Follow TED
Be the first to know about new TEDTalks, TED news and other announcements.
Click on any phrase to play the video from that point.
Buon pomeriggio a tutti. Ho qualcosa da mostrarvi (Risate) Pensate a questo come ad un pixel, un pixel volante. Nel nostro laboratorio lo chiamiamo design sensibile. Lasciate che ve ne parli. Ora, prendete questa fotografia - sono italiano di origine, ed ogni ragazzo in Italia cresce con questo poster appeso in camera. Ma il motivo per il quale ve la sto mostrando è che è successo qualcosa di molto interessante nelle gare di Formula 1 negli ultimi vent'anni. Qualche tempo fa, se si voleva vincere una gara di Formula 1 si predisponeva un budget e lo si investiva in un buon pilota e in una buona macchina. E se la macchina e il pilota erano abbastanza bravi, allora si vinceva la gara. Ora, ai giorni nostri se volete vincere la gara quello che in realtà dovete fare è simile a questo - qualcosa che tenga sotto controllo la macchina in tempo reale, che abbia alcune migliaia di sensori che raccolgano informazioni dalla macchina, che le trasmettano al sistema, che poi le processi e che le usi per tornare alla macchina con decisioni modificando le cose in tempo reale man mano che le informazioni vengono raccolte. In termini ingegneristici, questo è quello che si chiamerebbe controllo in tempo reale. E sostanzialmente, è un sistema costituito da due elementi -- un componente che funge da sensore e uno per agire.
Ciò che oggi è interessante è che i sistemi di controllo in tempo reale stanno facendo il loro ingresso nelle nostre vite. Negli ultimi anni, le nostre città sono state semplicemente ricoperte da reti ed elettronica. Sono diventate delle specie di computer a cielo aperto. E, in quanto computer a cielo aperto, stanno iniziando a rispondere in modi diversi per poter essere captata e per essere messa in moto. Se sistemiamo le città, in effetti sarebbe una gran bella cosa. Per inciso, vorrei ricordarvi, che le città sono solo il due per cento della crosta terrestre, ma ospitano il 50% della popolazione mondiale. Consumano il 75% dell'energia -- ed emettono fino all'80% del CO2 totale. Quindi se riusciamo a fare qualcosa con le città, sarebbe fantastico. Oltre alle città, tutta questa percezione e azione sta entrando anche negli oggetti di uso quotidiano.
Questo viene da una mostra che Paola Antonelli sta organizzando al MoMA per quest'anno, in estate. Si chiama "Talk to Me" ("Parla con me"). Dunque i nostri oggetti, il nostro ambiente, sta iniziando a risponderci. In un certo senso, è come se ogni atomo là fuori stesse diventando sia un sensore che un attuatore. Il che sta cambiando radicalmente la nostra interazione in quanto esseri umani con l'ambiente circostante. In un certo senso, è come se il vecchio sogno di Michelangelo... sapete, quando Michelangelo scolpì il Mosé, e alla fine si dice che prese il martello, e lo lanciò al Mosè -- in effetti si può ancora vedere una piccola scheggiatura sotto -- e disse, anzi gridò, "Perché non parli?" Bene, oggi, per la prima volta, il nostro ambiente sta cominciando a risponderci. E ve ne darò alcuni esempi -- sempre per mezzo di questa idea del nostro percepire il nostro ambiente e agire.
Partiamo dalla percezione. Ecco, il primo progetto che voglio condividere con voi è di fatto uno dei primi progetti del nostro laboratorio. E' stato quattro anni e mezzo fa in Italia. E quello che facemmo lì fu in pratica usare un nuovo tipo di rete che all'epoca che è stata poi sviluppata in tutto il mondo -- cioè la rete cellulare -- e usare informazioni anonime e aggregate da quella rete, che viene comunque raccolta dagli operatori per poter capire come funzioni la città. Quella del 2006 fu un'estate fortunata. Fu quanto l'Italia vinse la Coppa del Mondo. Qualcuno di voi lo ricorderà: giocavano Italia e Francia e poi Zidane alla fine, la testata. E comunque, alla fine vinse l'Italia.
Ora, guardate cos'è successo quel giorno solo monitorando l'attività della rete. Qui vedete la città. Vedete il Colosseo nel mezzo, il Tevere. E' mattino, prima della partita. Vedete la linea del tempo in alto. Primo pomeriggio, la gente è qui e li chiama e si muove. La partita inizia -- silenzio. La Francia segna. L'Italia segna. Fine primo tempo, la gente fa qualche chiamata veloce e va in bagno. Secondo tempo. Fine dei tempi regolamentari. Primo tempo supplementare, secondo. Zidane, la testata in un attimo. L'Italia vince. Siiii. (Risate) (Applausi) Bene, quella notte, tutti sono andati a festeggiare in centro. Vedete il grande picco. Il giorno seguente, tutti sono andati in centro per incontrare la squadra vincitrice e il primo ministro dell'epoca. E poi tutti si sono spostati. Vedete l'immagine del posto chiamato Circo Massimo, dove, fin dai tempi dell'Antica Roma, la gente va a festeggiare -- per i grandi eventi, e vedete il picco alla fine della giornata. Bene, questo è solo un esempio di come possiamo percepire la città oggi, in un modo che non avremmo potuto fare solo qualche anno fa.
Un altro esempio veloce sulla percezione: non riguarda le persone, ma le cose che usiamo e consumiamo. Oggi, sappiamo tutto sulla provenienza dei nostri oggetti. Questa è una mappa che vi mostra tutti i chip che formano un computer Mac, come vengono assemblati. Ma sappiamo molto poco di dove vanno le cose. Quindi in questo progetto, abbiamo di fatto sviluppato alcune piccole etichette per tracciare i rifiuti mentre percorrono il sistema. Abbiamo quindi cominciato con un certo numero di volontari che ci hanno aiutato a Seattle, solo qualche anno fa, a etichettare quello che buttavano via -- diversi tipi di cose, come potete vedere qui -- cose che avrebbero comunque buttato via. Poi abbiamo messo un piccolo chip, una piccola etichetta, sul rifiuto e abbiamo cominciato a seguirlo. Ecco qui i risultati che abbiamo ottenuto.
Da Seattle ... dopo una settimana. Con questa informazione ci siamo resi conto che ci sono tante inefficienze nel sistema. Di fatto, possiamo fare la stessa cosa con meno energia. Questi dati non erano disponibili prima di oggi. Ma vengono fatti tantissimi trasporti inutili e succedono tante cose arzigogolate. Ma l'altra cosa è che crediamo che se vediamo ogni giorno che il bicchiere che stiamo buttando via, non scompare, è ancora da qualche parte sul pianeta. E la bottiglia di plastica che buttiamo via ogni giorno è ancora li. E se lo mostriamo alla gente, allora possiamo anche promuovere un cambio comportamentale. Quindi questa era la ragione del progetto.
Il mio collega al MIT, Assaf Biderman, potrebbe dirvi molto di più sulla percezione e molte altre cose meravigliose che possiamo fare con la percezione, ma volevo passare alla seconda parte di cui abbiamo parlato all'inizio, che sarebbe agire sull'ambiente. E il primo progetto è una cosa che abbiamo fatto un paio di anni fa a Zaragoza, in Spania. Tutto è cominciato con una domanda del sindaco della città, che è venuto da noi dicendo che la Spagna e il Sud Europa hanno una bellissima tradizione di uso dell'acqua negli spazi pubblici, in architettura. E la domanda era: Come può la tecnologia, la nuova tecnologia, essere integrata? E una delle idee che è stata sviluppata al MIT in un gruppo di lavoro è stata, immaginate queste tubature, sono delle valvole, elettrovalvole, che si aprono e si chiudono. Si crea come una teda d'acqua con pixel fatti di acqua. Se questi pixel cadono, ci si può scrivere sopra, si possono mostrare dei motivi, immagini, testo. E si può anche avvicinarsi, e si apre per lasciarvi saltare dentro, come potete vedere dalle immagini.
L'abbiamo presentato al sindaco Belloch. Gli è piaciuto molto. E abbiamo ottenuto l'appalto per progettare un edificio all'ingresso dell'expo. L'abbiamo chiamato Digital Water Pavilion. L'intero edificio è fatto d'acqua. Non ci sono porte o finestre, ma avvicinandosi, si apre per lasciarvi entrare. (Musica) Anche il tetto è ricoperto di acqua. E se c'è un filo di vento, se si vuole minimizzare gli spruzzi, si può abbassare il tetto. O si può chiudere l'edificio, e l'intera architettura scompare, come in questo caso. Sapete, di questi tempi, ci sono sempre immagini durante l'inverno quando tirano giù il tetto di gente che è stata lì e dice, "Hanno demolito l'edificio." No, non l'hanno demolito, solo quando va giù, l'architettura quasi scompare. Ecco l'edificio che funziona. Vedete la gente perplessa su quello che succede all'interno. E ci sono io che cerco di non bagnarmi, che testo i sensori che aprono l'acqua.
Vi devo dire cos'è successo una sera quando tutti i sensori hanno smesso di funzionare. Ma di fatto quella notte, è stato anche più divertente. Tutti i ragazzi a Zaragoza sono venuti sul posto, perché il modo di interagire con l'edificio è diventato qualcosa di così diverso. Non più un edificio che si apre per lasciarti entrare, ma un edificio che fa buchi e tagli nell'acqua, e bisogna saltare senza bagnarsi.
E questo, per noi, è stato molto interessante, perché come architetti, ingegneri, designer, pensiamo sempre a come la gente userà le cose che progettiamo. Ma poi la realtà è sempre imprevedibile. E questa è la bellezza di fare cose che vengono utilizzate e interagiscono con le persone.
Ecco un'immagine dell'edificio con i pixel fisici, i pixel fatti di acqua, e poi la loro proiezione. E questo ci ha portato a pensare al progetto seguente che ora vi mostrerò. Che sarebbe, immaginate che questi pixel possano volare. Immaginate di avere piccoli elicotteri che si muovono nell'aria, ciascuno con un piccolo pixel che cambia con la luce -- quasi come una nuvola che si muove nello spazio. Ecco il video.
Immaginate quindi un elicottero, come quello che abbiamo visto prima, che si muove con gli altri, sincronizzato. Avrete quindi questa nuvola. Una specie di schermo flessibile o display, come questo -- una configurazione regolare in due dimensioni. O regolare, ma in tre dimensioni, dove quello che cambia è la luce, non la posizione dei pixel. Potete giocare con un tipo differente. Immaginate che il vostro schermo possa essere in diverse scale e misure, diversi tipo di risoluzione. Poi però l'intera cosa può essere solo una nuvola di pixel in 3D che potete avvicinare e in cui potete muovervi e vedere da tante, tantissime direzioni. Ecco il vero controllo Flyfire che va giù per formare la griglia regolare come prima. Quando accendete la luce, lo potete vedere. Lo stesso che abbiamo visto prima. E immaginate ognuno controllato dalla gente. Così che ogni pixel sia gestito da un input che viene dalle persone, dal movimento delle persone, e così via.
Voglio mostrarvi una cosa per la prima volta qui. Abbiamo lavorato con Roberto Bolle, uno dei più grandi ballerini dei giorni nostri -- la stella del Metropolitan a New York e de La Scala a Milano -- abbiamo catturato il suo movimento in 3D per utilizzarlo come input in Flyfire. E qui potete vedere Roberto che balla. Vedete i pixel sulla sinistra, le diverse risoluzioni vengono catturate. E' sia una scannerizzazione 3D in tempo reale e un motion capture. Potete ricostruire l'intero movimento. Potete percorrerlo tutto. Ma poi, una volta che avete i pixel, potete giocarci e giocare con il colore e il movimento la gravità e la rotazione. Vogliamo quindi utilizzarlo come possibile input di Flyfire.
Volevo mostrarvi l'ultimo progetto su cui stiamo lavorando. E' qualcosa su cui stiamo lavorando per le Olimpiadi di Londra. Si chiama The Cloud (La Nuvola). E l'idea qui, immaginate, ancora una volta, possiamo coinvolgere le persone nel fare qualcosa per cambiare l'ambiente in cui viviamo -- quasi per comunicare quello che chiamiamo costruzione di una nuvola -- come la costruzione di un fienile, ma con una nuvola. Immaginate che ognuno possa fare una piccola donazione per ogni pixel. E credo che quello che è veramente notevole che è successo negli ultimi due anni è che, negli ultimi due decenni, siamo passati dal mondo fisico a quello digitale. Che vuol dire che tutto è stato digitalizzato, la conoscenza, rendendola accessibile attraverso Internet.
Ora, oggi per la prima volta -- e la campagna di Obama ce lo ha mostrato -- che possiamo passare dal mondo digitale, dal poter di auto-organizzazione delle reti, a quello fisico. Potrebbe essere, nel nostro caso, che vogliamo utilizzarlo per progettare e fare un simbolo. Ciò significa qualcosa di costruito in una città. Ma domani potrebbe essere, per affrontare le sfide imminenti di oggi -- pensate ai cambiamenti climatici o alle emissioni di CO2 -- come possiamo andare dal mondo digitale a quello fisico. L'idea di poter coinvolgere le persone nel fare questa cosa insieme, collettivamente.
La nuvola è una nuvola, ancora una volta, fatta di pixel, così come la vera nuvola è fatta di particelle. E queste particelle sono di acqua, mentre la nostra nuvola è una nuvola di pixel. E' una struttura fisica a Londra, ma coperta di pixel. Potete muovervi all'interno, sperimentare diversi tipi di esperienze. Potete vedere da sotto, condividere i momenti più importanti delle Olimpiadi del 2012 e oltre, e usarla veramente come strumento per connettervi con la comunità. Quindi sia la nuvola fisica nel cielo e qualcosa su cui potete andare sopra, come una nuova vetta di Londra. Potete entrarvi dentro. E una specie di nuovo fare nella notte -- ma ancor più importante, un nuovo tipo di esperienza per chiunque vada in cima.
Got an idea, question, or debate inspired by this talk? Start a TED Conversation, or join one of these:
Con il suo team Carlo Ratti, del MIT, realizza cose simpatiche presso il SENSEable City Lab captando i dati che creiamo. Parte da una serie passiva di dati - come le telefonate che facciamo, la spazzatura che buttiamo via - per creare visioni sorprendenti di vita urbana. Lui e il suo team creano ambienti interattivi affascinanti dall'acqua in movimento alla luce che vola, alimentati da semplici gesti catturati da sensori.
Carlo Ratti directs the MIT SENSEable City Lab, which explores the "real-time city" by studying the way sensors and electronics relate to the built environment. He's opening a research center in Singapore as part of an MIT-led initiative on the Future of Urban Mobility. Full bio »
Translated into Italian by Anna Cristiana Minoli
Reviewed by Els De Keyser
Comments? Please email the translators above.
18:14 Posted: Sep 2009
Views 602,301 | Comments 124
15:40 Posted: Oct 2009
Views 326,089 | Comments 99
Just follow the guidelines outlined under our Creative Commons license.
This comment will be attributed to . Not ? Sign out.