I cani hanno degli interessi. Sono interessati ad annusarsi a vicenda, a rincorrere gli scoiattoli. E nell'addestramento, se non trasformiamo l'interesse in un premio, finirà per distrarli. Mi ha sempre spaventato il pensiero che quando si vede un cane in un parco e il proprietario lo sta chiamando: "Cucciolo, vieni qui, vieni qui", e il cane pensa: "Mmm, interessante. Sto annusando il di dietro di questo cane e il padrone mi chiama… che scelta difficile!". No? Di dietro, padrone — vince il di dietro. Voi perdete. Non potete competere con l'ambiente se avete a che fare con un cane adolescente. Quando addestriamo, cerchiamo sempre di prendere in considerazione il punto di vista del cane.
Ora, sono qui più che altro perché oggi c'è un divario nell'addestramento canino: da un lato, ci sono persone che pensano che un cane si addestri primo: creando delle regole, regole umane. Senza prendere in considerazione il punto di vista del cane. Quindi l'umano dice: "Tu farai così, maledizione! Ti forzeremo ad agire contro la tua volontà e piegarti alla nostra". Secondo: non sveliamo queste regole al cane. E terzo: ora possiamo punire il cane per aver infranto regole che nemmeno conosceva. Quando portate a casa un cucciolo, il suo unico crimine è che cresce. Quando era un cucciolo, vi metteva le zampe sulle gambe — non era carino? E voi dicevate: "Che bravo cucciolino!". Vi piegavate, lo accarezzavate — lo premiavate per saltarvi addosso. Il suo unico errore è essere un mastino tibetano che pochi mesi dopo pesa circa 40 chili. Ogni volta che vi salta addosso, viene maltrattato. È davvero spaventoso quanto i cani vengano maltrattati.
Quindi, la questione della dominanza — numero uno: nell'addestrare un cane ci troviamo di fronte alla versione in miniatura di un sistema sociale molto complicato. E loro prendono tutto seriamente. I maschi prendono molto seriamente la gerarchia, perché previene lotte fisiche. Certo, le femmine, dal canto loro, apportano delle modifiche alle regole gerarchiche dei maschi. La prima è: "Io ce l'ho, tu no". E vediamo quindi come una femmina poco dominante riesca a sottrarre un osso a un maschio molto dominante. Quindi, nell'addestramento canino abbiamo questa idea di dominanza, o di cane alfa — ne avrete già sentito parlare.
I cani vengono talmente maltrattati. I cani, i cavalli e gli esseri umani — queste sono le tre specie che vengono maltrattate di più al mondo. E questo perché, per natura, tornano sempre e si scusano. Tipo: "Oh, mi dispiace che hai dovuto picchiarmi, scusa, è stata colpa mia!". Si lasciano picchiare facilmente. Ecco perché vengono picchiati. Il povero cucciolo ti salta addosso e cosa dice il manuale del cane? "Tienigli le zampe anteriori e stringile con forza, calpestagli una zampa posteriore, spremigli del limone sul muso, colpiscilo sul muso con un giornale piegato, dagli una ginocchiata nel petto, fallo cadere all'indietro". E tutto perché è cresciuto? E perché fa ciò che tu gli hai insegnato a fare? È pura follia. Io chiedo ai padroni: "Come volete che il vostro cane vi accolga?". E loro rispondono: "Be', non saprei, che si sieda?". Allora dico: "OK, insegnamogli a sedersi". E gli diamo un motivo per sedersi. Perché il primo passo è insegnargli l'Inglese come Lingua Straniera. Io potrei venire da voi e dirvi: "Laytay-chai, paisey, paisey". A questo punto dovrebbe succedere qualcosa. Perché non reagite? Oh, forse perché non conoscete lo Swahili. Be', indovinate un po'. Il cane non parla inglese, né americano, né spagnolo, né francese.
Quindi il primo passo nell'addestramento è insegnare al cane l'inglese come lingua straniera. Per questo usiamo il cibo come esca e usiamo il cibo solo perché abbiamo a che fare con i padroni. Mia moglie non ha bisogno del cibo — è un'addestratrice fenomenale, molto più brava di me. Io non ho bisogno del cibo, ma un normale padrone dice: "Cucciolo, seduto". Oppure: "Seduto, seduto, seduto". E fa un segno con la mano in corrispondenza del sedere del cane, come se l'animale avesse un terzo occhio proprio lì — assurdo. Proprio così: "Seduto, seduto". No, noi diciamo: "Cucciolo, seduto" — ed ecco che lo capisce in 6 o 10 tentativi.
Poi introduciamo il cibo come premio: ora il cane sa che "seduto" significa che deve sedersi e voi potete comunicare con un cane utilizzando una frase inglese di senso compiuto. "Phoenix, vieni qui, prendi questo, vai da Jamie, per piacere". E le ho insegnato "Phoenix", "vieni qui", "prendi questo", "vai da" e il nome di mio figlio "Jamie". E il cane può portare un foglietto, così io ho il mio piccolo cane da soccorso personale. Troverà Jamie ovunque lui sia, dove stanno sempre i bambini, tipo a distruggere pietre vicino al torrente, e gli porterà un piccolo messaggio con scritto: "Ciao, la cena è pronta. Rientra a casa".
Quindi, a questo punto, il cane sa cosa vogliamo che faccia. Lo farà? Non necessariamente, no. Come dicevo prima, se è in un parco e c'è un bel di dietro da annusare, perché andare dal padrone? Il cane vive con voi, può avervi in qualsiasi momento, il cane può annusare il vostro di dietro quando vuole. Ma in questo momento si trova al parco e voi dovete competere con odori, altri cani e scoiattoli.
Quindi il secondo passo nell'addestramento è insegnare al cane a fare quello che vogliamo che faccia, che è molto semplice. Usiamo il principio di Premack. In poche parole, a un comportamento a bassa probabilità — qualcosa che il cane non vuole fare — ne facciamo seguire uno ad alta probabilità, il cosiddetto "problema comportamentale" o "hobby canino" — qualcosa che al cane piace fare. Questo diventerà il premio per il comportamento a bassa probabilità. Funziona così: "seduto", sul divano, "seduto", massaggio alla pancia, "seduto", tiro una pallina da tennis, "seduto", puoi dire ciao a quel cane laggiù. Sì, mettiamo "annusa il di dietro" in coda. "Seduto" e poi annusa il di dietro.
Quindi tutte queste distrazioni che interferivano con l'addestramento ora diventano premi per l'addestramento. E quello che facciamo, in pratica, è insegnare al cane… lasciamo che il cane pensi che sia lui ad addestrare noi. Mi immagino un cane che parla con un altro cane attraverso la staccionata e dice: "Wow, i mie padroni sono così facili da addestrare. Sono come Golden Retriever. Io devo solo sedermi e loro fanno tutto il resto. Aprono la porta, guidano la mia macchina, mi massaggiano, lanciano le palline da tennis, cucinano per me e mi servono il cibo. Se io mi siedo, quello è il mio comando. Poi ho il mio portiere personale, autista, massaggiatore, cuoco e cameriere". E ora il cane è davvero felice. E questo, per me, significa addestrare. Motivare il cane a voler fare quello che vogliamo, in modo che raramente ci sia bisogno di una punizione.
Ora possiamo passare alla fase tre — ci sono volte in cui il papà ne sa di più. Io ho una piccola scritta sul mio frigo che dice: "Perché io sono il papà, ecco perché". Mi dispiace, non ci sono spiegazioni — "Io sono il papà, tu no, seduto". E ci sono volte in cui — per esempio — se gli amici di mio figlio lasciano la porta aperta, i cani devono sapere che non possono attraversare quella linea. Quella è questione di vita o di morte. Se abbandoni la santità della tua casa, potresti essere preso sotto da una macchina. Alcune cose dobbiamo insegnarle al cane in maniera più forte: "Non devi fare questo".
E poi dobbiamo rinforzarlo, ma senza forza. La gente è molto confusa su cosa sia una punizione. Pensano che una punizione sia qualcosa di orribile. Scommetto che molti di voi la pensano così. Pensate sia qualcosa di doloroso, pauroso o brutto. Non deve esserlo per forza. Ci sono diverse definizioni di punizione, ma la più comune è: Una punizione è uno stimolo che riduce il comportamento appena mostrato, così che sia meno probabile che accada in futuro. Non deve per forza essere brutta o paurosa o dolorosa. Anzi, visto che non deve esserlo per forza, magari non dovrebbe esserlo affatto.
Stavo lavorando con un cane molto pericoloso un anno fa, un cane che ha mandato entrambi i suoi padroni all'ospedale, più il cognato, più il bambino. Ho accettato di lavorare con lui solo perché mi hanno promesso di tenerlo in casa e non portarlo mai fuori. Il cane è stato poi soppresso, ma ci ho lavorato insieme per un po'. L'aggressività si manifestava particolarmente intorno alla cucina, quindi un giorno — alla mia quarta visita — abbiamo fatto quattro ore e mezza di "down" e "stay" sul suo tappetino. E stava lì grazie alla calma insistenza della padrona. Quando il cane cercava di alzarsi dal tappetino, lei ripeteva: "Roger, sul tappetino, sul tappetino, sul tappetino". Il cane ha tentato di rompere lo "stay" 22 volte in 4 ore e mezza mentre lei preparava la cena, perché diventava aggressivo quando c'era di mezzo il cibo. I tentativi di "evasione" diventarono sempre meno. La punizione stava funzionando. Il problema comportamentale se ne stava andando. Lei non ha mai alzato la voce. Se lo avesse fatto, sarebbe stata morsa. Non era un cane buono a cui urlare. Molti miei amici addestrano animali eccezionali — orsi grigi, se vedete un orso grigio in televisione o al cinema, è sicuramente un mio amico che lo ha addestrato. Le orche assassine — adoro quel tipo di adrenalina. Come si rimprovera un orso grigio? "Cattivo orso, cattivo!". Voom! Ti ritrovi con la testa che fluttua nell'aria, a mille miglia dal tuo corpo. Assurdo.
Che cosa ci insegna questo? Che vogliamo un modo migliore. I cane si meritano qualcosa di meglio. Ma per me, il motivo di tutto questo ha a che fare con i cani, con il guardare la gente mentre addestra i cuccioli e rendersi conto che hanno pessime capacità di interazione, pessime capacità relazionali. Non solo con i loro cuccioli, ma anche con il resto della famiglia. Uno dei miei classici esempi è di nuovo relazionato al "vieni qui". Vedi qualcuno nel parco — copro il microfono quando lo dico, perché non voglio svegliarvi — e c'è il padrone nel parco con il suo cane: "Rover, vieni qui. Rover, vieni qui. Rover, vieni qui, figlio di puttana!". Il cane dice: "Non ci penso nemmeno". (Risate) Voglio dire, chi, sano di mente, può pensare che il cane voglia avvicinarsi a qualcuno che grida in quel modo? Invece, il cane dirà: "Conosco quel tono, conosco quel tono. L'altra volta, quando mi sono avvicinato, sono stato punito". Stavo salendo su un aereo — quello, per me, è stato un momento cruciale della mia carriera, che ha consolidato ciò che volevo fare con questa idea di addestrare i cuccioli — la nozione di come insegnare a un cucciolo in maniera amichevole a fare ciò che vogliamo che faccia, in modo da non doverlo forzare. Devo ammettere che io educo così anche mio figlio. Il momento determinante fu quando stavo salendo su un aereo a Dallas e in seconda fila c'erano un padre, credo, e un bambino sui cinque anni, che dava calci al sedile anteriore. "Johnny, smettila". Calcio, calcio, calcio. "Johnny, smettila". Calcio, calcio, calcio. Io ero proprio in piedi davanti a loro con la valigia in mano. Il padre si china, lo afferra così e gli mostra una faccia cattiva. E faccia cattiva significa mettersi faccia a faccia con un cucciolo o un bambino e urlare: "Che diavolo stai facendo?! Basta, basta, basta!". E io pensai: "Oddio, intervengo?". Quel bambino aveva perso tutto — una delle uniche due persone al mondo di cui può fidarsi gli aveva appena fatto mancare la terra sotto i piedi. E io pensai: "Gli dico di smetterla, a questo idiota?". Poi mi dissi: "Ian, stanne fuori, continua a camminare". Proseguii verso le ultime file dell'aereo, mi sedetti e un pensiero mi colpì. Se quello fosse stato un cane, lo avrei steso a terra. (Risate) Se avesse picchiato un cane, lo avrei steso con un pugno. Ha picchiato un bambino, afferrandolo così e io ho lasciato correre.
Ed è proprio questa la questione. Queste capacità relazionali sono facili. Noi, da esseri umani, siamo superficiali quando scegliamo un cane e ci basiamo sui tre fattori C: colore del pelo, conformazione e quanto è carino. Come se fosse un piccolo robot. Allo stesso modo stabiliamo una relazione e tutto sembra perfetto per un anno. Ma poi sorge un piccolo problema relazionale. Non molto diverso da un cane che abbaia troppo. Il marito non riordina i vestiti oppure la moglie è sempre in ritardo — o qualsiasi altra cosa. E così inizia tutto, entriamo in questo circolo e i nostri feedback personali… ci sono due cose da dire. Quando si guardano le persone mentre interagiscono con animali o altre persone, ci sono pochissimi feedback, è rarissimo. E quando ci sono, sono generalmente brutti o negativi. Lo si vede specialmente nelle famiglie, con le spose, con i bambini, con i genitori. Lo si vede anche negli ambiente lavorativi, specialmente da datore di lavoro a impiegato. È come se ci fosse una sorta di malignità in quegli ambienti — come se ci faccia piacere che le persone sbaglino così possiamo lamentarci di loro.
E questo, secondo me, è il più grande punto debole dell'uomo. Davvero. Diamo per scontato le cose giuste e ci lamentiamo di quelle sbagliate. E credo che queste capacità dovrebbero essere insegnate — l'analisi matematica è meravigliosa. Quando ero un bambino, ero un genietto dell'analisi. Ora non ne capisco un'acca, ma ne capivo quando ero giovane. La geometria, fantastica, la meccanica quantistica — sono cose bellissime. Ma non salvano i matrimoni né educano i bambini.
E la mia idea di futuro, quello che voglio fare con i cuccioli, è insegnare alle persone che un marito è altrettanto semplice da addestrare. Probabilmente più semplice — se avete un Rottweiler, molto più semplice. I vostri bambini sono semplici da addestrare. Tutto ciò che dovete fare è osservarli, testare il loro comportamento nel tempo, chiedersi ogni cinque minuti: "Sta facendo bene o male?". Se sta facendo bene, diteglielo: "Quello era perfetto, grazie". Questa è una tecnica di addestramento molto potente. Dovrebbe essere insegnata nelle scuole. Relazioni — come negoziare? Come negoziare con il vostro amico che vuole il vostro giocattolo? Come preparasi per la vostra prima relazione? Come crescere un figlio? Pensiamo a come lo facciamo — una notte a letto, si rimane incinta e in un attimo stiamo crescendo la cosa più importante al mondo — un figlio. No, questo è quello che si dovrebbe insegnare — un buon stile di vita, buone abitudini, che sono difficili da abbandonare tanto quanto quelle cattive. Quindi, questo è il mio augurio per il futuro. Accidenti, volevo finire spaccando il secondo, ma mi rimangono otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due — quindi grazie a tutti, questo era il mio discorso, grazie. (Applausi)
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Alla Conferenza EG 2007, l'addestratore Ian Dunbar ci chiede di guardare il mondo attraverso gli occhi dei nostri cari amici a quattro zampe. Conoscere la prospettiva dei nostri cani ci aiuta a guadagnare il loro amore e rispetto. È un messaggio che va ben oltre il mondo animale.
Veterinarian, dog trainer and animal behaviorist Ian Dunbar understands our pets' point of view. By training dog owners in proper conduct (as much as he trains the dogs themselves), he hopes to encourage better relationships with dogs -- not to mention their friends and children, too. Full bio »
Translated into Italian by Carlotta Cerri
Reviewed by Anna Cristiana Minoli
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09:18 Posted: Dec 2007
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03:30 Posted: Dec 2006
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05:48 Posted: Aug 2008
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