Uno giorno camminavo per il mercato con mia moglie, quando qualcuno mi mise una gabbia davanti agli occhi e dalle fessure comparvero gli occhi più tristi che abbia mai visto. Era un cucciolo di orangotango malato, il mio primo incontro. Quella sera tornai al mercato, era buio e sentii "uhh, uhh" e trovai un cucciolo di orangotango morente su un mucchio di immondizia. Ovviamente, la gabbia se l'erano tenuta. Presi la cucciola, la massaggiai e la feci bere finché non iniziò a respirare normalmente.
Questa è Uce. Ora vive nella giungla di Sungai Wain, questo è il suo secondo figlio Matahari, che è anche figlio del secondo orangotango che ho salvato, Dodoy. Quell'episodio mi ha cambiato la vita, e ad oggi ho quasi 1000 cuccioli nei miei due centri.
No. No. No. Al contrario. E' orribile: è la prova del nostro fallimento nel salvarli allo stato brado. Non va bene. Prova solo che nessuno sta facendo la cosa giusta. Avere più orangotanghi che in tutti gli zoo del mondo messi insieme, proprio come vittime - per ogni piccolo salvato sei sono scomparsi dalla foresta.
La deforestazione, specialmente per coltivare palme da olio per fornire biocombustibile all'Occidente, è la causa di questi problemi. Inoltre, quelle foreste torbiere sorgono su uno strato di torba di 20 metri, l'accumulo di materiale organico più grande al mondo. Quando si disbosca per coltivare palme da olio si creano dei vulcani di CO2 che emettono così tanto CO2 che il mio Paese è ora il terzo emettitore mondiale di gas serra dopo Cina e Stati Uniti., senza avere alcun tipo di industria. Solo a causa della deforestazione.
Queste sono immagini orribili. Non mi dilungherò molto. Molti nella famiglia di Uce non hanno la fortuna di vivere liberamente in quella foresta. Vanno oggi incontro allo stesso destino e non so piú dove metterli. Ho deciso allora che dovevo trovare una soluzione per lei, ma allo stesso tempo vantaggiosa per la gente che cerca di sfruttare quelle foreste fino all'ultimo albero e che causa così la distruzione dell'habitat e miete tutte quelle vittime.
Perciò ho creato Samboja Lestari, e l'idea era: se lo posso fare nel posto peggiore a cui posso pensare, dove non è rimasto proprio niente, nessuno avrà una scusa per dire: "Sì, ma ..." No. Tutti dovrebbero riuscire a fare lo stesso.
Siamo nel Borneo Orientale. Ho cominciato da questo posto. Come vedete, c'è solo terreno secco, non è rimasto niente, solo un po' d'erba. Nel 2002, il 50% della popolazione locale era disoccupata. Altissimo tasso di criminalità. La gente spendeva quasi tutto per problemi di salute e acqua potabile. Nessuna produttività agricola. Era il distretto più povero dell'intera provincia. Le specie selvatiche completamente estinte. Era come un deserto biologico. Stavo là nell'erba e non si sentiva nemmeno il ronzio degli insetti, solo il fruscio dell'erba.
Eppure, quattro anni dopo, diamo impiego a 3000 persone circa. Il clima è cambiato. Ve lo farò vedere: niente più inondazioni, né incendi. Non è più il distretto più povero, e lo sviluppo di biodiversità è enorme. Abbiamo più di 1000 specie; 137 specie di uccelli; 30 specie di rettili.
Dunque cose è successo qui? Abbiamo creato un grande disastro economico in questa foresta. L´intero processo di distruzione è stato più lento di quanto non sia ora per via delle palme da olio. Ma la dinamica è la stessa: si praticava il debbio; la gente non si poteva permettere il fertilizzante allora bruciava gli alberi e metà dei minerali disponibili. Gli incendi diventavano più frequenti e dopo un po' ti rimaneva un terreno del tutto sterile. Senza più alberi. Eppure, in questo posto, in questo prato dove vedete il nostro primo ufficio là su quella collina, quattro anni dopo, c'è una grande macchia di verde ...
E ci sono tutti questi animali, e queste persone felici, e del potenziale economico.
Com'è possibile? Fu piuttosto semplice, ecco i passi: abbiamo comprato la terra e fermato gli incendi, solo allora abbiamo iniziato la riforestazione, combinando agricoltura e silvicoltura. Poi abbiamo organizzato infrastrutture, gestione e finanze, assicurandoci che in ogni fase la gente locale fosse pienamente coinvolta affinché nessuna forza esterna potesse interferire e la gente stessa diventasse il protettore della foresta. I nostri principi sono "persone, profitto e pianeta", con l'aggiunta di uno status legale chiaro, perché se la foresta appartiene allo stato la gente capisce che appartiene a ciascuno di loro. E poi applichiamo questi altri principi di trasparenza, gestione professionale, risultati misurabili, scalabilità, replicabilità ecc.
Abbiamo formulato delle ricette per ottenere, da una situazione iniziale dove non c'è niente, un obiettivo prefisso, in base a dei fattori che si possono controllare, come l'abilità, il fertilizzante, la scelta delle piante. Guardi gli output e misuri quello che ne viene fuori. Nella ricetta viene anche indicato il costo e il lavoro necessario. La ricetta può essere usata su terreni sabbiosi o argillosi, piani o in pendenza. Basta aggiustare i fattori e, combinadoli, otterrete un piano economico e un piano di lavoro, ottimizzabili a seconda della forza lavoro o della quantità di fertilizzante disponibile. Potete farlo da voi.
Ecco com'è in pratica. Abbiamo quest'erba che vogliamo eliminare. Trasuda (non chiaro) come composto dalle radici ma gli alberi di acacia valgono poco ma ci servono per ristabilire il microclima, proteggere il suolo e togliere l'erba. Dopo otto anni possono iniziare a fornire un po' di legna, se sono stati preservati correttamente, il che puo' essere fatto con la corteccia di bamboo. E' un'antica tecnica giapponese per costruire i templi ma il bambù è molto infiammabile. Quindi se lo piantassimo all'inizio rischieremmo di perdere di nuovo tutto. Quindi lo piantiamo più tardi, lungo i corsi d´acqua per filtrare l'acqua e fornire la materia prima in tempo per quando il legno è disponibile.
L´idea è: come integriamo questi flussi con lo spazio, il tempo e le risorse limitati che abbiamo. Piantiamo gli alberi, piantiamo questi ananas fagioli e zenzero nel mezzo, per ridurre la competizione fra gli alberi, il fetrilizzante per il raccolto -- il materiale organico serve per il raccolto, ma anche per la gente, aiuta gli alberi e lascia terra libera per i contadini, il sistema produce presto dei guadagni, gli orango hanno cibo sano e possiamo accelerare la rigenerazione dell'ecosistema risparmiando denaro.
Ma è davvero così facile? Non proprio, se guardate a ciò che successe nel 1998, gli incendi cominciarono. Questa è un'area di 50 milioni di ettari. Gennaio. Febbraio. Marzo. Aprile. Maggio. Perdemmo 5,5 milioni di ettari nel giro di pochi mesi. Questo perché abbiamo 10.000 di quegli incendi sotteranei che avete anche qui negli Stati Uniti, in Pennsylvania. E quando il suolo si secca, nella stagione arida, si aprono delle crepe, entra l'ossigeno ed escono fiamme, e il problema si ripresenta.
Come spezzare il cerchio? Il fuoco è il problema maggiore. Questa fu la situazione per tre mesi. Per tre mesi, le luci automatiche esterne non funzionarono perché era troppo buio. Perdemmo tutto il raccolto, i bambini non aumentarono di peso per più di un anno. Persero 12 punti in QI; fu un disastro per gli orango e per la gente. Affrontare questi incendi è davvero una priorità. E' il primo punto nella lista. Per questo serve gente locale, perché quando queste praterie cominciano a bruciare, il fuoco si espande velocemente, le ceneri e le sostanze nutritive si perdono e la pioggia le porta al mare dove uccidono la barriera corallina.
Quindi servono persone del posto. Questa è la soluzione a breve termine, ma ne serve anche una a lungo termine Perciò abbiamo creto un anello di palme da zucchero intorno alla zona. Le palme da zucchero resistono al fuoco ed alle inondazioni. E forniscono guadagni alla gente locale.
Bisogna fare delle incisioni due volte al giorno, incisioni millimetriche e l' unica cosa che si ottiene è acqua zuccherata, CO2, acqua piovana e un po' di luce solare. In teoria, questi alberi servono da cellule fotovoltaiche biologiche. In questo modo si può ottenere molta energia perché si produce tre volte a quantità di energia per ettaro all' anno, perché si può raccogliere l' acqua quotidianamente. Non serve tagliare (non chiaro) né altri raccolti.
Questa è la combinazione fra l' enorme potenziale genetico ancora inutilizzato nei tropici e la tecnologia; ma anche l'aspetto legale dev'essere in ordine. Quindi comprammo la terra ed ecco dove il nostro progetto comincia, nel mezzo del nulla. Guardando da vicino si vede che tutta quest'area è divisa in zone di tipi di suolo diversi, ed abbiamo monitorato e misurato ciascun albero in questi 2000 ettari, 5000 acri. Questa foresta è piuttosto diversa.
Quello che ho fatto è stato seguire la natura, che non è fatta di monoculture, ma una forseta naturale ha vari strati. Ciò significa che sia nel suolo che in superficie si può usare meglio la luce disponibile, più carbonio si può immagazzinare nel sistema. Ma è piu' difficile farlo, e bisogna lavorare con la gente.
Perciò, proprio come in natura, piantiamo alberi che crescono velocemente e, sotto di loro piante a crescita più lenta, foreste di grani primari ad alta diversità che possono sfruttare la luce in modo ottimale ed infine bisogna piantare il tipo giusto di funghi che crescono sulle foglie e riportano i nutrienti alle radici degli alberi che hanno perso quella foglia nel giro di 1 giorno. Diventano delle "pompe per nutrienti". Poi servono batteri per regolare l'azoto, senza questi microorganismi non si ottiene nessun risultato.
E poi abbiamo incominciato a piantare -- solo 1000 alberi al giorno. Avremmo potuto piantarne molti, molti di più, ma non volevamo perché volevamo mantenere i posti di lavoro stabili. Non volevamo perdere la gente che sarebbe andata a lavorare nella piantagione. E lavoriamo molto qui. Usiamo indicatori biologici per sapere che tipo di verdure, o che tipo di alberi sono adatti al terreno. Abbiamo monitorato ciascuno di quegli alberi dallo spazio.
Ecco come appare in realtà, si ha questo anello irregolare intorno, con strisce di 100 metri di palme da zucchero che forniscono sostentamento a 648 famiglie. Questa è solo una piccola parte.
Questa è la serra, abbastanza particolare. Se prendete in considerazione il numero di specie di alberi in Europa, dagli Urali all'Inghilterra, sapete quante sono? 165. In questa serra, ne cresceremo 10 volte di più. Immaginate? Bisogna sapere con che cosa si lavora, ma è questa diversità che permette di passare da questa situazione iniziale alla piantagione di ortaggi e alberi, nelle file nell'erba, laggiù, creando una barriera divisoria, producendo il concime e assicurandoci che ad ogni fase di crescita della foresta si ottengano raccolti ultilizzabili. Inizialmente ananas e legumi e mais. Nella seconda fase, banane e papaya. Poi cioccolato e peperoncino. Poi, pian piano, gli alberi si attestano e forniscono frutta, legna e combustibile. E finalmente si crea una foresta di palme da zucchero, una fonte di guadagno stabile per la gente.
In alto a sinistra, sotto le strisce verdi, vedete dei puntini -- ciascuno è una pianta di ananas visibile dallo spazio. Abbiamo incominciato a coltivare alberi di acacia, ve li ho già mostrati. Questo è dopo un anno. E questo dopo due anni. E quello è verde, guardando dalla torre, qui abbiamo incominciato ad attaccare l´erba. Piantiamo le piantine insieme alle banane, alla papaya e alle altre coltivazioni per la gente locale, ma gli alberi crescono in fretta. e tre anni dopo abbiamo 137 specie di uccelli.
Abbiamo abbassato la temperatura dell´aria fra i 3 e i 5 gradi Celsius. L´umidità dell´aria è salita del 10%. La densità di nuvole è salita - ve lo mostrerò. Le precipitazioni sono aumentate. E tutte queste specie sono avvantaggiate.
Questo "rifugio ecologico" che ho costruito, tre anni prima era un campo vuoto e giallo. In collaborazione con la European Space Agency,operiamo un transponder che ci permette di ottenere immagini da qualunque satellite che passa sulla zona. Usiamo quelle foto per analizzare l´emissione di CO2 o lo sviluppo della foresta e monitoriamo ciascun albero usando queste immagini satellitari. Possiamo usare questi dati per fornire consigli e tecnologie ad altre regioni. Lo facciamo già con Google Earth. Se usassimo la nostra tecnologia per installare sugli autocarri dispositivi di ricognizione oltre a Google Earth, sapremmo subito queli palme da olio sono state prodotte sostenibilmente, quali compagnie rubano il legno, e potremmo risparmiare molto più carbonio che con qualunque altra misura per il risparmio energetico.
Questa regione si chiama Samboja Lestari. Misurate la ricrescita degli alberi, ma potete anche misurare l'incremento in biodiversità. E la biodiversità è indice di quanta acqua può essere bilanciata, e quante medicine possono essere conservate in loco. Ed infine l´ho trasformata in una macchina da pioggia perché questa foresta ora produce la pioggia di cui ha bisogno. La vicina città di Belikapapan ha un grosso problema con l'acqua, è circondata per l´80% da acqua di mare, e abbiamo molte intrusioni là. Diamo un'occhiata alle nuvole sopra questa foresta, consideriamo l'area rimboscata, quella semi-aperta e quella aperta.
Guardate le immagini. Le faccio solo scorrere velocemente. Nei tropici, le gocce di pioggia non si formano da cristalli di ghiaccio come avviene nelle regioni a clima temperato. Invece, c´é bisogno di alberi (non chiaro), agenti chimici che provengono dalle foglie e danno inizio alle piogge. Quindi, bisogna creare un luogo freddo dove le nuvole si accumulano, e poi gli alberi danno inizio alle piogge. Date un'occhiata: le nuovole sono aumentate dell'11,2%, dopo appena tre anni. Le precipitazioni erano già aumentate del 20%. Guardiamo l´anno successivo: potete notare che l'andamento è continuo. Se inizialmente avevamo un debole aumento delle precipitazioni, ora l'aumento si fa piu´marcato. Consideriamo l'andamento delle precipitazioni su Samboja Lestari: una volta era completamente asciutto, ma ora vedete un picco di piogge costante. Dunque è possibile cambiare il clima. Naturalmente, quando soffiano gli alisei l'effetto scompare, ma dopo, non appena i venti si stabilizzano, vedete di nuovo il picco di precipitazioni che torna sulla zona.
Perciò dire che non c'è speranza non è la cosa giusta da fare perché in realtà possiamo fare la differenza se integriamo le varie tecnologie. Ed è un bene avere la scienza, ma dipende molto dalla gente, e dall'istruzione. Abbiamo scuole per i contadini. Il nostro grande successo è la nostra band perché quando nasce un bambino suoniamo per accoglierlo nella famiglia, e uno non crea problemi alla propria famiglia.
Ecco come si presenta: abbiamo questa strada intorno alla zona, che porta alla gente elettricità ed acqua dalla nostra area. Abbiamo la zona con le palme da zucchero e poi abbiamo questa recinzione con piante spinose per tenere separata la gente dagli orango - ai quali forniamo un'area abitabile nel centro. E all'interno abbiamo quest'area per la riforestazione che funge da banca dei semi per preservare il materiale biologico, dato che negli ultimi 12 anni nemmeno una piantina di alberi da legna tropicali è cresciuta perché i fattori climatici sono cambiati. Tutti i semi vengono mangiati.
Perciò ora monitoriamo la parte interna dalle torri, dai satelliti, dagli ultraleggeri. Ogni famiglia che ha venduto la propria terra ora riceve indietro un pezzo di terra con due file di alberi da legna tropicali: la prima generazione piantata nel primo anno, e le piante da zucchero piantate successivamente, più questa recinzione di alberi spinosi. Dopo qualche anno alcuni alberi della prima generazione si possono rimuovere, la gente può utilizzare il legno di acacia preservato dalla corteccia di bambù per costruire una casa e come combustibile per cucinare. E possono incominciare ad ottenere dagli alberi una rendita sufficiente a mantenere tre famiglie Qualunque programma incominciate, deve essere supportato dalla gente, il che vuol dire che bisogna adattarlo ai valori culturali locali. Non c'è un'unica soluzione per ogni posto.
Dovete anche fare in modo che sia difficilmente corruttibile, che sia trasparente. Qui, in Samboja Lestari, abbiamo diviso quell'anello in gruppi di 20 famiglie. Se un membro non rispetta l'accordo e taglia gli alberi, gli altri 19 membri devono decidere che misure prendere. Se il gruppo non prende provvedimenti, gli altri 33 gruppi devono decidere come punire il gruppo che non rispetta i termini dell'accordo che gli abbiamo offerto.
Nel Sulawesi Settentrionale decide la cooperativa, hanno una cultura democratica, quindi ci si può affidare alla giustizia locale per proteggere il nostro accordo. Per riassumere, nel primo anno la gente può vendere la propria terra per ottenere un guadagno, ma poi lavorano nell´opera di ricostruzione e riforestazione, lavorando con gli orango e possono usare il legno inutilizzato per l'artigianato. Gli viene anche data gratuitamente della terra fra gli alberi dove possono piantare raccolto. Possono poi vendere parte di quei prodotti al progetto per gli orango. Gli viene dato materiale da costruzione per le case e un contratto per la vendita dello zucchero così possiamo produrre in loco grandi quantità di etanolo ed energia. Ottengono anche altri benefici, a livello ambientale, economico, formativo: è un ottimo accordo.
E si basa interamente su un punto: assicurarsi che la foresta sia preservata. Perciò se vogliamo aiutare gli orango - l'obiettivo che mi ero prefisso - dobbiamo assicuraci che la gente locale ne tragga beneficio. Penso che la chiave perché ciò avvenga - per semplificare - sia l'integrazione. Spero - se volete approfondire l'argomento, potete leggere a riguardo.
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Ricomponendo i pezzi di un puzzle ecologico complesso, il biologo Willie Smits ha trovato un modo per ripristinare zone di foresta tropicale discoboscate nel Borneo, salvando così gli orangotango locali e creando un interessante paradigma per il ripristino di ecosistemi fragili.
Willie Smits has devoted his life to saving the forest habitat of orangutans, the "thinkers of the jungle." As towns, farms and wars encroach on native forests, Smits works to save what is left. Full bio »
Translated into Italian by Francesco Bosso
Reviewed by Elena Montrasio
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23:46 Posted: Sep 2008
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17:25 Posted: Apr 2007
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12:53 Posted: Oct 2006
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