You either have JavaScript turned off or have an old version of the Adobe Flash Player. To view this video you
need to get the latest Flash player.
If your browser allows only "trusted sites" to execute Javascript, you should add the "googleapis.com" domain to your whitelist to allow our Flash detection to work properly.
Share on Facebook
Share on digg
Share on Delicious
Share on Reddit
Share on StumbleUpon
Share on Blogger
Share on MySpace
Email This
Favorite
Download
Audio
- Audio to desktop (MP3)
- This link downloads an audio file directly to your computer. Right-click (or option-click on a Mac) to ensure download.
- Audio to iTunes (MP3)
- This link launches iTunes on your computer, and adds an audio file into your iTunes library.
Video
- Download video to desktop (MP4)
- This link downloads a video file directly to your computer or iPhone. Right-click (or option-click on a Mac) to ensure download.
- Download video to iTunes (MP4)
- This link launches iTunes on your computer, and adds a video file into your iTunes library.
- Watch high-res video (MP4)
- This link lets you watch a higher-quality version of this video. Right-click (or option-click on a Mac) to ensure download.
Discuss this Talk
Loading Comments... 
About this talk
Autrice ed attivista, Isabel Allende parla di donne, di creatività, della definizione di femminismo -- e, naturalmente, di passione in questo discorso.
Translated into Italian by Teda Kokoneshi
Reviewed by Paolo Giusti
Comments? Please email the translators above.
About Isabel Allende
Novelist Isabel Allende writes stories of passion. Her novels and memoirs, including The House of the Spirits and Eva Luna, tell the stories of women and men who live with passionate… Full bio and more links
Interactive Transcript
Click on any phrase to play the video from that point.
Grazie tante. Mi fa paura essere qua tra i più intelligenti degli intelligenti. Sono qui per raccontarvi delle favole di passione. C'è un proverbio ebreo che amo. Che cosa c'è di più vero della verità? Risposta: La storia. Sono una narratrice e voglio trasmettere qualcosa che sia più vero della verità a proposito della nostra comune umanità. Tutte le storie mi interessano, alcune mi ossessionano tanto che finisco per scriverle. Certi temi si ripetono: giustizia, lealtà, violenza, morte, problemi politici e sociali, libertà. Percepisco il mistero intorno a noi quindi scrivo di coincidenze, premonizioni emozioni, sogni, la potenza della natura, e la magia.
Negli ultimi vent'anni ho pubblicato alcuni libri ma ho vissuto in anonimato fino al febbraio del 2006, quando ho portato la bandiera Olimpica ai giochi Olimpici invernali in Italia. Questo mi ha reso una celebrità. Adesso la gente mi riconosce da Oviesse e i miei nipotini pensano che sono in gamba. (Risata) Permettetemi di raccontarvi dei miei quattro minuti di fama. Uno degli organizzatori della cerimonia olimpica, della cerimonia d'apertura, mi ha chiamato a mi ha detto che ero stata scelta per essere uno dei portabandiera. Ho risposto che di certo era un caso di errore d'identità perchè sono ben lontana dall' essere un atleta. In effetti, non ero sicura nemmeno di poter fare il giro dello stadio senza un bastone. (Risata) Mi hanno detto che questa era una cosa seria. Sarebbe stata la prima volta che le bandiere sarebbero state portate esclusivamente da donne. Cinque donne, in rappresentanza dei cinque continenti e tre vincitrici di medaglie d'oro olimpiche. Naturalmente, la prima domanda che ho fatto è stata: che cosa mi metto? (Risata) Un uniforme, ha risposto l'organizzatrice, e mi ha chiesto le misure. La mia taglia. Mi sono vista in una grossa giacca a vento che sembravo l'omino Michelin (Risata)
A metà febbraio mi sono ritrovata a Torino, dove folle entusiaste applaudivano ogni volta che una delle 80 squadre olimpiche era per strada. Quegli atleti avevano sacrificato tutto per partecipare ai giochi. Tutti meritavano di vincere, ma c'e un elemento di fortuna. Una particella di neve, un pezzettino di ghiaccio, la forza del vento, possono determinare il risultato di una gara o di un gioco. Comunque sia, ciò che veramente è importante- più della preparazione e più della fortuna- è il cuore. Solamente un cuore determinato e senza paura vincerà la medaglia d'oro. Si tratta solo di passione. Poster rossi coprivano le strade di Torino annunciando il slogan dei Giochi.
"La Passione Vive Qui". Non è questo sempre vero? Il cuore è ciò che ci guida e che determina il nostro destino. E' questo che mi serve per i personaggi dei miei libri: un cuore appassionato. Ho bisogno di anticonformisti, dissidenti, avventurieri, perseguitati e ribelli che fanno domande, danno altre forme alle regole, e rischiano. Gente come tutti voi in questa sala Le brave persone che hanno buon senso non sono personaggi interessanti. (Risata) Sono soltanto buoni ex-coniugi (risata) (applauso)
Nella stanza dietro le quinte dello stadio ho incontrato le altre portabandiere: tre atlete, e le attrici Susan Sarandon e Sophia Loren. E, anche, due donne con cuori appassionati. Wangari Maathai, la vincitrice del premio Nobel dal Kenya che ha piantato trenta milioni di alberi. E, nel farlo, ha cambiato il suolo, il tempo in certe regioni in Africa, e naturalmente le condizioni economiche in tanti villaggi. E Somaly Mam, una attivista Cambogiana che lotta con passione contro la prostituzione dei bambini. Quando aveva 14 anni, suo nonno l'ha venduta ad un bordello. Ci ha raccontato di ragazzine violentate da uomini che credono che fare sesso con una giovane vergine li curerà dall' AIDS. E di bordelli dove i bambini sono costretti a ricevere 5 15 clienti al giorno e se si ribellano sono torturati con l' elettricità. Nella stanza dietro le quinte ho ricevuto l'uniforme. Non era esattamente quello che mi metterei normalmente ma almeno non era neanche la divisa dell' omino Michelin che avevo pensato. Davvero niente male. Sembravo un frigorifero. (Risata) Ma sembravano così tutte le portabandiera tranne Sophia Loren il simbolo universale di bellezza e passione. Sophia ha più di 70 anni ed è bellissima. Sexy, alta e slanciata, con una forte abbronzatura. Ora, come si fa ad essere così abbronzati e non avere rughe? Non lo so. Quando le hanno chiesto in TV come faceva ad essere così bella, Ha risposto: 'Postura. La mia schiena è sempre dritta, e non faccio i rumori degli anziani. (Risata) Ed ecco a voi dei consigli gratis da una delle donne più belle del pianeta. Niente grugniti, niente tosse o respiro affannoso Niente parlare con se stessi, no scoreggiare. (Risata) Ok, questo non è esattamente quello che ha detto. (Risata)
Ad un certo punto intorno a mezzanotte ci hanno convocati nelle ali dello stadio e gli altoparlanti hanno annunciato la bandiera olimpica, è partita la musica A proposito, la stessa musica che comincia qui La marcia dell' Aida Sophia Loren era davanti a me -- 30 centimetri più alta di me senza contare i cappelli cotonati. (Risata) Camminava elegantemente, come una giraffa nella savana africana portando la bandiera sulla spalla. Io traballavo dietro lei (Risata) camminando sulle punte, alzando il braccio per portare la bandiera così che la testa mi rimaneva sotto 'sta dannata bandiera. (risata) Tutte le telecamere erano, ovviamente, per Sophia. Sono stata fortunata, perchè in molte foto ci sono anch' io, anche se spesso fra le gambe di Sophia. (risata) Un posto dove molti uomini vorrebbero stare. (risata) (applauso)
I quattro minuti piu belli di tutta la mia vita sono stati quelli nello stadio Olimpico. Mio marito si offende quando lo dico anche se gli ho spiegato che quello che facciamo in privato generalmente dura meno di quattro minuti (risata) e non dovrebbe prendersela a male. Ho tutti i ritagli di stampa di quei quattro magnifici minuti perchè non voglio dimenticarli quando l'età distrugerà le cellule del mio cervello.
Voglio portare per sempre nel cuore la parola chiave delle Olimpiadi passione. Quindi ecco una storia di passione. L'anno è il 1998, il posto un campo di prigionia per i rifugiati Tutsi in Congo. A proposito, l' 80% di tutti i rifugiati e degli sfollati nel mondo sono donne e ragazze. Possiamo chiamare questo posto in Congo un campo di morte perchè quelli che non vengono uccisi moriranno di malattia o di fame. I protagonisti di questa storia sono una giovane donna, Rose Mapendo, e i suoi bambini. Lei è incinta e vedova. Dei soldati l'hanno costretta a guardare mentre suo marito veniva torturato e ucciso. In qualche modo riesce a mantenere in vita i suoi 7 figli e pochi mesi dopo, da alla luce due gemelli prematuri. Due piccoli maschietti. Taglia il cordone ombelicale con un bastoncino e lo lega con i suoi stessi capelli. Chiama i gemelli con i nomi dei comandanti del campo per ottenere i loro favori, e li nutre con te nero perchè il suo latte non li può sostenere. Quando i soldati irrompono nella sua cella per violentare la sua figlia maggiore lei la afferra con forza e rifiuta di lasciarla anche quando gli puntano una pistola alla testa. In qualche modo la famiglia sopravvive per 16 mesi e poi, con una fortuna straordinaria ed il cuore appassionato di un giovane Americano, Sasha Chanoff che riesce a metterla su un aereo americano da salvataggio Rose Mapendo e i suoi nove bambini arrivano a Phoenix, Arizona dove adesso vivono e prosperano.
Mapendo, in Swahili vuol dire grande amore. Le protagoniste dei miei libri sono donne forti e appassionate come Rose Mapendo. Non le invento. Non ce n'è bisogno. Mi guardo intorno e le vedo dappertutto. Ho lavorato con le donne e per le donne tutta la mia vita. Le conosco bene. Sono nata in tempi antichi, alla fine del mondo in una famiglia patriarcale cattolica e conservatrice. Non c'e da sorprendersi se a 5 anni ero un'accesa femminista- anche se il termine non era ancora arrivato in Cile, e così nessuno sapeva cosa diavolo c'era che non andava in me. (risata) Presto avrei imparato che c'era un alto prezzo da pagare per la mia libertà, e per mettere in discussione il patriarcato. Ma ero felice di pagarlo, perchè per ogni colpo ricevuto ero capace di darne due. (risata) Una volta, quando mia figlia Paula aveva circa vent'anni, mi ha detto che il femminismo era sorpassato, che dovevo andare oltre. Abbiamo avuto un litigio memorabile. Il femminismo antiquato? Si, per le donne privilegiate come mia figlia e tutte noi qui, ma non per la maggior parte delle nostre sorelle nel resto del mondo che sono ancora costrette a matrimoni prematuri prostituzione, lavoro forzato- che hanno figli che non vogliono o che non possono nutrire. Loro non hanno il controllo sui loro corpi o sulle loro vite. Non sono andate a scuola e non hanno libertà. Sono violentate, picchiate e a volte uccise con impunità. Per molte giovani donne occidentali d'oggi essere chiamate femministe è un insulto. Il femminismo non è mai stato sexy, ma state certi che non mi ha mai impedito di civettare e raramente ho sentito la mancanza di uomini nella mia vita. (risata) Il femminismo non è morto, in nessun modo. Si è evoluto. Se non vi piace il termine cambiatelo, per amore della Dea chiamatelo Afrodite, o Venere, o bambola, o qualsiasi cosa volete il nome non ha importanza, finchè capiamo di cosa si tratta, e lo supportiamo.
Quindi ecco un altra storia di passione, e questa è triste. Il posto è una piccola clinica per donne in un villaggio in Bangladesh. L'anno è il 2005. Jenny è una giovane tecnica d 'igiene orale Americana. che fa volontariato nella clinica durante le sue tre settimane di vacanza. Lei ha imparato a pulire i denti ma quando arriva, scopre che non ci sono medici non ci sono dentisti, e la clinica è solamente una baracca piena di mosche. Fuori c'e una fila di donne che hanno aspettato ore per essere curate. La prima paziente ha un dolore atroce perchè ha diversi molari marci. Jenny capisce che l'unica soluzione è estrarre quei denti. Non ha la laurea per farlo, e non l'ha mai fatto. Ha tanto da rischiare, ed è terrorizzata. Non ha nemmeno gli strumenti adatti, ma per fortuna ha portato un po' di Novocaina. Jenny ha un cuore coraggioso e appassionato. Mormora una preghiera e comincia l'operazione. Alla fine la paziente sollevata le bacia le mani. Quel giorno la tecnica dell' igiene orale estrae tanti altri denti. La mattina dopo, quando arriva nella cosiddetta clinica la sua prima paziente la aspetta con suo marito. La faccia della donna sembra un cocomero. E' tanto gonfia che non si vedono neanche gli occhi. Il marito, furioso, minaccia di uccidere l' americana. Jenny è terrorizzata da quello che ha fatto ma poi la traduttrice le spiega che le condizioni della paziente non hanno niente a che fare con l'intervento. Il giorno prima, suo marito l'ha picchiata per non essere tornata a casa in tempo per preparare la cena per lui.
Millioni di donne vivono così oggi. Sono le piu povere fra i poveri. Anche se le donne fanno due-terzi del lavoro del mondo hanno meno dell' 1% dei beni del mondo. Sono pagate meno degli uomini per lo stesso lavoro se mai sono pagate, e rimangono vulnerabili perchè non hanno indipendenza economica e sono constantamente minacciate dallo sfruttamento dalla violenza e dall'abuso. E' un fatto che dare alle donne una formazione, un lavoro la possibilità di controllare li loro proprio reddito ereditare ed avere proprietà, beneficia la società. Se una donna è competente i suoi figli e la sua famiglia hanno piu vantaggi. Se le famiglie prosperano, il villaggio prospera, ed alla fine prospera tutta la nazione.
Wangari Maathai va in un villaggio in Kenya. Parla con le donne e spiega che la terra è sterile perche hanno tagliato e venduto gli alberi. Convince le donne a piantare nuovi alberi e ad annaffiarli goccia dopo goccia. In cinque o sei anni hanno una foresta, il suolo è arricchito e il villaggio si salva. Le società più povere e meno sviluppate sono sempre anche quelle che reprimono le donne. Tuttavia questa ovvia verità viene ignorata dai governi ed anche dalla solidarietà. Per ogni dollaro dato a un programma per donne venti dollari vanno dati a un programma per uomini. Le donne sono il 51 % dell' umanità. Responsabilizzarle cambierà tutto-- più che la tecnologia, più del design e dell' intrattenimento. Vi posso promettere che le donne lavorando insieme collegate, informate e formate possono portare la pace e la prosperità in questo pianeta abbandonato In ogni guerra oggi, la maggior parte delle vittime sono civili soprattutto donne e bambini. Sono un danno collaterale. Gli uomini gestiscono il mondo, e guardate il pasticcio in cui ci troviamo.
Che tipo di mondo vogliamo? E' una domanda fondamentale che la maggior parte di noi si sta ponendo Ha senso partecipare all' ordine mondiale esistente? Vogliamo un mondo dove la vita sia preservata e la sua qualità arricchita per tutti non solo per i privilegiati. In gennaio ho visto un' esposizione di quadri di Fernando Botero alla biblioteca UC Berkeley Nessun museo o galleria negli Stati Uniti tranne la galleria di New York che espone il lavoro di Botero ha osato mostrare le pitture, perchè il loro tema è la prigione di Abu Grahib. Sono pitture gigantesche di tortura e abuso di potere nello stile voluminoso di Botero. Non ho potuto togliermi quelle immagini dalla mente o dal cuore. Quello che di piu mi spaventa è il potere con impunità. Mi fa paura l' abuso di potere, ed il potere di abusare. Nella nostra specie, i maschi alpha definiscono la realtà e forzano gli altri ad accettare quella realtà ed a seguire le regole. Le regole cambiano costantemente, ma sono sempre a loro beneficio e in questo caso, l'effetto della teoria della distribuzione capillare che non funziona in economia, qui funziona perfettamente. L' abuso scende dalla cima della scala , in giu Donne e bambini, e soprattutto i poveri, sono gli ultimi in fondo. Anche il più indigente degli uomini ha qualcuno di cui abusare una donna o un bambino. Sono stanca del potere che i pochi esercitano sui molti attraverso sesso, reddito, razza e classe.
Penso che il tempo sia maturo per fare cambi fondamentali nella nostra civiltà. Ma per cambiamenti reali abbiamo bisogno dell' energia femminile nella gestione del mondo. Abbiamo bisogno d un numero cruciale di donne in posizione di potere e dobbiamo coltivare l' energia femminile negli uomini. Sto parlando di uomini con una mente giovane, naturalmente. I vecchi sono una causa persa, possiamo solamente aspettare la loro morte. (risata) Si, mi piacerebbe avere le lunghe gambe di Sophia Loren e il suo seno leggendario. Ma se potessi fare una scelta, mi piacerebbe di più il cuore guerriero di Wangari Maathai, Somaly Mam, Jenny e Rose Mapendo. Voglio rendere questo mondo un mondo buono. Non migliore, ma renderlo buono. Perchè no? E' possibile. Guardatevi intorno in questa sala tutto questo sapere, questa energia, talento e technologia. Mettiamoci in piedi, tiriamoci su le maniche e mettiamoci al lavoro, con passione per creare un mondo quasi perfetto. Grazie
What to watch next
-

-
TED2006
Majora Carter's tale of urban renewal18:36 Posted: Jun 2006
Rated:
Inspiring Courageous Persuas...
Other talks from "Rethinking Poverty"
-
-
Ashraf Ghani on rebuilding broken states
18:45 Posted: Oct 2006
-
-
Bill Clinton on rebuilding Rwanda
24:07 Posted: Apr 2007
-
-
Cat Laine: Engineering a better life for all
14:49 Posted: Dec 2009
-
-
Jacqueline Novogratz: A third way ...
17:04 Posted: Sep 2009
-
-
Misha Glenny investigates global ...
19:30 Posted: Sep 2009
-
-
Jacqueline Novogratz invests in ...
12:53 Posted: Oct 2006
Subscribe to TED
New talks are released daily. Be the first to know!
- Video RSS:
-
Additional RSS Options
Related themes
Related tags
We want to share our Talks! Just follow the guidelines outlined under our Creative Commons license.


