La sostanza delle cose non viste. Città, passato e futuro. A Oxford, forse possiamo utilizzare Lewis Carroll e guardare nello specchio che è New York City per provare e vedere il nostro vero io, o forse passare ad un altro mondo. O, secondo le parole di F. Scott Fitzgerald, "Mentre la luna si levava più alta, le case caduche incominciarono a fondersi finché lentamente divenni consapevole dell'antica isola che una volta fiorì per gli occhi dei marinai olandesi, un verde seno fresco del nuovo mondo."
I miei colleghi ed io stiamo lavorando da 10 anni per riscoprire questo mondo perduto, in un progetto che noi chiamiamo Il Progetto Mannahatta. Stiamo cercando di scoprire che cosa abbia visto Henry Hudson il pomeriggio del 12 settembre 1609, quando è entrato nel porto di New York. E vorrei raccontarvi la storia in tre atti. E se avrò ancora tempo, anche un epilogo.
Quindi, primo atto: Una mappa scoperta. Io non sono cresciuto a New York. Sono cresciuto a ovest sulle montagne nella Sierra Nevada, come potete vedere qui, nel Red Rock Canyon. E da queste prime esperienze come bambino ho imparato ad amare i paesaggi. Quindi, quando è arrivato il momento di scegliere i miei studi universitari, Ho scelto di studiare questo campo emergente dell'ecologia del paesaggio. L'ecologia del paesaggio si occupa di come il ruscello, il prato, la foresta e le scogliere creino habitat per piante ed animali. Questa esperienza e questa formazione mi hanno portato ad ottenere un meraviglioso lavoro alla Wildlife Conservation Society, che lavora per salvaguardare animali e luoghi selvatici in tutto il mondo. E negli ultimi dieci anni, ho viaggiato in più di 40 nazioni per vedere giaguari, orsi, elefanti, tigri e rinoceronti.
Ma ogni volta che ritornavo dai miei viaggi, ritornavo a New York. E durante i weekend salivo, come tutti gli altri turisti, sulla cima dell'Empire State Building, e guardavo in giù verso questo paesaggio, verso questi ecosistemi, e mi chiedevo, "Come funziona questo paesaggio per fare da habitat per piante e animali? Come funziona per fare da habitat per animali come me?" Andavo a Times Square e guardavo le meravigliose signore sul muro, e mi chiedevo perché nessuno guarda le figure storiche proprio dietro di loro. Andavo a Central Park e osservavo la topografia di Central Park andare contro la brusca e verticale topografia di Manhattan.
Ho iniziato a documentarmi sulla storia e la geografia di New York. Ho letto che New York è stata la prima mega-città, una città di 10 milioni di persone o anche di più, nel 1950. Ho iniziato a vedere dipinti come questo. Per chi di voi viene da New York, questa è la 125esima strada sotto la West Side Highway. (Risate) Un tempo era una spiaggia. E in questo dipinto John James Audubon, il pittore, siede su una roccia. E sta alzando lo sguardo verso le cime boscose di Washington Heights, verso il Jeffrey's Hook, dove oggi passa il George Washington Bridge.
O questo dipinto, del 1740 circa, di Greenwich Village. Quelli sono due studenti del King's College -- diventato poi Columbia University -- seduti su una collina che guardano una valle. E così sono andato a Greenwich Village e ho cercato questa collina. E non sono riuscito a trovarla. Non riuscivo a trovare quella palma. Che cosa ci fa lì quella palma? (Risate)
Così, è stato nel corso di queste indagini che mi sono imbattuto in una mappa. Ed è la mappa che vedete qui. È contenuta in un sistema di informazione geografica che mi permette di zummare. Questa mappa non risale al tempo di Hudson, ma alla rivoluzione americana, 170 anni dopo, è stata fatta dai cartografi militari britannici durante l'occupazione di New York. Ed è una mappa notevole. Si trova negli Archivi Nazionali qui a Kew. Ed è alta 3,57 metri e larga circa 1 metro.
E se faccio lo zoom sulla bassa Manhattan potete vedere quale era l'estensione di New York alla fine della Rivoluzione Americana. Ecco qui Bowling Green. E qui c'è Broadway. E questo è City Hall Park. Quindi fondamentalmente la città si estendeva fino a City Hall Park. E proprio dietro di esso potete vedere le caratteristiche che sono svanite, cose che sono scomparse. Questo è Collect Pond, la fonte di acqua fresca per New York nei suoi primi 200 anni, e per in Nativi americani per migliaia di anni prima. Potete vedere i prati Lispenard estendersi qui, attraverso quello che oggi è Tribeca, e le spiagge che arrivano dalla Battery, fino alla 42esima strada.
Questa mappa è stata creata per scopi militari. Stanno disegnando le strade, gli edifici, le fortificazioni che hanno costruito. Ma stanno anche disegnando cose di interesse sia ecologico che militare: le colline, le paludi, i ruscelli. Questa è Richmond Hill, e Minetta Water che un tempo passava attraverso Greenwich Village. O la palude a Gramercy Park, proprio qui. O Murray Hill. E questa è la casa di Murray su Murray Hill 200 anni fa. Ecco qui Times Square, i due ruscelli che arrivavano insieme per creare una palude a Times Square, come era alla fine della Rivoluzione americana.
Così ho visto questa notevole mappa in un libro. E mi son detto, "Sai, se potessi georeferenziare questa mappa, se potessi porre questa mappa nel reticolato della città oggi, potrei ritrovare queste caratteristiche perdute della città, nella geografia isolato-dopo-isolato che le persone conoscono, nella geografia del luogo dove le persone vanno a lavorare e vivere, e dove piace loro mangiare." Così, dopo un po' di lavoro, siamo riusciti a georeferenziarla, cosa che ci ha permesso di mettere le strade moderne nella città, così come gli edifici e gli spazi aperti, in modo che possiamo zummare su dove si trova Collect Pond. Possiamo digitalizzare Collect Pond e i ruscelli, e vedere esattamente dove si trovano nella geografia della città oggi. Quindi è divertente scoprire dove si trovano le cose rispetto alla vecchia topografia.
Ma avevo un'altra idea riguardo questa mappa. Se togliamo le strade, se togliamo gli edifici, ed anche gli spazi aperti allora potremmo prendere questa mappa. Se leviamo le caratteristiche del 18esimo secolo possiamo tornare indietro nel tempo. Possiamo tornare ai suoi fondamenti ecologici: alle colline, ai ruscelli, all'idrologia di base e alla linea della costa, alle spiagge, agli aspetti di base che creano il paesaggio ecologico.
Poi, se aggiungiamo mappe come la geologia, quella del substrato e quella della superficie, quello che il ghiacciaio lascia, se facciamo la mappa del suolo, con le 17 classi di suolo, definite dal National Soil Conservation Service, se creiamo un modello digitale in elevazione della topografia che ci dice quanto alte erano le colline, allora possiamo calcolare le pendenze. Possiamo calcolare l'aspetto. Possiamo calcolare l'esposizione del vento invernale -- quindi in quale direzione i venti invernali soffiano attraverso il paesaggio. Le aree bianche in questa mappa sono i luoghi protetti dai venti invernali.
Abbiamo compilato tutte le informazioni su dove stavano i nativi americani, i Lenape. E abbiamo costruito una probabile mappa su dove essi potevano stare. Quindi, le aree rosse sulla mappa indicano i posti migliori per la sostenibilità umana a Manhattan, luoghi vicino all'acqua, luoghi che sono vicini al porto per pescare, posti protetti dai venti invernali. Sappiamo che c'era un insediamento Lenape qui vicino al Collect Pond. E sapevamo che avevano piantato una specie di orticoltura, che coltivavano questi bellissimi orti di mais, fagioli e zucche, l'orto "Three Sisters" (Tre sorelle)
Quindi, abbiamo costruito una modello che spiega dove potrebbero essere stati questi campi. I vecchi campi e quelli successivi. E potremmo pensare a questi come abbandonati. Ma, in effetti, essi sono praterie, habitat per uccelli e piante da prateria. E sono diventati successivamente terre di arbusti, e questi quindi si mescolano in una mappa di tutte le comunità ecologiche. E si scopre che Manhattan aveva 55 diversi tipi di ecosistema. Potete pensare a loro come vicini di casa, caratteristici come Tribeca, l'Upper East Side e Inwood -- che questi sono la foresta, le paludi le comunità marine e le spiagge.
E 55 sono tanti. In un confronto tra aree, Manhattan aveva più comunità ecologiche per ettaro che Yosemite, Yellowstone e Ambaselli. Era davvero un paesaggio straordinario capace di sostenere un'eccezionale biodiversità.
Secondo Atto: Una casa ricostruita. Abbiamo studiato i pesci, le rane, gli uccelli e le api, le 85 diverse specie di pesci che c'erano a Manhattan, le galline Heath, le specie che non ci sono più, i castori vicini a tutti i ruscelli, gli orsi neri, e i nativi americani, per studiare come utilizzavano e cosa pensavano del loro paesaggio. Volevamo cercare di creare una mappa su di loro. E per farlo abbiamo disegnato una mappa dei loro bisogni nell'habitat.
Dove prendevano il loro cibo? Dove prendevano la loro acqua? Dove trovavano i loro rifugi? Dove prendevano le loro risorse riproduttive? Per un ecologo, l'intersezione di questi è l'habitat. Ma per la maggior parte delle persone, l'intersezione di questi è la propria casa. Noi leggiamo sulle guide, sulle guide standard che forse avete sui vostri scaffali, che quello di cui hanno bisogno i castori è "Un lento ruscello con pioppi, ontani e salici vicino all'acqua". Questa è la cosa migliore per un castoro.
Così abbiamo iniziato a fare una lista. Ecco il castoro. Ed ecco il ruscello, e il pioppo, l'ontano e il salice. Come se queste fossero le mappe di cui avremmo bisogno per prevedere dove trovare il castoro. O la tartaruga di palude, che ha bisogno di prati bagnati, insetti e posti soleggiati. O la lince, che ha bisogno dei luoghi in cui si trovano le tane di conigli e castori. Così rapidamente abbiamo iniziato a capire che i castori possono essere qualcosa di cui una lince ha bisogno. Ma anche un castoro ha bisogno di cose. E averli entrambi significa che possiamo collegarli, che possiamo creare una rete delle relazioni tra gli habitat di queste specie.
Inoltre, abbiamo capito che si può iniziare essendo un specialista di castori ma si può anche cercare di cosa ha bisogno un pioppo tremulo. Un pioppo tremulo ha bisogno di fuoco e di terreno secco. E potete cercare di cosa ha bisogno un prato umido. Ha bisogno che i castori creino paludi, e forse anche altre cose. Ma si può anche parlare di luoghi soleggiati. Quindi, di cosa ha bisogno un posto soleggiato? Nessun habitat di per sé. Ma quali sono le condizioni che lo rendono possibile? O il fuoco. O i terreni secchi. E quindi potete mettere questi in un schema lungo 1000 colonne in orizzontale e 1000 file in verticale. Così possiamo visualizzare questi dati come una rete, come un social network.
E questa è la rete di tutte le relazioni tra gli habitat di tutte le piante e di tutti gli animali a Manhattan, e di tutto quello di cui hanno bisogno, tornando indietro alla geologia, tornando indietro nel tempo e nello spazio al vero centro della rete. La chiamiamo Rete Muir. E se zummi, la vedi così. Ogni punto rappresenta una specie diversa o un ruscello, o un tipo di terreno. E quelle piccole linee grigie sono le connessioni che li collegano insieme. Essi sono i collegamenti che effettivamente rendono la natura elastica. E questa struttura è ciò che fa lavorare la natura, vista in tutte le sue parti. Le chiamiamo Reti Muir in onore del naturalista Scozzese-Americano John Muir, che disse, "Quando cerchiamo di prendere qualcosa da sola, scopriamo che è saldamente legata con migliaia di corde indivisibili, che non si possono spezzare, a tutto nell'universo."
Quindi abbiamo preso le reti Muir e le abbiamo riportate nelle mappe. Così, se volevamo andare tra l'85esima e l'86esima e Lex e la terza, forse c'era un ruscello in quell'isolato. E quali sarebbero stati i tipi di albero che si trovavano lì. e quali fiori, licheni, muschi, le farfalle, i pesci nel ruscello, gli uccelli sugli alberi. Forse lì ci viveva un serpente a sonagli. E forse ci è passato un orso nero. Forse i Nativi americani stavano lì. Poi abbiamo preso questi dati.
Potete vederlo da soli sul nostro sito. Potete zummare su ogni isolato a Manhattan, e vedere come avrebbe potuto essere 400 anni fa. E lo abbiamo utilizzato per provare e scoprire un paesaggio qui nel Terzo Atto. Abbiamo utilizzato gli strumenti che usano ad Hollywood per creare quei fantastici paesaggi che noi tutti vediamo nei film.
Abbiamo provato ad utilizzarlo per visualizzare la Terza strada. Quindi abbiamo preso il paesaggio e abbiamo ricostruito la topografia. Prima abbiamo messo i terreni e le acque ed abbiamo illuminato il paesaggio. Abbiamo posto sopra quello la mappa delle comunità ecologiche. E poi vi abbiamo inserito la mappa delle specie. In modo da poter effettivamente scattare una fotografia, volando sopra Times Square, guardando verso il fiume Hudson, aspettando che arrivi Hudson. Utilizzando questa tecnologia, possiamo creare queste fantastiche viste georeferenziate. Fondamentalmente possiamo scattare una foto da una qualsiasi finestra di Manhattan e vedere come era quel paesaggio 400 anni fa.
Questa è la vista dall'East River, guardando verso Murray Hill dove stanno le Nazioni Unite oggi. Questa è la vista guardando lungo il fiume Hudson, con Manhattan sulla sinistra e il New Jersey sulla destra, guardando verso l'Oceano Atlantico. Questa è la vista sopra Times Square, con lo stagno dei castori lì, guardando verso est. Quindi possiamo vedere Collect Pond e dietro i Lispenard Marshes. Possiamo vedere i campi creati dai nativi americani. E possiamo vedere questo nella geografia della città oggi. Così mentre state guardando Law and Order, e gli avvocati salgono gli scalini avrebbero potuto scendere da quegli scalini del tribunale di New York, e andare dritti dentro il Collect Pond, 400 anni fa.
Queste immagini sono il lavoro del mio amico e collega, Mark Boyer, che è qui tra il pubblico oggi. E vorrei solo, se vorrete contribuire, complimentarmi per il suo ottimo lavoro. (Applausi)
C'è una tale potenza nell'unire la scienza e la visualizzazione, che possiamo creare immagini come questa. Forse guardare da entrambe le parti di uno specchio. Ed anche se ho avuto poco tempo per parlare, spero abbiate compreso che Mannahatta era un posto davvero speciale. Il luogo che vedete qui sul lato sinistro era interconnesso. Era basato su questa diversità. Aveva questa resilienza che è ciò che necessitiamo nel nostro mondo moderno.
Ma non pensiate che non mi piace il posto sulla destra, mi piace molto. Ho imparato ad amare la città e il suo tipo di diversità, la sua resilienza, la sua dipendenza dalla densità e come siamo collegati insieme. Infatti io li vedo come il riflesso l'uno dell'altro. Un po' come ha fatto Lewis Carroll in "Attraverso lo specchio." Confrontiamo queste due immagini e contemporaneamente teniamo a mente che sono davvero lo stesso luogo, non c'è modo per le città di scappare dalla natura. E credo che sia questo quello che stiamo imparando riguardo il costruire le città nel futuro.
Quindi se mi permettete un breve epilogo, non riguardo il passato, ma riguardo 400 anni a partire da ora, quello che stiamo capendo è che le città sono habitat per le persone e devono fornire ciò di cui le persone necessitano: un senso di casa, cibo, acqua, rifugio, risorse riproduttive e un significato. Questo è la particolare richiesta aggiuntiva dell'habitat per l'umanità. E così tanti talk qui a TED riguardano il significato, riguardano il portare significato alle nostre vite in tanti modi differenti, attraverso la tecnologia, l'arte, la scienza, tanto che, io credo, ci siamo concentrati così tanto su quel lato delle nostre vite, che non abbiamo dato abbastanza attenzione al cibo, all'acqua e al rifugio, e a quello di cui abbiamo bisogno per crescere i figli.
Quindi come possiamo immaginare la città del futuro? Come sarebbe se andassimo a Madison Square Park e ce la immaginassimo senza tutte le macchine, ma con biciclette invece, e grandi foreste, e ruscelli invece delle fogne e dei tubi di scarico? Come sarebbe se immaginassimo l'Upper East Side con i tetti verdi e ruscelli che scorrono per la città, e con mulini a vento che ci forniscono l'energia di cui abbiamo bisogno? O se immaginassimo l'area metropolitana di New York, al momento casa di 12 milioni di persone, ma 12 milioni di persone nel futuro, forse vivendo nella densità di Manhattan, solo nel 36 percento dell'area, con le aree in mezzo ricoperte da terra agricola, ricoperte da paludi, ricoperte da prati di cui abbiamo bisogno.
Questo è il tipo di futuro di cui io penso abbiamo bisogno, è un futuro che ha la stessa diversità, abbondanza e dinamismo di Manhattan, ma che impara dalla sostenibilità del passato, dell'ecologia, dell'ecologia originale, della natura con tutte le sue parti. Grazie mille. (Applausi)
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400 anni dopo che Hudson ha scoperto il porto di New York, Eric Sanderson mostra come ha creato una mappa 3D dell'affascinante ecologia pre-città delle colline, dei fiumi e della vita naturale di Manhattan -- dettagliata fino agli isolati -- quando Times Square era una palude e non ci si poteva liberare.
Armed with an 18th-century map, a GPS and reams of data, Eric Sanderson has re-plotted the Manhattan of 1609, just in time for New York's quadricentennial. Full bio »
Translated into Italian by Elena Intra
Reviewed by Enrico Battocchi
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18:07 Posted: Feb 2009
Views 490,724 | Comments 53
04:24 Posted: Apr 2008
Views 721,925 | Comments 63
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