Facciamo finta di avere qui una macchina, grande, bellissima, in puro stile TED, è una macchina del tempo. Tutti in questa stanza devono entrarci. Potete andare indietro, potete andare avanti; non potete rimanere dove siete. E sarei curioso di sapere quale scegliereste, perché l'ho chiesto ai miei amici negli ultimi tempi, e tutti vogliono tornare indietro. Non so. Vogliono tornare a prima che ci fossero le auto o Twitter, o "American Idol". Non so. Sono convinto che ci sia una sorta di ritorno alla nostalgia, alle pie illusioni. Lo capisco.
Ma non faccio parte di quel gruppo, lo devo ammettere. Non voglio tornare indietro, e non perché io sia avventuroso, è perché le possibilità su questo pianeta non tornano indietro, vanno avanti. Quindi voglio entrare nella macchina e voglio andare avanti. Questo è il periodo migliore che ci sia stato su questo pianeta in ogni campo che possiamo misurare: salute, ricchezza, mobilità, opportunità, calo dei tassi di malattia. Non c'è mai stato un periodo come questo. I miei bisnonni morirono, tutti quanti, prima dei 60 anni. I miei nonni spinsero quel numero a 70. I miei genitori stanno per toccare gli 80. Quindi è meglio che ci sia un 9 all'inizio del numero dei miei anni alla mia morte. Ma non riguarda solo persone come noi, è una cosa molto più grande di questa.
Un bambino nato a New Delhi oggi può aspettarsi di vivere tanto quanto il più ricco uomo al mondo di 100 anni fa. Pensateci. E' un fatto incredibile. Come fa ad essere vero? Vaiolo. Il vaiolo ha ucciso miliardi di persone su questo pianeta. Ha cambiato la demografia del globo come nessuna guerra ha mai fatto. Se n'è andato. Svanito. L'abbiamo sconfitto. Puff. Nel mondo ricco, malattie che minacciavano milioni di persone solo una generazione fa non esistono più, in pratica. Difterite, rosolia, polio... qualcuno sa ancora cosa siano? Vaccini, medicina moderna, la nostra capacità di nutrire miliardi di persone, questi sono trionfi del metodo scientifico. E secondo me, il metodo scientifico, provare le cose, vedere se funzionano, cambiarle quando non funzionano, è uno dei grandi risultati dell'umanità.
Queste erano le buone notizie. Sfortunatamente, erano le uniche buone notizie perché ci sono altri problemi, e sono stati citati molte volte, ad esempio uno di essi è che, nonostante tutto quello che abbiamo ottenuto, un miliardo di persone va a letto affamato su questo pianeta, ogni giorno. Questo numero sta crescendo, con incredibile rapidità, ed è vergognoso. E non solo, abbiamo usato la nostra creatività per riempire di rifiuti il pianeta. Acqua potabile, terra coltivabile, foreste pluviali, petrolio, gas naturale: stanno scomparendo, e stanno scomparendo in fretta, e se non innoviamo le nostre azioni per tirarci fuori da questo guaio, scompariremo anche noi.
Quindi la domanda è: possiamo farlo? Io credo di sì. Penso sia chiaro che è possibile produrre cibo per sfamare miliardi di persone senza violentare la terra su cui vivono. Penso che sia possibile rifornire questo mondo di energia senza che questa lo distrugga. Io ci credo davvero, e no, non è una pia illusione. Ma ecco la cosa che mi tiene sveglio la notte - una delle cose che mi tengono sveglio la notte. Non abbiamo mai avuto così bisogno di progressi scientifici come ne abbiamo bisogno adesso, mai, e non siamo mai stati nella posizione di utilizzarli al meglio di come potremmo oggi. Siamo ad un passo da eventi incredibili, davvero, in molti ambiti. Ma nonostante questo, penso dovremmo andare indietro secoli, 300 anni, prima dell'Illuminismo, per trovare un periodo in cui abbiamo combattuto i progressi, un periodo in cui li abbiamo combattuti più vigorosamente, e su più fronti, di quanto facciamo ora.
Le persone si intrappolano in quello che credono, e lo fanno con tanta forza che non riusciamo a liberarli. Neanche la verità riesce a liberarli. Ascoltate, tutti hanno diritto alla propria opinione; hanno anche diritto alla propria opinione sul progresso, ma sapete a cosa non avete diritto? Non avete diritto ai vostri fatti. Mi dispiace, non si può. Ci ho messo un po' a capirlo.
Una decina di anni fa ho scritto una storia sui vaccini per "The New Yorker", un breve articolo. Ed ero stupefatto che qualcuno si opponesse, che fosse contrario a quella che è, dopo tutto, la misura di salute pubblica più efficace di tutta la storia umana. Non sapevo cosa fare, quindi ho fatto come al solito, ho scritto la storia e sono passato ad altro. Non molto più tardi, ho scritto una storia sul cibo geneticamente modificato. Stessa cosa, solo più grande. Le persone erano impazzite. Quindi ho scritto una storia anche su quello, e non riuscivo a capire perché le persone considerassero gli OGM come "cibo mostro", perché pensassero che spostare le molecole in modo specifico, invece che a caso, fosse invadere il campo di lavoro della natura. Ma, come sempre, faccio il mio lavoro. Ho scritto la storia e sono andato avanti. Voglio dire, sono un giornalista: scriviamo, mandiamo, andiamo a cena, finisce lì.
Ma queste storie mi torturavano e non riuscivo a capire perché, ma alla fine ce l'ho fatta. Il problema era che quei fanatici che mi stavano facendo impazzire non erano affatto fanatici. Erano persone di coscienza, istruite, persone per bene. Erano esattamente come le persone in questa stanza. E la cosa mi disturbava molto... ma poi ho pensato: dai, dobbiamo essere onesti; siamo ad un punto, su questo pianeta, dove non abbiamo lo stesso rapporto col progresso che c'era una volta. Ne parliamo in modo ambiguo. Ne parliamo in termini ironici usando le virgolette: "Progresso" Va bene, ci sono dei motivi per farlo, e penso che sappiamo quali siano. Abbiamo perso fiducia nelle istituzioni, nelle autorità, ed a volte nella scienza stessa, ed è comprensibile che sia successo. Basta fare solo alcuni nomi e la gente capisce. Chernobyl, Bhopal, il Challenger, Vioxx, armi di distruzione di massa, elezioni truccate. Voglio dire, ognuno ha la sua lista. Abbiamo domande e problemi con le persone che pensavamo avessero sempre ragione. Quindi siate scettici. Fate domante, pretendete risposte, pretendete prove. Non date nulla per scontato. Ma ecco il punto fondamentale: quando le prove arrivano è necessario accettarle, e non siamo molto bravi in questo. E penso che il motivo sia che ci troviamo in un'epidemia di paura che non avevo mai visto e spero di non rivedere mai.
Circa 12 anni fa venne pubblicata una storia, una storia orribile, che sosteneva ci fosse un legame tra un'epidemia di autismo ed i vaccini contro morbillo, parotite e rosolia. Molto spaventoso. Centinaia di studi furono fatti per vedere se era vero. E si dovevano fare centinaia di studi; è una questione importante. Alla fine arrivarono i dati. Arrivarono dagli Stati Uniti, dall'Inghilterra, dalla Svezia, dal Canada, e tutti erano uguali, nessun collegamento, nessuna correlazione, niente di niente. Non fece differenza. Non la fece perché noi crediamo agli aneddoti, a quello che vediamo... a quello che pensiamo di vedere, a quello che ci fa sentire reali. Non crediamo ad una pila di documenti forniti da impiegati del governo che ci mostrano numeri, e lo capisco, penso che lo capiamo tutti. Ma sapete una cosa? I risultati sono stati devastanti... devastanti perché ecco un fatto: gli Stati Uniti sono una delle poche nazioni al mondo in cui il numero di vaccini contro il morbillo sta calando. È orribile, e dovremmo vergognarci di noi stessi. È terribile. Cosa è successo che ci ha spinto a fare una cosa del genere?
Ora, lo capisco. Lo capisco davvero. Pensateci, qualcuno qui ha il morbillo? Qualcuno tra il pubblico ha mai visto una persona morire di morbillo? Non succede spesso. In questo paese non succede proprio, ma è successo 160mila volte nel mondo l'anno scorso. Sono un bel po' di morti per morbillo, 20 ogni ora. Ma visto che non è successo qui, possiamo togliercelo dalla testa, e persone come Jenny McCarthy possono andare in giro a spargere messaggi di paura e ignoranza da palcoscenici come Oprah o Larry King Live. E lo possono fare perché non capiscono la differenza tra causalità e correlazione. Non capiscono che queste due cose sembrano uguali, ma non lo sono quasi mai. Però è qualcosa che dobbiamo imparare, e dobbiamo impararlo in fretta.
Quest'uomo è stato un eroe, Jonas Salk. Ha liberato l'umanità da uno dei suoi peggiori flagelli. Nessuna paura, nessuna sofferenza... la polio, puff... scomparsa. L'uomo al centro, non altrettanto. Si chiama Paul Offit. Ha semplicemente creato un vaccino contro il rotavirus insieme ad altre persone. Ha salvato la vita di 400, 500 mila bambini ogni anno nei paesi in via di sviluppo. Mica male, vero? E' ottimo, se non fosse che Paul va in giro a parlare dei vaccini, dice quanto siano preziosi e che le persone dovrebbero semplicemente smettere di frignare. E lo dice in questi termini. Quindi Paul è considerato un terrorista. Quando Paul parla in un'udienza pubblica non può testimoniare senza una scorta armata. Lo chiamano a casa perché ad alcuni piace ricordargli che sanno dove i suoi figli vanno a scuola. Perché? Perché Paul ha creato un vaccino.
Non avrei bisogno di dirlo, ma i vaccini sono fondamentali. Se smettiamo di prenderli, le malattie ritornano, terribili malattie, e sta succedendo. Abbiamo di nuovo il morbillo in questo paese. E sarà sempre peggio, e tra non molto i bambini cominceranno a morire di nuovo perché è solo una questione di numeri. E non moriranno solo di morbillo. La polio? Riprendiamoci anche quella. Perché no? Una mia ex collega del college mi ha scritto un paio di settimane fa e mi ha detto che mi considerava un po' eccessivo. Nessuno me lo aveva detto prima. Lei non avrebbe vaccinato suo figlio contro la polio. Neanche morta. OK. Perché? Perché non c'è la polio da noi. Ma sapete una cosa? Ieri non avevamo la polio negli Stati Uniti. Oggi non lo so... magari stamattina un tizio è salito su un aereo a Lagos e sta arrivando a Los Angeles, adesso è sopra l'Ohio. Magari atterrerà tra un paio d'ore, noleggerà una macchina, arriverà qui a Long Beach e stasera parteciperà ad una di queste fantastiche cene organizzate da TED. Lui non lo sa di essere stato infettato da una malattia paralizzante, e non lo sappiamo neanche noi perché è così che funziona il mondo. Questo è il pianeta in cui viviamo. Non facciamo finta che non sia così.
Noi adoriamo circondarci di bugie. Adoriamo farlo. Tutti avete preso le vitamine stamattina? Echinacea, un po' di antiossidanti per cominciare la giornata. So che lo avete fatto perché la metà degli americani lo fa ogni giorno. Prendono quella roba, come si affidano alla medicina alternativa, e non importa quanto spesso dimostriamo che sono inutili. I dati lo dimostrano sempre. Rendono l'urina più scura. Più di questo non fanno, quasi mai. (Risate) Ma va bene, volete spendere 28 miliardi di dollari per urina scura, sono con voi! (Risate) Urina scura. Scura. Perché lo facciamo? Perché? Credo di capire, odiamo le grandi case farmaceutiche. Odiamo il la grande macchina governativa. Non ci fidiamo. E facciamo bene. Il nostro sistema sanitario fa schifo. È crudele verso milioni di persone. È assolutamente, incredibilmente freddo e demoralizzante anche per quelli di noi che possono permetterselo. Quindi scappiamo lontano, e da chi ci rifugiamo? Saltiamo tra le braccia del grande placebo. (Risate) È fantastico. Noi amiamo il grande placebo. (Applausi)
Sapete, è un problema serio perché questa roba è una schifezza, e ci spendiamo miliardi di dollari. Ho tutta una serie di esempi qui. Nessuno di questi... ginkgo - una frode, echinacea - una frode, acai - non so neanche cosa sia ma ci spendiamo miliardi di dollari, ed è una frode. Sapete una cosa? Quando dico queste cose, le persone mi urlano contro, e dicono "Ma cosa ti interessa? Lascia che la gente faccia quello che vuole. Li fa stare bene." Indovinate un po'? Avete torto. Perché non mi interessa se è il segretario del Dipartimento per la Salute ed i Servizi Umani a dire "Uhm, non ho intenzione di ascoltare le prove degli esperti sulla mammografia" o se lo dice qualche lunatico del cancro che vuole curare i pazienti con clisteri al caffè. Quando imbocchiamo la strada che porta a rimpiazzare scienza e prove con magia e tradizione, finiamo in un posto dove non vorremmo essere. Finiamo come Thabo Mbeki in Sud Africa. Ha ucciso 400 mila dei suoi concittadini continuando a dire che barbabietole, aglio e succo di limone funzionavano meglio dei farmaci anti-retrovirali che sappiamo possono rallentare il decorso dell'AIDS. Centinaia di migliaia di morti inutili in una nazione che è stata colpita più di ogni altro da questa malattia. Per favore, non venite a dirmi che non ci sono conseguenze per queste azioni. Ci sono. Ci sono sempre.
Ora, l'epidemia più stupida in cui siamo in mezzo proprio adesso è la guerra assurda tra i sostenitori dei cibi geneticamente modificati e l'elite del cibo biologico. E' una diatriba idiota. Deve finire. E' una diatriba sulle parole, sulle metafore. È ideologia, non è scienza. Ogni singola cosa che mangiamo, ogni chicco di riso, ogni foglia di prezzemolo, ogni cavoletto di Bruxelles è stato modificato dall'uomo. Vedete, non c'erano mandarini nel giardino dell'Eden. Non c'erano melanzane. Non c'erano neanche gli alberi di Natale. Li abbiamo creati noi. Lo abbiamo fatto nel corso degli ultimi 11mila anni. Qualcosa ha funzionato ed qualcos'altro no. Ed abbiamo eliminato quello che non funzionava. Ora possiamo farlo in modo più preciso. E ci sono dei rischi, certo che ci sono. Ma noi possiamo inserire cose come la vitamina A nel riso, e questo aiuterebbe milioni di persone, milioni di persone, prolungando la loro vita. E non vogliamo farlo? Devo dirvelo, io non lo capisco.
Siamo contrari agli OGM. Perché? Le cose che sento sempre sono: troppi composti chimici, pesticidi, ormoni, monocolture, non vogliamo campi enormi coltivati con la stessa cosa, è sbagliato. Non vogliamo che le compagnie mettano dei brevetti sulla vita. Non vogliamo che le compagnie siano uniche proprietarie dei semi. Sapete qual'è la mia risposta a questo? È sì. Avete ragione. Facciamo qualcosa. È vero, abbiamo un enorme problema alimentare, ma non è scienza. Non ha niente a che fare con la scienza. È legge, moralità, linee guida sui brevetti. Sapete bene che la scienza non è una corporation. Non è una nazione. Non è neanche un'idea; è un processo. È un processo, a volte dà risultati positivi a volte no, ma l'idea che non dovremmo permettere alla scienza di fare il suo lavoro solo perché abbiamo paura è in realtà molto svilente, e sta impedendo a milioni di persone di prosperare.
Sapete, nei prossimi 50 anni saremo costretti a produrre il 70% di cibo in più di quello che produciamo ora, 70 per cento. Questi sono gli investimenti in Africa degli ultimi 30 anni. Vergognoso. Vergognoso. Loro ne hanno bisogno e noi non glielo diamo. Perché? Cibo geneticamente modificato. Non vogliamo incoraggiare le persone a mangiare schifezze come ad esempio la manioca. Mezzo miliardo di persone la mangiano. Assomiglia un po' ad una patata. Ma fornisce solo calorie. Fa schifo. Non ha sostanze nutrienti, non ha proteine, ma gli scienziati stanno trovando il modo di inserirceli proprio in questo momento. Così molte persone potrebbero mangiare e correre meno il rischio di diventare cieche. Non morirebbero di fame, e sapete una cosa? Sarebbe molto bello. Non sarebbe un ristorante di lusso, ma sarebbe molto bello.
Riesco a chiedermi soltanto: perché siamo contro? Voglio dire, chiediamocelo: perché stiamo ostacolando questa cosa? Solo perché non vogliamo spostare i geni qua e là? Si tratta di spostare dei geni. Non si tratta di sostanze chimiche. Non si tratta della nostra ridicola ossessione per gli ormoni, o del nostro desiderio di avere cibo più grande, migliore, più semplice. Non c'entrano i Rice Krispies. Si tratta di salvare la vita delle persone, e sarebbe ora che cominciassimo a capire cosa vuol dire. Perché - volete saperlo? - se non lo capiamo, e continuiamo a comportarci come ci comportiamo adesso, saremo colpevoli di qualcosa di cui non penso vorremmo macchiarci, colonialismo tecnologico. Non c'è altro modo di descrivere quello che sta succedendo. È egoista, è orribile, è davanti a noi, e dobbiamo fermarlo.
Quindi, dopo questa conversazione divertentissima, (Risate) potreste chiedermi: "Vuoi ancora entrare in questa ridicola macchina del tempo ed andare nel futuro?" Certo! Certo che voglio. È bloccata sul presente adesso, ma abbiamo un'opportunità incredibile. Possiamo impostare la macchina del tempo come vogliamo. Abbiamo la possibilità di farla andare dove vogliamo, e la faremo andare davvero dove vogliamo. Dobbiamo fare queste conversazioni, e dobbiamo pensare, ma quando entriamo nella macchina del tempo e andiamo avanti saremo felici di farlo. So che possiamo e, per quanto mi riguarda, penso che il mondo ne abbia bisogno subito.
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Ipotesi su vaccini e autismo, divieti sui cibi modificati, manie di cure a base di erbe: tutte sfruttano la crescente paura (e spesso palese rifiuto) della scienza e della ragione. Questa è l'opinione di Michael Specter, che ci mette in guardia sul fatto che queste mode potrebbero essere disastrose per il futuro dell'umanità.
Michael Specter is a staff writer for the New Yorker. His new book, Denialism, asks why we have increasingly begun to fear scientific advances instead of embracing them. Full bio »
Translated into Italian by Alberto Pagani
Reviewed by Giacomo Boschi
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23:06 Posted: Mar 2010
Views 1,334,961 | Comments 2645
13:25 Posted: Nov 2006
Views 1,805,367 | Comments 379
29:10 Posted: Apr 2007
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