Un giorno una scimmia da un occhio solo entrò nella foresta. Vide una donna sotto un albero che meditava febbrilmente. La scimmia da un occhio solo riconobbe la donna, una Sekhri. Era la moglie di un ancor più famoso Bramino. Per osservarla meglio, la scimmia da un occhio solo salì sull'albero. In quel momento, con un terribile boato, il cielo si aprì. E nello squarcio apparve il dio Indra. Indra vide la donna, una Sekhri. Ah ah. La donna lo ignorò. Allora Indra, attratto da lei, la gettò al suolo. e la violentò. Poi Indra scomparve. (Clap! Clap!). Allora giunse il Bramino, marito della donna. Capì subito cos'era successo. Quindi implorò gli dei per ottenere giustizia. Arrivò allora il dio Vishnu.
"Solo una scimmia da un occhio solo", disse il Bramino.
Orbene, la scimmia da un occhio solo voleva davvero che la donna, la Sekhri, avesse giustizia, così raccontò i fatti proprio come si erano svolti. Vishnu emise la sua sentenza.
"Il dio Indra ha commesso un peccato contro... un Bramino. Che sia chiamato ad espiare i suoi peccati."
Così Indra arrivò, e sacrificò un cavallo. E il risultato fu che un cavallo venne ucciso, un uomo fu assolto dai suoi peccati, l'orgoglio di un Bramino fu placato, una donna... fu rovinata, ed una scimmia da un occhio solo rimase... del tutto confusa rispetto a ciò che gli uomini chiamano giustizia.
In India c'è uno stupro ogni tre minuti. In India, solo il 25 per cento degli stupri viene denunciato alla polizia, e di questo 25 per cento denunciato, solo nel 4 per cento dei casi c'è una condanna. Ci sono moltissime donne che non ottengono giustizia.
E non solo donne. Guardatevi intorno, osservate il vostro paese. Esistono categorie precise di persone che vengono condannate. In Australia sono soprattutto gli aborigeni. In india si tratta di musulmani, di adivasi i nostri aborigeni, o di naxaliti. Negli Stati Uniti sono essenzialmente i neri. Si tratta di una tendenza vera e propria. E i Bramini e gli dei, come nella mia storia, fanno sempre passare la propria verità per La Verità. Mi chiedo: siamo tutti diventati scimmie da un occhio solo anziché due? Abbiamo forse smesso di vedere le ingiustizie?
Buongiorno. (Applausi) Sapete, ho raccontato questa storia circa 550 volte, di fronte al pubblico di 40 paesi, a studenti, alle serate di gala dello Smithsonian, e così via, ed ogni volta tocca qualcosa. Ora, se io mi rivolgessi allo stesso pubblico dicendo: "Nel mio intervento parlerò di giustizia ed ingiustizia." la gente direbbe: "Grazie molte, abbiamo altro da fare." Ed è questo lo strabiliante potere dell'arte.
L'arte può arrivare dove altre cose non arrivano. Non esistono barriere, perché fa breccia nei vostri pregiudizi, fa cadere qualunque cosa usiate come maschera e che vi fa dire: "Io sono questo, io sono quello, io sono quell'altro." No. L'arte si apre un varco in tutto questo. E arriva laddove è impossibile arrivare con altri mezzi. In un mondo in cui l'atteggiamento è difficile da cambiare, abbiamo bisogno di una lingua capace di andare oltre.
Hitler lo sapeva; usò Wagner per far sentire tutti i nazisti speciali ed ariani. Il signor Berlusconi lo sa, dall'alto del suo immenso impero mediatico, televisivo e così via. Come pure i migliori creativi delle agenzie di pubblicità, e coloro che aiutano le grandi multinazionali a venderci cose di cui non abbiamo il minimo bisogno, anche loro conoscono il potere dell'arte.
Io lo capii molto presto. Quand'ero bambina mia madre, che era una coreografa, si imbatté in un fenomeno che la turbò. Si trattava delle giovani spose della regione rurale del Gujarat che si suicidavano perché costrette a portare in dote sempre più soldi alle loro famiglie acquisite. Allora creò una coreografia che vide anche il primo ministro Nehru il quale andò poi a chiederle: "Di cosa si tratta?" Lei glielo spiegò ed egli avviò la prima inchiesta su quella che oggi chiamiamo la 'danza della dote'. Pensate: da una coregorafia scaturì la prima inchiesta su qualcosa che ancora oggi uccide migliaia di donne.
Molti anni dopo, quando lavoravo per il regista Peter Brook nel 'Mahabharata' nel ruolo di una femminista esuberante e sensuale chiamata Draupadi, ebbi un'esperienza simile. Delle donnone del Bronx venivano da me e dicevano: "Ehi, è proprio così!" Poi ci furono le giovani alla moda della Sorbonne, che dicevano: "Madame Draupadi, on n'est pas feministe, mais, ça? Ça!" E le donne aborigene africane che venivano a dirmi: "E' proprio così!" E io pensavo: "Ecco di cosa abbiamo bisogno, per comunicare."
Prima è intervenuto qualcuno dalla Sanità. E anche Devdutt, un medico, ha parlato di salute pubblica. Bene, milioni di persone nel mondo muoiono ogni anno di malattie portate dall'acqua. Perché non hanno acqua potabile, o, in paesi come l'India, le persone non sanno che devono lavarsi le mani dopo essere andati in bagno. Allora cosa fanno? Bevono l'acqua pur sapendo che è sporca, contraggono il colera, la dissenteria, l'itterizia e muoiono. E i governi non sono stati in grado di fornire acqua potabile. Dicono che costruiranno le condutture, ma non succede mai Le multinazionali offre loro macchinari che non possono permettersi. Allora cosa fate? Li lasciate morire?
Beh, qualcuno ha avuto una brillante idea. Un'idea semplice. Un'idea che non avrebbe arricchito nessuno ma che avrebbe difeso la salute a 360 gradi. La maggior parte delle famiglie in Asia e in India possiede abiti di cotone. E' stato scoperto, e l'OMS lo conferma, che un indumento di cotone piegato otto volte può ridurre fino all'80 per cento dei batteri presenti nell'acqua che filtra. Allora perché i governi non lo stanno sbandierando in televisione? Perché non è scritto sui manifesti e divulgato in tutto il terzo mondo? Perché non è remunerativo. Perché nessuno può prenderci una tangente. Ma deve comunque arrivare alla gente. E questo è uno dei modi per farlo arrivare alla gente.
(Video) Donna: Allora comprami uno di quei bei depuratori per l'acqua.
Uomo: Sai che costano molto. So come fare senza nessuna macchina, legno o cucina a gas.
Uomo: Vai a prendere il tuo sari di cotone.
Ragazzo: Nonno, ti prego, dimmi come si fa.
Uomo: Lo dirò a tutti. Abbi pazienza.
Donna: Ecco padre. (Uomo: È pulito?) Donna: Sì, certo.
Uomo: Allora fa come ti dico. Piega il sari otto volte.
Uomo: E tu, conta se lo piega quante volte ho detto. (Ragazzo: D'accordo, nonno.)
Uomo: Pieghiamo una, due, tre, quattro volte. Tutte le impurità dall'acqua vengono tolte.
Coro: Pieghiamo una, due, tre, quattro volte. Tutte le impurità dall'acqua vengono tolte. Pieghiamo cinque, sei, sette, otto volte. Le preoccupazioni per l'acqua da bere sono risolte. Cinque, sei, sette, otto volte. Le preoccupazioni per l'acqua da bere sono risolte.
Donna: Ecco il sari piegato otto volte, padre.
Uomo: Dunque questo è un sari di cotone. E grazie a questo avremo acqua pulita.
Credo si possa dire che tutti noi qui siamo profondamente preoccupati per la spirale di violenza nella vita di tutti i giorni. Mentre le università pianificano corsi per la risoluzione dei conflitti, ed i governi cercano di fermare i tafferugli lungo i confini, noi siamo circondati dalla violenza: nelle strade, nelle case, a scuola, dove un insegnante picchia una studentessa e la uccide perché non ha fatto i compiti, la violenza è dappertutto. Allora perché non si fa nulla per affrontare davvero il problema giorno per giorno?
Noi cerchiamo di far capire ai bambini e ai giovani che la violenza è qualcosa che noi permettiamo, e che noi possiamo fermare, che ci sono altri modi per trasformare davvero la violenza, la rabbia, le frustrazioni in qualcosa di diverso che non danneggi le persone. Beh, questo è un modo per farlo.
(Video) (Risate) Voi siete gente pacifica. I vostri genitori erano persone pacifiche. I vostri nonni erano gente pacifica. Tanta pace in un solo posto? Come potrebbe essere altrimenti?
Ma, se... Sì. E se... Un piccolo gene in voi avesse cercato di farsi strada? Dalle vostre origini in Africa, di generazione in generazione, fosse arrivato a voi, al momento del vostro concepimento. E' un bisogno segreto, nascosto in fondo a voi. E se è in voi, allora è anche in me. Oh cielo.
E' quello che vi ha fatto dare un schiaffo al vostro fratellino, schiacciare uno scarafaggio, graffiare vostra madre. E' una sensazione che sale dal profondo, quando vostro marito torna a casa ubriaco e volete dargli una lezione. Quando volete uccidere quel ciclista mentre andate a lavoro, e impiccare vostro cugino perché è un tale stupido. E i forestieri, bianchi, neri o marroni, vorreste spalmarli di pece, coprirli di piume, e cacciarli a frustate dalla città.
E' quel piccolo gene. E' piccolo e crudele. Troppo piccolo per essere trovato, è il modo innato che avete di proteggervi. Adrenalina, uccidi. Ti darà la volontà. Sì, fareste meglio ad accettarlo, perché non potete allontanarlo. Voi siete V-I-O-L-E-N-T-I. Perché o siete la vittima, o avete il potere, come me.
Addio Abraham Lincoln. Addio Mahatma Gandhi. Addio Martin Luther King. Salve, bande di questo quartiere che uccidete la bande di quel quartiere. Salve governi dei paesi ricchi che vendete armi ai governi dei paesi poveri che non possono nemmeno permettersi di sfamare la gente. Salve civiltà. Salve 21° secolo. Guardate cosa abbiamo... guardate cosa hanno fatto. (Applausi)
L'arte e il cinema ufficiali sono stati usati in tutto il mondo per parlare di temi sociali. Qualche anno fa uscì un film intititolato 'Rang De Basanti', che all'improvviso spinse migliaia di giovani a lavorare come volontari per cambiare la società. In Venezuela, l'eroina di una una delle soap-opera più famose si chiama Crystal. Quando Crystal si ammalò di tumore al seno, più di 75.000 giovani donne andarono a farsi la mammografia. E poi ci furono i 'Dialoghi della vagina', che tutti conosciamo. E ci sono comici di cabaret che parlano di problemi legati al razzismo, all'etnia.
Allora perchè se tutti pensiamo e siamo d'accordo nel dire che abbiamo bisogno di un mondo migliore, che abbiamo bisogno di un mondo più giusto, perché non usiamo quell'unica lingua che ci ha più volte dimostrato di poter abbattere i confini e arrivare alle persone? Ecco cosa voglio dire a chi pianifica il mondo, ai governi, agli strateghi: "Avete usato l'arte come ciliegina sulla torta. Invece deve essere il lievito." Perché [in] ogni programmazione futura se il 2048 è l'anno cui vogliamo arrivare, a meno che l'arte non venga usata dagli scienziati, dagli economisti, da tutti coloro che preparano il futuro, e lo fanno male, non ci arriveremo. A meno che l'arte non penetri davvero [in questo processo], ciò non accadrà.
Cosa chiediamo dunque? Di cosa abbiamo bisogno? Dobbiamo rivedere la nostra idea di pianificatore, di giusto cammino. Ed ammettere che in tutti questi anni di tentativi per creare un mondo migliore, abbiamo fallito. Ci sono più stupri. Più guerre. Più persone che muoiono di malattie banali. Non si può andare avanti così. Ed ecco ciò che voglio. Potete mettere la mia ultima traccia audio per favore?
C'era una volta una principessa che fischiettava come un usignolo. (Fischietta) Suo padre, il re, le disse: "Non fischiare." Sua madre, la regina, le disse: "Ehi, non fischiare." Ma la principessa continuava a fischiettare. (Fischietta)
Gli anni passarono e la principessa crebbe diventando una bellissima ragazza, che fischiettava ancor più superbamente. (Fischietta) Suo padre, il re, le disse: "Chi vorrà sposare una principessa che fischia?" Sua madre, la regina, disse: "Chi vorrà sposare una principessa che fischia?"
Ma il re ebbe un'idea. Proclamò uno Swayamvara [una gara]. Invitò tutti i principi a sfidare sua figlia in una gara di fischiettìo. "Chi batterà mia figlia avrà metà del mio regno e la sua mano!" Il palazzo si riempì presto di principi che fischiettavano. (Fischietta) Alcuni fischiavano male. Atri bene. Ma nessuno poté battere la principessa.
"Cosa faremo ora?" chiese il re. "Cosa faremo ora?" chiese la regina. Ma la principessa disse: "Padre, madre, non disperate. Ho un'idea. Andrò da ognuno di quei giovani e chiederò loro se accettano la sconfitta. E se qualcuno dirà di sì, sarà il mio prescelto."
Così andò da ognuno e chiese: "Accetti che ti io ti abbia sconfitto?" Risposero: "Io? Sconfitto da una donna? Assolutamente no, è impossibile! No no no no no! E' impossibile." Finché infine un principe disse: "Principessa, lo ammetto, mi hai battuto." "Uh uh..." disse lei. "Padre, madre, quest'uomo sarà mia moglie." (Fischietta)
You can share this video by copying this HTML to your clipboard and pasting into your blog or web page. This video will play with subtitles.
You either have JavaScript turned off or have an old version of the Adobe Flash Player. To view this rating widget you
need to get the latest Flash player.
If your browser allows only "trusted sites" to execute Javascript, you should add the "googleapis.com" domain to your whitelist to allow our Flash detection to work properly.
Got an idea, question, or debate inspired by this talk? Start a TED Conversation.
Al TEDIndia Mallika Sarabhai, ballerina, attrice e attivista politica, racconta una storia di iniziazione servendosi della danza e dimostrando che l'arte può essere il modo migliore per cambiare le cose a livello politico, sociale o personale.
As the leader of Darpana, Mallika Sarabhai is a pioneer in using dance and the arts for social change. Full bio »
Translated into Italian by Elisa Boccanera
Reviewed by Silvia Salvagno
Comments? Please email the translators above.
Just follow the guidelines outlined under our Creative Commons license.
This comment will be attributed to . Not ? Sign Out.