Inizierei raccontandovi, o mostrandovi, le persone che misero su il Jet Propulsion Laboratory. Quando erano un gruppo di ragazzi erano molto fantasiosi, molto avventurosi mentre provavano al Caltech a mischiare prodotti chimici per vedere quale scoppiasse di più. Bene, non vi consiglierei di provarci adesso. Naturalmente, fecero esplodere un capanno, e il Caltech, be', allora... "Ehi, andatevene ad Arroyo e fatevi tutti i vostri test là."
Così ecco quelli che chiamiamo i nostri primi cinque dipendenti durante la pausa per il tè, qui, vedete. Come ho detto, erano tipi avventurosi. In realtà uno di loro, che era in un certo senso parte di una setta che non era molto lontana da qui ad Orange Grove, sfortunatamente si fece saltare in aria perché continuò a mischiare sostanze per cercare di capire quali fossero le migliori. Così, questo vi rende un po' l'idea del tipo di persone che abbiamo lì. Cerchiamo di evitare di farci saltare in aria.
Questa pensavo di mostrarvela. Indovinate chi è fra quelli del gruppo un impiegato al JPL. Ho provato a venire qui come lui stamattina, ma quando sono uscito era troppo freddo, e mi sono detto che era meglio rimettermi la maglia. Ma soprattutto, la ragione per cui volevo mostrarvi questa immagine: vedete dove stanno guardando le altre persone, e vedete dove lui sta guardando. Qualsiasi cosa stiano guardando gli altri, guardate altrove. e iniziate qualcosa di diverso, sapete, e fatela. E questo è più o meno lo spirito della nostra attività.
E vorrei citarvi una frase di Ralph Emerson che uno dei miei colleghi, sapete, ha appeso al muro nel mio ufficio, che dice: "Non andare dove ti conduce il sentiero. Vai piuttosto dove non ci sono sentieri, e lascia una traccia." Questo è il consiglio che vi do: guardate quello che fanno tutti, quello che fanno; e iniziate a fare qualcosa di completamente diverso. Non provate a migliorare un pochino quello che qualcun altro sta facendo, perché non vi porterà molto lontano.
Nei nostri primi tempi eravamo soliti lavorare molto sui razzi, ma eravamo soliti anche divertirci molto alle feste. Come potete vedere, una delle nostre feste, sapete, qualche anno fa. Ma poi c'è stato un grande cambiamento 50 anni fa, dopo che lo Sputnik fu lanciato. Lanciammo il primo satellite americano, quello che vedete alla sinistra là. Dopo di che cambiammo direzione di 180 gradi da una casa missilistica diventammo una casa per l'esplorazione E questo successe in un periodo di un paio di anni, ed adesso siamo l'organizzazione di punta ad esplorare lo spazio nel vostro interesse.
Ma anche allora dovemmo ricordarci che a volte capitano i fallimenti. Così, vedete, in basso, quel razzo che sarebbe dovuto andare in alto per qualche motivo è andato a finire di lato. Ecco quello che chiamiamo il missile "misguided", cioè fuori controllo. Ma poi, proprio per celebrarlo, abbiamo inaugurato al JPL il concorso per "Miss Guided Missile".
Così, facevamo un evento ogni anno e selezionavamo... c'era una selezione, e sfilate, e così via. Adesso non è più molto appropriato da farsi. Alcuni mi dicono di farlo; io penso, be', non è molto appropriato, sapete, al giorno d'oggi. Così, facciamo qualcosa di un po' più rispettabile. Ecco cosa si poteva vedere all'ultima parata Rose Bowl quando abbiamo costruito uno dei carri. Questo è più il lato divertente. Sul lato destro, quello è il rover appena prima che finissimo le prove per portarlo a Cape [Canaveral] e lanciarlo. Questi sono i rover che sono su Marte ora. Così roba come questa vi racconta delle cose buffe, sapete, e delle cose serie che proviamo a fare. Ma ho detto che vi avrei fatto vedere un piccolo video di uno dei nostri impiegati per darvi l'idea dei talenti che abbiamo.
Morgan Hendry: Beware of Safety è una banda rock strumentale. Tende ad esplorare il lato sperimentale. C'è il lato d'improvvisazione del jazz. C'è il rock con sonorità pesanti. Essere in grado di trattare il suono come uno strumento, ed essere in grado di creare suoni sempre più astratti e cose da suonare dal vivo, mescolando elettronica ed acustica. La musica rappresenta metà di me, ma l'altra metà... forse ho fatto atterrare il miglior pezzo di sempre. Lavoro per il Jet Propulsion Lab. Costruisco il prossimo rover marziano. Alcuni dei migliori ingegneri che conosco sono quelli che hanno una certa qualità artistica in sé. Devi fare quello che vuoi fare. E tutti quelli che ti dicono che non puoi, non ascoltarli. Forse hanno ragione, cosa che dubito. Dì loro di piantarla, e poi fai solo quello che vuoi fare. Sono Morgan Hendry. Sono la NASA.
Charles Elachi: Ora, passando dagli scherzi alla roba seria, la gente chiede sempre: perché esploriamo? Perché facciamo tutte queste missioni e perché le esploriamo? Be', il mio punto di vista è molto semplice. In qualche modo, 13 miliardi di anni fa ci fu il Big Bang, e avrete sentito qualcosa, sapete, sull'origine dell'universo. Ma in qualche modo ciò che colpisce l'immaginazione di chiunque, o l'immaginazione di molti... in qualche modo dal Big Bang si è prodotto questo splendido mondo in cui viviamo oggi.
Guardate fuori: c'è tutta la bellezza che vedete, tutta la vita che vedete intorno a voi, e persone intelligenti come voi ed io che conversano in modo intelligente. E tutto cominciò con quel Big Bang. Quindi, la domanda è: Come è successo? Come si è evoluto? Come si è formato l'universo? Come si sono formate le galassie? Ed i pianeti? Perché c'è un pianeta che ospita della vita che si evolve? È una cosa frequente? C'è vita su ogni pianeta che vedete attorno alle stelle? Noi siamo tutti letteralmente polvere di stelle. Proveniamo da quelle stelle, ne siamo fatti. La prossima volta che siete depressi, guardatevi allo specchio e dite: "Ciao, è una stella quella che vedo". Potete saltare la parte della polvere. Ma letteralmente, siamo tutti polvere di stelle.
Così, quello che stiamo cercando di fare con la nostra esplorazione è proprio di scrivere il libro di come le cose sono diventate quello che vediamo oggi. Ed uno dei primi, e più facili, posti dove possiamo andare ed esplorare è Marte. E la ragione per cui Marte merita un'attenzione particolare è che non è molto lontano da noi. Sapete, ci vogliono solo sei mesi per arrivarci. Da sei a nove mesi, col momento giusto dell'anno. È un pianeta simile alla Terra più o meno. È un po' più piccolo, ma la superficie asciutta di Marte è circa la stessa di quella della Terra non considerando gli oceani. Ha le calotte polari. Ha un'atmosfera più fine della nostra, e quindi ha una meteorologia. È molto simile per un certo verso, e potete vederne alcune caratteristiche, come il Grand Canyon di Marte, cioè quello che chiamiamo il Grand Canyon di Marte. È come il Grand Canyon terrestre, solo maledettamente più grande.
Ha circa le dimensioni degli Stati Uniti. Ci sono dei vulcani. E c'è il Monte Olimpo su Marte, che è tipo un enorme scudo vulcanico di quel pianeta. E se ne osservate l'altezza e la paragonate a quella dell'Everest, vedete, vi darà un'idea di quanto sia grande il Monte Olimpo relativamente all'Everest. Così, in pratica ridimensiona l'Everest qui sulla terra. Così, questo vi dà un'idea degli eventi tettonici o vulcanici che sono avvenuti sul pianeta. Di recente da uno dei nostri satelliti... questa mostra quanto sia simile alla Terra... abbiamo ripreso una frana mentre stava avvenendo. Quindi è un pianeta dinamico, e l'attività continua oggi mentre noi parliamo.
E questi rover, ora la gente si chiede cosa stiano facendo oggi, e così ho pensato di mostrarvi un po' quello che stanno facendo. Questo è un enorme cratere. I geologi adorano i crateri, perché i crateri sono come un grosso buco scavato sottoterra dove, senza metterci mano, puoi vedere cosa c'è sotto la superficie. Questo si chiama Cratere Victoria che è grande quanto qualche campo di calcio. E se guardate in alto a sinistra, vedete un minuscolo puntino nero. Questa foto è stata scattata da un satellite. Se lo ingrandite, lo riconoscete: è il rover sulla superficie. Questa è fatta dall'orbita, con la fotocamera puntata sulla superficie, e siamo riusciti a vedere il rover sulla superficie. Ed abbiamo usato la combinazione delle immagini satellitari e del rover per fare scienza concretamente, perché possiamo osservare grandi aree, e poi si può spostare questi rover a giro ed andare su un sito specifico.
Quindi, quello che stiamo facendo esattamente è di mandare quel rover giù nel cratere. Come vi ho detto, i geologi adorano i crateri. E la ragione è che... molti di voi sono stati al Grand Canyon, ed avete visto sulle pareti del Grand Canyon tutti quegli strati. E ciascuno di quegli strati rappresenta la superficie di un milione di anni fa, dieci milioni di anni fa, cento milioni di anni fa, ed i sedimenti si depositano sopra. Quindi se riuscite a leggere gli strati, è come leggere un libro, e potete imparare la storia degli eventi passati di quel posto.
Quindi ciò che vedete qui sono gli strati sulla parete di quel cratere, ed il rover sta andando giù adesso, per misurare, sapete, le proprietà ed analizzare le rocce mentre scende lungo quel canyon. Ora, è un po' una bella sfida guidare lungo un pendìo del genere. Se ci foste voi lì non ci andreste. Ma ci siamo assicurati, abbiamo testato quei rover prima di mandarli giù, cioè quel rover, e ci siamo assicurati che tutto funzionasse bene.
Ora, l'ultima volta che venni qui, poco dopo l'atterraggio, penso che fosse tipo un centinaio di giorni dopo l'atterraggio, vi dissi che ero sorpreso che quei rover avessero resistito per cento giorni. Be', ci ritroviamo quattro anni dopo, e sono ancora in funzione. Ora direte: "Charles, ci stai mentendo" e cose così, ma non è così. Credevamo veramente che sarebbero durati 90 o 100 giorni, perché sono ad energia solare, e Marte è un pianeta polveroso, così ci aspettavamo che la polvere si accumulasse sulla superficie, e che dopo un po' non avremmo avuto abbastanza energia, sapete, per tenerli caldi.
Be', io dico sempre che è importante essere bravi, ma ogni tanto è bello essere fortunati. Ed ecco cosa scoprimmo. Venne fuori che ogni tanto ci sono dei mulinelli di polvere che passano su Marte, come vedete qui, e quando il mulinello passa sul rover, lo ripulisce. È come avere una macchina nuova, e questo è il vero motivo per cui sono durati così a lungo. E poi li abbiamo progettati ragionevolmente bene, ma questo è il motivo preciso per cui continuano a funzionare e a fornire tutti i dati scientifici. Ora, i due rover, ciascuno dei due, stanno invecchiando un po'. Sapete, uno dei due ha una ruota bloccata, fuori uso, una delle ruote anteriori, così quello che facciamo è di guidarlo in retromarcia. E l'altro ha l'artrite all'articolazione della spalla, non funziona molto bene, quindi cammina così, e possiamo muovere il braccio così. Ma stanno ancora producendo un sacco di dati scientifici. Ora, in tutto questo tempo un certo numero di persone si è emozionata, sapete, al di fuori della comunità scientifica, per questi rover, così ho pensato di mostrarvi un video giusto per farvi riflettere su come quei rover sono visti dalla gente che non fa parte della comunità scientifica.
Lasciate che faccia partire il prossimo breve video. Comunque, questo video è abbastanza accurato riguardo all'atterraggio, che accadde circa quattro anni fa. Video: Ok, paracadute allineato. Aperto! Apertura airbag. Aperto! Fotocamera. Abbiamo l'immagine adesso. Sì! Questo è quello che accadde nella sala operativa ad Houston. Esattamente così. Ora, se c'è vita l'Olandese la troverà. Che sta facendo? Che cos'è? Niente male.
CE: Così, comunque, lasciate che continui a mostrarvi un po' della bellezza di quel pianeta. Come ho detto prima, sembra molto simile alla Terra, infatti vedete dune di sabbia. Probabilmente potrei avervi detto che queste sono foto prese dal deserto del Sahara o da un luogo simile, e voi mi avreste creduto, ma queste sono foto prese su Marte. Ma un'area che per noi è particolarmente intrigante è la regione settentrionale, sapete, di Marte, vicina al Polo Nord, perché vediamo le calotte di ghiaccio, e le vediamo ridursi ed espandersi, è una cosa molto simile al Canada settentrionale. E volevamo scoprire... e vediamo su essa tutte le caratteristiche dei ghiacciai. Quindi, volevamo scoprire, in pratica, di cosa è fatto il ghiaccio, e se potesse avere inglobato in sé del materiale organico, sapete.
Abbiamo un veicolo spaziale in viaggio verso Marte, si chiama Phoenix, e quel veicolo atterrerà tra 17 giorni, 7 ore e 20 secondi da ora, quindi potete rimettere l'ora. Quindi il 25 maggio, verso le cinque sul nostro fuso della costa ovest, in pratica staremo atterrando su un altro pianeta. E come potete vedere, questa è una immagine del veicolo posato su Marte, ma pensavo che nel caso vi perdeste lo spettacolo, sapete, tra 17 giorni, vi mostrerò, più o meno, un po' di quello che succederà.
Questo è ciò chiamiamo i sette minuti di terrore. Il piano è di scavare il suolo e prelevare campioni da mettere in un forno e riscaldarli per guardare quali gas emettono. Questo è stato lanciato circa nove mesi fa. Ci avvicineremo a 20.000 chilometri orari, ed in sette minuti dovremo fermarci e toccare la superficie molto dolcemente così da non rompere la sonda.
Ben Cichy: Phoenix è la prima missione Mars Scout. È la prima missione che cercherà di atterrare vicino al polo nord di Marte, ed è la prima missione che proverà davvero a raggiungere e toccare l'acqua sulla superficie di un altro pianeta.
Lynn Craig: Dove tende ad esserci l'acqua, almeno sulla Terra, tende ad esserci la vita, e quindi è un posto dove potenzialmente la vita potrebbe essere esistita in passato sul pianeta.
Erik Bailey: Lo scopo principale dell'EDL è di prendere un veicolo che sta viaggiando a 20.100 chilometri orari e portarlo ad una fermata rapida in modo dolce, in un lasso di tempo molto breve. BC: Entriamo nell'atmosfera marziana. Siamo a 110 chilometri dalla superficie di Marte. E la nostra sonda è assicurata all'interno di quello che chiamiamo un aero-shuttle.
EB: Sembra una specie di cono gelato, più o meno.
BC: E sul davanti c'è questo scudo termico, questa cosa a forma di piattino, che ha circa un centimetro di ciò che in pratica è sughero sul lato anteriore, ed è il nostro scudo termico. Ora, questo è un sughero molto speciale, e questo sughero è ciò che ci proteggerà dal violento ingresso atmosferico che andremo a subire.
Rob Grover: L'attrito comincia ad aumentare molto sul veicolo, ed usiamo l'attrito mentre sta volando attraverso l'atmosfera a nostro vantaggio per rallentarci. BC: Da questo punto, freneremo da 20.100 chilometri orari fino a 1500 chilometri orari.
EB: L'esterno può diventare caldo quanto la superficie del Sole.
RG: La temperatura dello scudo termico può raggiungere i 1400 gradi centigradi
EB: L'interno non si riscalda molto. Probabilmente raggiunge la temperatura ambiente. Richard Kornfeld: C'è questa finestra di opportunità entro cui possiamo aprire il paracadute.
EB: Se apri il paracadute troppo presto, potrebbe distruggersi. Il tessuto e le cuciture potrebbero strapparsi. E questo sarebbe male.
BC: Nei primi 15 secondi dopo l'apertura del paracadute, freneremo da 1500 chilometri orari fino a 400 chilometri orari, relativamente pochi. Non abbiamo più bisogno della protezione dello scudo dalla forza del rientro atmosferico, così gettiamo lo scudo termico, esponendo per la prima volta la nostra sonda all'atmosfera di Marte.
LC: Dopo che lo scudo termico è stato gettato e le gambe estese, il passo successivo è di fare iniziare al radar la misura di quanto Phoenix è distante dal suolo in realtà.
BC: Abbiamo perso il 99 percento della nostra velocità di ingresso. Quindi, siamo al 99 percento della strada per dove vogliamo arrivare. ma quell'ultimo un percento, come sempre a quanto pare, è la parte difficile.
EB: Ora il veicolo deve in pratica decidere Quando dovrà sbarazzarsi del paracadute.
BC: Ci separiamo dalla sonda quando viaggia a 200 chilometri orari a circa un chilometro sulla superficie di Marte, 3200 piedi. È come prendere due Empire State Building e metterli uno sopra all'altro.
EB: Qui ci separiamo dal guscio posteriore, e siamo in caduta libera. È un momento molto brutto: molte cose devono accadere in un lasso di tempo molto breve. LC: Quindi è in caduta libera, ma sta anche tentando di usare tutti i suoi attuatori per assicurarsi di essere nella posizione giusta per atterrare.
EB: E poi deve accendere i motori, raddrizzarsi, infine frenarsi lentamente e toccare il suolo in sicurezza.
BC: Terra e Marte sono così distanti che ci vogliono 10 minuti affinché un segnale da Marte arrivi sulla Terra. E tutto l'EDL si svolge nel giro di sette minuti. Quindi nel momento in cui senti dalla sonda che l'EDL è iniziato sarà già finito.
EB: Dobbiamo dotare il veicolo di una vasta capacità di autonomia così che possa atterrare in sicurezza.
L'EDL è questo immenso problema di sfida tecnologica. Si tratta di prendere un veicolo che sta sfrecciando nello spazio profondo ed usare un'intera valigia di trucchi per capire come portarlo sulla superficie di Marte a zero chilometri orari. È questo problema immensamente eccitante e stimolante.
CE: Con un po' di fortuna tutto avverrà nel modo che avete visto. Quindi sarà un momento molto teso quando guarderemo quel veicolo atterrare su un altro pianeta.
Lasciate che vi parli delle prossime cose che faremo. Proprio in questi giorni stiamo progettando il prossimo rover che invieremo su Marte. Così pensavo di raccontarvi un po' di cose tipo i passi che stiamo compiendo. È molto simile a quello che fate voi quando progettate i vostri prodotti. Come avete visto poco fa, mentre facevamo la Phoenix, dovevamo tenere in considerazione il calore che avremmo affrontato. Quindi dobbiamo studiare tutti i diversi tipi di materiali, la forma che vogliamo realizzare. In generale non cerchiamo di soddisfare l'acquirente qui. Quello che vogliamo è assicurarci che avremo un'efficace... sapete, un'efficiente tipo di macchina.
Fin dall'inizio vogliamo che i nostri impiegati siano fantasiosi al massimo. Ed adoriamo il fatto di essere vicini al centro d'arte, perché abbiamo, in realtà, uno studente del centro d'arte, Eric Nyquist, che ha allestito una serie di esposizioni, esposizioni originali, in quella che chiamiamo la stanza di progetto missione o progetto veicolo, solo per stimolare il pensiero delle persone. Abbiamo un mucchio di Lego. Come ho detto, questo è un parco giochi per adulti, dove ci si siede e si prova a giocare con forme diverse e progetti diversi.
Poi diventiamo un po' più seri, quindi abbiamo ciò che chiamiamo i nostri CAD/CAM e tutti gli ingegneri coinvolti, o scienziati coinvolti, che conoscono le proprietà termiche, conoscono la progettazione, conoscono le interazioni atmosferiche, i paracadute, tutta questa sorta di cose, su cui lavorano in gruppo ed in pratica progettano un veicolo al computer fino al punto in cui possiamo vedere se soddisfa i requisiti che desideriamo. Sulla destra, poi, dobbiamo tenere in considerazione l'ambiente del pianeta dove vogliamo andare. Se volete andare su Giove, avete un ambiente ad alti livelli di radiazioni. C'è circa lo stesso livello di radiazioni vicino a Giove e dentro un reattore nucleare.
Provate a immaginare: prendete il vostro PC e lo gettate in un reattore nucleare e deve continuare a funzionare. Così queste sono alcune delle piccole sfide che dobbiamo affrontare. Se faremo l'ingresso, dovremo testare i paracadute. Avete visto nel video un paracadute rompersi. Quella sarebbe una brutta giornata, sapete, se accadesse, quindi dobbiamo fare test, perché apriremo questo paracadute a velocità supersoniche. Arriveremo a velocità estremamente alte, e li apriremo per frenarci. Quindi dovremo fare tutti questi test. Per darvi un'idea delle dimensioni, sapete, del paracadute relative alle persone lì in piedi.
Il prossimo passo, andiamo e costruiamo un qualche tipo di modello di test e lo testiamo, sapete, nel laboratorio del JPL, in quello che chiamiamo il nostro cortile marziano. Lo prendiamo a calci, lo colpiamo, lo facciamo cascare, solo per assicurarci di aver capito come e dove si potrebbe rompere. Quindi torniamo indietro, sapete, da quel dato. E poi in pratica lo costruiamo sul serio e lo facciamo volare. Ed il prossimo rover che faremo volare ha circa le dimensioni di un'auto. Quel grande scudo che vedete fuori, è lo scudo termico che lo proteggerà. E quello in pratica sarà costruito durante il prossimo anno, e sarà lanciato a giugno tra un anno. Ora, in quel caso, siccome è un rover molto grande, non potevamo usare gli airbag. E so che molti di voi, l'ultima volta avete detto che be', quella è una cosa forte da avere... quegli airbag. Sfortunatamente questo rover è più grande di circa 10 volte, in termini di massa, degli altri rover, o tre volte la massa. Quindi non possiamo usare gli airbag. Quindi ce ne siamo usciti con un'altra idea ingegnosa su come farlo atterrare. E non volevamo portarlo col propulsore acceso fino alla superficie perché non volevamo contaminarla; volevamo che il rover atterrasse subito sulle sue gambe.
Quindi ce ne siamo usciti con questa idea ingegnosa, che è usata qui sulla terra con gli elicotteri. In pratica, la sonda scenderà fino a 30 metri e stazionerà sulla superficie a quella quota, e poi avremo questa gru aerea che porterà il rover fino all'atterraggio sulla superficie. Speriamo che, sapete, che tutto funzioni così. E quel rover lavorerà perlopiù come un chimico. Quello che andremo a fare con quel rover mentre andrà a giro, è di andare ad analizzare la composizione chimica delle rocce. Quindi avrà un braccio con cui prendere i campioni, metterli in un forno, sbriciolarli ed analizzarli. Non solo, se c'è qualcosa che non possiamo raggiungere perché è troppo in alto su un dirupo, abbiamo un piccolo sistema laser che in pratica buca la roccia, ne fa evaporare un po', ed in pratica analizza quello che ne esce. Quindi è un po' come in Star Wars, sapete, ma è reale. È roba vera. E poi per aiutarvi, per aiutare la comunità a fare pubblicità con il rover, lo addestreremo in pratica, in aggiunta al resto, a servire i cocktail, sapete, anche su Marte.
Così con questo vi ho dato un'idea del tipo, sapete, di cose buffe che faremo su Marte. Penso che andrò dal Signore degli Anelli ora per mostrarvi alcune delle cose che abbiamo là. Ora, il Signore degli Anelli ha due cose di particolare interesse. Primo, è un pianeta molto bello, ha proprio la bellezza degli anelli e così via. Ma per gli scienziati anche gli anelli hanno un significato speciale, perché pensiamo che rappresentino, su scala ridotta, come il sistema solare si è realmente formato. Alcuni scienziati credono che il modo in cui il sistema solare si è formato, cioè che il Sole... quando ha collassato ed ha creato il Sole. molta della polvere che lo circondava ha creato degli anelli e poi le particelle di quegli anelli si sono accumulate fra loro, ed hanno formato rocce più grandi, e poi così i pianeti, si sono formati.
Quindi l'idea è che guardando Saturno stiamo guardando in realtà il nostro sistema solare in tempo reale in formazione su una scala più piccola, quindi è tipo un campo di prova. Quindi, lasciate che vi mostri un po' di quello che vediamo del sistema saturniano Primo, vi faccio volare sopra gli anelli. A proposito, questa è tutta roba vera. Non è un'animazione o qualcosa del genere. Questo è ripreso davvero dal satellite che abbiamo in orbita attorno a Saturno, Cassini. E vedete il livello di dettaglio che c'è in quegli anelli fatti di particelle. Alcune di esse si stanno aggregando per formare particelle più grandi. Ecco perché ci sono quelle divisioni, è perché un piccolo satellite, sapete, si sta formando in quella posizione. Ora, voi pensate che quegli anelli siano oggetti molto grossi. Sì, sono grossi in una dimensione; nell'altra dimensione sono sottili come un foglio. Molto, molto sottili. Quella che vedete qui è l'ombra degli anelli su Saturno stesso. E quello è uno dei satelliti che si è trovato in pratica in quella posizione. Quindi, pensateli come una sottilissima, vasta area di centinaia di migliaia di miglia, che sta ruotando.
Ed abbiamo una vasta varietà di satelliti che si formeranno, ciascuno dall'aspetto molto differente e molto strano, che tiene occupati gli scienziati per decine di anni nel tentativo di spiegarli, ed a dire alla NASA che abbiamo bisogno di altri soldi per spiegare che sono quelle cose, o perché si sono formate in quel modo. Be', c'erano due satelliti che erano particolarmente interessanti. Uno di essi si chiama Encelado. È un satellite fatto tutto di ghiaccio, e l'abbiamo stimato dall'orbita. Fatto di ghiaccio. Ma c'era qualcosa di bizzarro sul suo conto. Se guardate quelle strisce lì, noi le chiamiamo strisce di tigre, quando ci siamo passati sopra, abbiamo visto un aumento delle temperature, che indicava che quelle strisce sono più calde del resto del pianeta.
Quindi mentre ce ne stavamo allontanando, abbiamo guardato indietro. E indovinate un po'. Abbiamo visto dei geyser venirne fuori. Quindi questo è lo Yellowstone di Saturno. Vediamo i geyser di ghiaccio che escono da quel pianeta, che indicano che molto probabilmente c'è un oceano, sapete, sotto la superficie. Ed in qualche modo, attraverso qualche effetto dinamico, abbiamo quei geyser che vengono emessi. E la ragione per cui ho messo una piccola scala lì, penso che indichi 50 chilometri... Abbiamo deciso alcuni mesi fa di pilotare il veicolo spaziale proprio nel pennacchio del geyser così da misurare direttamente il materiale di cui è fatto. Quella fu a 65 [chilometri]... sapete, perché eravamo preoccupati dei rischi della manovra, ma funzionò molto bene. Ci volammo sulla punta, e trovammo una buona quantità di materiale organico emesso in combinazione col ghiaccio. E per i prossimi anni, mentre continuiamo ad orbitare attorno a Saturno, stiamo pianificando di avvicinarci sempre di più alla superficie e di fare misure sempre più accurate.
Anche un altro satellite ha attirato un sacco di attenzione, ed è Titano. E la ragione per cui Titano è particolarmente interessante è che è un satellite più grande della nostra Luna, ed ha un'atmosfera. E quell'atmosfera è davvero... è densa come la nostra atmosfera. Quindi se foste su Titano, sentireste la stessa pressione che sentite qui. Eccetto il fatto che è molto più freddo, e che quella atmosfera è fatta principalmente di metano. Ora, il metano eccita un po' tutti, perché è materiale organico, il che immediatamente ci fa chiedere se la vita possa essersi evoluta in quel posto, se c'è tutto questo materiale organico. Quindi la gente crede che Titano è molto probabilmente ciò che chiamiamo un pianeta prebiotico, perché essendo così freddo il materiale organico non è arrivato al punto di diventare materiale biologico, così che la vita potesse svilupparsi su di esso.
Quindi potrebbe essere la Terra, congelata tre miliardi di anni fa prima che la vita cominciasse realmente su essa. Questa cosa sta ottenendo un sacco di interesse, e per mostrarvi qualche esempio di quello che abbiamo fatto là... ci abbiamo lanciato una sonda, sviluppata dai nostri colleghi europei, l'abbiamo lanciata mentre orbitavamo Saturno. Abbiamo lanciato una sonda nell'atmosfera di Titano. E questa è una foto della superficie mentre stavamo scendendo. Mi sembra la costa della California. Vedete i fiumi che scendono verso la costa, vedete la zona bianca che sembra l'isola Catalina, e quello sembra un oceano. E poi con uno strumento montato a bordo, uno strumento radar, abbiamo scoperto che ci sono laghi come i Grandi Laghi laggiù, assomiglia molto alla Terra. Sembra che ci siano fiumi, ed anche oceani o laghi, Sappiamo che ci sono nuvole. Pensiamo che ci piova anche. Quindi è proprio come il ciclo della Terra, eccetto... poiché è così freddo, non può essere acqua, sapete, perché l'acqua sarebbe congelata. Quello che si è scoperto, è che tutto quello che vediamo, tutto il liquido, è fatto di idrocarburi come etano e metano, come quello che mettete nella vostra macchina.
Quindi qui abbiamo un ciclo planetario come quello della nostra Terra, ma è tutto fatto di etano e metano e di materiale organico. Quindi se voi foste su Marte, scusate, su Titano, non dovreste preoccuparvi del prezzo della benzina. Vi basta guidare fino al lago più vicino, metterci la canna, ed avete fatto il pieno alla macchina. D'altra parte, se avete un accendino l'intero pianeta esploderebbe. Quindi, per finire, ho detto che avrei concluso con un paio di immagini. E solo per inserirci nella giusta prospettiva, questa è una foto di Saturno presa con il veicolo da dietro Saturno, guardando verso il Sole. Il Sole sta dietro Saturno, quello che vediamo è la diffusione "in avanti" della luce, che riesce ad evidenziare tutti gli anelli. Adesso vado ad ingrandire. C'è un... non sono sicuro che riusciate a vederlo bene, ma in alto a sinistra, ad ore dieci, c'è un minuscolo punto, e quella è la Terra. Facciamo fatica a vedere noi stessi. Quello che ho fatto... pensavo di aver ingrandito. Quando ingrandite potete vedere la Terra, proprio nel mezzo qui. Ingrandiamo fino in fondo al centro dell'immagine.
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Al Serious Play 2008, Charles Elachi condivide la sua esperienza al leggendario Jet Propulsion Lab della NASA, presentando anche storie e video del progetto Mars Rover.
Charles Elachi is the director of NASA's Jet Propulsion Laboratory, where he oversees space exploration programs such as the Mars Rovers. Full bio »
Translated into Italian by Giacomo Boschi
Reviewed by Glauco Garavagno
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17:09 Posted: Oct 2007
Views 868,682 | Comments 200
19:37 Posted: Oct 2006
Views 540,505 | Comments 140
06:18 Posted: Oct 2007
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