismo può essere utilizzato per abbattere il pensiero rigido e le posizioni di parte. Nel 1995, durante la Seconda Intifada, l'Intifada palestinese, ero a Londra e sono andato a vedere il comico ebreo Jackie Mason. Tremendo, molto controverso in alcuni dei suoi commenti. Stava facendo il suo normale spettacolo, molto divertente e all'improvviso disse di voler diventare molto serio e, ovviamente, se conoscete Jackie Mason, il pubblico diventò molto ansioso che Jackie avrebbe detto una delle sue cose molto controverse. Infatti, fu così. Disse: "Parlerò della questione palestinese". Si poteva sentire come la tensione tra il pubblico aumentò tremendamente. Disse: "Credo che Benjamin Netanyahu vuole la pace. Credo questo. In realtà, credo che darebbe indietro la West Bank al popolo palestinese oggi stesso, oggi stesso; ma non può, perché è già a nome di sua moglie." (risate) E la risata in questo pubblico prevalentemente ebraico fu così intenso, che continuò per cinque minuti. Fu pazzesco. In quei cinque minuti, non potevi fare a meno di pensare che la possibilità della pace si è anticipata in qualche modo, che in qualche modo, il compromesso era solo un po' più vicino. Questo è ciò che il riso può fare. Se possiamo ridere insieme, possiamo vivere insieme. Sapete quale penso sia il segreto della vita? Alcuni direbbero la conoscenza, ma secondo me, non abbiamo imparato molto dala nostra evoluzione umana. La storia è un'insegnante meravigliosa, ma noi non siamo bravi studenti. Secondo me, è il riso. Il riso, il coniuge della verità, l'acerrimo nemico del dogma, trasformando le scorie dell'esistenza in oro. Qualcuno recentemente mi ha chiesto: "Come vorresti morire? Hai qualche idea?" Ho pensato per un momento e ho detto: "Credo di voler morire come mio padre: tranquillamente, nel sonno, non urlando come i suoi passeggeri." (risate) La frase finale di ogni barzelletta è chiamata punchline in inglese e in tedesco penso die Poente. E' la frase in cui avviene il miracolo; la frase in cui siamo sorpresi da qualcosa che ci viene rivelato e dalla sorpresa viene rilasciata la gioia. Il mio ultimo desiderio per tutti voi qui oggi è che la vostra vita sia uno scherzo. (risate) Sì, voglio che le vostre vite siano uno scherzo con punchlines; con die Poente, come "No, sono per il funerale", "E' già nel nome di sua moglie", "Non urlando come i suoi passeggeri" e "Grazie per aver volato con Lufthansa". Siate divertenti. Continuate a ridere. Pace. (applausi)