Namaste. Buon giorno. Sono contentissima di essere in India. Ho ripensato molto a quello che ho imparato particolarmente durante gli ultimi 11 anni con i V-Day e "I Monologhi della Vagina", viaggiando per il mondo, per lo più incontrando donne e ragazze di tutto il pianeta per fermare la violenza contro le donne.
Quello di cui voglio parlare oggi è questa cellula particolare, o gruppo di cellule, che è in ognuno di noi. E la voglio chiamare la "cellula-ragazza". Ed è negli uomini come nelle donne. Voglio che immaginiate che questo particolare gruppo di cellule è centrale nell'evoluzione della nostra specie e nella continuazione della razza umana.
E voglio che immaginiate che ad un certo punto nella storia un gruppo di persone potenti investite del possesso e controllo del mondo capì che la soppressione di questa particolare cellula, l'oppressione, la reinterpretazione, la minaccia di queste cellule, il farci credere nella debolezza di queste cellule, e lo schiacciare, sradicare, distruggere, ridurre queste cellule, praticamente avviarono il processo di eliminazione della cellula-ragazza, e, a proposito, tutto ciò fu la patriarchia.
Voglio che immaginiate che la ragazza sia una scheggia nell'immenso macrocosmo della coscienza collettiva. E che è essenziale per l'equilibrio, la saggezza, e, davvero, per il futuro di tutti noi. E poi voglio che immaginiate che questa cellula-ragazza è compassione, ed è empatia, è la passione stessa, ed è vulnerabilità, è apertura ed è intensità è associazione, è relazione, ed è intuitiva.
E poi pensiamo a come la compassione insegni la saggezza, e che la vulnerabilità è la nostra forza più grande, e che le emozioni hanno una logica inerente, la quale guida ad azioni radicali, appropriate, per la salvezza. E poi ricordiamo che ci è stato insegnato l'esatto contrario dai poteri in essere, che la compassione annebbia l'intelletto, che ci si mette tra i piedi, che la vulnerabilità è debolezza, che non bisogna fare affidamento sulle emozioni, e che non è il caso di prendere le cose sul personale, questa è tra le mie preferite.
Penso che il mondo intero sia stato cresciuto per non essere una ragazza, essenzialmente. Come si tira su un ragazzo? Cosa vuol dire essere un ragazzo? Essere un ragazzo significa appunto non essere una ragazza. Essere un uomo significa non essere una ragazza. Essere una donna significa non essere una ragazza. Essere forte vuol dire non essere una ragazza. Essere un capo vuol dire non essere una ragazza. In realtà, io penso che essere una ragazza sia una cosa così potente che abbiamo dovuto addestrare ognuno a non esserlo. (Risate)
E vorrei dire anche che è certamente ironico che negare questa ragazza, sopprimerla, sopprimere le emozioni, rifiutare i sentimenti ci abbia condotti a questo punto. In cui siamo ora arrivati a vivere in un mondo dove le forme di violenza più estreme la povertà più orrenda, il genocidio, gli stupri di massa, la distruzione della Terra, sono completamente fuori controllo. E poichè abbiamo soppresso le nostre cellule-ragazza, e soppresso la nostra femminilità, non sentiamo quello che sta succedendo.
Così, non ci facciamo carico di rispondere adeguatamente a quello che sta succedendo. Vorrei parlarvi un pò della Repubblica Democratica del Congo. Per me, è stato il punto di svolta della mia vita. Ho trascorso molto tempo lì negli ultimi tre anni. Sento che fino a quel punto avevo visto tanto nel mondo, tanta violenza.
Praticamente negli ultimi 12 anni ho vissuto nelle "miniere di stupro" del mondo. Ma nella repubblica democratica del Congo avvenne davvero una svolta per la mia anima. Andai in un posto chiamato Bukavu e trascorsi il tempo, in un ospedale chiamato Panzi Hospital, con un dottore che era vicino alla santità più di qualunque altra persona abbia mai incontrato. Si chiama Dr. Denis Mukwege. E nel Congo, per quelli di voi che non lo sanno, infuria una guerra da 12 anni, una guerra che ha ucciso quasi sei milioni di persone. Si stima che tra le 300.000 e 500.000 donne siano state stuprate.
Le prime settimane trascorse all'ospedale Panzi mi sedevo con le donne che ogni giorno si mettevano in fila per raccontarmi le loro storie. E queste erano così raccapriccianti così sconvolgenti, e davvero dall'altro lato dell'esistenza umana, che, in tuttà sincerità, ero a pezzi. E vi dirò: accedde che attraverso tale frantumazione, ascoltando le storie di ragazzine di 8 anni a cui avevano sventrato le parti interne, ed erano stati ficcati fucili e baionette dentro di loro tanto da avere, letteralmente, dei buchi dentro da cui fuoriuscivano pipì e pupù.
Ascoltando la storia di donne 80enni che furono incatenate e circondate, e stuprate periodicamente da gruppi di uomini, il tutto nel nome dello sfruttamento economico per rubare i minerali così che l'occidente possa averne e profittarne. La mia mente era talmente a pezzi.
Ma ciò che mi accadde è che quella frantumazione in realtà mi rese audace in una maniera in cui non lo ero mai stata prima. Quella devastazione, l'apertura della mia cellula-ragazza, quel tipo di enorme scoperta del mio cuore mi permisero di diventare più coraggiosa e impavida, ed in realtà anche più intelligente di quanto lo fossi stata nella mia vita in passato.
E vorrei dire che penso che i poteri in essere sanno che in realtà i sentimenti intralciano la costruzione di un impero. I sentimenti intralciano l'acquisizione massiva della Terra, e gli scavi sul pianeta e la distruzione delle cose. Ricordo, per esempio, quando mio padre, che era molto, molto violento, mi picchiava. E in verità, mentre mi picchiava, diceva "Non piangere. Non azzardarti a piangere." Perchè il mio pianto in qualche modo esponeva ai suoi occhi la propria brutalità. E persino nel mentre, non voleva che gli venisse ricordato quello che stava facendo.
So che abbiamo sistematicamente annichilito la cellula-ragazza. E vorrei precisare che l'abbiamo annientata negli uomini come nelle donne. E penso che in un certo modo siamo stati molto più duri con gli uomini nell'annientamento della cellula-ragazza che è in loro. (Applausi) In tutto il mondo, vedo come vengono cresciuti i ragazzi per essere forti, duri, per distanziarsi dalla loro tenerezza, per non piangere. A dire il vero, una volta in Kosovo quando vidi un uomo crollare, capìi che i proiettili sono in realtà lacrime indurite, che quando non permettiamo agli uomini di avere il loro lato femminile, di avere la loro vulnerabilità, compassione, e i loro cuori, essi diventano duri, e offensivi e violenti.
E penso che abbiamo insegnato agli uomini ad essere sicuri quando sono insicuri, a fare finta di conoscere le cose quando non le conoscono, altrimenti perchè saremmo al punto in cui siamo? Fare finta di non essere un guaio quando invece lo sono. Vi racconterò una storia molto buffa. Nel venire qui, sull'aereo camminavo avanti e indietro per il corridoio. E tutti questi uomini, davvero, almeno 10 persone erano lì seduti a guardare film per "femminucce". Ed erano soli soletti, e ho pensato "Questa è la vita segreta degli uomini." (Risate)
Come ho detto, ho viaggiato in tante nazioni del mondo, ed ho visto: se facciamo tutto ciò alla ragazza dentro di noi allora, ovviamente, è orrendo pensare a cosa facciamo alle ragazze nel mondo. E ieri abbiamo sentito da Sunitha e Kavita quello che facciamo alle ragazze. Ma vorrei solo dire che ho incontrato ragazze con ferite da taglio e ustioni da sigaretta, che vengono letteralmente trattate come posaceneri. Ho visto ragazze trattate come bidoni dell'immondizia. Ho visto ragazze picchiate dalle loro madri, e dai fratelli e padri e zii. Ho visto ragazze lasciarsi morire di fame in America, in istituti, per assomigliare ad una qualche versione idealizzata di sè stesse.
Ho visto che mutiliamo le ragazze e le controlliamo, e le manteniamo analfabete, o facciamo loro pesare l'essere troppo intelligenti. Le mettiamo a tacere. Le facciamo sentire in colpa per essere intelligenti. Imponiamo loro di comportarsi bene, di moderare i toni, di non essere troppo intense. Le vendiamo, le uccidiamo da embrioni. Le schiavizziamo. Le stupriamo. Siamo così abituati a derubare le ragazze del soggetto di essere loro i soggetti della loro vita che le abbiamo oggettificate per davvero e trasformate in merce.
La vendita di ragazze è dilagante in tutto il mondo. E in tanti posti valgono meno di capre e vacche. Ma voglio anche parlare del fatto che: se 1 persona su 8 al mondo è una ragazza di età tra i 10 e i 24 anni, (queste ragazze) sono la chiave, davvero, per il futuro dell'umanità, per i paesi in via di sviluppo, così come per il mondo intero; e se sono nei guai perchè si trovano davanti a svantaggi sistematici che le mantengono là dove la società vuole che rimangano, tra cui mancanza di accesso all'assistenza sanitaria, all'educazione, a cibo nutriente, di partecipazione alla forza lavoro -- il fardello delle faccende di casa di solito ricade sulle ragazze e i familiari più giovani. Il che assicura che non riusciranno mai a superare queste barriere.
-- allora io credo che lo stato, la condizione delle ragazze, -- e parlo della ragazza dentro di noi e della ragazza nel mondo -- determinerà se la specie sopravvive o meno. E vorrei suggerire una cosa: avendo parlato con le ragazze, e ho appena finito un nuovo libro, "Io sono una creatura emotiva: la vita segreta di ragazze da ogni parte del mondo", avendo parlato con ragazze per cinque anni, ed una cosa che ho visto vale ovunque, cioè che il verbo imposto alle ragazze è "soddisfare, accontentare". Le ragazze vengono addestrate a soddisfare, a dar piacere. Voglio cambiare il verbo. Voglio che tutti noi cambiamo il verbo. Voglio che il verbo sia "educare" o "attivare" o "intraprendere" o "confrontare" o "sfidare" o "creare." Se insegnamo alle ragazze a cambiare il verbo in effetti faremmo rispettare la ragazza dentro di noi e dentro di loro.
E ora vorrei condividere alcune storie di ragazze che ho visto in giro per il mondo le quali hanno saputo impegnare la ragazza che è in loro, e farsene carico, a dispetto di tutte le circostanze esterne. Conosco una ragazza 14enne in Olanda, per esempio, che pretende che possa prendere una barca e viaggiare intorno al mondo da solal.
C'è un'altra ragazzina che proprio di recente ha sentito il bisogno di tatuarsi 56 stelle sul lato destro della faccia.
C'è una ragazza, Julia Butterfly Hill, che ha vissuto su un albero per un anno perchè voleva proteggere le querce selvatiche.
C'è una ragazza che incontrai 14 anni fa in Afghanistan e ho adottato come mia figlia perchè sua madre, una rivoluzionaria, fu uccisa. E questa ragazza, quando aveva 17 anni indossò un burqa in Afghanistan, e andò negli stadi e documentò le atrocità che accadevano nei confronti delle donne, da sotto il burqa, con una videocamera. E quel video divenne famoso e fece il giro del mondo dopo l'11 settembre, per mostrare quello che accadeva in Afghanistan.
Voglio parlare di Rachel Corrie, un'adolescente quando s'impuntò di fronte ad un carrarmato Israeliano per dire "fine all'occupazione". E sapeva di rischiare la vita e fu letteralmente abbattuta a colpi d'arma e schiacciata sotto il peso del carrarmato.
E voglio parlare di una ragazza che ho incontrato di recente a Bukavu, che fu messa incinta dal suo stupratore. E teneva in braccio il suo bebè. E le chiesi se voleva bene alla sua bambina. E guardò nei suoi occhi e disse: "Certo che voglio bene alla mia bambina. Come potrei non amare mia figlia? E' la mia bambina ed è colma d'amore."
La capacità delle ragazze di superare le situazioni e passare al livello successivo, per me, è sconvolgente. E c'è una ragazza di nome Dorcas. L'ho appena incontrata in Kenya. Dorcas ha 15 anni. Fu allenata all'auto-difesa. Ed alcuni mesi fa fu presa dalla strada da tre uomini maturi. La rapirono, la misero nell'auto. E grazie all'auto-difesa, li afferrò per il pomo d'Adamo, gli tirò pugni negli occhi, e si liberò e scappò dall'auto.
Andai in Kenya, ad Agosto, per visitare una delle case sicure V-Day per ragazze, una casa che aprimmo sette anni fa con una donna favolosa, Agnes Pareyio. Agnes è una donna che fu tagliata quando era piccola, fu mutilata nei genitali femminili. E prese la decisione, come molte donne fanno in tutto il mondo, che quello che era stato fatto a lei non sarebbe mai stato imposto a nessun altra donna e ragazza.
Così per anni Agnes camminò per la Rift valley. Insegnava alle ragazze che aspetto ha una vagina sana, e che aspetto ha una vagina mutilata. In quel periodo salvò molte di loro. E quando la incontrammo le chiedemmo cosa potessimo fare per lei, e lei rispose: " Beh, sarei molto più veloce con una Jeep." Quindi, le procurammo una Jeep. E da allora ha salvato 4.500 ragazze.
Poi le chiedemmo: " Bene, cos'altro di serve?" E rispose: "Beh, ora, mi serve una casa." Così, sette anni dopo Agnes costruì la prima casa sicura V-Day a Narok, in Kenya, nel territorio dei Masai. Ed era una casa per ragazze che scappavano di casa, dove potessero salvare le loro clitoridi, non sarebbero state tagliate, e potessero andare a scuola. E con la casa, negli anni, Agnes ha cambiato la situazione lì. Letteralmente, è diventata vicesindaco. Ha cambiato le regole. L'intera comunità ha creduto in quello che sta facendo.
Mentre eravamo lì, svolgeva un rituale, attraverso cui riconcilia le ragazze che sono scappate, con le loro famiglie. E c'era una giovane di nome Jaclyn. Jaclyn aveva 14 anni, era con la sua famiglia, e c'era la siccità in Kenya. Le mucche morivano, e le mucche sono il bene più prezioso. Jaclyn sentì per caso suo padre parlare con un anziano, la stava per barattare con delle mucche. E sapeva che ciò significava che l'avrebbero tagliata, che non sarebbe andata a scuola, che non avrebbe avuto un futuro, che avrebbe dovuto sposare quell'anziano, ed aveva 14 anni.
Era venuta a sapere della casa sicura, così un pomeriggio Jaclyn scappò dalla casa paterna e camminò per due giorni, due giorni attraverso il territorio Masai. Dormì con le iene. Si nascondeva di notte. Da un lato s'immaginava che suo padre la ammazzava, e dall'altro Mamma Agnes che la salutava, con la speranza che l'avrebbe salutata una volta giunta alla casa. E quando vi giunse, fu salutata. Agnes la accolse, le volle bene. La mantenne per un anno. E (Jaclyn) andò a scuola e trovò la sua voce, e la sua identità e il suo cuore.
E poi, giunse il momento che tornasse a casa per parlare col padre della riconciliazione, dopo un anno. Ed io ebbi il privilegio di trovarmi nella capanna quando lei fu riunita a suo padre e si riconciliarono. Entrati nella capanna, erano seduti suo padre e le sue quattro mogli, e le sue sorelle, appena ritornate poichè erano tutte scappate via dopo di lei, e c'era la sua madre naturale, che fu picchiata per averla difesa con le più anziane. E quando suo padre la vide, e vide chi era diventata, nella sua piena femminilità, le mise le braccia al collo e scoppiò in lacrime. E le disse: "Sei bellissima. Sei cresciuta e diventata una donna stupenda. Non ti taglieremo. E ti do la mia parola, qui e adesso, che non taglieremo neppure le tue sorelle."
E lei gli disse: "Volevi vendermi per quattro mucche ed un vitello, e delle lenzuola. Ma ti prometto che, ora che sarò istruita, mi prenderò sempre cura di te, e tornerò e ti costruirò una casa. E sarò dietro l'angolo per il resto della tua vita."
Per me, è questo il potere delle ragazze. Ed è questo il potere della trasformazione. Vorrei concludere oggi con un nuovo brano tratto dal mio libro. E questa sera voglio farlo per la ragazza che è in ognuno dei presenti. E voglio farlo per Sunitha. E per le ragazze di cui Sunitha ha parlato ieri, che sopravvivono, che possono diventare qualcun altro. Ma davvero voglio farlo per ogni singola persona qui presente, per valorizzare la ragazza in noi, per apprezzare la parte che piange, la parte che è emotiva, la parte che è vulnerabile, per capire che il futuro giace lì.
Il brano si chiama "Io sono una creatura emotiva." Ed è nato perchè incontrai una ragazza a Watts L.A. Chiedevo alle ragazze se a loro piaceva essere ragazze, e tutte dicevano: "No, è odioso. Non lo sopporto. Fa schifo. I miei fratelli ottengono tutto." E questa ragazza si drizzò e disse: "Io amo essere una ragazza. Sono una creatura emotiva!" (Risate) Questo è per lei.
Io amo essere una ragazza. Posso sentire quello che senti mentro lo senti dentro il sentire da prima. Io sono una creatura emotiva. Le cose non mi arrivano come teorie intellettuali o idee spremute. Esse mi pulsano negli organi, nelle gambe, e mi infuocano le orecchie. Ah, io lo so quando la tua fidanzata è davvero incavolata, anche se sembra che ti stia dando ciò che vuoi. Lo so quando arriva la tempesta. io sento le vibrazioni invisibili nell'aria. Ti posso dire che non tornerà. E' una sensazione che sto condividendo.
Io sono una creatura emotiva. Adoro che non prendo le cose alla leggera. Ogni cosa per me è intensa, il modo in cui cammino per strada, come mi sveglia la mamma, quanto sia insopportabile quando perdo, il modo in cui ascolto le brutte notizie.
Io sono una creatura emotiva. Sono connessa con ogni cosa e ogni persona. Ci sono nata così. Non dire in negativo che è soltanto una cosa adolescenziale, o che è solo perchè sono una ragazza. Questi sentimenti mi rendono migliore. Mi rendono presente. Mi rendono pronta. Mi fanno forte.
Io sono una creatura emotiva. Esiste un particolare modo di sapere, è che le donne più grandi l'hanno dimenticato... Mi rallegro che sia ancora nel mio corpo. Ah, io lo so quando la noce di cocco sta per cadere. io so che abbiamo sforzato la Terra oltre il limite. Lo so che mio padre non tornerà, e che nessuno è preparato di fronte all'incendio. io lo so, che il rossetto non vuol dire solo mostra, e che i ragazzi sono super insicuri, e che i cosiddetti terroristi li hanno fatti, non ci sono nati. Lo so che un bacio potrebbe disappropriarmi di tutta la mia capacità decisionale. (Risate) E sapete una cosa? A volte dovrebbe. Questo non è estremo. E' una cosa da ragazze, e lo saremmo tutti, se si spalancasse quella grande porta dentro di noi.
Non dirmi di non piangere, di calmarmi, di non essere così estrema, di essere ragionevole. Io sono una creatura emotiva. E' così che è stata fatta la terra, che il vento continua a impollinare. Non puoi dire all'Oceano Atlantico di stare tranquillo. Io sono una creatura emotiva. Perchè mai vorresti mettermi a tacere, o spegnermi? Sono quel che resta della tua memoria. io posso riportarti indietro. Nulla è stato diluito. Nulla è andato perso. Io amo, ascoltami, io amo poter sentire i sentimenti dentro di te, anche se fermano la mia vita, anche se mi spezzano il cuore, anche se mi portano fuori strada, essi mi rendono responsabile.
Io sono una creatura emotiva, una creatura emotiva, incondizionata, devota. Ed amo, ascoltami, io amo amo amo essere una ragazza. Lo dite con me? Io amo, io amo, amo, amo essere una ragazza! Grazie mille. (Applausi)
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In questo discorso appassionato, Eve Ensler dichiara che c'è una "cellula di ragazza" in tutti noi -- una cellula che siamo stati tutti addestrati a sopprimere. Ella racconta con il cuore storie di ragazze da ogni parte del mondo che hanno superato avversità e violenza scioccanti pur di rivelare la sorprendente forza insita nell'essere una ragazza.
Eve Ensler created the ground-breaking "Vagina Monologues," whose success propelled her to found V-Day -- a movement to end violence against women and girls everywhere. Full bio »
Translated into Italian by Virginia Claudio
Reviewed by Roberta Mura
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20:25 Posted: Sep 2006
Views 480,083 | Comments 102
12:42 Posted: Dec 2009
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18:00 Posted: Jan 2008
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