Faccio due cose: progetto computer portatili e studio cervelli. E il discorso di oggi riguarda i cervelli e, Urrà, da qualche parte là fuori ho un tifoso del cervello (Risate) Sto per, se posso avere la mia prima diapositiva qui potrete vedere il titolo del mio discorso e le mie due affiliazioni. Quindi, ciò di cui parlerò è il motivo per il quale non abbiamo una buona teoria del cervello, perché è importante doverne svilupparne una e ciò che possiamo fare al riguardo. E cercherò di fare tutto questo in 20 minuti. Ho due affiliazioni. La maggior parte di voi mi conosce per il mio lavoro di Palm e Handspring, ma dirigo anche un istituto di ricerca scientifica senza scopo di lucro chiamato il Redwood Neuroscience Institute di Menlo Park, Noi studiamo le neuroscienze teoretiche, e come funziona la neocorteccia. Vi parlero' di tutto questo.
Ho una diapositiva sull'altra mia vita, la vita del computer, ed è questa diapositiva. Questi sono alcuni dei prodotti sui quali ho lavorato negli ultimi 20 anni, iniziando dai veri e propri laptop originali fino ai primi tablet computer e cosi' via, arrivando fino al piu' recente Treo, e continuiamo a fare cio'. E ho fatto questo perche' credo davvero che il mobile computing sia il futuro del personal computing, e sto cercando di rendere il mondo migliore lavorando su queste cose. Ma questo, devo ammetterlo, è stato del tutto casuale. Non avevo nessuna intezione di creare alcuno di questi prodotti e molto presto nella mia carriera decisi che non sarei entrato nell'industria dei computer.
E prima che vi parli di tutto cio', devo solo dirvi di questa piccola immagine di graffiti che ho preso da Internet oggi. Stavo cercando una foto di graffiti, un breve text-input-language, e ho trovato questo sito dedicato agli insegnanti che vogliono creare questi, lo sapete, le scritte che vanno sopra le loro lavagne, e hanno aggiunto i graffiti, e mi dispiace.
Quindi, quello che accadde, quando ero giovane e venni fuori dalla scuola di ingegneria, Cornell, nel '79, decisi che avrei lavorato per Intel. Ero nell'industria dei computer, e dopo tre mesi, mi innamorai di qualcos'altro e dissi: "ho fatto la scelta sbagliata per la mia carriera", e mi innamorai dei cervelli. Questo non è un vero cervello. Questa è una rappresentazione, una disegno Non ricordo esattamente come accadde, ma ricordo una cosa, che e' impressa piuttosto intensamente nella mia mente. Nel settebre del 1979, Scientific American usci' con un numero monotematico sul cervello. Ed era piuttosto ben fatto. Fu uno dei migliori numeri mai usciti. E parlarono dei neuroni e dello sviluppo, e delle malattie e della vista e di tutte quelle cosa che avresti voluto sapere sul cervello. Fu piuttosto impressionante
E qualcuno potra' avere l'impressione che ne sappiamo tanto di cervelli. Ma l'ultimo articolo in qual numero venne scritto da Francis Crick, famoso per il DNA. Oggi e', credo, il 50esimo anniversario della scoperta del DNA. Scrisse un articolo praticamente dicendo, bene, tutto questo e' fantastico, ma sapete una cosa, non sappiamo un bel niente del cervello e nessuno ha la piu' pallida idea di come funzionino queste cose, quindi non credete a quello che vi dicono. Questa e' una citazione dall'articolo. Disse: "Quello che manca davvero" e' un signore inglese per bene, quindi disse: "Quello che manca davvero e' una chiara struttura di idee con la quale interpretare questi diversi approcci" Penso che l'uso della parola struttura sia stato grandioso. Non disse che non avevamo neanche una teoria. Disse, non sappiamo neanche come cominciare a pensare a questo -- non abbiamo neanche una struttura. Siamo nei giorni pre-paradigma, se volete usare Thomas Kuhn E così mi innamorai di questo e dissi guarda, abbiamo tutte queste conoscenze sui cervelli. Quanto può essere difficile? E questo è qualcosa sul quale possiamo lavorare nella mia vita. Sentii che avrei potuto fare la differenza e così provai ad uscire dal business dei computer per quello del cervello.
Per prima cosa andai al MIT, il laboratorio AL era là, e dissi, bene, voglio ancora costruire macchine intelligenti, ma il modo in cui voglio farlo è studiare prima come i cervelli funzionano. Dissero, oh, non hai bisogno di farlo. Stiamo solo programmando computer, questo è tutto quello che dobbiamo fare. Dissi no, dovremmo davvero studiare i cervelli. Dissero, sai, ti sbagli. E io risposi, no, voi vi sbagliate, e non entrai.
Ero un po' deluso - piuttosto giovane, ma tornai di nuovo pochi anni dopo e questa volta ero in California, andai a Berkeley e dissi, entrerò dal lato biologico. Così entrai nel programma di dottorato di ricerca in Biofisica e stavo, va bene, sto studiando cervelli ora, e dissi, bene, voglio studiare la teoria. Loro dissero, oh no, non puoi studiare la teoria del cervello. Questo non è ciò che si fa. Non è possibile ottenere finanziamenti per questo. E come dottorando non è possibile farlo. Così dissi, oh caspita. Ero molto depresso. Dissi, ma posso fare la differenza in questo campo. Quindi quello che feci fu tornare nell'industria dei computer e dissi, bene, dovrò lavorare qui per un po', fare qualcosa. Questo è stato quando ho disegnato tutti quei computer.
Dissi, voglio fare questo per quattro anni, fare un po’ di soldi, siccome stavo mettendo sù famiglia, sarei maturato un po’ e forse anche il business delle neuroscienze sarebbe maturato un po’. Beh, ci sono voluti più di quattro anni. E' durato circa 16 anni. Ma lo sto facendo adesso e ve lo racconterò. Quindi, perché dovremmo avere una buona teoria sul cervello? Beh, ci sono un sacco di motivi per i quali le persone fanno scienza. Uno, il più semplice, è che alla gente piace sapere le cose. Siamo curiosi e appena usciamo fuori acquisiamo conoscenze, lo sapete? Perché studiamo le formiche? Beh, è interessante. Forse impareremo qualcosa di veramente utile al riguardo, ma è interessante e affascinante. Ma talvolta una scienza ha alcune altre caratteristiche che la rendono veramente interessante.
A volte la scienza ci dirà qualcosa su noi stessi, ci dirà chi siamo. Raramente, sapete, l'evoluzione ha fatto questo e Copernico lo ha fatto, dove abbiamo una nuova comprensione di chi siamo. Dopo tutto noi siamo i nostri cervelli. Il mio cervello sta parlando al vostro. I nostri corpi sono qui solo di passaggio, ma il mio cervello sta parlando al vostro. E se vogliamo capire chi siamo e come sentiamo e percepiamo, allora capiamo veramente cosa sono i cervelli. Un'altra cosa è che la scienza a volte porta notevoli benefici sociali e tecnologie, o affari, o qualsiasi altra cosa che venga fuori. E questa è una, anche perché quando ci rendiamo conto di come il cervello funziona saremo capaci di costruire macchine intelligenti e penso che sia una cosa realmente buona nel complesso e darà enormi vantaggi alla società, proprio come una tecnologia di base.
Allora perché non abbiamo una buona teoria del cervello? E le persone hanno lavorato su di esso per 100 anni? Bene, prima dai un'occhiata a ciò a cui la scienza normale assomiglia. Questa è la scienza normale. La scienza normale è un buon equilibrio tra la teoria e la sperimentazione. E così i teorici dicono, beh, penso che questo sia quello che sta succedendo e gli sperimentalisti dicono, no, vi sbagliate. E va avanti e indietro, lo sapete? Questo funziona in fisica. Questo funziona in geologia. Ma se questa è la scienza normale a cosa assomigliano la neuroscienza? Questo è ciò che la neuroscienza sembra. Abbiamo questa montagna di dati, che sono anatomia, fisiologia e comportamento. Non potete immaginare quanti dettagli sappiamo sui cervelli. C'erano 28.000 persone alla conferenza di neuroscienze di quest'anno, e ognuno di loro sta facendo ricerca sui cervelli. Un sacco di dati. Ma non c'è una teoria. C'è una piccola scatola molliccia lassù in alto.
E la teoria non ha avuto un ruolo in nessun tipo di strada maestra nelle neuroscienze. Ed è un vero peccato. Ora, perché è andata così? Se chiedete ai neuroscienziati, perché è questo lo stato dei fatti? prima di tutto lo ammettono. Ma se glielo chiediamo, diranno, beh, ci sono varie ragioni per le quali non abbiamo una buona teoria del cervello. Alcune persone dicono, non abbiamo ancora dati sufficienti, abbiamo bisogno di avere maggiori informazioni, ci sono tutte queste cose che non sappiamo. Bene, vi ho appena detto che ci sono così tanti dati che escono dalle orecchie. Ci sono così tante informazioni. Non sappiamo come cominciare a organizzarle. A che serve fare di più? Forse saremo fortunati e scopriremo qualcosa di magico, ma io non la penso così. Questo è in effetti un sintomo del fatto che noi non abbiamo una teoria. Non abbiamo bisogno di ulteriori dati -- abbiamo bisogno di una buona teoria su di esso.
Un'altra è che talvolta le persone dicono, bene, il cervello è talmente complesso, ci vorranno altri 50 anni. Penso che anche Chris abbia detto qualcosa di simile ieri. Non sono sicuro di quello che hai detto, Chris, ma qualcosa di simile a, beh, è una delle cose più complicate nell'universo. Non è vero. Tu sei più complicato di quanto lo sia il tuo cervello. Tu hai un cervello. Inoltre, sebbene il cervello sembri molto complicato, le cose sembrano complicate finché non si capiscono. E’ sempre stato così. E così tutti possiamo dire, bene, la mia neocorteccia, che è la parte del cervello che mi interessa, ha 30 miliardi cellule. Ma, sapete una cosa? E' molto regolare. In realtà, sembra che la stessa cosa sia ripetuta più e più e più volte. Non è così complessa come sembra. Non è questo il problema.
Alcune persone dicono, i cervelli non possono capire i cervelli. Molto Zen. Whoo. Sapete -- (Risate) Suona bene, ma perché? Voglio dire, qual è il punto? E' solo un mucchio di cellule. Capite il vostro fegato. E ha un sacco di cellule dentro, giusto? Quindi, sapete, non do credito a questo. Infine, alcune persone dicono, beh, sapete, non mi sento come un mucchio di cellule. Io sono consapevole. Ho avuto questa esperienza, sono nel mondo, lo sapete. Non posso essere solo un mucchio di cellule. Bene, sapete, le persone erano abituate a credere che ci fosse una forza vitale per vivere, e ora sappiamo che non è affatto vero. Non c'è davvero nessun’altra prova che lo affermi, beh, a parte il fatto che le persone non credono che le cellule possano fare quello che fanno. E così alcune persone sono cadute nella fossa del dualismo metafisico, anche alcune persone molto intelligenti, ma noi possiamo rifiutare tutto questo.
No, vi dirò che c’è qualcos’altro, ed è davvero fondamentale, ed è questo: c'è un altro motivo per cui non abbiamo una buona teoria del cervello ed è perché abbiamo una convinzione intuitiva e ben salda, ma sbagliata che ci ha impedito di vedere la risposta.. C'è qualcosa che noi crediamo sia proprio ovvio, ma è sbagliato. Ora, c'è una storia di questo nella scienza e prima di dirvi cosa è, vi racconterò un po' la sua storia nella scienza. Guardate altre rivoluzioni scientifiche, in questo caso sto parlando del sistema solare, questo è Copernico, l'evoluzione di Darwin e le placche tettoniche, questo è Wegener. Tutti loro hanno molto in comune con la scienza del cervello.
Prima di tutto loro avevano un sacco di dati non spiegati. Molti dati. Ma tutto è diventato più maneggevole una volta che loro hanno avuto una teoria. Le migliori menti erano perplesse, persone molto molto in gamba. Non siamo più intelligenti adesso di quanto lo fossero allora. E’ che è proprio difficile pensare a certe cose, ma una volta che ci hai pensato è una cosa facile capirle. Le mie figlie capiscono queste tre teorie nella loro struttura elementare da quando erano alla scuola materna. E adesso non è così difficile, sapete, qui c’è la mela, qui l’arancia, si sa, la Terra gira intorno, questo tipo di cose.
Infine, un'altra cosa è che la risposta era lì da sempre, ma noi l’abbiamo solamente ignorata a causa di questa cosa ovvia, e questa è la cosa. E' stata una convinzione intuitiva e ben salda che era sbagliata. Nel caso del sistema solare, l'idea che la Terra è in rotazione e la superficie della Terra sta andando a mille chilometri all'ora, e la Terra sta attraversando il sistema solare a circa un milione di chilometri all'ora. Questa è follia. Sappiamo tutti che la Terra non si sta muovendo. Ti senti come se ti stessi muovendo a mille chilometri all’ora? Certo che no. Sapete, qualcuno disse, beh, gira intorno nello spazio ed è così enorme, ti rinchiuderebbero, e questo è ciò che hanno fatto allora.
(Risate) Così fu intuitivo e ovvio. Ora, che dire dell’evoluzione? La stessa cosa dell’evoluzione. Abbiamo insegnato ai nostri figli, bene, la Bibbia dice, lo sapete, Dio ha creato tutte queste specie, i gatti sono gatti, i cani sono cani, le persone sono persone, le piante sono piante, essi non cambiano. Noè li ha messi sull’Arca in questo ordine, blah, blah, blah. il fatto è che se si crede nell'evoluzione tutti noi abbiamo un antenato comune, e tutti noi abbiamo un antenato comune con la pianta nell’atrio. Questo è ciò che ci dice l'evoluzione. Ed è vero. È quasi incredibile. E la stessa cosa a proposito delle placche tettoniche, sapete? Tutte le montagne e i continenti sono come galleggianti sopra la Terra, sapete? E' così, non fa alcun senso.
Quindi era la convinzione, intuitiva ma errata, che ci impediva di comprendere i cervelli? Ora ve lo dirò, e sembrerà ovvio che questo è corretto, e questo è il punto, giusto? Allora dovrò fare un ragionamento sul perché vi sbagliate sull’altra ipotesi. La cosa evidente e intuitiva è che in qualche modo l'intelligenza è definita da un comportamento, che noi siamo intelligenti a causa del modo in cui facciamo le cose e perché ci comportiamo in modo intelligente, e vi dirò che questo è sbagliato. Cosa è l'intelligenza è definito dalla previsione.
Vi spiegherò questo mediante alcune diapositive qui, per darvi un esempio di ciò che significa. Ecco un sistema, Agli ingegneri piace vedere sistemi come questo. Agli scienziati piace vedere sistemi come questo. Dicono, bene, abbiamo una cosa in una scatola, abbiamo i suoi input i suoi output. Il popolo AI disse, bene, la cosa nella scatola è un computer programmabile perché è equivalente a un cervello e noi gli invieremo alcuni input e gli faremo fare qualcosa, avere qualche comportamento. E Alan Turing definì il test di Turing, che essenzialmente dice, sapremo se qualcosa è intelligente se si comporta in modo identico a un essere umano. Una metrica comportamentale di ciò che è intelligenza, e questo è rimasto nelle nostre menti per un lungo periodo di tempo.
In concreto io la chiamo intelligenza reale. L’intelligenza reale è costruita su qualcos'altro. Sperimentiamo il mondo attraverso una sequenza di modelli, e li immagazziniamo, e li ricordiamo. E quando li ricordiamo, li confrontiamo con la realtà, e facciamo previsioni tutto il tempo. E' una eterna metrica. C'è una metrica eterna in noi, come un modo per dire comprendiamo il mondo? Sto facendo previsioni? E così via. Siete tutti esseri intelligenti in questo momento, ma non state facendo niente. Forse vi state stirando, o vi state mettendo le dita nel naso, non so, ma non state facendo nulla ora, ma siete intelligenti, state capendo cosa sto dicendo. Perché siete intelligenti e parlate inglese, sapete che parola c’è alla fine di questa - (Silenzio) frase
La parola arriva dentro di voi e voi fate queste previsioni per tutto il tempo. Allora, quello che sto dicendo è, è che l’eterna previsione è l'output della neocorteccia. E che in qualche modo la previsione porta ad un comportamento intelligente. E qui è come ciò accade. Cominciate con un cervello non-intelligente. Beh, discuterò di un cervello non-intelligente, abbiamo preso un vecchio cervello, e diremo che è come un non-mammifero, come un rettile, quindi dirò, un alligatore, abbiamo un alligatore . E l’alligatore ha alcuni sensi molto sofisticati. Ha buoni occhi e orecchie, tatto e così via una bocca e un naso. Ha un comportamento molto complesso. Può correre e nascondersi. Ha paure ed emozioni. E può mangiarvi, sapete. Può attaccare. Può fare tutti i tipi di cose. Ma noi non consideriamo l'alligatore molto intelligente, non allo stesso modo dell'essere umano.
Ma ha già tutto questo comportamento complesso. Ora, nell’evoluzione, cosa è successo? La prima cosa che è accaduta nell’evoluzione dei mammiferi, abbiamo iniziato a sviluppare una cosa chiamata neocorteccia. E rappresenterò la neocorteccia qui, in questa scatola che è attaccata sulla parte superiore del vecchio cervello. La neocorteccia significa nuovo livello. E' un nuovo livello in cima al tuo cervello. Se non lo conoscete, è la cosa rugosa sulla parte superiore della testa che è diventata rugosa perché si è spinta in là senza adattarsi
No, veramente, è ciò che è. E’ circa la dimensione di un tovagliolo. e non si adatta per cui diventa rugosa. Ora guardate come ho disegnato questo qui. Il cervello vecchio è ancora lì. Avete ancora questo cervello di alligatore. Ce l’avete. È il vostro cervello emozionale.. Esso è tutte queste cose e tutte quelle reazioni viscerali che avete. Ed in cima a esso abbiamo questa memoria di sistema chiamata neocorteccia. E la memoria di sistema è seduta sopra la parte sensoriale del cervello. Così come gli input sensoriali entrano e alimentano il vecchio cervello, vanno anche sù nella neocorteccia. E la neocorteccia è soltanto memorizzazione. E' lì seduta dicendo, ah, sto memorizzando tutte le cose che succedono, dove sono stata, le persone che ho visto, le cose che ho sentito, e così via. E in futuro, quando essa vede nuovamente qualcosa simile a questo, sia in un ambiente simile, o nello stesso ambiente, lo riprodurrà. Inizierà a riprodurlo. Oh, sono stato qui prima. E quando siete stati qui prima, questo è accaduto di nuovo. Vi permette di prevedere il futuro. vi permette, letteralmente, di rinviare i segnali nel vostro cervello, vi lascerà vedere cosa succederà dopo, vi farà ascoltare la olofrase prima che l’abbia detta. Ed è questo rinvio nel vecchio cervello che vi permetterà di prendere decisioni molto più intelligenti.
Questa è la diapositiva più importante del mio discorso, quindi mi soffermerò su di essa un po'. Così, per tutto il tempo voi dite, oh, sono in grado di prevedere le cose. E se siete un topo e attraversate un labirinto e imparate il labirinto, la prossima volta che sarete in un labirinto avrete lo stesso comportamento, ma d'un tratto sarete più intelligenti perché direte, oh, riconosco questo labirinto, so dove andare, sono stato qui prima, posso immaginare il futuro. E questo è quello che state facendo. Negli esseri umani, per inciso, questo è vero per tutti i mammiferi, è vero per gli altri mammiferi e negli esseri umani è peggiorato molto. Negli esseri umani infatti abbiamo sviluppato la parte frontale della neocorteccia, chiamata parte anteriore della neocorteccia. E la natura ha fatto un piccolo trucco. Ha copiato la parte posteriore, la parte dorsale, che è sensoriale, e l’ha messa nella parte frontale. E gli esseri umani hanno caratteristicamente lo stesso meccanismo sulla parte anteriore, ma lo usiamo per il controllo motorio.
Quindi, adesso siamo in grado di effettuare programmazioni motorie molto sofisticate, cose come queste. Non ho tempo per entrare in tutto questo, ma se volete capire come funziona un cervello, dovrete capire come funziona la prima parte della neocorteccia dei mammiferi, come memorizziamo schemi e facciamo previsioni. Perciò lasciate che vi dia alcuni esempi di previsioni. Ho già detto dell’olofrase. Nella musica, se hai già sentito un brano prima, se hai sentito Jill cantare quelle canzoni prima, quando lei le canta la nota successiva vi appare già in testa -- - la anticipate mentre state ascoltando. Se fosse un album musicale, la fine di un album, la canzone successiva vi viene in mente. E queste cose succedono continuamente. State facendo queste previsioni.
Ho questa cosa chiamata l’esperimento della porta mentale alterata. E l’esperimento della porta mentale alterata dice, avete una porta a casa, e mentre siete qui la sto cambiando, ho mandato un uomo a casa vostra proprio adesso, sta modificando la porta, ha preso la vostra maniglia e l’ha spostata di circa 6 centimetri. E quando andrete a casa stasera, metterete la mano là fuori per afferrare la maniglia della porta e vi accorgerete che è nel posto sbagliato, e penserete, oh, è successo qualcosa! Può richiedere un secondo per capire com’era, ma qualcosa è successo. Ora potrei cambiare la maniglia in altri modi. Posso renderla più grande o più piccola, posso cambiare il suo ottone in argento, potrei farne una leva. Posso cambiare la vostra porta, colorarla, posso mettere dentro delle fenditure. Posso cambiare mille cose sulla vostra porta, e in due secondi andate ad aprire la porta, e notate che qualcosa è cambiato.
Ora, l'approccio ingegneristico a questo, l'approccio AI è questo, è quello di costruire un database della porta. Esso ha tutti gli attributi della porta. E come andate verso la porta, sapete, li controlleranno uno alla volta. Porta, porta, porta, sapete, colore, sapete cosa sto dicendo. Noi non lo facciamo. Il vostro cervello non lo fa. Cosa il vostro cervello sta facendo è fare previsioni tutto il tempo. su ciò che succederà nel vostro ambiente. Come metto la mia mano su questo tavolo, mi aspetto di sentire che si fermi. Quando cammino, ogni passo, se ho perso 3 cm saprò che qualcosa è cambiato. Siete sempre a fare previsioni sul vostro ambiente. Parlerò della visione brevemente qui. Questa è una foto di una donna. Quando si guardano le persone i vostri occhi vengono catturati più di 2-3 volte al secondo. voi non siete consapevoli di questo, ma i vostri occhi sono sempre in movimento. E così quando si guarda il viso di qualcuno, andate normalmente da un occhio a un occhio a un occhio, al naso, alla bocca. Ora, quando vi muovete da un occhio all’altro, se ci fosse qualcos'altro lì come un naso, vedreste il naso dove si suppone esserci un occhio, e direste, oh merda, sapete - (Risate) C'è qualcosa che non va su questa persona. E questo perché state facendo una previsione. Non è solo come se guardaste là e diceste, cosa sto vedendo adesso? Un naso, va bene. No, disponete di un’aspettativa di ciò che state per vedere.
Ogni singolo momento. E, infine, pensate come noi verifichiamo l’intelligenza. Noi verifichiamo essa dalla previsione. Qual è la parola successiva a questa, lo sapete? Questo sta a questo come questo sta a questo.Qual è il numero successivo in questa frase? Ecco tre visuali di un oggetto. Qual è la quarta? Ecco come la verifichiamo. E' tutto relativo a una previsione. Quindi, qual è la ricetta per la teoria del cervello? Prima di tutto, dovremmo avere la giusta struttura. E la struttura è una struttura di memoria, non è una struttura di calcolo o di comportamento.E' una struttura di memoria. Come fate a immagazzinare e ricordare queste sequenze o modelli? Sono modelli spazio temporali. Allora, se in tale struttura si prendono un gruppo di teorici.
Ora i biologi non sono generalmente buoni teorici. Non è sempre vero, ma in generale, non c'è una buona storia di teoria in biologia. Così ho trovato che le persone migliori per lavorarci sono i fisici, ingegneri e matematici, che tendono a pensare algoritmicamente. Allora dovrebbero imparare l'anatomia e hanno iniziato a imparare la fisiologia. Dovresti costruire queste teorie in modo molto realistico in termini anatomici. Chi si alza in piedi e vi spiega la propria teoria su come funziona il cervello e non vi dice esattamente come essa lavora nel cervello e come l'impianto elettrico lavora nel cervello, non ha una teoria, E questo è quello che stiamo facendo al Redwood Neuroscience Institute. Mi piacerebbe avere più tempo per dirvi che stiamo facendo progressi fantastici in questa cosa, e mi aspetto di tornare su questo punto, forse questo avverrà in un futuro non troppo lontano e vi racconterò a proposito di questo. Sono molto, molto eccitato. Questo non richiederà affatto 50 anni.
Così a cosa somiglierà la teoria del cervello? Prima di tutto, sarà una teoria sulla memoria. Non come la memoria del computer. Non è affatto come la memoria di un computer. E' molto, molto diversa. Ed è una memoria di quei modelli ad alta-dimensione, come le cose che vengono dai vostri occhi. E' anche la memoria di sequenze. Non potete apprendere o ricordare qualche cosa al di fuori di una sequenza. Una canzone deve essere ascoltata in una sequenza nel tempo, e la si deve riprodurre in una sequenza nel tempo. E queste sequenze sono ricordate in modo auto-associativo, quindi se vedo qualcosa, sento qualcosa, me la ricordo ed essa la riproduce automaticamente. E’ una riproduzione automatica. E la previsione di input futuri è l'output desiderato. E come ho detto, la teoria deve essere biologicamente accurata, deve essere verificabile, e dovete essere in grado di costruirla. Se non la costruite, non la capite. Quindi, ancora un'altra diapositiva qui.
Quindi, che cosa risulterà da questo? Costruiremo veramente macchine intelligenti? Assolutamente. E sarà diverso da quello che le persone pensano. Nella mia mente non c'è dubbio che accadrà. Prima di tutto, le costruiremo, costruiremo i materiali di silicio. Le stesse tecniche che usiamo per costruire le memorie di silicio per computer si possono usare per queste. Ma sono tipi molto diversi di memorie. Andremo a fissare queste memorie ai sensori, e i sensori sperimenteranno la vita reale, i dati del mondo reale, e queste cose impareranno dal loro ambiente.
Ora è molto improbabile che la prima cosa che vedrete sarà simile ai robot. Non che i robot non siano utili e le persone non possano costruire robot. Ma la parte robotica è la parte più difficile. Questo è il vecchio cervello.Questo è veramente difficile. Il nuovo cervello è in realtà più facile di quello vecchio. Così le prime cose che faremo sono le cose che non richiedono eccessiva robotica. Quindi non vedrete C-3PO. Vedrete cose tipo veicoli intelligenti che realmente capiscono cosa è il traffico e cosa è guidare e hanno imparato che alcuni tipi di auto con i sensori accesi per mezzo minuto, probabilmente non gireranno, cose come queste.
Possiamo anche fare i sistemi di sicurezza intelligenti. Ovunque noi usiamo il nostro cervello, senza fare un sacco di movimenti meccanici. Queste sono le cose che accadranno prima. Ma in sostanza, non ci sono limiti alle possibilità qui. Io non so come gireranno le cose. Conosco un sacco di gente che ha inventato il microprocessore e se parlate con loro, essi sapevano che quello che stavano facendo era davvero significativo, ma non sapevano cosa stava per accadere. Non potevano anticipare i telefoni cellulari e Internet e tutto questo genere di cose. Sapevano solo come, hey, che stavano per costruire calcolatori e controllori dei semafori. Ma sarà grande. Analogamente, questo è come la scienza del cervello e queste memorie saranno tecnologia fondamentale, e porteranno cambiamenti incredibili nei prossimi 100 anni. E sono ancor più eccitato per come li useremo nella scienza. Allora, penso che questo sia tutto il tempo che avevo, l'ho superato e finirò la mia discussione proprio qui.
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Il creatore di Treo Jeff Hawkins ci esorta a dare di nuovo un'occhiata al cervello per vederlo non come un veloce processore, ma come un sistema di memoria che accumula e riproduce esperienze per aiutarci a prevedere, intelligentemente, cosa succederà dopo.
Jeff Hawkins pioneered the development of PDAs such as the Palm and Treo. Now he's trying to understand how the human brain really works, and adapt its method -- which he describes as a deep system for storing memory -- to create new kinds of computers and tools. Full bio »
Translated into Italian by Marina Macchia
Reviewed by Michele Busi
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23:34 Posted: Oct 2007
Views 2,129,255 | Comments 398
04:02 Posted: Mar 2008
Views 691,047 | Comments 137
16:22 Posted: Jul 2008
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