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Penso che il futuro di questo pianeta dipenda dagli esseri umani, non dalla tecnologia. Noi abbiamo la conoscenza, siamo vicini alla totalità del sapere, ma non lo siamo quando si tratta della nostra percezione. Abbiamo ancora un piede nei tempi bui. E quando ascoltiamo gli interventi qui e l'incredibile gamma di capacità umane, l'intelligenza, e poi confrontiamo ciò col fatto che questo pianeta ancora si chiami "Terra". E' strano. Abbiamo ancora un piede nei tempi bui.
In breve, Aristotele, lui diceva: "non è piatta, stupidi, è tonda". Galileo aveva l'Inquisizione perciò doveva essere un attimino più gentile. Diceva: "Sapete, non è nel centro". E Hawkes: "Non è Terra, stupidi, è Oceano". Questo è un pianeta oceano. T.S. Eliott l'ha detto al mio posto, e questo vi farà venire la pelle d'oca: "Non smetteremo di esplorare e la conclusione dell'esplorazione sarà di ritornare dove siamo partiti e conoscere quel posto per la prima volta". E nei versi successivi: "Attraverso l'ignoto e ritrovato cancello dove l'ultima terra scoperta è ciò che era all'inizio" Allora io ho un messaggio. Ho l'impressione che siamo orientati nella direzione sbagliata.
Agli esperti di missili nel pubblico Amo quel che fate, ammiro il vostro fegato, il vostro coraggio, ma i vostri missili sono orientati nella dannata direzione sbagliata. (Risate) Ed è tutta una questione di prospettiva. Lasciate che mi spieghi. Non intendo insultarvi, ma sentite, se io - e non lo faccio sul serio perché può essere offensivo, quindi farò finta, per alleggerire il colpo. Vi dirò quel che pensate. Se avessi un quadrato di 30 centimetri per 30, del colore della terra, e poi un altro uguale moltiplicato per la radice di due, e che sarebbe quindi una volta e mezzo più grande, col colore dell'oceano, e vi dicessi: "qual è il valore relativo di queste due cose?" Be', è l'importanza relativa. Direste sì, sì sì, lo sappiamo già. L'acqua occupa il doppio della superficie della terra ferma. Ma è una questione di percezione. E se questo è quel che pensate se è quello che pensate quando dico questo è un pianeta oceano stupidamente chiamato terra. se pensate sia l'importanza relativa, due a uno, vi sbagliate nell'ordine di dieci. Ora, non è che siate delle teste dure, ma lo sembrate quando dite "Terra", perché secondo la dimostrazione, se facessi così, la terra sarebbe sottile come un foglio di carta. E' un' esistenza bidimensionale sottile come la pellicola. La rappresentazione dell'oceano avrebbe una profondità. E soppesando queste due cose scoprireste che la scala relativa è 20 a 1.
Emerge che qualcosa come più del 94 per cento della vita sulla terra è in acqua. Ciò significa che noi terrestri ne occupiamo una minima parte. Il problema che abbiamo nel credere a una cosa del genere è che dobbiamo abbandonare la convinzione che questa Terra sia stata creata per noi. Perché è un problema che noi abbiamo. Se questo è un pianeta fatto di oceani e a noi è riservata una minima parte del pianeta, questo interferisce con ciò che l'umanità pensa.
Ok. Permettetemi una critica. Non parlo di James Cameron, anche se potrei, ma non lo farò. Dovete davvero andare a vedere il suo ultimo film, "Aliens of the Deep". E' incredibile. Ci sono due rover sottomarini e potrei criticarli perché queste belle cosucce sono mie. Questi, secondo me, sono tra i più bei sottomarini classici mai costruiti. Se lo guardate, vedete una sfera. E' una sfera di acrilico. Genera tutto il galleggiamento, il carico del veicolo, e le batterie sono appese qui sotto, proprio come un palloncino. Questo è l'involucro e questa è la navicella, il carico. E ancora da criticare sono questi due fari enormi. e questo ha anche due grosse maniglie. E' davvero un sottomarino efficiente. E' quello per cui è stato progettato. Il problema è che - e il motivo per cui non ne costruirò mai un altro così - è che è il prodotto di un pensiero bidimensionale. E' ciò che facciamo quando andiamo nell'oceano in veste di ingegneri. Portiamo con noi il nostro carico terrestre, tutti i nostri limiti e, soprattutto, i nostri limiti bidimensionali, che ci limitano ad un punto che nemmeno comprendiamo, e li portiamo sott'acqua. Vedete qui Jim Cameron seduto su una sedia. Una sedia funziona nel mondo bidimensionale dove la gravità ci sbatte su quella sedia, ok? E in un mondo bidimensionale sappiamo che c'è la terza dimensione ma non la usiamo perché sappiamo che per salire ci serve tantissima energia contro la gravità. E poi le nostre madri ci dicono "Attento a non perdere l'equilibrio perché cadi"
Ora, entriamo nella vera atmosfera di questo pianeta. Il pianeta ha un'atmosfera interna fatta d'acqua. E' la sua atmosfera più interna. Ha due atmosfere. Un'atmosfera minore, esterna e gassosa, più leggera. La maggior parte della vita sulla Terra è nell'atmosfera interna. E la vita ama un'esistenza tridimensionale a noi sconosciuta. I pesci non stanno sulle sedie. (Risate) Non lo fanno. Le madri non dicono ai pesciolini "attento a non cadere". Non perdono l'equilibrio. Non cadono. Vivono in un mondo tridimensionale dove si usa la stessa energia per andare avanti, indietro, sopra o sotto. E' davvero uno spazio tridimensionale. E noi stiamo appena cominciando a capirlo. Non ho presente alcun sottomarino, neanche telecomandato, che approfitti del fatto che questo spazio è tridimensionale.
E' così che dovremmo scendere negli oceani. Questa è una macchina tridimensionale. Ciò che dobbiamo fare è scendere nell'oceano con la libertà degli animali e muoverci in questo spazio tridimensionale. Ok, questo è stupendo. E' il primo tentativo dell'uomo di volare sott'acqua. Adesso sto scendendo su questa magnifica, grande manta gigante. La sua apertura alare è due volte la mia. Ecco che arrivo, lei mi vede. E guardate come si volta e si gira. Non sta lì a cercare di soffiare aria in una bombola per salir su o scender giù; lei si volta, semplicemente. E il veicolo in cui sono io non è mai stato mostrato prima. Chris mi ha chiesto di mostrare materiale mai visto. Vorrei farvi notare come si sia girata per tornare su. Eccomi qui: la vedo ritornare, e arrivare sotto di me. faccio retromarcia e cerco di scendere lentamente. Cerco di fare tutto con molta calma. Siamo lì da tre ore e sta cominciando a fidarsi di me. E il balletto è diretto da questa signora. Si avvicina un po' e poi si allontana. E ora provo a seguirla, ma sto facendo pratica di volo. Questa è la prima macchina volante. Era il prototipo. Era telecomandata. Ha le ali. E' senza stupidi galleggianti. Può sempre e comunque galleggiare. E poi, muovendosi in acqua, riesce a prendere il controllo. Ma guardate. Guardate, è - mi ha spiazzato. Ha virato da sotto, e davvero, è l'unica vera immersione che io abbia mai fatto con questa macchina.
Ci sono voluti 10 anni per costruirla. Ma questa signora qui, mi ha insegnato davvero tanto. Abbiamo imparato così tanto in tre ore in acqua. Ho dovuto costruire un'altra macchina. Ma guardate. Invece di riempire i serbatoi d'aria, e riemergere lentamente senza pensarci c'è un po' di spinta dal basso e il sottomarino emerge in superficie.
E' una videocamera interna della Sony. Grazie, Sony. Non sono davvero così brutto, ma la videocamera è così vicina che l'immagine è distorta. Ecco che passa, proprio sopra di me. Questo è un grandangolo. E' a pochi centimetri dalla mia testa. "Ah, ah, oh, mi è appena passata vicino alla testa oh, non so, è così vicina". Torno in superficie, ma non per l'aria. "E' un incredibile incontro con una manta. Sono senza parole. "Eravamo a pochi metri di distanza. Ritorno giù ora". Ok, possiamo fermare? Luci prego. (Applauso)
Nel provare a volare e a rimanere al passo con l'animale non era la manovrabilità che ci mancava, ma era il fatto che lei nuotava molto lentamente. Io ho progettato la macchina per muoversi velocemente in acqua. poiché pensavo fosse quello che dovevamo fare: andare veloci e coprire le distanze. Ma dopo quell'incontro volevo tornare e danzare ancora con quell'animale. Lei voleva danzare. Perciò era necessario aumentare l'apertura alare per ottenere più controllo e maggiore forza.
Il sottomarino costruito quest'anno, eccolo qui. Vedete la maggiore apertura alare. E, ovviamente, era così potente che volevamo portarci altre persone e già immaginavamo come farlo. Così abbiamo aperto la prima scuola di volo. Ovviamente, aprendo la prima scuola di volo, sono arrivate le guardie costiere a dirmi che ci lasciavano in pace quando ci immergevamo con quelle goffe cose sferiche. Ma quando abbiamo cominciato a volare con i jet sottomarini si sono innervositi. E sono venuti a dirmi "ha un permesso per farlo?" Al che ho appoggiato gli occhiali sulla barba che spuntava dappertutto e ho detto: "non mi serve un cavolo di permesso". (Risate) Li do io i permessi, e in effetti lo faccio. Così, Bob Gelfons*, qui da qualche parte - Ma qualcuno del pubblico ha il permesso numero 20. E' uno dei primi aviatori sottomarini. Noi dirigiamo due scuole di volo. Non so a cosa diavolo porterà, ma è molto divertente. Che succederà nei prossimi 30 secondi? Non lo so.
Ma il brevetto di volo sottomarino, io e Karen ci stavamo pensando. I partner commerciali ce lo volevano far brevettare. Ma non ne eravamo sicuri. Abbiamo deciso di lasciar stare. Ci sembra sbagliato tentare di brevettare (Applausi) la libertà di volare sott'acqua. Così se qualcuno ci vuole copiare ... e unirsi a noi, si accomodi. L'altro aspetto è che abbiamo costi molto minori. Abbiamo sviluppato un'altra tecnologia chiamata spider optics, e Craig Ventner mi ha chiesto di fare un annuncio questa mattina. Costruiremo una bellissima, piccola versione ridotta di questo, senza conducente, per grandi profondità così che la sua nave possa recuperare DNA delle profondità marine. (Applausi) Grazie
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Graham Hawkes ci porta nelle profondità del pianeta Oceano (conosciuto anche con il nome di "Terra") a bordo del suo leggiadro sottomarino alato. E' un profondo mondo blu che noi abitanti della terra ferma raramente vediamo in 3D.
A world-renowned engineer and inventor, Graham Hawkes wants to revolutionize the way we experience the oceans. He created the Deep Flight series of winged submersibles, which "fly" to the depths of the oceans with the power and elegance of an airplane. Full bio »
Translated into Italian by Cristina Elia
Reviewed by Elena Montrasio
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18:19 Posted: May 2008
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19:37 Posted: Oct 2006
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20:04 Posted: Apr 2007
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