Con questo desiderio non posso non pensare a quando eri bambino e tu-- e i tuoi amici ti chiedevano se un genio -- ti desse un solo desiderio, quale sarebbe? E io ho sempre risposto. "Esprimerei il desiderio di avere -- la saggezza di sapere esattamente cosa desiderare." a quel punto però saresti fregato perchè sapresti cosa desiderare però hai già utilizzato il tuo unico desiderio. E ora, visto che abbiamo solo un desiderio -- a differenza dello scorso anno che ne avevano tre -- Non desiderò quello.
Parliamo di quello che vorrei, che è la pace nel mondo. E lo so cosa state pensando. State pensando, povera ragazza -- pensa di essere a un concorso di bellezza. Non lo è. Si trova a TED Prize. Ma io, credo davvero che abbia un senso, e credo che il primo passo verso la pace nel mondo sia che la gente si conosca. Nel corso degli anni ho conosciuto molte persone diverse e ho filmato alcuni di loro -- da un esecutivo per un'azienda dot-com a New York che voleva conquistare il mondo ad un ufficiale militare della stampa in Qatar che preferiva non conquistare il mondo. Se avete il film "Control Room", potrete un pò capire il perchè. Grazie. (Applausi) Wow! Alcuni di voi l'hanno visto. Stupendo. Stupendo.
Fondamentalmente quello di cui vorrei parlare oggi è un modo che permetta alle persone di viaggiare, di conoscere gente in un modo diverso -- perchè non si può viaggiare in tutto il mondo nello stesso momento. E molto tempo fa -- circa 40 anni fa, mia mamma ha ospitato una studentessa di scambio. E ora vi mosterò alcune foto di questa studentessa. Questa è Donna. Questa è Donna alla Statua della Libertà. Queste sono mia madre e mia zia che insegnano a Donna come andare in bicicletta. Questa è Donna che mangia un gelato. E questa è Donna che insegna a mia zia una danza filippina. Ora io credo davvero che visto che il mondo sta diventando sempre più piccolo, diventa sempre più importante che impariamo le danze l'uno dell'altro, incontrasi e conoscersi, essere capaci di trovare un modo per attraversare le frontiere, capirci l'un l'altro, capire le speranze e i sogni degli altri ciò che ci fa ridere e ciò che ci fa piangere. E so che non tutti possiamo partecipare a programmi di scambio, e non posso obbligare tutto il mondo a viaggiare. Ho già parlato di questo con Chris e Amy, e loro hanno detto che c'è un problema in questo piano. Non si può obbligare qualcuno che ha libero arbitrio, e sono totalmente d'accordo. Quindi non stiamo obbligando le persone a viaggiare. Ma vorrei parlare di un altro modo di viaggiare che non richiede una nave o un aereo, ma richiede solo una cinepresa, un proiettore e uno schermo. E questo è ciò di cui vi parlerò oggi.
Mi è stato chiesto di parlare un pò delle mie radici e Cameron, non so come hai fatto a riuscire a salvarti, ma credo che costruire ponti sia importante per me a causa di dove provengo. Sono figlia di madre americana e padre egiziano, libanese e siriano. Quindi sono il prodotto vivente dell'unione di due culture. Nessun gioco di parole. E mi hanno anche chiamato -- in quanto donna americana, egiziana, libanese e siriana con un nome persiano -- la Crisi di pace del Medio Oriente.
Quindi forse per me iniziare a scattare foto rappresentava un metodo per unire entrambi i lati della mia famiglia, un modo per portare con me questi due mondi, un modo per raccontare storie visualmente. Tutto è cominciato così circa, ma credo di aver veramente capito il potere dell'immagine quando per la prima volta mi sono recata al villaggio degli spazzini in Egitto. Quando avevo circa 16 anni, mia madre mi ci ha portato. è una donna che crede fortemente nel servizio comunitario e aveva deciso che questo era qualcosa che io dovevo fare e quindi sono andata lì e ho conosciuto delle donne meravigliose. C'erano persone che -- c'era un centro lì dove insegnavano alle persone a leggere e scrivere e a vaccinarsi contro le numerose malattie che si possono contrarre rovistando nella spazzatura. E ho iniziato a insegnare lì. Insegnavo inglese e ho conosciuto delle donne meravigliose. Ho conosciuto persone che vivevano con altre sette persone in una stanza, che potevano a malapena permettersi la cena, ma nonostante questo vivevano con questa forza di spirito e con un gran senso dell'umorismo E avevano queste incredibili qualità.
Sono stata attirata da questa comunità e ho iniziato a scattare foto lì. Ho scattato foto di matrimoni e dei membri più anziani della famiglia, cose di cui volevano tenere il ricordo. Circa due anni dopo che ho iniziato a scattare queste foto, la Conferenza dell'ONU su Popolazione e Sviluppo mi ha chiesto di mostrarle alla conferenza. Avevo 18 anni, ero molto emozionata Era la mia prima mostra di foto ed erano tutte appese lì, e dopo circa due giorni, sono state tolte tutte eccetto tre. Le persone erano molto infastidite, molto arrabbiate che stavo mostrando questo lato sporco del Cairo, e perchè non avevo tagliato dalla foto l'asino morto? E mentre me ne stavo seduta lì, mi sono sentita molto depressa. Osservavo questo grande muro vuoto con solo tre fotografie che erano fotografie molto belle, però sentivo di aver fallito. Ma vedevo questo emozioni e questi sentimenti intensi che erano sorti nelle persone vedendo queste fotografie. Voglio dire, ero lì, questa ragazzina di 18 anni che nessuno voleva ascoltare, e all'improvviso ho appeso queste fotografie al muro e ci sono state discussioni, e hanno dovuto toglierle. E allora ho visto il potere dell'immagine. Ed era incredibile. E la reazione più importante che ho visto è che effettivamente quelle persone non si sarebbero mai recate in quel villaggio di spazzini non avrebbero mai visto come può prosperare lo spirito umano in circostanze così difficili. E credo che sia stato in quel momento che ho deciso che volevo utilizzare la fotografia e i film per in qualche modo costruire dei ponti, unire le culture, unire le persone, attraversare le frontiere E questo è stato ciò che mi ha fatto iniziare.
Ho lavorato per MTV, ho fatto un film chiamato Startup.com, e poi nel 200 circa --ho fatto un paio di film musicali -- ma nel 2003, quando stava per iniziare la guerra in Iraq, sentivo -- era un sentimento surreale per me perchè prima che iniziasse la guerra, c'era una sorta di guerra dei media in atto. E io stavo guardando la TV a New York e sembrava esserci solo un punto di vista che veniva mostrato, e andava da -- la copertura andava dal Dipartimento di Stato degli USA alle truppe stazionate e quello che la gente -- ciò che veniva trasmesso dalle notizie era che ci sarebbe stata questa guerra pulita e bombardamenti di precisione, e gli iracheni avrebbero accolto gli americani come liberatori gettando fiori ai loro piedi per le strade di Baghdad. E io sapevo che c'era una situazione completamente diversa in svolgimento in Medio Oriente dove si trovavano i miei parenti. Sapevo che lì c'era una storia completamente diversa che veniva raccontata, e pensavo, come possono le persone comunicare l'una con l'altra se ricevono messaggi completamente diversi e nessuno sa cosa sta dicendo l'altro? Come possono le persone raggiungere una comprensione comune o sapere come muoversi insieme nel futuro? Così capiì che dovevo andare lì. Volevo solo stare al centro. Non aveva un piano. Non avevo finanziamenti. A quel tempo non avevo neanche una videocamera. Chiesi a qualcuno di portarmela lì perchè volevo avere accesso a Al Jazeera, il canale preferito di George Bush e un posto su cui ero molto curiosa perchè non piace a molti governi del mondo arabo ed è anche chiamato il portavoce di Osama Bin Laden da alcune persone del governo degli Stati Uniti.
Quindi pensavo, questa stazione che è odiata da così tante persone, deve fare qualcosa di giusto. Devo andare a vedere di cosa si tratta. E volevo anche andare al Comando Centrale, che distava 10 minuti, e in quel modo potevo accedere a come venivano create queste notizie dal lato arabo per il mondo arabo, e dal lato americano per gli Stati Uniti.
E quando sono andata lì, mi sono seduta e ho conosciuto queste persone che erano al centro di tutto questo e stavo seduta con questi personaggi, ho conosciuto alcune persone sorprendenti e molto complesse. E vorrei condividere con voi un pò di questa esperienza di quando ti siedi con qualcuno e li riprendi, e li ascolti, e concedi loro più di 5 secondi, emerge la sorprendente complessità delle persone.
Sameer Khader: nessuna novità. Iraq, e poi Iraq, e ancora Iraq. Ma che rimanga tra noi, se mi offrissero un lavoro alla Fox, lo accetterei. Per cambiare l'incubo arabo nel sogno americano. Ho ancora quel sogno. Forse non sarò mai in grado di realizzarlo. Ma ho dei progetti per i miei figli. Quando finiranno il liceo, li manderò in America a studiare. Pagherò per i loro studi. E loro staranno lì. Josh Rushing: la notte che hanno mostrato i prigionieri di guerra e i soldati morti -- Al Jazeera li ha mostrati -- è stato importante perchè l'America non mostra questo tipo di immagini. La maggior parte dei notiziari in America non mostra immagini davvero cruente e questo mostrava soldati americani in uniforme sparsi al suolo, un freddo pavimento piastrellato. è stato rivoltante. è stato assolutamente rivoltante. mi sono sentito male di stomaco. E poi quello che mi ha colpito è stato che, la notte prima, c'era stato una sorta di bombardamento a Basra, e Al Jazeera aveva mostrato immagini della gente. Erano ugualmente, se non di più, terrificanti di queste. E ricordo di averle viste nell'ufficio di Al Jazeera e ho pensato tra me e me,"Wow, è disgustoso. è terribile." E poi di esserme andato, probabilmente a cenare o altro. E non mi aveva colpito così tanto. Quindi -- l'impatto che ha avuto su di me, realizzare che avevo appena visto persone dell'altro lato, e quelle persone nell'ufficio di Al Jazeera devono essersi sentite come mi ero sentito io quella sera. E mi ha turbato profondamente non essere sconvolto come lo ero la notte prima. Questo mi ha fatto odiare la guerra. Ma non mi ha fatto credere che viviamo in un mondo che può vivere senza guerra.
Jehane Noujaim: sono stata travolta dalla reazione verso il film, perchè non sapevamo se saremmo riusciti a farlo uscire. Non avevamo finanziamenti. Fummo incredibilmente fortunati che fosse selezionato, e quando abbiamo mostrato il film sia negli Stati Uniti che nel mondo arabo abbiamo ricevuto delle reazioni incredibili. è stato stupendo vedere come le persone fossero toccate da questo film. Nel mondo arabo -- non furono toccati tanto dal film, quanto piuttosto dai personaggi. Voglio dire, Josh Rushing era questa incredibilmente complessa persona che stava pensando a molte cose. E quando ho mostrato il film in Medio Oriente la gente ha detto -- la gente voleva incontrare Josh. Lui in un certo senso ci ha redefinito come popolazione americana. lui -- la gente ha iniziato a, sapete, chiedermi, dove è questo ragazzo ora? Al Jazeera gli ha offerto un lavoro. E Sameer, dall'altra parte, era un personaggio abbastanza interessante da osservare per il mondo arabo, perchè faceva emergere le complessità di questa relazione di amore/odio che il mondo arabo ha con l'Occidente.
Negli Stati Uniti, sono rimasta sconvolta dalle motivazioni, dalle motivazioni positive del popolo americano quando hanno visto questo film. Sapete, eravamo stati criticati all'estero per credere che fossimo in qualche modo i salvatori del mondo però l'altro lato è che in effetti, quando le persone vedono davvero cosa accade all'estero e le reazioni della gente ad alcune delle nostre politiche estere, sentiamo questo povero di dover -- sentiamo come se dovessimo avere il potere di cambiare le cose. E ho visto questo con il pubblico. Questa donna mi si avvicina dopo la proiezione e mi ha detto, "Sai, so che è difficile a credersi, ho visto le bombe che venivano caricate sugli aerei, ho visto i militari andare in guerra. Ma tu non capisci la rabbia della gente verso di noi fin quando non vedi le persone negli ospedali e le vittime di guerra, e come ne usciamo da questa bolla?
Come possiamo capire quello che sta pensando l'altra persona?" Ora, io non so se un film può cambiare il mondo, però so che inizia -- conosco il potere che -- so che fa sì che la gente inizi a pensare a come cambiare il mondo.
Ora, io non sono una filosofa, quindi non credo che dovrei approfondire troppo questo argomento ma mostrarvi -- lasciare che il film parli da solo e vi porti in quest'altro mondo. Perchè io credo che i film abbiano l'abilità di farvi attraversare le frontiere. Vorrei solo che vi rilassiate e proviate per un paio di minuti l'esperienza di essere trasportati in un altro mondo. E queste clip vi portano all'interno di due dei più difficili conflitti che affrontiamo oggi giorno.
Uomo 1: fin quando ci sarà l'ingiustizia, qualcuno deve fare un sacrificio!
Donna 1: quello non è sacrificio, è vendetta! Se uccidi, non c'è differenza tra vittima e occupante.
Uomo 1: se avessimo aerei, non avremmo bisogno di martiri, questa è la differenza.
Donna: la differenza è che l'esercito israeliano è ancora forte.
Uomo: e allora saremo uguali nella morte. Abbiamo ancora il paradiso.
Donna: non c'è nessun paradiso! esiste solo nella tua testa!
Uomo: Dio ce ne scampi, Dio ce ne scampi! Che Dio ti perdoni. Se tu non fossi la figlia di Abu Azzam... Comunque, preferisco avere il Paradiso nella mia testa che vivere in questo inferno! In questa vita, siamo morti comunque.
Uomo: uno sceglie l'amarezza solo quando l'alternativa è ancora più amara.
Donna: E che ne è di noi?Di quelli che rimangono? Vinceremo così? Non vedi che quello che stai facendo è distruggerci? E che dai ad Israele una scusa per continuare?
Uomo: quindi senza una scusa, Israele si fermerà?
Donna: Forse. Dobbiamo trasformarla in una guerra morale.
Uomo: Come, se Israele non ha morale?
George: mia moglie Ayelet mi ha chiamato e ha detto, "C'è stato un attentato suicida a Tel Aviv."
Ayelet: Cosa sai delle vittime? Stiamo cercando tre ragazze.
George: non abbiamo informazioni
Ayelet: una ferita è qui, ma non sappiamo nulla delle altre tre.
George: ho detto,"Ok, quella è Bat-Chen, è mia figlia." "Siete sicuri che è morta?" Hanno risposto sì.
Tzvika: quel giorno, alle 6:30 circa stavo andando al supermercato con mia moglie e le mie figlie. quando siamo arrivati lì.... abbiamo visto tre jeep dei militari israeliani parcheggiate dall'altra parte della strada. Quando siamo passati davanti alla prima jeep... hanno aperto il fuoco contro di noi. E mia figlia Christine di 12 anni è rimasta uccisa nella sparatoria.
George: ma c'è un insegnate che ha l'incarico? Tzvika: Sì, ho degli assistenti. Ho a che fare con i bambini tutto il tempo.
Tzvika: all'inizio, ho pensato che fosse un'idea strana. Ma dopo averci pensato logicamente, non ho trovato nessuna ragione per cui non incontrarli e fargli conoscere la nostra sofferenza.
George: ci sono molte cose che mi hanno toccato. Vediamo che ci sono palestinesi che hanno sofferto molto, che hanno perso figli, e ancora credono nel processo per la pace e nella riconciliazione. Se noi che abbiamo perso ciò a cui tenevamo di più possiamo parlare l'uno con l'altro e aspettare un futuro meglio, allora anche tutti gli altri devono farlo.
Uomo: la canzone è qualcosa che abbiamo utilizzato per comunicare alle persone che altrimenti non avrebbero capito da dove proveniamo Potete fargli un lungo discorso politico ma ancora non capirebbero. Ma vi dico, quando finisce quella canzone le persone diranno, "Dannazione, ora so da dove venite voi neri. So da dove provenite voi ragazzi. Morte all'apartheid!"
Narratore: si tratta della lotta per la libertà ... si tratta di quei bambini che sono scesi per le strade, lottando, urlando, "Liberate Nelson Mandela!" Si tratta dei sindacati che hanno messo giù i loro strumenti e hanno chiesto la libertà. Sì.Sì! Libertà!
Jehane Noujaim: penso che tutti abbiamo provato l'esperienza di stare seduti al cinema in una stanza buia con altri estranei, guardando un film molto forte, e aver provato quella sensazione di trasformazione. E quello di cui sto parlando è -- quello di cui vorrei parlare è come utilizzare quella sensazione per creare davvero un movimento attraverso il cinema? C'è un --voglio dire, ho ascoltato le discussioni della conferenza, e Robert Wright ieri ha detto che se noi abbiamo comprensione per l'umanità di un'altra persona, allora loro ne avranno per la nostra. è di questo che si tratta. si tratta di unire le persone attraverso il cinema, diffondere queste voci indipendenti. Ora, Josh Rushing alla fine ha lasciato l'esercito e ha accettato un lavoro da Al Jazeera, pensa che lavorando ad Al Jazeera International può davvero utilizzare i media per creare un ponte tra l'oriente e l'occidente. E questa è una cosa meravigliosa. Ma ho cercato di pensare ai modi con cui dare potere a queste voci indipendenti, dare potere ai produttori cinematografici, per dare potere alle persone che stanno cercando di utilizzare il cinema per un cambiamento. E ci sono delle incredibili organizzazioni che lo stanno già facendo. C'è Witness, di cui avete sentito parlare prima. C'è Just Vision, che sta lavorando con palestinesi e israeliani che lavorano per la pace, documentano questo processo fanno interviste e utilizzano questo film per portarlo al Congresso e mostrare che si tratta di uno strumento potente, per mostrare che c'è una donna la cui figlia è stata uccisa in un attacco, e crede comunque che ci siano dei metodi pacifici per risolvere questo conflitto. C'è Working Films e c'è CurrentTV, che è un'incredibile piattaforma per le persone di tutto il mondo perchè possano -- sì, voglio dire, è meraviglioso. L'ho visto e -- sono rimasta colpita dal suo potenziale di unire le voci da tutto il mondo, voci indipendenti da tutto il mondo, e creare una televisione veramente democratica e globale.
Quindi cosa possiamo fare per creare una piattaforma per queste organizzazioni, per creare un momentum, per far sì che tutti nel mondo siano coinvolti in questo movimento? Vorrei che immaginassimo per un secondo -- immaginate un giorno in cui tutte le persone del mondo si riuniscono. Ci sono città, villaggi e cinema di tutto il mondo che si uniscono, e siedono al buio e condividono l'esperienza comune di guardare un film, o un paio di film, insieme. Guardano un film che forse mette in risalto un personaggio che sta lottando per vivere, o semplicemente un personaggio che sfida gli stereotipi. racconta una barzelletta, canta una canzone. Commedie, documentari, cortometraggi. Questo meraviglioso potere può essere usato per cambiare le persone e unirle, per superare le frontiere e far sì che le persone sentano che stanno condividendo un'esperienza comune. Quindi se voi immaginate questo giorno in cui in tutto il mondo ci sono teatri e posti dove proiettiamo film. Se immaginate -- proiettare da Times Square a Tahir Square al Cairo, lo stesso film a Ramallah, lo stesso film a Gerusalemme. Sapete potremmo anche utilizzare -- stiamo parlando con un mio amico di utilizzare un lato della Grande Piramide e della Grande Muraglia Cinese. C'è -- è infinito ciò che potete immaginare per quanto riguarda i luoghi dove proiettare film e dove poter condividere quest'esperienza comune. E io credo che questo un giorno, se lo creiamo, questo un giorno potrà creare un momentum per tutte queste voci indipendenti. Non c'è un posto -- non c'è un'organizzazione che sta collegando le voci indipendenti del mondo perchè si diffondano, e ancora ho sentito durante questa conferenza che il pericolo più grande del nostro futuro è la mancanza di capire l'altro e avere rispetto reciproco verso gli altri e oltrepassare le frontiere. E se un film può farlo, e se riusciamo ad ottenere tutte queste diverse postazioni nel mondo per guardare questi film insieme, quello potrebbe essere un giorno straordinario.
In effetti abbiamo già stabilito una collaborazione, attraverso uno -- attraverso qualcuno della comunità di TED, John Camen, mi ha presentato Steven Apkon, dal Jacob Burns Film Center. E abbiamo iniziato a chiamare molte persone E la scorsa settimana, ci hanno risposto in tanti da Palo Alto alla Mongolia e all'India. Ci sono persone che vogliono far pare di questa giornata mondiale di film, per riuscire a fornire una piattaforma per le voci indipendenti e per diffondere i film indipendenti. Ora, abbiamo pensato a un nome per questa giornata e vorrei condividerlo con voi. La parte più incredibile di tutto questo processo è stata condividere le idee e i desideri, e quindi vi invito a scambiarvi le idee su come -- come sarà questa giornata nel futuro? Come possiamo utilizzare la tecnologia in modo che questa giornata influenzi il futuro, così che possiamo creare comunità e che queste comunità lavorino insieme, attraverso internet? C'è stato un giorno -- c'è stata un'epoca, moltissimi anni fa, in cui tutti i continenti erano uniti. E chiamarono quella massa Pangea. Quindi mi piacerebbe chiamare questa giornata Pangea Cinema Day. E se voi solo immaginate che tutte queste persone in tutte queste città guarderanno, allora credo che possiamo davvero creare un movimento per far sì che la gente si comprenda meglio l'un con l'altra.
So che è molto intangibile, toccare il cuore e l'anima della gente, ma l'unico modo che conosco per farlo. l'unico modo che conosco per arrivare al cuore e all'anima di qualcuno in tutto il mondo è mostrare loro un film. E so che ci sono produttori cinematografici indipendenti là fuori che possono davvero farlo accadere. E questo è il mio desiderio Quindi credo che dovrei esprimervi il mio desiderio in una sola frase, ma siamo fuori tempo.
Chris Anderson: questo è un desiderio incredibile. Pangea Cinema -- il giorno in cui il mondo si riunisce.
JN: è più tangibile della pace del mondo, e certamente più immediato. Però sarebbe il giorno in cui il mondo si riunisce attraverso il cinema, il potere del cinema.
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In questo speranzoso talk, Jehane Noujaim svela il suo desiderio: riunire il mondo per un giorno attraverso il potere dei film.
2006 TED Prize winner Jehane Noujaim is the gutsy filmmaker responsible for Control Room, an astonishing documentary about Al Jazeera's coverage of the Iraq war and the contrasting notions of truth expressed in the US media. Full bio »
Translated into Italian by Elena Intra
Reviewed by Alessio Di Stasio
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21:56 Posted: Apr 2007
Views 378,187 | Comments 91
17:36 Posted: Sep 2007
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15:31 Posted: Aug 2007
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