Be', buongiorno. Sapete, il computer e la televisione hanno da poco compiuto 60 anni, e oggi vorrei parlare della loro relazione. Nonostante la loro mezza età, se avete seguito i temi di questa conferenza o l'industria dello spettacolo, è abbastanza chiaro che una ha preso di mira l'altra. Quindi è giunto il momento di parlare di come il computer abbia teso un agguato alla televisione. O del perché l'invenzione della bomba atomica abbia rilasciato forze che hanno portato allo sciopero degli sceneggiatori. E non è solo ciò che queste due entità stanno facendo l'una all'altra, ma è ciò che il pubblico pensa che definisce realmente la questione.
Per avere un idea di ciò, ed è stata una tematica su cui abbiamo discusso per l'intera settimana, ho parlato di recente con un gruppetto di collegiali. Ho scritto su dei cartoncini, televisione, radio, MySpace, Internet, PC. E ho detto: ordinateli dal più importante per voi al meno importante e ditemi il motivo. Ascoltiamo cosa accade qunado arrivano al momento della discussione riguardante la televisione.
Video: io penso che è importante ma, cioè, non necessaria, perché puoi fare molte altre cose nel tempo libero che guardare programmi alla tv.
Qual è più divertente? Internet o la TV?
Internet. Credo che noi, le ragioni, una delle ragioni per cui noi mettiamo il computer prima della televisione è perché oggi, cioè, ci sono programmi televisivi sul computer. Sì, sì. E poi li puoi scaricare sull'iPod.
Vorresti essere il direttore di una rete televisiva?
Non mi piacerebbe. Sarebbe davvero stressante. No.
Perché alla fine perdereanno tutto il loro denaro. Come il mercato azionario sale e scende e così via. Penso che al momento i computer saranno in cima e il resto andrà giù e così via.
Peter Hirshberg: La relazione tra l'industria televisiva e della tecnologia è stata tesa fin da quando entrambe hanno passato la trentina. Si alternano periodi di affascinamento, seguiti da reazioni nei consigli d'amministrazione della comunità finanziaria meglio definite come, qual è il termine finanziario? Puà.
Fatemi fare un esempio. È il 1976 e Warner compra Atari perché i videogiochi sono in ascesa. L'anno successivo vanno avanti e introducono Qube, il primo sistema televisivo interattivo via cavo e il New York Times lo annuncia come la tecnologia delle telecomunicazioni che si muove verso le case, convergenza, grandi cose stanno accadendo. Tutti sulla Costa Est entrano in quest'ottica, Citicorp, Penney, RCA entrano in questa visione. Per la cronaca, questo è il momento in cui io faccio il mio ingresso in questo mondo. Avrei fatto uno stage estivo alla Time Warner. Quell'estate sarei - ero alla Warner quell'estate - ero tutto eccitato di lavorare alla convergenza e poi il mercato è affondato. Le cose non vanno molto bene per loro, perdono denaro. E io ho avuto un felice attimo con la convergenza fino a che, per così dire, la Warner dovette sostanzialmente liquidare tutto.
Questo è il momento in cui mi laureo e non posso lavorare a New York su intrattenimento e tecnologia perché devo essere esiliato in California dove sono i rimanenti posti di lavoro, quasi al mare, per andare a lavorare per la Apple Computer. Warner naturalmente perde più di 400 milioni di dollari. 400 milioni di dollari che erano soldi negli anni '70. Ma erano sul punto di scoprire qualcosa e divennero più bravi. Nel 2000 il processo era perfezionato. Si fusero con AOL e in soli quattro anni sono riusciti a perdere circa 200 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, dimostrando di essere riusciti a padroneggiare l'arte di applicare la Legge delle successive miniaturizzazioni di Moore al proprio bilancio.
Ora, ritengo che una delle ragioni per cui le comunità dei media e dell'intrattenimento, o la comunità dei media, sia sconvolta dalla comunità tecnologica è perché la gente tecnologica parla in modo diverso. Sapete, per 50 anni abbiamo parlato di cambiare il mondo, di una trasformazione totale. Per 50 anni si è trattato di speranze e paure e -- e promesse di un mondo migliore, e io mi sono trovato a pensare, sapete, chi altro parla allo stesso modo? E la risposta è alquanto ovvia: i religiosi e i politici.
E quindi ho capito che il mondo della tecnologia è meglio compreso, non come un ciclo economico, ma come un movimento messianico. Noi promettiamo qualcosa di grande, lo evangelizziamo, noi cambieremo il mondo, ma non funziona proprio bene, e allora ritorniamo al punto si partenza e iniziamo daccapo, mentre a New York e L.A. le persone guardano in totale morboso stupore. Ma è proprio quest'irrazionale punto di vista che ci porta al prossimo argomento.
Dunque, ciò che mi vorrei domandare, è se il computer sta diventando lo strumento principale dei media e dello spettacolo, come ci siamo arrivati? Cioè, come una macchina che è stata ideata per la contabilità e l'artiglieria è stata adattata ai media?
Certo, il primo computer fu costruito subito dopo la Seconda Guerra Mondiale per risolvere problemi militari, ma le cose si fecero davvero interessanti un paio di anni dopo, nel 1949, con Whirlwind. Costruito nel laboratorio MIT del Licoln, Jay Forester lo stava costuendo per la marina ma non si può fare a meno di pensare che l'inventore di questa macchina avesse in mente un apparecchio che sarebbe potuto essere una potenziale star dei mezzi di comunicazione. Quindi osservate cosa accade quando il più importante giornalista degli albori della televisione incontra uno dei più importanti pionieri del computer, e il computer inizia a esprimersi.
Video: È un computer elettronico Whirlwind. Con una considerevole trepidazione ci apprestiamo a intervistare questa nuova macchina.
Salve New York, qui è Cambridge. E questo è l'oscilloscopio del computer elettronico Whirlwind. Vorreste che usassi la macchina?
Certo. Ma ho un'idea, Signor Forrester. Dal momento che il computer è stato creato in collaborazione con l'Office of Naval Research (Ufficio per le ricerche navali), perché non passiamo al Pentagono a Washington e lasciamo che il direttore della ricerca della Marina, l'Ammiraglio Bolster, testi il Whirlwind.
Bene, Ed, questo problema riguarda il missile della marina, Viking. Questo missile arriva a 135 miglia d'altezza. Ora, ai ritmi standard di consumo di carburante vorrei che il computer tracciasse il tragitto di volo del razzo e vedere come esso possa determinare, in qualsiasi momento, diciamo alla fine di 40 secondi, la quantità di carburante rimanente e la velocità al dato momento. Sul lato sinistro noterete la diminuzione del consumo di carburante al decollo del razzo. Sul lato destro, invece, c'è una scala che indica la velocità del razzo. La posizione del razzo è indicata dalla traiettoria che stiamo vedendo in questo momento. E come raggiunge il picco della traiettoria, noterete che la velocità diminuisce al minimo. Poi quando il razzo inizia la discesa, la velocità aumenta novamente per raggiungere il suo massimo e il razzo tocca il suolo.
Che ne dice? Che ne pensa, Ammiraglio? Mi sembra un buon risultato.
E prima di lasciarci vorrei mostrarvi un altro tipo di problema matematico che alcuni dei ragazzi hanno risolto nel tempo libero in modo meno serio per una domenica pomeriggio.
Grazie davvero, al Signor Forrester e al laboratorio del MIT.
PH: Sapete, accaddero molte cose. La prima interazione in tempo reale, la dimostrazione video, il puntamento di un'arma. E portarono al micro-computer, ma sfortunatamente era troppo costoso per la Marina e tutto ciò sarebbe andato perso se non fosse stato per una coincidenza fortunata.
La bomba atomica fa il suo ingresso. Siamo minacciati dall'arma più potente di sempre e siccome l'Air Force riconosce una buona cosa quando ne vede una, decide che per proteggerci necessita del più grande computer. Whirlwind viene adattato a un enorme sistema di difesa aerea, schierato sul nord e il computer costa tre volte il costo del Progetto Manhattan per costruire l'atomica. Parliamo di una boccata di ossigeno per l'industria del computer. E potete immaginare che l'Air Force divenne un venditore abbastanza bravo. Ecco il loro video pubblicitario.
Video: In un'incursione di massa bombardieri ad alta velocità potrebbero essere su di noi prima che noi possiamo determinare le loro traiettorie. E a quel punto sarebbe troppo tardi per agire. Non possiamo permetterci di rischiare. E' per rispondere a questa minaccia che l'Air Force ha sviluppato SAGE, il sistema Semi Automatic Ground Environment, per rafforzare le nostre difese aeree. Questo nuovo computer, costruito per diventare il nodo centrale del network di difesa, può svolgere tutti i problemi matematici complessi che entrano in gioco nel contrastare un attacco di massa nemico. Ha una propria centrale elettrica contenente grandi generatori a diesel, un impianto di condizionamento e torri di raffreddamento necessarie per raffreddare le migliaia di tubi termoionici presenti nel computer.
PH: Sapete, quel computer era enorme. C'è un'interessante lezione di marketing da trarre che è sostanzialmente che quando si commercializza un prodotto si può dire, questo sarà fantastico, ti farà sentire meglio e ti rallegrerà, o c'è un'altra proposizione di marketing, se non usi il nostro prodoto morirai. Questo è davvero un buon esempio di ciò.
Aveva il primo dispositivo di puntamento. Fu distribuito, così accadde, distribuito computer e modem, in modo che tutti questo apparecchi potessero comunicare tra di loro. Circa il 20 per cento dei programmatori nazionali furono impegnati in questo progetto e ciò ha portato a molto di quello che abbiamo oggi. Usava anche tubi termoionici. Avete visto quanto fosse grande e per darvi un'idea, perché abbiamo parlato molto della Legge di Moore sul rendere le cose piccole durante questa conferenza, dunque parliamo di come rendere le cose grandi. Se prendessimo Whirlwind e lo mettessimo in un luogo che tutti voi conoscete, diciamo Century City, ci starebbe benissimo. Si dovrebbe eliminare Century City, ma potrebbe starci benissimo.
Ma invece, immaginiamo di prendere l'ultimo processore Pentium, l'ultimo Core 2 Extreme, che è un processore a quattro core su cui Intel sta lavorando, sarebbe il nostro portatile di domani. Per costruirlo, ciò che dovremmo fare con la tecnologia di Whirlwind è occupare suppergiù dalla 10 alla Mulholland, e dalla 405 a La Cienega solo per quei Whirlwind. Inoltre le 92 centrali nucleari che servirebbero per produrre l'energia necessaria riempirebbero il resto della città di Los Angeles. Questo è pressappoco più di un terzo dell'energia nucleare prodotta dalla Francia. Quindi la prossima volta che dicono di star lavorando a qualcosa, chiaramente non è vero. E non abbiamo considerato il raffreddamento. Ma vi dà un'idea del potere che le persone hanno, che il pubblico ha e le ragioni per cui queste trasformazioni stanno avvenendo.
Tutte queste cose stanno migrando nell'industria. DEC rimpicciolisce tutto questo e crea il primo mini-computer. Si presenta in luoghi come il MIT e si verifica una mutazione. Viene creato Spacewar, il primo gioco per computer, e d'un tratto si arriva all'interattività e alla partecipazione e alla passione. A dire il vero, molti studenti del MIT lavoravano tutta la notte su questo progetto e furono ideati molti dei principi del gioco oggi utilizzati. DEC sapeva bene cosa significasse perdere tempo. Distribuì tutti i propri computer con il gioco incluso.
Nel frattempo, mentre tutto ciò si stava verificando, a partire dalla metà degli anni '50 il modello di business della televisione e del cinema tradizionali era stato completamente sovvertito. Una nuova tecnologia aveva disorientato gli uomini della radio e i magnati cinematografici e sono quasi certi che la televisione li farà fuori. Infatti, lo sconforto è nell'aria. E una citazione che sembra ampiamente evocativa da tutto ciò che ho letto durante l'intera settimana -- David Sarnoff, che praticamente commercializzò la radio per la RCA, disse: Non dico che le reti radio debbano scomparire, è stato fatto ogni sforzo e continuerà a essere fatto per trovare un nuovo modello, nuovi accordi di vendita e nuove tipologie di programmi che possano arrestare il declino degli introiti. Potrebbe ancora essere possibile prolungare la povera esistenza della radio, ma non so come. E certamente, con l'industria del computer che si sviluppa interattivamente, i produttori nell'emergente business televisivo puntano sulla stessa idea. E la contraffanno.
Video: Ragazzi e ragazze, credo che tutti sappiate come predisporre le vostre finestre magiche dovete semplicemente tirarle fuori. Prima di tutto prendete il kit Winky Dink. Prendete la vostra finestra magica e il guanto cancellante e sfregate in questo modo. Ecco come gli diamo un po' di magia, ragazzi e ragazze. Poi prendetela e mettetela vicino allo schermo del televisore e sfregatelo dal centro verso gli angoli, così. fate in modo da avere i pastelli magici a portata di mano, i vostri pastelli Winky Dink e il guanto cancellante, perché li userete durante il programma per disegnare così. Siete pronti? OK, procediamo subito verso la prima storia su Dusty Man. Venite nel laboratorio segreto.
PH: Erano gli albori della TV interattiva e avrete notato che volevano vendere il kit Winky Dink. Quelli sono i pastelli Winky Dink. So cosa state dicendo: "Pete, potrei usare qualsiasi pastello libero da licenza, perché dovrei comprare i loro?" Vi assciuro che non è così. Risulta che questi sono gli unici pastelli da usare con la finestra magica Winky Dink, altri pastelli potrebbero scolorire o danneggiare la finestra. Questo principio proprietario di vincolo al vendor sarà perfezionato con grande successo come uno dei principi duraturi sistemi a finestra ovunque. Portò ad azioni legali,
indagini federali e molte ripercussioni, ma questo è uno scandalo di cui non parleremo oggi.
Ma tratteremo di questo scandalo, perché quest'uomo, Jack Berry, il presentatore di Winky Dink divenne conduttore di "21", uno dei più importanti quiz di sempre. Ed era truccato e fu smascherato quando quest'uomo, Charles van Doren, fu mandato via dopo una serie innaturale di vincite, terminando la carriera di Berry. E in realtà terminando la carriera di molti alla CBS. Risulta che c'era molto da imparare su come questo nuovo mezzo di comunicazione funzionava.
E 50 anni fa, se aveste preso parte a un incontro come questo e aveste provato a comprendere i mezzi d'informazione c'era uno e un solo profeta a cui avreste dovuto dare ascolto, il Professor Marshall McLuhan. Egli capì davvero qualcosa su un tema centro delle discussioni di tutta la settimana. E' il ruolo del pubblico in un'era di comunicazione elettronica pervasiva. Questo è un suo intervento degli anni '60.
Video: Se il pubblico può essere coinvolto nel processo di creazione della pubblicità, allora è felice. È come i vecchi quiz -- erano ottima televisione perché davano un ruolo, qualcosa da fare al pubblico. Tutti furono sbigottiti quando scoprirono che in realtà erano stati esclusi da sempre perché i programmi erano truccati. Allora questo fu una terribile erronea interpretazione della TV da parte dei programmatori.
PH: Sapete, McLuhan parlava del villaggio globale. Se sostituite il termine blogosfera di internet è perfettamente vero che la sua interpretazione è probabilmente molto illuminante oggi. Ascoltiamolo.
Video: Il villaggio globale è un mondo in cui non c'è necessariamente armonia, si ha grande interesse per gli affari degli altri e molta partecipazione nella vita degli altri. È una sorta di rubrica di Ann Landers in forma elaborata. E non significa necessariamente armonia e pace e calma, ma significa grande partecipazione negli affari degli altri. E così il villaggio globale è grande quanto un pianeta e piccolo come un ufficio postale di paese.
PH: Parleremo un altro po' di lui in seguito. Ora siamo negli anni '60. È il momento dei grandi business e dei centri dati per l'informatica. Ma tutto ciò stava per cambiare. Sapete, l'espressione della tecnologia riflette le persone e il tempo delle cultura in cui è stata ideata. E quando dico che il codice esprime le nostre speranze e aspirazioni, non è solo una battuta sul messianismo, è esattamente ciò che facciamo. Ma per questa parte della storia vorrei lasciarla al principale corrispondente tecnologico americano, John Markoff.
Video: Volete sapere cosa hanno le contro culture in droga, sesso, rock'n roll e movimento contro la guerra hanno a che fare con l'informatica? Tutto. Tutto accadde a 5 miglia da dove mi trovo, all'Università di Standford, tra il 1960 e il 1975. Tra la rivoluzione nelle strade e i concerti rock nei parchi, un gruppo di ricercatori guidati da persone quali John McCarthy, informatico dello Stanford Artificial Intelligence Lab, e Doug Engelbart, informatico allo SRI, cambiarono il mondo. Engelbart proveniva da una cultura ingegneristica piuttosto sobria, ma mentre si apprestava a fare il proprio lavoro, tutto questo stava ribollendo nella Mid-Peninsula. L'LSD usciva dagli esperimenti del Keasey's Veterans Hospital e altre aree intorno al campus e c'era letteralmente musica nelle strade. I Grateful Dead suonavano nelle pizzerie. Le persone andavano via per ritornare alla terra. C'era la Guerra in Vietnam, c'era l'emancipazione dei neri e quella delle donne. Questo era uno straordinario luogo in uno straordinario momento. E in quel fermento arrivò il microprocessore.
Credo fu quell'interazione a portare all'informatica individuale. Loro intesero questi strumenti controllati dal sistema come realmente liberabili e utilizzabili da quelle comunità che stavano cercando di costruire. E cosa fondamentale, avevano questa regola di scambiare le informazioni. Ritengo che queste idee siano difficili da comprendere, perché quando si è intrappolati in un paradigma, quello successivo è sempre simile a un universo fantascientifico, non ha senso. Le storie erano tanto avvincenti che decisi di scriverci un libro. Il titolo è "What the Dormouse Said: Come la controcultura degli anni '60 ha dato forma all'industria del personal computer". Il titolo è stato tratto dal testo di una canzone dei Jefferson Airplane. La canzone fa: "Ricorda cosa disse il ghiro: alimenta la tua mente, alimente la tua mente, alimente la tua mente".
PH: In quel periodo l'informatica era già balzata nel territorio dei media e in men che non si dica molto di ciò che stiamo facendo oggi fu ideato a Cambridge e nella Silicon Valley. Ecco l'Architecture Machine Group, il predecessore del Media Lab nel 1981. Frattanto, in California stavamo cercando di commercializzare molta di questa roba. HyperCard fu il primo programma a far conoscere i collegamenti ipertestuali al pubblico, dove ci si poteva collegare a caso a qualsiasi immagine, testo o dato in un file di sistema, e non c'era modo di spiegarlo. Non esisteva alcuna metafora. Era un database? Uno strumento di prototipazione, un linguaggio di programmazione? Accidenti, era tutto ciò! E così finimmo per scrivere una brochure di marketing.
Facemmo una domanda sul funzionamento della mente e lasciammo che i nostri clienti traessero le proprie conclusioni. Alcuni anni dopo trovammo la giusta idea di spiegare alla gente il segreto di come ottenere i contenuti voluti, nel modo in cui li si vuole e semplicemente. Ecco il video della pubblicità della Apple.
Video: Sarete lieti di sapere, sono certo, che esistono molti modi di creare un video interattivo con HyperCard. Il metodo più complicato è quello di produrre il proprio videodisco e costruire i propri stack HyperCard. Il metodo di gran lunga più semplice è quello di comprare un videodisco precostruito e le pile HyperCard da un rivenditore. Il metodo che illustriamo in questo video utilizza un videodisco precostruito ma crea degli stack Hypercard personalizzati. Questo metodo permette di usare contenuti di videodisco esistenti per soddisfare bisogni e interessi specifici.
PH: Spero comprendiate quanto sovversivo è tutto questo. È come un discorso di Dick Cheney. Tu pensi che sia un simpatico uomo affetto da calvizie, ma ha appena dichiarato guerra all'industria dei contenuti. Trova il materiale commerciale, miscelalo, racconta la storia a modo tuo. Ora, finché confiniamo questo al mercato dell'istruzione e una questione personale tra il computer e il file di sistema, va bene, ma come si può notare, stava per andare oltre e preoccupare Jack Valenti e molti altri.
A proposito, parlando del sistema di archiviazione, non ci ha mai sfiorato l'idea che questi collegamenti ipertestuali potessero andare oltre la rete locale (LAN). Alcuni anni dopo ci pensò Tim Berners-Lee. Divenne un programma indispensabile che è quello che oggi chiamiamo il World Wide Web. Ora, non solo fui determinante affinché la Apple si lasciasse sfuggire internet, ma un paio di anni dopo aiutai Bill Gates a fare lo stesso. Era il 1993. Lui stava lavorando a un libro e io a un video per aiutarlo a spiegare dove ci stavamo dirigendo e come diffondere tutto ciò. Eravamo del tutto consapevoli di star armeggiando con i media e a prima vista sembra che predicemmo molte delle cose giuste, ma ne tralasciammo molte altre. Guardiamo.
Video: Le piramidi, il colosseo, il sistema metropolitano di New York e le cene davanti alla TV, antiche e moderne meraviglie del mondo costruito dall'uomo. Eppure tutte sono rese insignificanti dal completamento di quel magnifico risultato della tecnologia del 21° secolo che è l'Autostrada Digitale. Un tempo era solo un sogno dei tecnofili e di qualche politico dimenicato da tempo. L'Autostrada Digitale entrò nei salotti americani alla fine del 20° secolo. Ricordiamo i pionieri che resero possibile questa meraviglia tecnica. L'Autostrada Digitale avrebbe seguito un percorso impervio tracciato inizialmente da Alexander Graham Bell. Sebbene alcuni fossero increduli -- le compagnie telefoniche! Scosso dai prospetti della comunicazione di massa e ottenendo grandi guadagni dalla pubblicità, David Sarnoff commercializza la radio. Gli scienziati non erano mai stati tanto richiesti né messi tanto sotto pressione. Il mezzo introdusse l'America a nuovi prodotti. Mamma, Windows per Radio significa più divertimento e maggiore facilità d'uso per l'intera famiglia. Usufruisci di Windows per Radio a casa e a lavoro. Nel 1939 la Radio Corporation of America introdusse il televisore. Gli scienziati non erano mai stati tanto richiesti né messi tanto sotto pressione.
Infine la corsa al futuro acquisì un ulteriore slancio con la dissoluzione della compagnia telefonica. E un nuovo incentivo fu dato dalla deregolamentazione dell'industria della televisione via cavo e dalla ri-regolamentazione dell'industria della televisione via cavo. Noi lavorammo per costruirla, l'industria dei cavi, ora le emittenti vogliono i nostri soldi. È ridicolo! I computer, una volta inefficienti strumenti dei contabili e dei fanatici sono usciti dalle stanze sul retro per entrare nella baruffa dei media. Il mondo e l'intera sua cultura ridotta in bit, la lingua franca di tutti i media. E le forze di convergenza esplosero.
Finalmente, quattro grandi settori industriali combinati. Telecomunicazione, spettacolo, informatica e tutto il resto. Vedremo canali per i biongustai e canali per gli amanti degli animali. Successivamente sul canale per il cucciolo buongustaio come decorare torte di compleanno per il tuo schnauzer. Tutta l'industria era in gioco mentre gli investitori affluivano per fare le proprie scommesse. In palio c'era la battaglia per voi, gli utenti e il diritto di spendere miliardi per mandare un gran numero di informazioni nei salotti americani.
PH: Abbiamo mancato molto. Sapete, voi avete mancato, noi abbiamo mancato internet, la coda lunga, il ruolo del pubblico, i sistemi aperti, i social network. Serve semplicemente a spiegare quanto sia difficile trovare il giusto uso dei media. Thomas Edison ebbe il medesimo problema. Egli scrisse una serie di usi per il fonografo quando lo inventò e solo una di queste idee risultò essere quella giusta. Bene, sapete dove ci stiamo avviando da qui. Siamo nell'era del dot com, il World Wide Web, e non c'è bisogno che ve ne parli perché abbiamo vissuto quella bolla tutti insieme. Ma quando emergiamo da questa situazione in quello che chiamiamo Web 2.0 le cose sono alquanto diverse e ritengo sia la ragione per cui la TV sia tanto impegnativa. Internet 1.0 riguardava le pagine, ora tutto gira intorno alle persone. Chi partecipa è un cliente, uno spettatore, una persona. È l'elemento fondamentale che sta cambiando lo spettacolo oggigiorno.
Video. Perché davano un ruolo, qualcosa da fare al pubblico.
PH: Nella mia azienda, Technorati, riceviamo qualcosa come 67,000 blog post all'ora. Sono circa 2,700 nuovi link di connessione su quasi 112 milioni di blog che sono nell'etere. E non c'è da meravigliarsi che andando verso lo sciopero degli sceneggiatori accadano strane cose. Sapete, mi ricorda di quel vecchio adagio Hollowoodiano che un produttore è chiunque conosca uno sceneggiatore. Ora credo che il direttore di un network sia chiunque abbia un modem via cavo. Non è una barzelletta. Questo è un titolo vero, "Siti web allettano gli sceneggiatori in sciopero". "Operatori di siti quali MyDamnChannel.com potrebbero beneficiare delle controversie di lavoro". Nel frattempo, i blogger TV entrano in sciopero per simpatizzare con gli sceneggiatori televisivi. E poi c'è TV Guide, proprietà della Fox, che sta per sponsorizzare il premio per il video online, ma lo cancella per solidarietà con la televisione tradizionale, non sembrando esultante. Per mostrarvi quanto tutta la situazione sia schizofrenica ecco il direttore di MySpace o Fox Interactive, una compagnia della News Corp, a cui viene chiesto, allora, lo sciopero degli sceneggiatori, non danneggerà la News Corp aiutando voi online?
Video: Ma io, sì, io penso ci sia un'opportunità con lo sciopero che continua, c'è un'opportunità per più persone di sperimentare video su canali come MySpace TV.
PH: Oh, ma poi ricorda di lavorare per Rupert Murdoch.
Video: Sì, bene, prima di tutto faccio parte della News Corporation come parte del Fox Entertainment Group, naturalmente speriamo che lo sciopero sia, che i problemi vengano risolti il più velocemente possibile.
PH: Una delle cose fondamentalii che sta avvenendo è che la globalizzazione del contenuto sta accadendo realmente. Questa è la clip di un video, di un'animazione scritta da uno sceneggiatore di Hollywood, animazione elaborata in Israele, appaltata in Croazia e India ed è ora una serie internazionale.
Video: Quanto segue avviene tra le 14,15 e le 14,18 nei mesi precedenti alle primarie presidenziali.
Dovrai restare qui al sicuro finché non siamo certi che la minaccia terroristica sia terminata.
Stai dicendo che dovremmo vivere qui, insieme? Con lei? Be', questo è il vicinato.
PH: La compagnia che ha lo ha creato, Aniboom, è un esempio interesante di dove andremo a finire. L'animazione della TV tradizionale costa, diciamo tra gli 80.000 e i 10.000 dollari al minuto. Loro producono animazioni che vanno dai 1.500 agli 800 dollari al minuto. E offrono ai creatori il 30% del fondo in una maniera molto più imprenditoriale. Quindi è un modello differente. Ciò con cui l'industria dello spettacolo ha problemi, viene compreso dal mondo delle marche.
Ad esempio, la Nike ora capisce che Nike Plus non è solo un dispositivo nelle scarpe, è un network per unire i propri clienti. E il capo del marketing alla Nike dice, le persone visitano il nostro sito in media tre volte a settimana. Non siamo noi a dover andare da loro, il che significa che la pubblicità televisiva è scesa del 57% per Nike. O, come dice il capo del marketing alla Nike, "La nostra attività non è di tener in vita le imprese del settore dei media. La nostra attività è quella di connetterci con i clienti".
E anche le imprese del settore dei media si rendono conto dell'importanza del pubblico. Quest'uomo annuncia il nuovo Market Watch dal Dow Jones, portato avanti al 100% dall'esperienza degli utenti sulla home page, contenuti generati dagli utenti coniugati con contenuti tradizionali. Risulta che gli utenti e l'interesse aumentano se ci si connette con loro. O come mi disse una volta Geoffrey Moore la curiosità intellettuale è la merce di cui le firme hanno bisogno nell'era della blogosfera. E ritengo che ciò stia cominciando ad accadere nel mondo dello spettacolo.
Uno dei miei miti è il paroliere Ally Willis, che ha appena scritto "The Color Purple" ed è stato un R e -- paroliere rhythm and blues, ed ecco ciò che ha detto sul futuro della scrittura di testi di canzoni.
Ally Willis:Siamo milioni di collaboratori a volere la canzone, perché considerandoli solo come spam significa mancare la funzione del mezzo.
PH: Quindi, per concludere, mi piacerebbe ritornare a Marshall McLuhan, che 40 anni fa aveva a che fare con un pubblico che stava attraversando altrettanti cambiamenti e ritengo oggi che Hollywood e gli sceneggiatori stanno forse impostando il discorso nello stesso modo del passato. Ma non c'è bisogno che ve lo dica, ritorniamo a lui.
Video: Siamo nel mezzo di un immenso scontro tra il vecchio e il nuovo. Il mezzo fa cose alle persone ed esse sono sempre del tutto inconsapevoli di ciò. Esse non fanno caso al nuovo mezzo di comunicazione che li sta avvolgendo. Esse pensano al vecchio media perché il vecchio mezzo è sempre il contenuto del nuovo, così come i film tendono a essere il contenuto della TV e i libri eran il contenuto, i romanzi erano il contenuto dei film. E quindi ogni qual volta si presenta un nuovo mezzo di comunicazione il vecchio ne è il contenuto, ed è altamente osservabile altamente comprensibile, ma il vero disordine e manipolazione sono attuati dal nuovo mezzo ed è, è ignorato.
PH: Credo questo sia un grande periodo di affascinamento. È stato prodotto più DNA grezzo delle comunicazioni e dei mezzi d'informazione. I contenuti si stanno spostando dai programmi alle particelle che vengono colpite avanti e indietro, e parte delle comunicazioni sociali e ritengo che questo sarà un periodo di grande rinascita e opportunità. E sebbene la televisione sia stata malmenata si sta costruendo una nuova e davvero entusiasmante forma di comunicazione e ci troviamo di fronte alla fusione di due industrie e a un nuovo modo di guardarle.
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In questo avvincente sguardo ai media emergenti e alla storia della tecnologia, Peter Hirshberg condivide alcune lezioni fondamentali dalla Silicon Valley e spiega il perché il web è molto di più della "miglior TV".
A Silicon Valley executive, entrepreneur and marketing specialist, Peter Hirshberg might just be the definitive voice on how new technology affects business and culture. Full bio »
Translated into Italian by Eliana Fierro
Reviewed by Daniela Vladimirova
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20:00 Posted: Nov 2006
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16:30 Posted: Oct 2008
Views 181,191 | Comments 12
14:18 Posted: Apr 2007
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