Molti non sanno che quando andavo al liceo qui negli Stati Uniti mi sono iscritto all'università in un momento in cui ero convinto che sarei stato un artista, uno scultore. Provenivo da un ambiente privilegiato. Ero molto fortunato. La mia famiglia era benestante e mio padre credeva in una cosa, ovvero dare a noi tutta l'istruzione che avremmo desiderato. Io ho detto che avrei voluto fare lo scultore a Parigi. Mio padre era un uomo intelligente. Disse qualcosa tipo: "va bene, ma hai avuto dei buoni risultati nel tuo SAT (test di accesso all'università) di matematica" Infatti, avevo preso 800 e lui pensò che io avessi fatto molto bene -- e l'ho pensato anch'io -- in arte. Era la mia passione. E lui disse "Se vai al MIT", per il quale avevo fatto in anticipo un test di ammissione, "pagherò per tutti gli anni in cui starai al MIT", per la laurea specialistica o di base -- per quanto vorrai -- e pagherò per il corrispondente numero di anni se dovessi andare a Parigi." E io pensai che fosse veramente un ottima proposta, così accettai immediatamente. E decisi che se ero bravo in arte ed ero bravo in matematica, avrei studiato architettura, che univa le due materie.
Così raccontai il tutto al preside della scuola di preparazione. E gli ho detto cosa stavo per fare, ossia che avevo intenzione di studiare architettura perché univa arte e matematica. Lui mi rispose qualcosa che non capii assolutamente. Disse, "Sai, mi piacciono sia gli abiti in grigio che in gessato, ma non mi piacciono gli abiti gessati grigi." E io ho pensato, "Che fesso questo tipo," e alla fine sono andato al MIT. Ho studiato architettura, quindi ho preso una seconda laurea sempre in architettura, e ho capito velocemente che quello che cercavo non era l'architettura. Che veramente, la sintesi tra arte e scienza sono i computer. E che quello era il posto adatto per entrambi, e che potevo costruirmi una carriera che mi piacesse.
E se dovessi seguire il metodo di Jim Citrin, metterei 100 per cento sul lato dell'equazione in cui passo il tempo a far sì che gli altri possano essere creativi. E dopo essermi occupato di questo per lungo tempo, un po' come se il Media Lab mi passasse il testimone, ho pensato: "Bene, forse per me è arrivato il momento di fare un progetto, qualcosa di importante, ma anche qualcosa in cui possa approfittare di tutti i privilegi che ho avuto." Nel caso del Media Lab, il fatto di conoscere un sacco di persone, persone che erano manager di alto livello oppure benestanti, e che non avevano più, nel mio caso, da preoccuparsi per la propria carriera. Voglio dire: la mia carriera io l'avevo fatta, non dovevo più preoccuparmi di guadagnare né di cosa pensasse di me la gente. Così ho detto: "Dai, facciamo qualcosa che davvero possa trarre vantaggio da tutte queste cose," e mi sono detto che se potessimo occuparci di educazione facendo leva sui bambini e dando a tutti, nel mondo, la possibilità di accedere ai computer, sarebbe la cosa davvero giusta da fare. Non ho mai mostrato prima questa immagine, e probabilmente verrò citato per danni. La foto è stata scattata alle tre del mattino senza permesso. E' di due settimane fa. Eccoli qui, gente.
Se guardate la foto, vedrete che sono tutti impilati. Questi sono i nastri trasportatori che circolano. Questo è uno dei nastri con l'oggetto. e poi ci sono quelli lassù. Gli addetti copiano il software su una memoria flash e fanno dei test per qualche ora. Il computer deve muoversi lungo la catena di montaggio perché è in movimento costante. Ecco perché vanno in cerchio, il motivo per cui li vedete lì. E questo è stato per noi una vera e propria svolta decisiva. Ma torniamo un attimo indietro. Questa foto è stata fatta nel 1982, proprio prima che uscisse l'IBM PC. Seymour Papert e io portavamo dei computer nelle scuole facendo sviluppare nazioni in anticipo sui tempi. Una cosa che abbiamo imparato è che questi ragazzi capiscono al volo proprio come fanno i nostri ragazzi americani.
E quando la gente mi dice "Chi insegnerà agli insegnanti a insegnare ai ragazzi?" Mi dico: "Ma da che pianeta vieni?" OK, non c'è una persona in questa stanza - e non importa quanto siete tecnologici - non c'è una persona che non dia il proprio computer o il proprio cellulare a un ragazzino perché lo aiuti a risolvere i problemi. Non è forse vero? Tutti abbiamo bisogno di aiuto, anche i più esperti tra noi. Ecco una foto di Seymour di 25 anni fa. Seymour osservò una cosa molto semplice, nel 1968, e la presentò nel 1970 - il giorno 11 aprile per essere precisi - si tratta di "Insegnare ai bambini a pensare". Aveva notato che i ragazzini che scrivono programmi per computer capiscono le cose in maniera diversa, e quando fanno il "debug" dei programmi, arrivano molto vicini a imparare qualcosa sull'apprendimento. Era una cosa molto importante, e in un certo senso l'abbiamo persa. I ragazzini non programmano abbastanza e caspita, se c'è una cosa che spero succeda con questo progetto, è di far programmare i ragazzi.
E' una cosa davvero importante. Usare le applicazioni va bene, ma programmare è assolutamente fondamentale. L'abbiamo proposto con tre linguaggi: Squeak, Logo e un terzo che non ho mai visto prima. Insomma: si tratta di una cosa molto molto intensa dal punto di vista della programmazione. Questa fotografia è molto importante perché è molto posteriore. E' stata fatta nei primi anni 2000. Mio figlio Dimitri - che è qui, molti di voi lo conoscono - andò in Cambogia e mise su questa scuola che avevamo costruito, proprio mentre la scuola si connetteva a Internet. Questi ragazzini avevano i loro portatili. Ma è stato questo a dare lo spirito, insieme all'influenza di Joe e di altri, con cui abbiamo iniziato One Laptop Per Child. Ecco lo stesso villaggio cambogiano un paio di mesi fa. Questi ragazzi sono dei veri professionisti. C'erano 7000 apparecchi tutti testati dai ragazzi. Essere un'associazione no profit è assolutamente fondamentale.
Tutti mi avevano sconsigliato di essere no profit, ma si sbagliavano. E ci sono due motivi per cui è importante essere no profit. Ce ne sono tante, a dire il vero, ma le due che meritano un po' più di attenzione sono: uno, la chiarezza degli intenti. L'intento morale è chiaro. Posso incontrare capi di stato, amministratori delegati quando voglio perché non sto vendendo computer. Chiaro? Non ci sono azionisti. Se poi vendiamo delle cose non fa differenza alcuna: la chiarezza degli intenti è di importanza fondamentale. La seconda ragione è molto controintuitiva: puoi far lavorare con te le persone migliori al mondo. Se guardate i nostri servizi professionali, compresi quelli che fanno le ricerche di personale, comunicazione, servizi legali, banking: sono tutti pro bono. E non per risparmiare. I soldi li abbiamoi. Il fatto è che è in questo modo che ottieni la gente migliore. La gente che lo fa perché crede nel progetto, e sono queste le persone migliori.
Non potevamo permetterci un CFO. Abbiamo fatto un annuncio per un posto di CFO a stipendio zero e si è formata una coda di persone che volevano il posto. Così puoi fare squadra con altri. Le Nazioni Unite non saranno un nostro partner se non siamo no profit. Dirlo a Kofi Annan è stato un passo importante, e le Nazioni Unite ci hanno permesso, sostanzialmente, di arrivare in ogni nazione. E questa era la macchina che mostravamo prima che incontrassi Yves Behar. E se questa macchina è un po' sciocchina, in retrospettiva, è servita per uno scopo importante. Tutti si ricordavano della manovella gialla. Tutti si ricordavano della manovella gialla. E' diversa. Stava acquisendo potere in modo diverso. E' un po' infantile. Anche se non andammo in questa direzione perché la manovella... voglio dire, era una cosa stupida da avere, ad ogni modo. Anche se molti giornalisti non l'hanno capito non l'abbiamo tolta perché non la volevamo il fatto è che non volevamo averla inserita nel laptop. E' meglio come cosa separata, come un trasformatore. Non ne ho portata una con me, ma vi assicuro che funzionano molto meglio come cosa separata. Potrei dirvi un sacco di cose sui computer, ma ve ne racconterò soltanto quattro.
Tenetele a mente, perché ci sono persone, come Bill Gates, che hanno detto "Guarda, ecco un vero computer." Quel computer è diverso da qualsiasi cosa abbiate, e fa cose, quattro in particolare, che non potete fare con altri strumenti. E' molto importante la bassa potenza e spero che l'industria se ne renda conto. Il motivo per cui vogliamo stare sotto i 2 watt è che è quello che possiamo generare con la parte superiore del corpo. Display dual-mode: il display a luce solare è fantastico. L'abbiamo usato oggi a pranzo al sole, e più c'era sole meglio era. E questo è stato di importanza fondamentale. La rete a maglie, che diventerà una cosa comune. E ovviamente il fatto che sia progettato per essere usato in situazioni ambientali difficili. Il motivo per cui penso che il design conti non è perché volevo diventare un artista.
E a dire il vero, quando mi sono laureato al MIT ho pensato che la cosa più stupida che potessi fare era andare per sei anni a Parigi. Così non l'ho fatto. Ma il design conta per un gran numero di motivi. Innanzitutto, perché è il modo migliore di fare un prodotto poco costoso. Molti fanno prodotti poco costosi impiegando design a buon mercato, forza lavoro a buon mercato, componenti a buon mercato e un computer a buon mercato. E in inglese il termine "cheap", ha un doppio significato che in questo caso è molto appropriato. Perché indica cheap nel senso peggiorativo,oltre a cheap inteso come poco costoso. Se cambiamo approccio e pensiamo a un'integrazione su vasta scala, a materiali molto avanzati, a una manifattura avanzata in cui metti gli elementi da un lato e dall'altro la macchina ti sputa fuori un iPod e un design bello e di moda: è questo quel che volevamo fare.
Posso saltare queste immagini e risparmiare un sacco di tempo Yves e io non abbiamo visto le presentazioni uno dell'altro e queste sono le sue slide, di cui io non devo parlare. Per noi è stata una strategia molto importante, non soltanto per renderlo carino perché qualcuno -- sì insomma, un bel design è molto importante. Yves ha mostrato uno dei generatori di potenza. Ecco il mesh network, il motivo per cui... non voglio entrare nel dettaglio, ma quando diamo un computer a dei bambini nelle parti più povere e remote del mondo loro sono connessi. Non ci sono solo i laptop. Dobbiamo mettere antenne paraboliche satellitari, generatori... un sacco di roba che ci sta dietro. Questi possono parlarsi tra loro. Se sei in un deserto, possono parlarsi a una distanza di circa 2 chilometri; se sei in una giungla a circa 500 metri. Se un ragazzino va a casa in bici o cammina per qualche miglia, sarà fuori dalla rete, per così dire. Non sarà vicino a un altro computer, così bisogna arrangiarsi, attaccarli a un albero.
Non chiami Verizon o Sprint. Costruisci tu una tua rete. Ecco, l'interfaccia utente è molto importante. Lanceremo 18 tastiere. Quella inglese è la meno usata. Anche quella latina è relativamente rara. Guardate alcune delle lingue. Sospetto che alcuni di voi non le hanno mai neanche sentite nominare prima. C'è qualcuno in sala, che non lavori con One Laptop Per Child c'è qualcuno in sala che mi sappia dire che lingua è quella di questa tastiera sullo schermo? C'è solo una mano alzata. Sì, proprio quella, giusto. E' Amarico. E' la lingua ufficiale dell'Etiopia, dove non c'è mai stata una tastiera. Non c'è uno standard per le tastiere perché non esiste un mercato. Ecco la grande differenza:
Essendo no profit, puoi guardare i bambini come una missione, non come un mercato. Così siamo andati in Etiopia e li abbiamo aiutati a costruire una tastiera, che diventerà la tastiera etiope standard. Voglio concludere con quello che stiamo facendo per lanciare il prodotto. Abbiamo cambiato strategia completamente. Ho deciso all'inizio ed era una cosa buona da decidere all'inizio, ma non è quello che stiamo facendo ora - è di andare in sei nazioni. Nazioni grandi, una delle quali è un po' più piccola ma è ricca. Eccole qui. Ci siamo andati e in ogni caso il capo di stato ha detto di sì, che ne avrebbero lanciati un milione. Nel caso di Gheddafi un milione e due, e l'avrebbero lanciato. Abbiamo pensato: ecco, questa è proprio la strategia giusta, poi le nazioni più piccole potrebbero cavalcare l'onda di queste nazioni grandi.
Così sono andato in questi luoghi almeno sei volte, ho incontrato il capo di stato circa due o tre volte e in ogni caso abbiamo coinvolto i ministri e fatto un sacco di cose. Era un periodo della mia vita in cui viaggiavo 330 giorni all'anno, non una cosa da invidiare, non lo vorreste fare - ve lo assicuro. In Libia è stato divertente incontrare Gheddafi nella sua tenda. L'odore dei cammelli era incredibile e c'erano 45 gradi. Insomma, non esattamente una bella esperienza, né tantomeno fresca! E le nazioni precedenti dico precedenti perché nessuna ha superato l'estate... C'è una certa differenza tra dare a un capo di stato l'opportunità di fare una foto, fare un po' di rassegna stampa... così siamo andati in nazioni più piccole. In Uruguay, siano benedetti. Nazione piccola, non tanto ricca. Il presidente ha detto che l'avrebbe fatto e indovinate un po': l'ha fatto. L'offerta di appalto non era collegata a noi in nessun modo, non c'era niente di specifico sulla luce del sole, i mesh network, la bassa potenza... solo la richiesta di un computer color vaniglia. E indovinate un po'? Abbiamo vinto sbaragliando tutti. Quando ci fu l'annuncio che avrebbero dato un computer a ogni bambino in Uruguay i primi 100.000, bum! andarono a One Laptop Per Child. Il giorno dopo - il giorno dopo, nemmeno 24 ore dopo - in Peru il presidente disse: "Noi ne faremo 250". Ecco un piccolo effetto domino:
si inserisce anche il presidente del Ruanda e dice che l'avrebbe fatto anche lui stessa cosa, il presidente dell'Etiopia. E via di seguito, il presidente della Mongolia... Ecco che succede: cominciano a succedere queste cose in queste nazioni, ma non è abbastanza. Metti insieme tutte queste nazioni e ancora non arrivi al cuore della cosa, così ci siamo detti: "Iniziamo un progetto negli Stati Uniti". Così alla fine di agosto, forse l'inizio di settembre, ci decidiamo. Lo annunciamo all'incirca quando stava avendo luogo la Clinton Initiative. Ci era sembrato un buon momento per l'annuncio. L'abbiamo lanciato il 12 novembre. E abbiamo detto sarebbe stato breve, fino al 26 novembre. Poi fino al 31. Questo progetto "Give One, Get One" (danne uno, ricevine uno) è importante perché ha fatto sì che se ne interessassero un sacco di persone.
Il primo giorno era incredibile. Così abbiamo detto: "Be', diciamo alla gente di darne tanti. Non soltanto uno, ma 100, forse 1000." Ed ecco dove entrate in gioco voi, e questo per me è molto importante. Non voglio che usciate di qui e compriate computer per 400 dollari. Va bene? Fatelo pure, ma non servirà, chiaro? Se ognuno in questa stanza esce di qui e ordina uno di questi oggetti per 400 dollari, o quello che è, diciamo che ci sono 300 persone che lo fanno.. be', bene. Ma io voglio che facciate qualcos'altro. Non uscire di qui e comprarne 100, o 1000. Cioè: fatelo pure, e 10.000 è anche meglio!
Ditelo alla gente! Diventerà un processo virale, chiaro? Usate le vostre mailing list. Le persone che sono qui ne hanno di straordinarie. Coinvolgete i vostri amici. E se ognuno di voi manda questo messaggio a 3 o a 400 persone.. be', sarebbe fantastico. Non mi dilungherò sui costi. Voglio solo dirvi che nel progetto "Give One, get One", molti giornali hanno scritto cose tipo: "non ce l'hanno fatta, costa 188 dollari, non 100." Tra due anni costerà 100. E anche di meno. Abbiamo insistito per non aggiungere altre cose, ma abbattere il costo. Sono state le altre nazioni a volere che salisse, e gliel'abbiamo lasciato fare per tante ragioni diverse. Quello che potete fare -- l'ho appena detto. Non soltanto "darne uno, prenderne uno".
Voglio dire un'ultima cosa prima di finire. Questa non è vecchia neanche di un giorno, o forse di un giorno appena. I primi ragazzini hanno avuto i loro laptop. Sono arrivati via nave e sto parlando di circa sette, ottomila che sono stati spediti questa settimana. Sono andati in Uruguay, Perù, Messico. Ma siamo lenti, ne facciamo soltanto 5 mila a settimana, ma speriamo, davvero, che a un certo punto del prossimo anno magari verso metà anno, riusciremo a farne un milione al mese. Ora, un milione non è così tanto, non è un numero enorme: ogni anno si vendono in tutto il mondo un miliardo di telefoni cellulari. Ma un milione al mese, nel mondo dei portatili, è un numero grande. La produzione mondiale, oggi, tra tutti quelli che fanno portatili, è di 5 milioni al mese. Quindi io vi sto dicendo che a un certo punto del prossimo anno noi faremo il 20 percento della produzione mondiale. E se ce la facciamo, ci saranno un sacco di ragazzini fortunati là fuori. Spero che se rifarete la EG conference tra due anni o quando sarà, non avrò l'alito cattivo e sarò invitato di nuovo e spero che allora forse saremo riusciti a mandare computer a 100 milioni di ragazzini. Grazie.
You can share this video by copying this HTML to your clipboard and pasting into your blog or web page. This video will play with subtitles.
You either have JavaScript turned off or have an old version of the Adobe Flash Player. To view this rating widget you
need to get the latest Flash player.
If your browser allows only "trusted sites" to execute Javascript, you should add the "googleapis.com" domain to your whitelist to allow our Flash detection to work properly.
Got an idea, question, or debate inspired by this talk? Start a TED Conversation.
Nicholas Negroponte parla dell'andamento del progetto One Laptop per Child - Un Portatile per ogni bambino - a due anni dall'inizio. Dopo aver parlato alla EG conference mentre il primo portatile XO stava uscendo dalla fabbrica in cui veniva prodotto, Negroponte fa il punto della situazione sulle difficoltà incontrate e si impegna nuovamente a raggiungere gli scopi di questo progetto a lunga scadenza.
The founder of the MIT Media Lab, Nicholas Negroponte pushed the edge of the information revolution as an inventor, thinker and angel investor. Now he's the driving force behind One Laptop per Child, building computers for children in the developing world. Full bio »
Translated into Italian by Eva Filoramo
Reviewed by Els De Keyser
Comments? Please email the translators above.
25:23 Posted: Mar 2008
Views 459,198 | Comments 43
17:43 Posted: May 2008
Views 461,775 | Comments 54
20:37 Posted: Mar 2008
Views 494,726 | Comments 57
Just follow the guidelines outlined under our Creative Commons license.
This comment will be attributed to . Not ? Sign Out.