Avevo chiesto delle diapositive, con una certa insistenza, proprio fino all’ultimo momento, ma mi è stato negato l’accesso ad un proiettore. (Risate) Le trovo molto più emozionanti... (Risate) ...e personali, e la cosa bella del proiettore è che puoi focalizzare l'attenzione sul lavoro, a differenza di PowerPoint e altri programmi. Ora, concordo che si debba... sì, ci sono certe eccezioni e sapete, se si usa un proiettore per le diapositive, non si può usarne uno che non funziona bene che carica quelle dietro o da un lato, su o giù, ma forse è un buon compromesso, un buon compromesso per focalizzare. (Risate) E’ un’idea. Solo un’idea. E c’è qualcosa di bello nelle diapositive che si inceppano. E quello che ti auguri davvero è che qualche volta prendano fuoco, il che non accadrà questa sera.
Detto questo, iniziamo con la prima diapositiva. Questa come avrete potuto indovinare è una lattina di birra appena scolata in Portogallo. (Risate) Questa... ero appena arrivato a Barcellona per la prima volta, E ho pensato... sapete dopo aver viaggiato tutta la notte, Ho alzato lo sguardo e ho pensato: "Wow, com’è semplice. Arrivi in questo aereoporto internazionale e hanno semplicemente una B". Voglio dire... ma quanto è bello? Tutto si è semplificato nel design, e c’è questo mega aereoporto, e Dio, ho semplicemente... fatto una foto. Ho pensato, Dio, è la cosa più bella che abbia mai visto in un aereoporto. Fino a che un pao di mesi dopo sono tornato nello stesso aereoporto... e credo anche sullo stesso aereo... ho guardato in alto e c’era scritto C. (Risate) E’ stato solo allora che ho capito che era semplicemente il gate a cui stavo arrivando. (Risate)
Credo molto nell’emozione del design, e al messaggio che viene trasmesso prima che qualcuno cominci a leggere, prima riceva il resto delle informazioni; qual è il responso emozionale che ha di fronte al prodotto, la storia, ll dipinto, qualunque cosa sia. Questo aspetto del design è ciò che mi interessa di più, e penso che questa sia una versione veramente chiara, e molto semplificata, di ciò di cui sto parlando. Queste sono un paio di porte del garage dipinte in modo identico, posizionate una vicino all’altra. Quindi, qui c’è la prima porta. Il messaggio arriva. È chiarissimo. Date un occhio alla seconda e vedete se c’è una qualche differenza nel messaggio. Ok, davanti a quale parcheggereste? (Risate) Stesso colore, stesso messaggio, stesse parole. L’unica cosa che è diversa è l’espressione che il singolo proprietario ha posto nell’opera... e ancora, chi è lo psicopatico assassino in questo caso? (Risate) Ma allo stesso tempo non lo dice; non ha bisogno di dirlo. Credo che probabilmente parcheggerei di fronte all’altra.
Sono sicuro che molti di voi siano consapevoli che la grafica si è semplificata molto negli ultimi cinque anni all’incirca. Si è semplificata così tanto che sta tornando indietro e diventando un po' più espressiva. Mi trovavo a Milano e ho visto questo segnale stradale e sono rimasto molto contento di vedere che apparentemente quest'idea di minimalismo è stata anche translata dal graffitaro. (Risate) Il graffitaro è arrivato, ha migliorato leggermente il cartello e proseguito per la sua strada. (Risate) Non lo ha sovrastato come fanno di solito. (Risate)
Questo è per un libro della Metropolis. Ho fatto delle foto, e questo è un cartellone in Florida, e, o non hanno pagato l’affitto, o non avevano intenzione di continuare a pagarlo, e quelli del cartellone erano troppo taccagni per tirarlo giù, quindi ne hanno tirato via solo delle parti Sostengo che forse è ancora più efficace del cartellone originale nell’attirare l’attenzione, nel farti guardare in quella direzione. E si spera che non vi fermiate a comprare quelle cose disgustose con la noce peacan... Della Stuckey.
Questo viene dal mio secondo libro. Il primo è intitolato “The End of Print (La fine della stampa)”, ed è stato fatto insieme ad un film, in collaborazione con William Burroughs. “The End of Print” è ora alla quinta edizione. (Risate) La prima volta che mi sono messo in contatto con William Burroughs per chiedergli di partecipare al progetto disse di no; disse che lui non credeva che fosse la fine della stampa. E io risposi: “Beh, va bene; mi piacerebbe semplicemente avere il tuo contributo per questo film e questo libro", e finalmente accettò. E alla fine del film, dice con la sua voce fantastica che non riesco a imitare, ma ci provo, non proprio, dice: “Ricordo di essere andato ad una mostra intitolata 'Fotografia: la fine della pittura'”. E continua: “E, certo, non lo fu per niente.” Quindi, sembrerebbe che quando la fotografia è stata perfezionata, ci fossero persone che andavano in giro dicendo: “Ecco fatto: avete appena rovinato la pittura”. Ora la gente farà solo foto. Ed è certo che non è stato così.
Questo è dal libro “2nd Sight (Seconda Vista)”, un mio libro sul tema dell’intuizione. Non credo che sia l’unico ingrediente nel campo del design, ma forse il più importante. È una cosa che tutti hanno. Non è questione di insegnarlo; di fatto molte scuole non tengono in conto l’intuizione come ingrediente del processo lavorativo perché non possono quantificarlo: "È molto difficile insegnare i 4 passi del design intuitivo, ma possiamo insegnarvi i 4 passi per un bel biglietto da visita o una newsletter". Perciò si tende a trascurare l'intuizione. Questa è una citazione di Albert Einstein, che dice: “L’intelletto serve a poco sulla strada verso la scoperta. Subentra un salto nella coscienza.. chiamatela intuizione o come credete... e la soluzione vi arriva, e voi non sapete né da dove né perchè.” Quindi è un po' come quando qualcuno chiede: “Chi cantava quella canzone?” E più cerchi di ricordartelo, più la risposta sembra sfuggirti, e proprio nel momento in cui smetti di pensarci, in un certo senso, la tua intuizione ti dà la risposta.
Questo mi piace per un paio di ragioni. Se avete mai fatto un corso di design, vi insegnano che questo non si può leggere. Credo che alla fin fine si possa e a maggior ragione dica una grande verità. “Non confondete la leggibilità con la comunicazione”. Solo perché qualcosa è leggibile non significa che comunichi. A maggior ragione non significa che comunichi la cosa giusta. Quindi, qual è il messaggio comunicato prima che il prodotto venga visto? E credo che a volte sia un’area sottovalutata.
Questo è il lavoro con Marshall McLuhan. Ho lavorato con sua mogle e suo figlio Eric, e abbiamo messo insieme circa 600 citazioni di Marshall che sono semplicemente incredibili per quanto siano avanti coi tempi, avendo previsto così tanto di quanto è avvenuto nella pubblicità, nella televisione, nel mondo dei media. Per cui questo libro si intitola “Probes (Indagini)”. Un’altra parola per dire citazioni. E... molte delle quali non sono mai state pubblicate prima e in sostanza ho interpretato le diverse citazioni. Questa originariamente era la pagina dei contenuti. Quando l’ho fatta il libro era di 540 pagine, e dopo la casa editrice, la Ginko Press, ha finito col ridurle considerevolmente: è meno di 400 pagine ora. Ma decisi che la pagina dei contenuti mi piaceva così... Mi piaceva com’era e quindi l’ho tenuta. (Risate) So che ora non c'entra nulla con il libro, ma è una bella doppia pagina, credo. (Risate)
Ecco un paio di estratti dal libro: qui Mcluhan dice: “I nuovi media non sono dei ponti tra Uomo e Natura; sono Natura”. “L’invenzione della stampa si è sbarazzata dell’ anonimato, incoraggiando idee di notorietà letteraria e l’abitudine di considerare gli sforzi intellettuali come proprietà privata”, Il che non era mai stato fatto prima dell’invenzione della stampa. “Quando nuove tecnologie si impongono in società da tempo abituate a vecchie tecnologie, nascono ansie di ogni genere”. “Mentre le persone sono impegnate nel creare un mondo completamente diverso, creano sempre delle immagini vivide del mondo precedente”. Odio questa roba si fa fatica a leggere. (Risate) (Applausi) Nell’era elettronica l’unico ambiente possibile per le persone è il globo, e nessun’altra occupazione è possibile tranne la raccolta di informazioni”. Questo è quanto. Questo è tutto ciò che ha predetto come opzioni. E c’è andato molto vicino.
Questo è un progetto per i Nine Inch Nails. E ve lo mostro perché sembrerebbe che all’improvviso sia diventato molto rilevante, è stato fatto subito dopo l’11 settembre. Ho recentemente scoperto un rifugio antibomba nel cortile interno di una casa che avevo comprato a Los Angeles l’agente immobiliare non me l’aveva fatta notare. (Risate) Sembrerebbe che durante la crisi missilistica cubana degli anni 60, siano stati costruti dei rifugi. E mentre ci passavamo davanti chiesi all’agente immobiliare cosa fosse, e lui dice: “E’ qualcosa che ha a che fare con le fognature”. ed io: “Ok, va bene”. Alla fine sono andato là sotto, ed era questa vecchia cosa circolare e arrugginita, c’erano due letti, dava i brividi ed era strano. E inoltre, sorprendentemente, era fatto con del metallo scadente, e si era arruginito completamente, c’era acqua dappertutto e ragni. Ho pensato: “Cosa gli è venuto in mente?” Ad uno verrebbe di usare del cemento, per lo meno, o qualcos’altro. Ma ad ogni modo io l’ho usato per la copertina del DVD dei Nine Inch Nails, inoltre ho riparato il rifugio con del nastro isolante, ed è pronto. Credo di essere pronto anch’io, allora.
Questo è in realtà un esperimento per un cliente, Quicksilver, in cui abbiamo lavorato su una sequenza di sei scatti e provato ad usare la stampa come mezzo per portare le persone sul web. Quindi, questa è una sequenza di sei scatti. Ho preso uno scatto e l’ho tagliato i modi diversi. Il testo in piccolo dice: “Se vuoi vedere la sequenza completa... com’è andata sul surf... visita il nostro sito”. E immagino che un sacco di ragazzini che surfano siano andati sul sito per vedere la foto nella sua interezza. Non ho nessun modo di verificare per cui potrei sbagliarmi completamente. (Risate) Non ho il sito. È solo il lavoro in sé.
Questo è un gruppo di New York che si chiama "Coalizione Per Un Ambiente Libero Dal Fumo"; mi hanno chiesto di fare questi poster. ["Le sigarette rimpiccioliscono il pisello".] Hanno affatto attacchinaggio per New York. Non si può in realtà... beh non si riesce a vedere per niente... ma la seconda riga è quella che in un certo senso ripaga. Dice: “Se le compagnie di sigarette possono mentire, allora possiamo anche noi”. Ma... (Risate) (Applausi) ...ma l’ho fatto. Hanno fatto attacchinaggio selvaggio per tutta New York in una notte, e decisamente le persone si fermavano a guardarli, tipo dei fumatori per strada e ,”Eh?” (Risate) E il tutto è stato fatto in modo che risultasse decisamente serio. Non è stato usato qualche tipo di carattere in stile grunge o cose del genere; Sembrava che potessero essere veri. Comunque.
Un poster per l’Atlantic Center for the Arts, una scuola in Florida.
Questo mi stupisce. È un prodotto che ho appena scoperto. Ero ai caraibi per Natale, e mi sciocca il fatto che ai nostri giorni vendano ancora... non il fatto che li vendano... ma che le persone sentano il bisogno di schiarire il colore della loro pelle. Poteva essere un vecchio prodotto con una nuova confezione, oppure una confezione nuova di zecca e ho pensato: “Che schifo! Com’è possibile che succeda ancora?”
Tengo moltissimi workshop in giro per il mondo, davvero, e in questo caso specifico il compito era era di inventarsi una nuova segnaletica per le toilette. (Risate) I felt this was one of the more successful solutions. Gli studenti le hanno tagliate e posizionate in giro per bar e ristoranti quella sera, e ho sempre quest’immagine di questa coppia di anziani che si accinge ad usare i sevizi... (Risate)
Ho lavorato per Microsoft qualche anno fa. Era una campagna a livello mondiale. Ed è stato interessante per me... Il mio background è la sociologia; non ho studiato design, e a volte le persone mi dicono: “Beh questo spiega tutto...” ma è stato un esperimento veramente interessante perché non c’era un prodotto che dovevo vendere; ma stavano semplicemente cercando di migliorare l’immagine della Microsoft. Pensavano di non piacere a certe persone. (Risate) Ho scoperto che è particolarmente vero, lavorando per questa campagna mondiale.
E il nostro obiettivo era quello di umanizzarli un po', e quello che ho fatto è stato di aggiungere dei caratteri tipografici e delle persone nella pubblicità il che mancava nella campagna precedente, e nessuno se li ricordava o li usava come riferimento. E abbiamo cercato di comunicarlo: “Hey, le persone che lavorano alla Microsoft sono OK, alcune addirittura hanno degli amici e delle famiglie, e non sono tutti delle persone tremende”. E la campagna ombrello diceva: “Grazie a Dio è lunedì”. Quindi abbiamo provato a prendere questo... ciò che era percepito come negativo: la loro super competitività, la loro... sapete, le lunghe ore di lavoro... e trasformarlo in positivo senza girargli intorno. Ovvero: “Grazie a Dio è lunedì”... Posso tornare a quel piccolo cubicolo, quei finti muri grigi, e ascoltare le conversazioni di tutti gli altri per 10 ore e poi tornare a casa.
Ad ogni modo questa è una delle pubblicità di cui sono più contento, perché la direzione artistica è stata molto elaborata, in questa mi sembrava che la ragazza guardasse veramente il computer. Dice: “Guardati intorno.” E c’è una parte del software. Questo è il modo in cui è stata presentata la campagna in tutto il mondo. In Germania, hanno fatto un piccolo cambiamento senza consultarmi... non che dovessero farlo, perché passava tutto tramite agenzie... ma provate a vedere se riuscite a notare la differenza. Questa è la campagna mondiale; In Germania hanno fatto una piccola modifica. (Risate)
Qui ci sono un paio di problemi. Se devi mettere un ragazzino nella pubblicità, scegline uno che abbia l’aria di essere ancora vivo. (Risate) Mi dà l’idea che questo ragazzino sia stato lì per una settimana di fila... È lì che sta solo sperando che (il computer) si avvii... (Risate) E come mi è stato spiegato dall’agenzia, dopo: “Vede, non ci sono delle persone piccole e verdi nel nostro paese; perchè dovremmo utilizzare delle persone piccole e verdi nelle nostre pubblicità, per esempio?” Capisco la loro logica. Ma non concordo per niente; Penso che sia un approccio veramente limitato, il mondo è sicuramente molto più globale, e penso certamente che i tedeschi avrebbero accettato una ragazza afroamericana seduta di fronte ad un computer, anche se non lo sapremo mai.
Questi sono alcuni lavori per Ray Gun. Il punto della rivista era di leggere gli articoli, ascoltare la musica e cercare di interpretarla. Non c’è griglia, nessun sistema, niente di stabilito in anticipo. Questa è l’apertura per Brian Eno, ed è solo la mia interpretazione personale della musica. Queste sono delle rockstar che raccontano delle loro cotte per i professori a scuola. Ci sono un sacco di articoli importanti su Ray Gun. Sono stato fortunato a trovare una foto di un’insegnante seduta su dei libri. (Risate)
Un’articolo su Brian Ferry... proprio noioso... quindi ho usato Dingbat come carattere. (Risate) Potresti... potresti metterlo in evidenza; e usare Helvetica o qualcos’altro: è l'articolo vero e proprio. Penso che alla fine lo si possa decifrare, ma non è ben scritto e non ne varrebbe la pena. (Risate)
Avendo lavorato per un sacco di riviste, mi incuriosisce molto come le grandi testate trattino le storie di rilievo, ed ero molto curioso di vedere come il Time e Newsweek avrebbero affrontato l’11 settembre. Ed è stata una vera delusione vedere che avevano scelto di mostrare la foto che avevamo già visto milioni di volte, che era in pratica il momento dell’impatto. E la rivista People, secondo me, ha usato lo scatto migliore. Il carattere è un pò allungato, ma la grana... il secondo aereo in procinto di schiantarsi: c’era qualcosa che attirava di più, se questa è la parola giusta... non è la parola giusta... in questa copertina rispetto al Time o Newsweek.
Ma quando ho aperto la rivista, c’era qualcosa di piuttosto inquietante, e continua. Sulla sinistra vediamo delle persone che stanno morendo; delle persone che cercano di salvarsi. E a destra impariamo che c’è un modo nuovo per sostenere il seno. Non hanno rinunciato all’ambita pagina destra per tutto il numero. Guardate l’immagine di questa signora... chi lo sa che cosa le sta accadendo?... e il testo dice: “Sa esattamente come farmi venire la pelle d’oca”. Sì, salta fuori dal grattacielo... sfortunatamente, questo funziona, come se fosse tutto insieme.
E continua così per tutta la rivista. Senza cessare. Questo dice: “Un lavaggio per tutti”. Molti sono rimasti orfani in questo giorno. E qui c’è un cadavere che viene portato alla luce. Penso che anche solo una pagina vuota sarebbe stata molto più appropriata. Questa credo che sia probabilmente la peggiore: Due signore che guardano nella stessa direzione, entrambe in jeans. Una... chissà cosa sta passando; l’altra preoccupata per il latte e il comportamento da modella.
E... ho fatto un intervento un paio di mesi dopo a New York, e alla fine una persona mi ha approcciato e ha detto... in realtà mi hanno mandato una mail... dicendo che avevano apprezzato il mio intervento, e tornando alla loro macchina, hanno trovato un biglietto sulla loro macchina che li ha fatti pensare che forse New York stava ritornando ad essere la vecchia New York dopp questo evento... erano passati alcuni mesi. Questo è quello che hanno trovato sulla loro macchina: [Grazie per aver parcheggiato così vicino. La prossima volta lascia un fottuto apriscatole in modo che possa tirar fuori la mia auto. Stronzi come te dovrebbero prendere l'autobus]. [Grazie per aver parcheggiato così vicino. La prossima volta lascia un fottuto apriscatole in modo che possa tirar fuori la mia auto. Stronzi come te dovrebbero prendere l'autobus.] (Risate) Ci sono poche occasioni in cui uno è contento di trovarsi un biglietto così sulla macchina, ma era un segnale che indicava che stavamo tornando a come eravamo prima.
Questo è il mio desktop. Qualcuno mi ha detto che ci sono queste cose chiamate cartelle, ma non so cosa siano. Questi sono i miei appunti per questo intervento... forse c’è una correlazione. Siamo in chiusura.
Questo è quello che ho visto dall’aereo, arrivando, in cerca di nuovi prodotty trendy. Non sono sicuro che sia un miglioramento o una buona idea, Perché se non passate abbastanza tempo davanti al computer, adesso potete mettere un piatto sulla tastiera, quindi non si può più fingere che non state seduti davvero tutto il giorno alla scrivania a lavorare; adesso c’è un piatto e sarebbe molto molto comodo mangiare un pezzo di pizza, scrivere a computer per un pò, e poi... Non sono sicuro che sia un miglioramento.
Se avete mai messo in dubbio il potere della grafica, questo è un poster generico che dice: “Vota per Hitler”. Non dice niente di più. Per me questo è un caso estremo del potere emozionale della grafica, anche se ai tempi era un poster molto generico.
Cosa verra dopo? Dopo ci saranno le persone. Mentre le conoscenze tecniche diventano sempre più centrali, l’importanza delle persone accresce più che mai. Dovete utilizzare quello che siete nel vostro lavoro. Nessun’ altro lo può fare: nessun altro può attingere dal vostro background, i vostri genitori, come siete cresciuti, la vostra esperienza di vita nella sua totalità. Se permettete che questo accada, è l’unico modo in cui si possa creare dellle cose uniche, e vi godrete il vostro lavoro molto di più.
Questo è... mi piace il ready-made e la scrittura a mano sta tornando si moda alla grande, e questo è un grande esempio di entrambi. Questa signora ha messo un annuncio perché ha perso il suo pitbull. (Il cane) E’ socievole... ha sottolineato socievole.... forse è per questo che l’ha chiamato Hercules o Hercles. Non sa compitare. (Risate) Ma è da notare che è disposta a darvi 20 verdoni perchè andiate alla ricerca di questo pitbull smarrito. E ho pensato, gia certo, mi metto alla ricerca del pitbull smarrito per 20 verdoni. Mi immagino delle persone in giro per i vicoli che urlano “Hercules”, e il cane ti inizia a puntare e tu dici: “Fai che sia Hercles, fai che sia quello socievole”. (Risate) Sono sicuro che il cane non lo ha mai ritrovato, perché il biglietto l’ho preso io. (Risate)
Ma qualche anno fa mi era stato chiesto di dfare una conferenza a Sacramneto. Il tema era il coraggio, e mi hanno chiesto di parlare di quanto sia coraggioso essere un grafico. E mi sono ricordato di questa foto di mio padre, che collaudava gli aerei, e mi aveva detto che quando firmi per diventare collaudatore, ti dicono che c’è dal 40 al 50% di possibilità di morire sul lavoro. Rispetto alla maggioranza dei lavori è molto alta come percentuale (Risate) Ma sapete il governo produce un aereo; e ti dicono: “Proveresti a vedere se quello vola?” Alcuni volavano, altri no.
Mi sono messo a pensare ad alcune delle decisioni che devo prendere del tipo: serif invece di san-serif. (Risate) E per la maggior parte non mettono a repentaglio la vita. Perché non sperimentare? Perché non divertirsi un pò? Perché non mettere un pò di sè stessi nel lavoro? Quando insegnavo, avevo l’abitudine di chiedere agli studenti, Qual’è la definizione di un buon lavoro? E come insegnanti, dopo aver ricevuto tutte le risposte, si vuol dare la risposta giusta. E la migliore che ho sentito... Sono sicuro che qualcuno di voi l’ha sentita questa... la definizione di un buon lavoro è: “Se avessi la possibilità economica... e i soldi non fossero un problema... Staresti facendo quello stesso lavoro? E se è così hai un gran lavoro. Se non è così cosa diavolo stai facendo? Sarai morto per un bel pò di trempo. Grazie Millle.
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Il buon design è un viaggio di scoperte senza fine... per cui aiuta essere equipaggiati di un sano senso dell’umorismo. Il sociologo e surfista diventato designer David Carson ci guida attraverso una serie di diapositive bellissime (e spesso divertenti) dei suoi lavori e di immagini trovate.
David Carson is the "grunge typographer" whose magazine Ray Gun helped explode the possibilities of text on a page. Full bio »
Translated into Italian by nick marotta
Reviewed by Filippo Buresta
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