Non so voi, ma non ho ancora ben capito cosa la tecnologia significhi nella mia vita. Ho trascorso l'anno scorso pensando a che cosa la tecnologia dovrebbe essere. Dovrei essere a favore della tecnologia? La dovrei accogliere a braccia aperte? Dovrei esserne diffidente? Come voi, sono molto tentato dalle novità Ma d'altro canto, un paio di anni fa Ho dato via tutto ciò che possedevo, venduto tutta la mia tecnologia - tranne una bicicletta - e ho pedalato per 3,000 miglia sulle strade secondarie degli Stati Uniti col potere del mio solo corpo, sospinto soprattutto da Twinkies e merendine.
E da allora ho sempre provato a tenere la tecnologia a distanza in molti modi, così che non diventi padrona della mia vita. Al contempo, gestisco un sito web di gadget fighi nel quale pubblico un'ossessione quotidiana sulle ultime novità della tecnologia. E così sono ancora perplesso su quale sia il vero significato della tecnologia in rapporto all'umanità, alla natura e in rapporto allo spirito. E non sono nemmeno sicuro che sappiamo cosa sia la tecnologia. E una definizione di tecnologia può essere la prima ad essere mai stata scritta. Questo è il primo esempio che riesco a trovare sull'uso moderno della tecnologia. Era il compendio consigliato per studiare le Arti Applicate e la Scienza all'Università Cambride nel 1829.
Prima di allora, ovviamente, la tecnologia non esisteva. Ma ovviamente esisteva. Mi piace una delle definizioni che Alan Kay dà della tecnologia. Tecnologia è qualsiasi cosa che sia stata inventata dopo la tua nascita.
In questo modo, riassumiamo molte cose di cui stiamo parlando. Danny Hillis in realtà ha un aggiornamento di questa definizione: Tecnologia è tutto ciò che non funziona ancora perfettamente.
Definizione che, a mio avviso, entra un po' nel merito della nostra idea attuale di tecnologia. Ma ero interessato ad un'altra definizione di tecnologia. Una definizione che, di nuovo, tornasse a qualcosa di più fondamentale. Qualcosa di più profondo. E mentre mi sforzavo di capirla, ho trovato un modo di inquadrare la domanda che mi sembrava funzionare nelle mie ricerche. E questa mattina ne parlerò per la prima volta. Quindi questo è uno tentativo molto grezzo di pensare ad alta voce.
La domanda che mi venne in mente era questa: "Cosa vuole la tecnologia?" E con essa, non intendo chiedere se vuole cioccolato o vaniglia. Ma intendo chiedere quali sono i suoi trend e inclinazioni intrinseci? Quali sono le sue tendenze nel tempo? Un modo per pensare alla risposta è pensare agli organismi biologici, di cui abbiamo sentito molto parlare. Così come abbiamo sentito parlare del trucco di Richard Dawkins, cioè quello di guardare agli organismi biologici come geni, come veicoli di geni. Quindi Dawkins chiede "Cosa vogliono i geni?" Il gene egoista. E io applico un trucco simile per dire, e se guardassimo all'universo nella nostra cultura attraverso gli occhi della tecnologia? Cosa vuole la tecnologia? Ovviamente, questa è una domanda incompleta, proprio come intendere un organismo come solo un gene è un modo incompleto per osservarlo Tuttavia è un modo molto molto produttivo. Quindi sto cercando di dire, se assumessimo la visione che del mondo ha la tecnologia, cosa vuole? E credo che una volta posta questa domanda dobbiamo tornare indietro, in realtà, alla vita. Perchè ovviamente, se tracciamo le origini della tecnologia sempre più indietro nel tempo, credo che torniamo di nuovo alla vita ad un certo punto.
Quindi ecco da dove voglio iniziare la mia piccola esplorazione, dalla vita. E come avete sentito dagli oratori precedenti, non sappiamo veramente quale vita c'è sulla terra in questo momento. Non ne abbiamo veramente idea. Il tentativo tremendo e brillante di Craig Venter di sequenziare il DNA di ciò che c'è nell'oceano è grande. Il lavoro di Brian Farrell è parte di questo più grande tentativo di scoprire veramente tutte le specie sulla Terra. E una delle cose che dovremmo fare è disegnare una griglia del globo e andare ad ispezionare a caso i punti di intersezione solo per vedere che vita c'è. E se lo facessimo con la nostra piccola sonda marziana, cosa che non abbiamo fatto sulla Terra inizieremmo a vedere delle specie incredibili.
Questo non avviene su un altro pianeta. Queste sono cose nascoste sul nostro pianeta. Questa è una formica che conserva il miele delle sue colleghe nel suo addome. Ognuno di questi organismi che abbiamo descritto - che avete visto grazie a Jamie ed agli altri, queste magnifiche cose -- ciò che fanno, ognuna di loro, è manipolare le regole della vita. Non riesco a pensare ad un singolo principio generale della biologia che non ha una sua eccezione da qualche parte in qualche organismo. Di ogni singola cosa di cui riusciamo a pensare specie se avete ascoltato il discorso di Olivia sulle abitudini sessuali, vi renderete conto che non c'è nulla che possiamo definire vero per tutti gli organismi viventi. Perché ciascuno di loro sta rompendo qualche regola. Questa è una lumaca di mare ad energia solare. E' un nudibranco che ha un cloroplasto incorporato al suo interno da cui deriva la sua energia. Questa ne è un'altra versione. E' un dragone foglia, mentre quello in basso, quello blu, è un giovane esemplare che non ha ancora ingoiato l'acido, non ha ancora assunto il miscuglio stagnante di alghe marroni e verdi nel suo corpo per ottenere energia.
Queste sono manipolazioni, e se guardiamo alla forma generale delle manipolazioni delle regole di vita ci sono, in base al consenso generale, sei regni. Sei diversi macro-approcci: le piante, gli animali, i funghi, i protisti, le piccole cose -- i batteri e i batteri Archaea. Gli Archei. Quelli sono gli approcci generali alla vita. Ed è uno dei modi per osservare la vita sulla Terra oggi.
Ma un modo più interessante, il modo attuale per guardare lontano, è di guardare la vita con una prospettiva evoluzionistica. E qui abbiamo una visuale dell'evoluzione in cui, piuttosto che vedere l'evoluzione attraversare il tempo lineare, la vediamo fuoriuscire dal centro. Così al centro è più primitiva, e questo è un diagramma genealogico di tutta la vita sulla terra. Questi sono sempre gli stessi sei regni. 4,000 specie rappresentative e potete vedere dove siamo noi. Ma ciò che mi piace di questa visuale è che mostra quanto ogni organismo vivente sulla Terra oggi sia ugualmente evoluto. Questi funghi e batteri sono evoluti tanto quanto gli umani. Esistono dallo stesso periodo di tempo e hanno affrontato proprio lo stessa procedura di "prova ed errore" per essere qui. Ma vediamo che ognuno di essi in realtà si comporta come un hacker ed ha un modo diverso per capire come produrre la vita.
E se guardiamo ai trend a lungo termine della vita, se iniziamo a dire "cosa vuole l'evoluzione?" Ci sono diverse cose che vediamo. Una cosa da sottolineare dell'evoluzione è che in qualsiasi punto della Terra siamo mai stati, abbiamo trovato vita. Troviamo vita sul fondo di ogni duratura e distante trivella al centro della roccia che facciamo risalire -- e ci sono batteri nei pori di quella roccia. E dovunque sia la vita, non arretra mai. E' ubiqua e vuole essere di più. Sempre più materia inerte del globo è toccata ed animata dalla vita.
La seconda cosa che vediamo è la diversità. Vediamo anche la specializzazione. Vediamo il movimento da una cellula generica a cellule più specifiche e specializzate. E vediamo uno spostamento verso la complessità che è molto intuitivo. In realtà, abbiamo dati attuali che mostrano come ci sia uno spostamento reale verso la complessità nel tempo. E l'ultima cosa di cui riparlo, questo nudibranco. Una delle cose che vediamo della vita è che si muove dall'interno verso una socialità in aumento. E significa cioè che c'è sempre più vita il cui intero ambiente è costituito da altra vita. Come quelle cellule di cloroplasti -- sono completamente circondate da altra vita. Non toccano mai la materia interna. C'è sempre più co-evoluzione. E così i trend generali e a lungo termine dell'evoluzione sono grosso modo questi cinque: ubiquità, diversità, specializzazione complessità e socializzazione. Considerato questo, mi son detto, "OK, quali sono i trend a lungo termine nella tecnologia?"
E di nuovo la mia domanda è: "Cosa vuole la tecnologia?" E così, ed è notevole, ho scoperto che c'è anche uno spostamento verso la specializzazione. Vediamo che c'è un martello generale e i martelli diventano sempre più specifici nel tempo. Ovviamente c'è diversità. Numeri enormi di cose. Questi sono tutti i contenuti di una casa giapponese. Ho addirittura dato a mia figlia un contatore e le ho dato il compito, l'estate scorsa, di girare e contare il numero di specie tecnologiche nella nostra casa. E ha contato 6,000 diverse specie di prodotti. Ho fatto un po' di ricerche e ho scoperto che il Re d'Inghilterra, Enrico VIII, aveva solo circa 7,000 oggetti nella sua abitazione. Ed era il Re d'Inghilterra, e quella cifra rappresentava l'intera ricchezza del Regno Unito all'epoca. Quindi stiamo vedendo numeri altissimi di diversità, nelle tipologie di cose.
Questa è una scena di Star Wars, quando 3PO arriva e vede macchine che producono macchine. Che depravazione! Beh, questo è in realtà ciò verso cui ci stiamo dirigendo: macchine globali. E la tecnologia circondata solo da altre tecnologie. La maggior parte delle macchine entrerà in contatto solo con altra tecnologia e non con una non-tecnologia e nemmeno con la vita.
In terzo luogo, l'idea che le macchine stiano diventando biologiche e complesse è a questo punto uno stereotipo. E sono felice di dire che ero parzialmente responsabile di quello stereotipo secondo il quale le macchine stanno diventando biologiche, ma è alquanto evidente. Quindi i principali trend nell'evoluzione tecnologica sono in realtà gli stessi dell'evoluzione biologica. Le stesse spinte che vediamo verso l'ubiquità, la diversità, la socializzazione, la complessità. Questa forse non è una grande sorpresa perchè se mappiamo, per esempio, l'evoluzione delle armature, potremmo addirittura seguire un certo tipo di albero evoluzionistico-cladistico. Suggerisco, infatti, che la tecnologia sia il settimo regno della vita. Che le sue operazioni ed il suo modo di funzionare siano così simili che possiamo considerarla come un settimo regno. E così sarebbe approssimativamente lì sopra, che fuoriesce dal regno animale. E se la considerassimo così, ci renderemmo conto che potremmo anche approcciarci alla tecnologia in questo modo.
Questo è Niles Eldredge. Ha sviluppato insieme a Stephen Jay Gould, la teoria degli equilibri punteggiati. Ma in parallelo, colleziona cornette. Ha una delle collezioni più grandi al mondo -- circa 500. E ha deciso di trattarle come se fossero trilobiti, o lumache, e di farne un'analisi morfologica per provare a derivarne la loro storia genealogica nel tempo. Questo è il suo diagramma, che non è stato ancora pubblicato. Ma l'aspetto più interessante di questa cosa è che se si guardano quelle linee rosso in basso, esse indicano in pratica una parentela di un tipo di cornetta che non viene più fabbricata. Ciò non accade in biologia. Quando qualcosa si estingue, non puoi averla come tuo parente. Ma questa cosa avviene in tecnologia. E succede che questa cosa sia così distintiva che puoi persino guardare quest'albero e puoi usarlo per determinare che questo è un sistema tecnologico, opposto a un sistema biologico.
Infatti, l'idea di far risorgere vecchie idee è così importante che ho iniziato a pensare a cosa succede con la vecchia tecnologia. E succede che in realtà le tecnologie non muoiono. Così ho suggerito quest'idea ad uno storico della scienza e lui ha detto "Beh, ma allora che dire - suvvia - della macchine a vapore? Quelle non si vedono più in giro". Beh, in realtà, ci sono. Infatti sono così in giro che puoi comprare nuovi pezzi di ricambio per un'automobile a vapore Stanley. Questo è il sito web di un tipo che vende nuovi pezzi di ricambio per l'automobile Stanley. E ciò che mi è piaciuto è questa specie di pulsante "acquista in un click"
per comprare valvole a vapore. Voglio dire, le macchine a vapore erano solo -- erano realmente qui. E così ho iniziato a pensare che, beh, forse si trattava di un caso. Forse dovevo riprovarci in maniera più conservativa.
Così ho preso il grande catalogo Montgomery Ward del 1895 e l'ho sfogliato a caso. E ho scelto una pagina -- in realtà non era una pagina a caso -- ma ho scelto una pagina più difficile delle altre perchè molte di queste pagine sono piene di cose che sono ancora in produzione. Ma ho scelto questa pagina e mi son detto, quante di queste cose sono ancora prodotte? E non come pezzi di antiquariato. Voglio sapere quante di queste cose sono ancora in produzione. E la risposta è: tutte. Tutte sono ancora in produzione. Quindi abbiamo smerigliatrici di grano. Non so chi abbia bisogno di una smerigliatrice di grano. Dunque, smerigliatrici di grano -- ma anche aratri, ventilatori da mulino, tutte queste cose. E non sono, lo ripeto, pezzi di antiquariato. Sono cose che puoi ordinare. Puoi andare sul web ed acquistarle ora, nuove di zecca. Quindi in un certo senso le tecnologie non muoiono. Infatti puoi comprare, per 50 dollari, un coltello dell'età della pietra fatto esattamente nel modo in cui venivano fabbricati 10,000 anni fà. E' corto, ha il manico di osso, 50 dollari. E infatti, ciò che è importante è che quest'informazione non è mai in realtà morta. Non è che è stata ripescata. Ha continuato ad esistere tutto questo tempo. E in Papua Nuova Guinea facevano accette di pietra fino a due decenni fà, semplicemente come pratica di tutti i giorni.
Anche quando proviamo a sbarazzarci di una tecnologia, è molto difficile. Abbiamo tutti sentito parlare degli Amish che rinunciano alle macchine. Abbiamo sentito dei giapponesi che rinunciavano alle pistole. Abbiamo sentito questo e quello, ma sono andato indietro e ho preso quello che potuto trovare, gli esempi storici in cui ci sono state delle misure proibizionistiche sulla tecnologia, e poi ho provato a capire quando le tecnologie sono ritornate, perchè sono sempre riuscite a ritornare. E avviene che il periodo di tempo, la durata in cui venivano dichiarate fuorilegge e proibite è diminuita nel tempo. E ho scoperto che, in poche parole, puoi ritardare la tecnologia, ma non la puoi uccidere. Questo ha un senso, perchè in un certo modo la cultura è un'accumulo di idee. Ecco perché esiste. Così che le idee non possano morire. E quando lo accettiamo, accettiamo l'idea di cosa la cultura stia facendo e la aggiungiamo alla traiettoria a lungo termine -- di nuovo, nell'evoluzione della vita -- troviamo che ogni esempio -- ciascuna delle principali transizioni di vita -- riguarda in realtà l'accelerare ed il cambiare il modo in cui l'evoluzione avviene. Stanno in realtà cambiando il modo in cui le idee sono generate.
Quindi tutti questi passi nell'evoluzione stanno aumentando, in pratica, l'evoluzione della possibilità di evolvere. Quindi quello che sta succedendo, nel tempo, nella vita è che i modi in cui generiamo queste nuove idee, queste nuove modifiche, stanno aumentando. E i veri trucchi sono modi in cui puoi esplorare il modo di esplorare. E poi quel che vediamo nella singolarità, quella profetizzata da Kurzweil e altri, la sua idea che la tecnologia stia accelerando l'evoluzione. Sta accelerando il modo nel quale cerchiamo le idee. Quindi se manipoli la vita - la vita è cambiamento, il gioco della sopravvivenza - allora l'evoluzione è un modo per estendere il gioco cambiando le regole del gioco. E la tecnologia non è altro che modi migliori per evolvere. Questo è ciò che chiamiamo un gioco infinito. Questa è la definizione di gioco infinito. Un gioco finito si gioca per vincere, e un gioco infinito si gioca per continuare a giocare. E credo che la tecnologia sia in realtà una forza cosmica.
Le origini della tecnologia non sono nel 1829, ma all'inizio del Big Bang, e in quel momento tutti i miliardi di stelle nell'universo erano compresse. L'intero universo era compresso in un piccolo punto quantico, ed era così stretto lì dentro che non c'era alcuno spazio per alcuna differenza. Questa è la definizione. Non c'era alcuna temperatura. Non c'era alcuna differenza. E in quel momento il Big Bang ha espanso il potenziale per la differenza. Così mentre si espande e le cose si espandono, ciò che abbiamo è la potenzialità di differenze, diversità, opzioni, scelte, opportunità, possibilità e libertà. Che sono in pratica la stessa cosa. E queste sono le cose che la tecnologia ci porta. E' ciò che la tecnologia ci sta portando: scelte, possibilità, libertà. Ecco di che cosa si tratta. E' l'espansione di spazio che permette le differenze. E così un martello, quando afferriamo un martello, ecco che cosa stiamo afferrando. Ed ecco perchè continuiamo ad afferrare la tecnologia: perchè vogliamo quelle cose. Quelle cose sono buone. Differenze, libertà, scelte, possibilità. E ogni volta che troviamo posto per una nuova opportunità, stiamo creando una piattaforma per farne di nuove
E credo che sia davvero importante. Perchè possiamo immaginare Mozart prima che la tecnologia del pianoforte fosse inventata, che gran perdita per la società che sarebbe stata. Immaginiamo Van Gogh nato prima delle tecnologie di pitture ad olio economiche. Immaginiamo Hitchcock prima delle tecnologie del cinema. Da qualche parte, oggi, ci sono milioni di bambini che nascono la cui tecnologia per l'espressione di sè non è stata ancora inventata. Abbiamo un obbligo morale ad inventare la tecnologia che dia ad ogni persona sul globo il potenziale di realizzare la propria vera diversità. Vogliamo un triliardo di ziliardi di specie di individui unici. Questo è ciò che la tecnologia vuole davvero.
Salterò alcune delle obiezioni perché non ho le risposte al perché ci sia la deforestazione. Non ho una risposta al fatto che ci sono, sembrano esserci, tecnologie malvagie. Non ho una risposta a come questo impatti sulla nostra dignità, oltre che suggerire che forse il settimo regno, dal momento che è così vicino a che cosa sia la vita, forse possiamo riportarlo e farci aiutare da esso a monitorare la vita. Forse in un certo senso ciò che stiamo provando a fare con la tecnologia è trovarle una buona casa. E' una cosa terribile spruzzare il DDT sui campi di cotone, ma è una cosa molto buona da usare per eliminare milioni di decessi per malaria in un piccolo villaggio.
La nostra umanità è in realtà definita dalla tecnologia. Tutte le cose che pensiamo ci piacciano davvero dell'umanità sono guidate dalla tecnologia. Questo è il gioco infinito. E' di questo che stiamo parlando. Vedete, la tecnologia è un modo per evolvere l'evoluzione. E' un modo per esplorare possibilità e opportunità e creare di più. Ed è in realtà un modo di giocare il gioco, di giocare tutti i giochi. Questo vuole la tecnologia. Quindi quando penso a cosa voglia la tecnologia, penso che abbia a che fare col fatto che ogni persona qui, e ci credo realmente, ogni persona qui abbia un compito. E il vostro compito è trascorrere la vostra vita scoprendo quale sia il vostro compito. Questa natura iterativa è il gioco infinito. E se giochi bene, riuscirai a coinvolgere altre persone così che anche il gioco si estenda e continui anche quando non ci sei più. Quello è il gioco infinito. E la tecnologia è il medium col quale giochiamo a quel gioco infinito. Penso quindi che dovremmo accogliere la tecnologia perché è una parte essenziale del nostro viaggio per scoprire chi siamo.
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L'appassionato di tecnologia Kevin Kelly chiede "Cosa vuole la tecnologia?" e scopre che il suo movimento verso l'ubiquità e la complessità è molto simile all'evoluzione della vita.
Kevin Kelly has been publisher of the Whole Earth Review, exec editor at WIRED, founder of visionary nonprofits, and writer on biology and business and "cool tools." He's admired for his new perspectives on technology and its relevance to history, biology and religion. Full bio »
Translated into Italian by Adele Savarese
Reviewed by Leonardo Poggi
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19:34 Posted: Jul 2008
Views 696,450 | Comments 221
22:56 Posted: Nov 2006
Views 1,215,019 | Comments 175
16:03 Posted: Oct 2007
Views 441,062 | Comments 95
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