Come architetto progetti per il presente, con una consapevolezza del passato per un futuro che essenzialmente è sconosciuto. La Green Agenda è probabilmente l'impegno più importante e un problema attuale. E vorrei condividere alcune esperienze degli ultimi 40 anni -- abbiamo celebrato il 40° anniversario quest'anno -- ed esplorare e accennare alcune osservazioni sulla natura della sostenibilità. Quanto si può anticipare, cosa ne deriverà, quali sono i pericoli, quali sono le possibilità, le sfide, le opportunità? Io penso che -- come dissi in passato, moltissimi anni fa, prima che nessuno avesse ancora inventato il concetto di Green Agenda, che non era una questione di moda -- ma una questione di sopravvivenza.
Ma quello che non ho mai detto e quello su cui voglio fare il punto ora è, che davvero, green è cool. Intendo dire, tutti i progetti che in qualche modo sono stati ispirati da quell'agenda si riferiscono a uno stile di vita celebrativo, Celebrare in un certo senso i luoghi e gli spazi che determinano la qualità della vita. Raramente mi capita di fare citazioni, quindi cerco di trovare un pezzo di carta se riesco, Qualcuno alla fine dell'anno scorso si è azzardato a pensare cosa per quell'individuo, come una specie di importante osservatore analista, scrittore, un tipo di nome Thomas Friedman, scrisse nell'Herald Tribune nel 2006. Ha scritto, "Penso che la cosa più importante che è accaduta nel 2006 è stato il fatto che vivere e pensare green è arrivato a Main Street. Abbiamo raggiunto un punto di svolta quest'anno dove vivere, agire, pregettare, investire e produrre green ha iniziato a essere compreso dalla massa critica di cittadini, imprenditori e funzionari come la cosa più patriottica, capitalistica, geo-politica e competitiva che possano fare. Da qui il mio motto: verde è il nuovo rosso, bianco e blu."
E allora mi sono chiesto, in un certo senso, guardando indietro, "Quando è apparso per la prima volta questo tipo di coscienza del pianeta e della sua fragilià?" E penso sia stato il 20 Luglio 1969, quando, per la prima volta, l'uomo ha potuto guardare il pianeta Terra. E in un certo senso, è stato Buckminster Fuller che ha coniato quella frase. E prima della sorta di collasso del sistema comunista, ho avuto il privilegio di conoscere molti cosmonauti a Space City e in altri luoghi in Russia. Ed è interessante notare, quando penso al passato, che loro sono stati i primi veri ambientalisti. Erano pieni di una sorta di passione pionieristica, stanchi del problema del Mare d'Aral. E in quel momento -- in un certo senso, un'infinità di cose stavano accadendo. Buckminster Fuller era una specie di Guru green -- di nuovo, una parola che non era ancora stata coniata. Era uno scienziato del design, se preferite, un poeta, ma ha previsto tutte le cose che stanno accadendo ora. E -- questo è un altro tema, un'altra conversazione. Se riprendete i suoi scritti, è abbastanza staordinario. è stato a quel tempo, con una coscienza piena delle profezie di Bucky, delle sue preoccupazioni in quanto cittadino, in quanto cittadino del pianeta, che ha influenzato il mio pensiero e ciò che stavamo facendo in quel periodo.
E si tratta di parecchi progetti. Ho scelto questo perchè era il 1973 ed era un piano generale per una delle Isole Canarie. E questo probabilmente coincideva con il periodo in cui c'erano il manuale del Pianeta Terra, e il movimento hippy. E ci sono alcune di quelle qualità in questo disegno che cerca di riassumere le raccomandazioni. E tutti i componenti sono lì dove stanno ora nel linguaggio comune, nel nostro vocabolario capite, 30 anni dopo. L'energia eolica, il riciclo, la biomassa, le celle fotovoltaiche -- e allo stesso tempo in quel periodo, c'era una sorta di club di design molto esclusivo. Persone che si intendevano davvero di design ispirate dal lavoro di Dieter Rams, e dagli oggetti che avrebbe creato per l'azienda chiamata Braun. Questo ci riporta a metà anni '50, '60. E nonostante le profezie di Bucky che tutto sarebbe stato miniaturizzato e la tecnologia avrebbe creato uno stile incredibile -- accessibilità al comfort, alle amenità -- era molto, molto difficile immaginare che tutto quanto vediamo in questa immagine, sarebbe stato impacchettato così elegantemente. E che questo, e molto altro ancora, sarebbe stato nel palmo della vostra mano.
E penso che quella rivoluzione digitale ora stia arrivando a un punto dove il mondo virtule, che riunisce tante persone qui, finalmente si connette al mondo fisico, c'è la realtà che ciò si è umanizzato, così che il mondo digitale è diventato socievole, ha tutta l'immediatezza e l'orientamento del mondo analogico. Probabilmente riassunti dallo stile o dalle alternative disponibili qui, che ci è stato generosamente donato all'ora di pranzo, Maxin, che è un ulteriore tipo di sviluppo, e ancora, inspirato da un'incredibile senzazione. Un oggetto bellissimo. Quindi qualcosa che negli anni '50, '60 era molto esclusivo è diventato ora, curiosamente, abbastanza inclusivo. E il riferimento all' iPod come forma simbolica, e in qualche modo evocativo di performance, di distribuzione. Fatto abbastanza interessante, all'inizio del 2007 il Financial Times commentava che le aziende di Detroit invidiavano l'aura che la Toyota aveva raggiunto con la Prius come veicolo ibrido, conscio dell'energia consumata, che compete con l'iPod come prodotto iconico.
E penso sia molto invitante, in un certo modo, sedurci, come architetti, o chiunque sia coinvolto in un processo creativo, con l'idea che la risposta ai nostri problemi stia negli edifici. Gli edifici sono importanti, ma sono solo una componente di uno scenario più grande. In altre parole, come vorrei cercare di dimostrare, se potessimo realizzare l'impossibile, l'equivalente del moto perpetuo, potremmo progettare una casa senza consumo di carbone, per esempio. Questa sarebbe la risposta. Sfortunatamente questa non è la risposta. E' solo l'inizio del problema. Non si possono separare gli edifici dall'infrastruttura delle città e dalla mobilità del transito. Per esempio, se, in quella frase ispirata da Bucky, ci guardiamo indietro e osserviamo il pianeta Terra, e prendiamo una sorta di tipica società industrializzata, allora l'energia consumata sarà divisa tra gli edifici 44%, trasporti 34%, e industria. Ma ancora, questo mostra solo una parte della situazione. Se guardiamo agli edifici insieme ai trasporti associati, in altre parole, il trasporto delle persone, che è il 26% allora il 70% del consumo di energia è influenzato dal modo in cui le nostre città e le infrastrutture lavorano insieme.
Così il problema della sostenibilità non può essere separato dalla natura delle città delle quali gli edifici fanno parte. Per esempio, se prendete e fate un confronto tra un tipo di città recente, ciò che io chiamo, semplicisticamente, una città Nordamericana -- e Detroit non è un cattivo esempio, è molto macchina-dipendente. La città si espande in anelli circolari, consumando sempre più spazio verde, sempre più strade, e sempre più energia nei trasporti delle persone tra il centro della città -- che di nuovo, il centro città, viene privato della vita e diviene solo commerciale, quindi una zona morta. Se confrontate Detroit con una città del Nord Europa per esempio, e Monaco non è male come esempio, con una grande dipendenza dalle aree pedonali e ciclabili, allora una città che è davvero due volte densa, sta usando soltanto 1/10 dell'energia. In altre parola, prendete questi esempi e vedete che il salto di energia è enorme.
Quindi fondamentalmente, se volessimo generalizzare, potremmo dimostrare che mentre la densità aumenta, l'energia consumata si riduce drammaticamente. Naturalmente non si può separare questo da questioni come le differenze sociali, transiti di massa, l'abilità di essere capace a camminare una distanza adeguata, la qualità degli spazi civici. Ma ancora, come vedete Detroit, in giallo in alto, consumo straordinario, e poi sotto Copenaghen. E Copenhagen, sebbene sia una città densa, non è densa se confrontata con città realmente dense. Nell'anno 2000 è successa una cosa piuttosto interessante. C'erano per la prima volta delle megalopoli, 5 milioni e più di abitanti, che si stavano affacciando nel modo in via di sviluppo. Ora abbiamo 46 città, 33 di queste megalopoli si trovano nel mondo in via di sviluppo. Così dovete domandarvi -- l'impatto ambientale di Cina o India, per esempio. Se prendete la Cina, e prendete solo Pechino, potete osservare nel sistema del traffico, e l'inquinamento associato al consumo di energia come le macchine si espandono a scapito delle biciclette. In altre parole, se mettete sulla strada, come sta di fatto accadendo, 1000 nuovi autoveicoli ogni giorno -- statisticamente è il più grande boom di mercato automobilistico nel mondo. E i 500 milioni di biciclette che servono 1.3 miliardi di persone si stanno riducendo.
Questa urbanizzazione è eccezionale, ad un ritmo accelerato. Così, se pensiamo alla transizione nella nostra società al movimento dalle campagne alla città, per cui ci sono voluti 200 anni, ecco che lo stesso processo ora sta avvenendo in 20 anni. In altre parole, è accelerato di dieci volte. E molto curiosamente, in un periodo di circa 60 anni, vediamo che l'aspettativa di vita si è duplicata nello stesso periodo in cui l'urbanizzazione si è triplicata. Se mi tolgo da questa situazione globale, e osservo le implicazioni per un simile periodo di tempo. in termini di tecnologia -- che come strumento è uno strumento per designer, e cito la nostra esperienza come società, e illustro questo solo attraverso una piccola selezione di progetti -- allora come si misura questo cambiamento della tecnologia? Come questo influenza la progettazione degli edifici? E in particolare, come può portare alla creazione di edifici che consumano meno energia, che creano meno inquinamento e più responsabilità sociale?
Questa storia, in termini di edifici, iniziò nei tardi anni '60, primi anni '70. L'esempio che prendo è la sede aziendale di una società chiamata Willis and Faber, in una piccola città nel Nord Est dell'Inghilterra, a distanza pendolare da Londra. E qui, la prima cosa che potete vedere è che questo edificio, il tetto è una specie di manto molto caldo, una sorta di giardino isolante che è anche una celebrazione dello spazio pubblico. In altre parole, questa comunità ha questo giardino nel cielo. Così l'ideale umanista è davvero molto forte in tutto questo lavoro, sintetizzato forse da uno dei miei primi schizzi qui, dove puoi vedere il verde, la luce del sole, dove hai una connessione con la natura. La natura è parte del generatore, il motore di questo edificio. E simbolicamente, gli interni sono verdi e gialli. E ha attrezzature come piscine, orari flessibili, ha un cuore sociale, uno spazio, dove hai contatto con la natura. Ora questo era il 1973.
Nel 2001 questo edificio ha ricevuto un premio. E il premio era per la celebrazione di un edificio che era stato in uso per un lungo periodo di tempo. E le persone che l'avevano creato erano tornate: i project manager e poi il presidente della compagnia. E dicevano, sapete, l'architetto, Norman parlava sempre di progettare per il futuro, e sapete, non sembrava costasse più di tanto. Così lo abbiamo lasciato fare, lo abbiamo reso felice. L'immagine sopra, che -- se la guardi nel dettaglio, quello che sta realmente dicendo è che potete cablare questo edificio. Questo edificio è stato cablato per cambiare. Così nel 1975, l'immagine qui è di macchine da scrivere. E quando questa fotografia è stata scattata, ci sono processori di parole. E quello che stavano dicendo in questa occasione era che i nostri avversari dovevano costruire nuovi edifici per la nuova tecnologia. Siamo stati fortunati perchè in qualche modo il nostro edificio era "a prova di futuro". Ha anticipato il cambiamento, anche se questi cambiamenti non erano noti. Nel periodo di progettazione di questo edificio, ho fatto uno schizzo, che abbiamo tolto dall'archivio di recente. E io dicevo, e ho scritto, "Ma non abbiamo il tempo, e non abbiamo nemmeno l'immediata competenza a livello tecnico."
In altre parole, non avevamo la tecnologia per fare quello che sarebbe realmente interessante per questo edificio. E che sarebbe creare una sorta di bolla tridimensionale -- un interessante manto che sarebbe ventilato naturalmente, respirerebbe e ridurrebbe seriamente il carico energetico. Malgrado il fatto che l'edificio, in quanto edificio green, è comunque davvero un edificio pioneristico. E se vado avanti nel tempo, quello che è interessante è che la tecnologia è ora disponibile e celebrativa. La biblioteca della Free University, che ha aperto lo scorso anno, ne è un esempio. E ancora, la transizione da uno a molte migliaia di schizzi e immagini al computer fino alla realtà. E una combinazione di dispositivi qui, la specie di massa concreta di questa catasta di libri, e il modo in cui tutto questo è racchiuso in questa pelle, che pemette all'edificio di essere ventilato, e di consumare drasticamente meno energia, e di funzionare davvero attraverso la forza della natura.
Ciò che è interessante è che questo è enormemente popolare tra le persone che lo utilizzano. Di nuovo, tornando indietro a quella cosa che riguarda lo stile di vita, e in un certo modo, l'agenda ecologica è molto vicina a questo spirito. Quindi non è una sorta di sacrificio, ma piuttosto l'opposto. Penso sia fantastico. Una celebrazione. E potete misurare la performance in termini di consumo energetico di questo edificio rispetto a una tipica biblioteca. Se vi mostro un altro aspetto di questa tecnologia in un contesto completamente diverso -- questo edificio di appartamenti nelle Alpi Svizzere. Prefabbricato con il più tradizionale dei materiali, ma quel materiale -- grazie alla tecnologia, l'abilità informatica, l'abilità di prefabbricare, creare componenti ad alto rendimento dal legno -- è molto in voga. E solo per dare un'occhiata a questa tecnologia, l'abilità di tracciare punti nel cielo e di trasmettere, di trasferire queste informazioni ora, direttamente alla fabbrica.
Così se passi il confine -- giusto dopo il confine. una piccola fabbrica in Germania, e qui potete vedere il ragazzo davanti allo schermo, e quei punti nello spazio vengono comunicati. E sulla sinistra ci sono le macchine da taglio che ancora, nella fabbrica, permettono di fabbricare quei pezzi individuali. E più o meno pochissimi millimetri, per essere incastrati insieme nel cantiere. E curiosamente, quell'edificio verrà rivestito con la più vecchia tecnologia, ovvero tegole tagliate a mano. Un quarto di milione di queste applicate a mano come finitura finale. E ancora, il modo in cui questo funziona come un edificio, per coloro che possono godersi questi spazi per vivere e visitare. Se ho fatto un salto verso queste nuove tecnologie, allora come abbiamo fatto -- che cosa è accaduto prima di questo? Voglio dire, sapete, com'era la vita prima dei cellulari, prima di quelle cose che si danno per scontato?
Bene, ovviamente l'edificio sarebbe comunque esistito. Voglio dire, questo è uno scorcio degli interni della nostra banca di Hong Kong del 1979 che aprì nel 1985, con l'abilità di poter riflettere la luce del sole direttamente al centro di quello spazio lì. E in assenza di computer, si ha il modello fisico. Così per esempio, metteremmo i modelli sotto un cielo artificiale. Per le gallerie del vento, li metteremmo letteralmente in una galleria del vento con raffiche d'aria, e con chilometri di cavi e così via. E il punto di svolta è stato probabilmente quando abbiamo avuto il primo computer. Ed è stato allora che abbiamo cercato di riprogettare, reinventare l'aeroporto. Questo è il Terminal 4 a Heathrow, tipico terminal. Tetto grande e pesante che blocca i raggi solari, moltissimi macchinari, grandi tubi, macchinari rumorosi.
E Stanstead, l'alternativa verde, che utilizza luce naturale, è un posto piacevole -- sai dove ti trovi, puoi relazionarti con l'esterno. E per gran parte del suo ciclo, non necessita di luce elettrica -- luce elettrica, che a suo turno crea piu' calore, che crea piu' carico di raffreddamento e cosi' via. E in quel particolare periodo questo era uno dei pochi solitari computer. E questa e' una piccola immagine dell'albero di Stanstead. Senza andare troppo indietro col tempo, 1990. Questo e' il nostro ufficio. E se avvicinate lo sguardo, potrete vedere che le persone stavano disegnando con le matite, e stavano utilizzando, sapete, grandi righelli e squadre. Non è molto tempo fa, 17 anni, e ora siamo qui. Voglio dire, che immensa trasformazione.
Tornando indietro nel tempo, c'era una donna chiamata Valerie Larkin, e nel 1987, aveva tutte le informazioni su di noi in un unico dischetto. Ora, ogni settimana, abbiamo l'equivalente di 84 milioni di dischetti, che registrano il nostro archivio di informazioni su progetti passati, presenti e futuri. Equivale a 21 km nel cielo. Questa e' la vista che avreste se guardaste di sotto. Ma nel frattempo, come sapete, fantastici protagonisti come Al Gore stanno notando l'inesorabile aumento della temperatura, posta in questo contesto. Questi edifici sono celebrativi e davvero molto pertinenti a questo luogo.
İl nostro progetto del Reichstag, che sono certo abbia un'agenda molto familiare, come uno spazio pubblico dove abbiamo cercato attraverso un processo di advocacy, di reinterpretare la relazione tra società e i politici, spazio pubblico, e forse il suo piano nascosto, un manifesto per l'energia -- qualcosa che sarebbe libero, completamente libero dal carburante come lo conosciamo. Così sarebbe totalmente rinnovabile. E ancora, lo schizzo umanistico, la traduzione nello spazio pubblico. Ma questo é parte integrante dell'ecologia. E qui, non dovendo modellarlo davvero. Ovviamente con la galleria del vento si poteva fare, ma l'attuale abilità con il computer di esplorare, pianificare, vedere come potrebbe funzionare in termini di forze della natura. Ventilazione naturale, per essere in grado di modellare la camera sotto, e di fare attenzione alla biomassa. Una combinazione di biomassa, falde acquifere, combustione di oli vegetali -- un processo che, in un modo piuttosto interessante, era stato sviluppato nella Germania dell'Est, al tempo dellla sua dipendenza dal blocco Sovietico.
Quindi davvero ritraducendo questa tecnologia e sviluppando qualcosa che era tanto pulito, da essere virtualmente non-inquinante. Potete misurarlo ancora. Potete confrontare come questo edificio, in termini di emissioni in tonnellate di biossido di carbonio all'anno -- nel periodo in cui abbiamo preso il progetto, oltre 7.000 tonnellate. Come sarebbe stato con il gas naturale? E per ultimo l'olio vegetale, 450 tonnellate. Voglio dire, il 94% di riduzione -- virtualmente pulito. Possiamo vedere lo stesso processo al lavoro per quanto riguarda la Banca del Commercio -- la sua dipendenza dalla ventilazione naturale, il modo in cui potete modellare questi giardini, il modo in cui formano una spirale. Ma ancora, sullo stile di vita, sulla qualità -- qualcosa che sarebbe piû piacevole come luogo di lavoro. E di nuovo, possiamo misurare la riduzione in termini di consumo energetico.
C'è un'evuzione qui tra i progetti, e Swiss Re di nuovo lo sviluppa un pò di più. Il progetto nella city di Londra. E questa sequenza mostra la costruzione di questo modello. Ma ciò che mostra prima di tutto, che penso sia abbastanza interessante, è che qui vedete il cerchio, vedete lo spazio pubblico intono a esso. Quali sono gli altri modi di mettere la stessa quantità di spazio in quel posto? Se, per esempio, stai cercando di fare un edificio che vada dritto al ciglio del marciapiede, è la stessa quantità di spazio. E alla fine, lo descrivi, tagli le scanalature in esso. Le scanalature diventano una sorta di polmoni verdi che danno vista, che danno luce, ventilazione, rendono l'edificio più fresco. E includi questo con qualcosa che è altrettanto centrale per il suo aspetto, che è una maglia di strutture traingolari -- di nuovo, in una lunga connessione evocativa di qualcosa dei lavori di Bukminster Fuller, e il modo in cui la triangolazione può accrescere il rendimento e donare inoltre all'edificio un suo senso di identità
E qui, se guardiamo al dettaglio del modo in cui l'edificio si apre e respira in questi atri, il modo in cui ora, con un computer, possiamo modellare le forze, possiamo vedere l'alta pressione, la bassa pressione, il modo in cui l'edificio si comporta come l'ala di un aeroplano. In questo modo ha anche sempre la capacità nonostante la direzione del vento, di rendere l'edificio fresco e efficiente. E diversamente dagli edifici convenzionali, la cima dell'edificio è una celebrazione. E' un punto di osservazione per il pubblico, non un macchinario. E la base dell'edificio riguarda ancora lo spazio pubblico. Confrontandolo con un edificio tipico, che cosa accade se cerchiamo di usare tali strategie progettuali in termini di pensiero su grande scala? Vi mostro solo due immagini da una sorta di progetto di ricerca aziendale.
E' noto a tutti che il Mar Morto sta morendo. Il livello sta calando, come per il Mare d'Aral. E il Mar Morto è ovviamente molto più basso degli oceani e dei mari intorno a esso. Quindi c'è un progetto per salvare il Mar Morto creando una conduttura, un tubo, a volte sopra la superficie, a volte sotterraneo, che lo ristabilirà, e lo alimenterà dal Golfo di Aqaba dentro il Mar Morto. E la nostra traduzione di questo, usando molto del pensiero costruito in oltre 40 anni, è come dire, che succederebbe se, invece di essere solo una tubatura, fosse una linea viva? Cosa succederebbe se fosse l'equivalente, a seconda di dove siate, del Canal Grande, in termini di turisti, abitazioni, desalinizzazione, agricoltura? In altre parole, l'acqua è la linfa vitale.
E se tornate all'immagine precedente e guardate quest'area di volatilità e ostilità, e pensate che un'idea di progetto unificante come gesto umanitario potrebbe avere l'effetto di unire tutte queste fazioni belligeranti in una causa unita, per quanto riguarda qualcosa che sarebbe genuinamente green e produttivo nel senso più ampio. L'infrastruttura in così larga scala è anche inseparabile dalla comunicazione. E sia che quella comunicazione sia il mondo virtuale o quello fisico, è assolutamente centrale nella società. E come possiamo rendere leggibile in questo mondo sempre più in crescita, specialmente in alcuni dei posti di cui sto parlando -- la Cina, per esempio, che nei prossimi dieci anni creerà 400 nuovi aeroporti. Che forma avranno? Come puoi crearli più piacevoli in quella scala?
Mi riferisco a Hong Kong come una sorta di esperienza analogica in un'era digitale perchè abbiate sempre un punto di riferimento. Così ciò che accade quando prendiamo questo e lo espandiamo oltre nella società Cinese? E ciò che è interessante è che questo produce in un certo senso forse il mega-edificio finale. E' fisicamente il più grande progetto del pianeta al momento. 250 -- perdonatemi, 50.000 persone lavorano 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Più grande del 17% di tutti i terminal messi insieme di Heathrow, più il nuovo, non ancora edificato Terminal 5. E la sfida qui è che l'edificio sarà green, compatto, nonostante la sua dimensione e riguarda l'esperienza umana del viaggio, riguarda l'essere piacevole, per tornare al punto iniziale, e riguarda moltissimo lo stile di vita. E forse questi, alla fne, come spazi di celebrazione.
Come Hubert stava raccontando a pranzo, mentre eravamo impegnati in una conversazione, parlava di questo, parlava di città. Hubert stava dicendo, molto correttamente, " Queste sono le nuove cattedrali". E in un certo modo, un aspetto di questa conversazione è stato innescato a Capodanno, quando stavo parlando del programma delle Olimpiadi in Cina per quanto riguarda le sue ambizioni e aspirazioni green. E stavo esprimendo il pensiero che -- mi è passato per la mente che il Capodanno, una sorta di simbolico punto di svolta dal 2006 al 2007, che forse, sapete, il futuro era il più potente, innovativo tipo di nazione. Il modo in cui qualcuno come Kennedy in modo carismatico poteva dire, "Abbiamo portato l'uomo sulla luna"
Sapete, chi sta per dire che abbiamo risolto questa cosa della dipendenza dal combustibile fossile, con tutto quel essere tenuti in ostaggio da regimi farabutti, e così via. E questa è una piattaforma collettiva. E' più di un dispositivo, sapete, è rinnovabile. E ho espresso il pensiero che forse alla fine dell'anno, ho pensato che fosse più probabile che l'ispirazione provenisse da quei altri paesi più grandi là fuori -- le cine, le Indie, le tigri del Pacifico asiatico. Grazie infinite.
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L'Architetto Norman Foster discute il proprio lavoro per mostrare come i computer possono aiutare gli architetti a progettare edifici "green", belli e "fondamentalmente non inquinanti". Dalla Conferenza DLD del 2007, Monaco; www.dld-conference.com
Sir Norman Foster, winner of the 1999 Pritzker Prize, is perhaps the leading urban stylist of our age. His elegant, efficient buildings grace cities around the globe. Full bio »
Translated into Italian by Raffaella Guidobono
Reviewed by Elena Intra
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20:05 Posted: Apr 2007
Views 741,919 | Comments 103
19:58 Posted: Jul 2006
Views 364,910 | Comments 41
19:24 Posted: Oct 2008
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