"Il futuro che creeremo" può essere un futuro di cui andare orgogliosi. È una cosa cui penso ogni giorno, è letteralmente il mio lavoro. Sono co-fondatore e senior columnist di Worldchanging.com. Io ed Alex Steffen abbiamo fondato Worldchanging verso la fine del 2003, e da allora noi e il nostro crescente team di collaboratori sparsi nel mondo documentiamo le sempre più numerose soluzioni disponibili là fuori, se non già ora, nel prossimo futuro.
In poco più di due anni abbiamo trattato circa 4,000 argomenti-- modelli riproducibili, strumenti tecnologici, idee emergenti -- tutte cose che aprono la strada verso un futuro più sostenibile, equo e desiderabile. L'accento sulle soluzioni è del tutto intenzionale. Ci sono già tantissime fonti, sia on line che offline, dove trovare le ultimissime notizie sulla velocità alla quale sembriamo precipitare inesorabilmente. Noi invece vogliamo dare alla gente un'idea di come può intervenire. Ci occupiamo soprattutto delle condizioni ambientali del nostro pianeta, ma affrontiamo anche problemi legati allo sviluppo globale, ai conflitti internazionali, all'uso responsabile delle nuove tecnologie, fino alla crescita della cosiddetta Seconda Superpotenza e molto, molto altro ancora.
La varietà delle soluzioni che trattiamo è molto ampia, in effetti, ma questo riflette sia la diversità delle sfide da affrontare sia i tipi di innovazione che ci permetteranno di affrontarle. Una breve carrellata può solo "raschiare la superficie", ma vi fa capire di cosa trattiamo: strumenti di rapido soccorso in caso di disastro, come questi rifugi di cemento gonfiabile; usi innovativi della bioscienza, come questi fiori che cambiano colore in presenza di mine terrestri; progetti di altissima efficienza energetica per case e uffici; generazione distribuita di energia ottenuta dal sole, dal vento, dalle correnti oceaniche e da altre fonti di energia pulita; i veicoli del futuro ad altissima efficienza; i veicoli ad alta efficienza disponibili già adesso; una migliore progettazione urbana, che permetta, innanzitutto, di guidare meno; approcci bio-mimetici alla progettazione, che imitino l'efficienza dei modelli naturali sia nei veicoli che nelle costruzioni; progetti di calcolo distribuito che ci aiutino ad elaborare modelli di evoluzione del clima. Inoltre, alcuni degli argomenti di cui abbiamo parlato questa settimana a TED sono stati affrontati in passato anche da Worldchanging: la progettazione "dalla culla alla culla", i Fab Lab del M.I.T., le conseguenze della longevità estrema, il progetto "One Laptop Per Child", persino Gapminder.
Nato a metà degli anni '60, membro della "Generazione X" e in piena corsa verso il mio quarantesimo compleanno, sono naturalmente incline al pessimismo. Ma lavorare a Worldchanging mi ha convinto, contro ogni mia previsione, che dare risposte efficaci ai problemi del mondo è comunque possibile. Per di più, sono giunto a capire che limitarsi ad osservare i risultati negativi può veramente precludere le possibilità di riuscita. Come ha osservato Evelin Lindner, studiosa norvegese di scienze sociali, "Il pessimismo è un lusso per i tempi di prosperità... Nei tempi difficili, il pessimismo equivale a firmare, ed eseguire, la propria condanna a morte." La verità è che noi possiamo costruire un mondo migliore, e possiamo farlo proprio ora. Abbiamo gli strumenti necessari: alcuni li abbiamo visti un momento fa, e se ne aggiungono continuamente di nuovi. Abbiamo a disposizione il sapere: la nostra conoscenza del pianeta migliora ogni giorno. Soprattutto, abbiamo una motivazione: c'è un mondo da riparare, e nessuno farà il lavoro per noi.
Molte delle soluzioni che io e i miei colleghi cerchiamo e trattiamo ogni giorno condividono alcuni aspetti importanti: trasparenza, collaborazione, disponibilità a sperimentare, e riconoscenza verso la scienza -- o, per meglio dire, la scienza! (Risate) La maggior parte dei modelli, strumenti e idee di Worldchanging presenta combinazioni di queste caratteristiche, perciò voglio farvi alcuni esempi concreti su come questi principi interagiscono in modi capaci di cambiare il mondo.
Possiamo trovare i valori di Worldchanging nella nascita di quegli strumenti che rendono visibile l'invisibile -- rendono cioè evidenti quelle condizioni ambientali che altrimenti resterebbero per lo più impercettibili. Sappiamo che molto spesso la gente cambia il proprio comportamento quando può osservare e comprendere gli effetti delle sue azioni. Per fare un piccolo esempio, molti di noi hanno visto cambiare il proprio comportamento alla guida quando uno schermo mostra il rapporto miglia/litro, evidenziando proprio come le proprie abitudini di guida condizionino l'efficienza del veicolo. Non c'è anno, negli ultimi tempi, che non veda innovazioni nel modo di misurare e visualizzare quegli aspetti del mondo troppo grandi, o impalpabili, o sfuggenti per comprenderli facilmente. Tecnologie semplici, come dispositivi da muro che mostrano quanta energia sta utilizzando un nucleo familiare, e quali risultati si possono ottenere spegnendo un paio di luci -- tutte queste cose possono avere un impatto davvero positivo sulla nostra impronta energetica. Strumenti per comunità virtuali, come i messaggi di testo, che possono avvisarti quando stanno aumentando i pollini nell'aria, o i livelli di inquinamento, oppure si sta scatenando una catastrofe naturale, e possono darti le informazioni che servono a farti agire in tempo utile. Mappe interattive che mostrano i dati sui contributi ad una campagna, o il dissolvimento della calotta polare, ci permettono di comprendere meglio il contesto e il flusso di quelle trasformazioni che incidono sulla vita di tutti noi.
Possiamo trovare i valori di Worldchanging in quei progetti di ricerca che cercano di soddisfare i bisogni sanitari del mondo attraverso il libero accesso ai dati e la collaborazione degli utenti. Alcune persone sottolineano i rischi di una diffusione incontrollata dei dati, ma io sono convinto che le soluzioni permesse da quest'ultima producano benefici di gran lunga più importanti. Un esempio sono le riviste ad accesso libero come PLoS, che rende la ricerca scientifica avanzata disponibile gratuitamente a chiunque nel mondo. E in effetti, sempre più case editrici scientifiche stanno adottando questo modello. Nell'ultimo anno, centinaia di biologi e chimici, ricercatori volontari, hanno collaborato da tutto il mondo per sequenziare il genoma del parassita responsabile di alcune tra le peggiori malattie dei paesi in via di sviluppo: la malattia del sonno africana, la leishmaniosi e il morbo di Chagas. I dati su quel genoma si possono trovare nelle banche dati genetiche ad accesso libero in tutto il mondo, e questo rappresenta un'autentica manna per quei ricercatori che stanno cercando di trovare una cura adeguata. Ma il mio esempio preferito è la reazione globale all'epidemia di SARS del 2003-2004, basata sull'accesso globale all'intera sequenza genetica del virus della SARS. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche degli Stati Uniti, nella relazione follow-up sullo scoppio dell'epidemia, menzionò esplicitamente l'accesso libero al genoma come una delle ragioni principali per cui si è riusciti a sviluppare una cura per la SARS tanto velocemente.
E possiamo vedere i valori di Worldchanging anche in una cosa semplice come un cellulare. Probabilmente posso contare sulle dita di una mano le persone in questa sala che non utilizzano un cellulare -- e.. dov'è Aubrey, che non ce l'ha, lo so per certo? (Risate) Per molti di noi, il cellulare è diventato quasi un'estensione di noi stessi, e ora stiamo veramente iniziando ad osservare i cambiamenti sociali che il cellulare può generare. È possibile che conosciate già molti degli aspetti principali: l'anno scorso, nel mondo, sono stati venduti più cellulari con fotocamera che ogni altro tipo di macchina fotografica, e la vita di sempre più persone scorre davanti a una lente, in rete -- e qualche volta entra nella Storia. Nel mondo in via di sviluppo, i cellulari sono diventati motori della crescita economica. Uno studio dell'anno scorso ha dimostrato una correlazione diretta tra il crescente uso del cellulare e la successiva crescita dei PIL nazionali in tutta l'Africa. In Kenya, i minuti di conversazione sono diventati una vera e propria valuta alternativa. Nemmeno i risvolti politici del cellulare possono essere ignorati, dagli sciami di SMS che in Korea stanno contribuendo a far cadere un governo, a "The Blair watch project" in Inghilterra, che sorveglia quei politici che cercano di evitare la stampa. (Risate)
E la cosa sta accelerando sempre più. Reti pervasive, attive 24/7, ad alta qualità audio-video, persino dispositivi da indossare o mettere in tasca, trasformeranno la nostra vita come pochi di noi comprendono davvero. Non è esagerato dire che il cellulare può essere annoverato tra le tecnologie più importanti al mondo. E in questo quadro di rapida evoluzione, è possibile immaginare un mondo in cui il cellulare diventi molto più di un mezzo di interazione sociale.
Ho sempre ammirato molto il progetto Witness: Peter Gabriel, mercoledì, ce ne ha illustrato diversi aspetti durante la sua presentazione, profondamente commovente. E sono davvero contento di sapere che Witness sta per aprire un portale Web, permettendo così a chi possiede una videocamera o un cellulare con videocamera, di caricare le proprie registrazioni su Internet, invece di portare in giro la videocassetta. Questo non solo fornisce un metodo nuovo e potenzialmente più sicuro di documentare gli abusi, ma apre il progetto alla generazione digitale, in crescita nel mondo.
Immaginate un modello simile per connettere gli ambientalisti: immaginate un portale Web che raccolga registrazioni e prove su quel che sta accadendo al nostro pianeta mettendo informazioni e dati a disposizione di chiunque, dagli attivisti ai ricercatori, dagli uomini d'affari agli esponenti politici. Non solo mostrerebbe i cambiamenti in corso, ma soprattutto darebbe voce a quelle persone pronte a lavorare alla nascita di un mondo migliore. Darebbe ai cittadini comuni l'opportunità di fare la propria parte nella protezione del pianeta. Sarebbe, essenzialmente, un progetto "Earth Witness" (Testimone della Terra) Giusto per chiarire, in questa conferenza sto utilizzando il nome "Earth Witness" come parte dello scenario, una "etichetta" per mostrare dove questo progetto immaginario può condurre, non per scimmiottare il meraviglioso lavoro dell'organizzazione Witness. Potremmo chiamarlo anche "Environmental Transparency Project" (Progetto di Trasparenza Ambientale) "Smart Mobs for Natural Security" (Sciami Intelligenti per la Sicurezza della Natura) ma Earth Witness è molto più facile da dire.
Molte delle persone che partecipano a Earth Witness si dedicherebbero ai problemi ecologici, causati dell'uomo oppure no, specialmente i crimini ambientali e le fonti principali di emissioni e gas serra. Questo è comprensibile, ed importante: dobbiamo documentare meglio ciò che sta accadendo al pianeta, se avremo qualche possibilità di riparare il danno. Ma il progetto Earth Witness potrebbe non limitarsi solo ai problemi. Nella migliore tradizione di Worldchanging, potrebbe fungere da vetrina per buone idee, progetti di successo e quegli sforzi per fare la differenza che meritano maggiore visibilità. Earth Witness ci mostrerebbe due mondi: il mondo che ci stiamo lasciando alle spalle, e il mondo che stiamo costruendo per le nostre generazioni future.
E a rendere questo scenario particolarmente affascinante ai miei occhi è che possiamo realizzarlo oggi stesso. I componenti chiave sono già largamente disponibili. Le fotocamere dei cellulari, ovviamente, sarebbero fondamentali per il progetto. E per molti di noi, sono così a portata di mano che possiamo già dire di avere strumenti di informazione sempre connessi e largamente disponibili. Potremmo non ricordarci di portare la fotocamera digitale con noi ovunque andiamo, ma pochissimi di noi dimenticano il proprio telefono. Potremmo addirittura immaginare una versione di questo scenario dove la gente si costruisce il proprio telefono. Nel corso dell'ultimo anno, hacker appassionati di hardware open-source hanno realizzato numerosi modelli di cellulari funzionanti, basati su Linux, e l'Earth Phone potrebbe nascere da questo tipo di progetti. Dall'altra parte della rete, ci sarebbe un server cui la gente può inviare foto e messaggi, accessibile da tutto il Web, che unisce un servizio di condivisione di foto, piattaforme di social network e un sistema di tagging collaborativo. Voi gente del Web 2.0 in platea sapete di cosa sto parlando, ma per coloro di voi a cui sembra che la mia ultima frase sia in qualche astrusa lingua lunare, il senso è semplicemente questo: la parte online del progetto Earth Witness sarebbe creata dagli utenti, che lavorerebbero assieme e pubblicamente. Ce ne sarebbe abbastanza per cominciare a costruire una cronaca convincente di quel che sta accadendo ora al nostro pianeta, ma potremmo fare di più.
Il sito internet di Earth Witness potrebbe fungere anche da polo di raccolta dei dati sulle condizioni dei vari posti del pianeta, raccolte da sensori ambientali connessi al vostro cellulare. Voi ancora non considerate questi strumenti come accessori per il vostro telefono, ma studenti e ingegneri di tutto il mondo hanno già attaccato sensori atmosferici alle biciclette, ai palmari, a robot economici e sul dorso dei piccioni -- quest'ultimo, in particolare, è un progetto oggi in corso all'Università della California di Irvine, che utilizzati sensori montati sugli uccelli per misurare la formazione di smog dovuta all'inquinamento. Non ci vuole molto a immaginare di mettere la stessa cosa sul telefono di una persona. L'idea di collegare un sensore al vostro telefono non è nuova: in tutto il mondo, i produttori di telefoni offrono prodotti che misurano l'alito pesante, o ti avvertono quando l'esposizione al sole sta diventando eccessiva. La ditta svedese Uppsala Biomedical, più seriamente, produce un accessorio per cellulare che può fare un esame del sangue in tempo reale, caricando i dati e mostrando i relativi risultati. Persino i Lawrence Livermore National Labs si sono messi in moto, costruendo un prototipo di telefono con sensori radioattivi che rilevano le armi radiologiche.
La varietà di sensori piccoli ed economici disponibili sul mercato è enorme, ed è facile immaginare che qualcuno riesca ad assemblare un telefono che misuri la temperatura, i livelli di metano o di CO2, la presenza di alcune biotossine -- forse, in pochi anni, persino il virus della influenza aviaria H5N1. Potreste notare che questo tipo di sistema si accorderebbe molto bene col progetto InSTEDD di Larry Brilliant. Tutte queste informazioni si potrebbero etichettare geograficamente e incrociare con mappe on-line per facilitarne visualizzazione ed analisi. Una cosa, in particolare, merita di essere sottolineata: l'impatto delle mappe on-line a libero accesso, negli ultimi 1-2 anni, è stato semplicemente fenomenale. In tutto il mondo, gli sviluppatori hanno ideato un'incredibile varietà di modi per disporre sulle mappe strati di informazione utile, dai percorsi degli autobus alle statistiche sui crimini, fino alla progressione dell'influenza aviaria. Earth Witness farebbe di più, creando legami tra quello che vedete voi e quello che altre migliaia o milioni di altre persone vedono in tutto il mondo.
È esaltante pensare a cosa si potrebbe realizzare, se mai esistesse una cosa del genere. Conosceremmo decisamente meglio ciò che sta accadendo al nostro pianeta dal punto di vista ambientale, invece di raccogliere i dati solo con satelliti e alcune reti governative di sensori. Sarebbe un approccio collaborativo, dal basso, alla consapevolezza e alla protezione ambientale, capace di farci agire di fronte alle emergenze come uno "sciame intelligente"-- e se servono più sensori, basta che partecipino più persone. E soprattutto, non potete ignorare l'importanza del cellulare tra i giovani di tutto il mondo. Questo sistema può mettere le prossime generazioni in prima linea nella raccolta di dati ambientali. E poiché cerchiamo di capire come mitigare i peggiori effetti dello sconvolgimento climatico, ogni informazione, per minima che sembri, è importante. Un sistema come Earth Witness potrebbe essere uno strumento con cui tutti noi potremmo partecipare al miglioramento della nostra conoscenza e, in definitiva, al miglioramento del pianeta stesso.
Come ho già detto all'inizio, ci sono migliaia e migliaia di buone idee lì fuori; perché, allora, ho dedicato la maggior parte del mio tempo a parlarvi di un qualcosa che ancora non esiste? Perché è a questo che il domani potrebbe assomigliare: una collaborazione globale, dal basso, permessa dalla tecnologia, per gestire le più grandi crisi che la nostra civiltà abbia mai affrontato. Possiamo salvare il pianeta, ma non da soli: abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri. Nessuno riparerà il mondo al posto nostro, ma lavorando assieme, sfruttando le innovazioni tecnologiche, così come le comunità umane, potremmo riuscire a ripararlo. Abbiamo in mano molti modelli convincenti, strumenti potenti, e idee innovative che possono fare una vera differenza nel futuro del nostro pianeta. Non serve aspettare che una bacchetta magica venga a salvarci; molte soluzioni sono già disponibili, e aspettano solo di essere utilizzate. C'è un'enorme quantità di cose meravigliose, là fuori, nei settori più disparati, e tutte raccontano la stessa cosa: possiamo farcela, se siamo disponibili a provare. E come diciamo a Worldchanging, un altro mondo non è solo possibile; un altro mondo è già qui. Non resta che aprire gli occhi. Grazie mille.
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Noi tutti vogliamo contribuire a rendere il mondo migliore -- ma come? Jamais Cascio si sofferma su alcuni strumenti e tecniche specifiche che possono fare la differenza. Un talk affascinante, che potrebbe spingervi ad entrare in azione.
Jamais Cascio follows the threads of civilization's intended (and unintended) consequences into an unpredictable future, bringing back glimpses of a green world wired beyond our wildest dreams. Full bio »
Translated into Italian by Federica Buso
Reviewed by Michele Gianella
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15:06 Posted: Aug 2006
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