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Sarei pronto a scommettere che sono il più tonto in questa stanza perché non ce l'ho fatta a scuola. Ho avuto difficoltà a scuola. Ma quello che sapevo già da piccolo era che amavo i soldi e amavo fare business e amavo questa cosa dell'essere imprenditori. E sono stato cresciuto come un imprenditore. E quello per i quale ho sempre avuto una grande passione -- e non ho mai parlato di questo, prima di oggi -- quindi questa è la prima volta che qualcuno abbia mai sentito questa cosa, eccetto mia moglie tre giorni fa, perché mi ha detto: "Di cosa parlerai?" e gliel'ho detto -- è che penso che stiamo mancando un'opportunità di trovare questi ragazzi che hanno queste doti imprenditoriali, e di crescerli e di mostrargli che essere imprenditori è di fatto cosa fantastica. Non è qualcosa di brutto che va vilificato, come avviene in gran parte della società.
Ragazzi, quando cresciamo, abbiamo sogni. Abbiamo passioni e abbiamo visioni. E in qualche modo queste cose ci vengono schiacciate. E ci viene detto che dobbiamo studiare di più o concentrarci di più o trovare un tutore. E i miei parenti mi aveva trovato un insegnante di ripetizioni di francese, e faccio ancora schifo in francese. Due anni fa, ero l'oratore con i giudizi più alti al master per l'imprenditorialità del MIT. Ed era un evento che si svolgeva davanti a gruppi di imprenditori da tutto il mondo. Quando ero in seconda elementare, vinsi una gara di presentazioni al pubblico nella mia città ma nessuno disse, "Guardate, questo bambino è un buon oratore. Non riesce a concentrarsi, ma adora andare in giro e trasmettere energia alla gente". Nessuno disse: "Trovategli un allenatore per imparare a parlare in pubblico". Dissero, di trovarmi un tutor per quello in cui facevo schifo.
Quindi, i ragazzi mostrano queste caratteristiche. E noi dobbiamo cominciare a cercare di coglierle. Penso che dovremmo crescere i ragazzi perchè diventino imprenditori invece che avvocati. E sfortunatamente il sistema scolastico tira su questo mondo perché dica: "Hey, facciamo l'avvocato o il dottore" e ci lasciamo scappare un'opportunità perché nessuno dice mai: "Hey, diventa un imprenditore". Gli imprenditori sono persone -- e ne abbiamo tante in questa stanza -- che hanno queste idee e queste passioni o vedono questi bisogni nel mondo e decido di alzarsi in piedi e fare qualcosa. E mettiamo tutto in gioco per fare che le cose succedano. E abbiamo l'abilità di avvicinare questi gruppi di persone intorno a noi che vogliono costruire questo sogno con noi. E penso che se potessimo fare che questi ragazzi accogliessero l'idea di essere imprenditori, già da una giovane età potremmo cambiare tutto quello che nel mondo è un problema oggi. Per ogni problema che c'è là fuori, c'è qualcuno che ha la risposta. E da bambino, nessuno può dire che non è possibile perché sei troppo tonto per realizzare che non ce la puoi fare a trovare la soluzione.
Penso che abbiamo un obbligo, come genitori e come società di iniziare ad insegnare a pescare ai nostri ragazzi invece che dargli i pesci. La vecchia parabola: "Se dai un pesce ad un uomo, lo sfami per un giorno. Se insegni ad un uomo a pescare, lo sfami per una vita intera." Se riusciamo ad insegnare ai nostri ragazzi come diventare imprenditori, quelli che mostrano le giuste caratteristiche, come, allo stesso modo, spingiamo perché quelli che sono portati per le scienze proseguano nelle scienze. Supponiamo di riconoscere quelli che hanno caratteri da imprenditore e gli insegnamo ad essere imprenditori? Potremmo avere tutti questi ragazzi sviluppare attività imprenditoriali invece che aspettare aiuti dal governo.
Quello che facciamo è sederci e dire ai nostri ragazzi tutte le cose che non dovrebbero fare. Non picchiare, non mordere, non imprecare. In questo momento insegnamo ai nostri ragazzi ad inseguire i lavori migliori, sapete, e il sistema scolastico gli insegna a cercare di diventare dottori o avvocati e commercialisti e dentisti e insegnanti e piloti. E i media dicono che è davvero una figata se vai e cerchi di diventare una modella o un cantante o un eroe dello sport come Sidney Crosby. I nostri master in economia non insegnano ai ragazzi ad essere imprenditori. La ragione per la quale ho evitato un master in economia -- oltre che il fatto che non sono riuscito ad entrare perchè avevo una media di 61 uscito dalla scuola superiore e con una media di 61 l'unice scuola in Canada che mi ha accettato è stata Carlton -- ma i nostri master in economia non insegnano ai ragazzi ad essere imprenditori. Gli insegnano ad andare a lavorare per le grosse società.
Quindi chi fa partire queste società? Sono queste persone a caso. Persino nella letteratura popolare, l'unico libro che abbia mai trovato -- e questo libro dovrebbe essere nella vostra lista di quelli da leggere -- l'unico libro che ho mai trovato che fa dell'imprenditore un eroe è "La rivolta di Atlante". Il resto nel mondo tende a vedere gli imprenditori come personaggi cattivi. Io guardo persino la mia famiglia. Entrambi i miei nonni erano imprenditori. Mi padre era un imprenditore. Sia mio fratello che mia sorella, ed io, tutti e tre abbiamo le nostre società. Ed abbiamo deciso tutti di iniziare queste cose perché è davvero l'unico posto per noi. Non stavamo bene nel lavoro normale. Non potevamo lavorare per qualcun altro perché siamo troppo testardi e abbiamo tutte quelle altre doti.
Ma anche i ragazzi potrebbero essere imprenditori. Sono una parte importante di un paio di organizzazioni mondiali chiamate "L'organizzazione degli imprenditori" e "L'organizzazione dei giovani presidenti (YPO)". Torno adesso da un intervento in Barcellona alla conferenza del YPO, e tutti quelli che ho incontrato là che sono imprenditori hanno avuto difficoltà a scuola. Ho 18 dei 19 segni della sindrome da deficit di attenzione. Quindi questa cosa mi fa uscire pazzo. (Risate) E' probabilmente la ragione per la quale sono un po' nel panico ora -- oltre che tutta la caffeina che ho preso e lo zucchero -- ma questo fa davvero paura ad un imprenditore. Sindrome da deficit di attenzione, disturbi bipolari. Lo sapete che il disturbo bipolare è soprannominato disturbo dell'AD (amministratore delegato)? Ted Turner ce l'ha. Steve Jobs ce l'ha. Tutti e tre i fondatori di Netscape l'avevano. Potrei andare avanti all'infinito. I ragazzi -- si vedono questi segni nei ragazzi. E quello che facciamo è dargli il Ritalin e dirgli: "Non avere un carattere da imprenditore. Rientra in questo sistema e cerca di diventare uno studente." Mi dispiace, gli imprenditori non sono studenti. Prendiamo scorciatoie. Capiamo come funziona il gioco. Io ho rubato prove scritte. ho barato agli esami. Ho pagato ragazzi per fare le mie prove di contabilità all'università per 13 prove consecutive. Ma come imprenditore non tieni la contabilità, assumi commercialisti. Quindi questa cosa l'ho capita presto.
Per lo meno posso ammettere di aver imbrogliato all'università, la maggior parte di voi non lo fa. Vengo anche citato -- l'ho detto alla persona che ha scritto il libro di testo -- ora sono citato nello stesso testo universitario, in ogni università e college canadese. In contabilità manageriale, sono il capitolo otto. Apro il capitolo otto parlando di budgeting. E lo dissi all'autore, dopo che mi avevano intervistato, che avevo imbrogliato nel suo stesso corso. E pensò che fosse troppo divertente per non includerlo in ogni caso.
Ma i ragazzi, li vedete questi segni in loro. La definizione di imprenditore è "una persona che organizza, opera e assume i rischi di un'attività lavorativa." Questo non significa che devi avere una laurea in amministrazione aziendale. Non significa che devi finire una scuola. Significa solo che quelle poche cose devi sentirtele dentro. E abbiamo sentito il dibattito: "è natura o è pratica", giusto? E' la prima o la seconda cosa? Qual è? Beh, credo non sia nessuna delle due. Credo possano essere entrambe. Io sono stato cresciuto come un imprenditore.
Quando ero ragazzo non avevo scelta, perché mi era stato insegnato in giovane età -- molto giovnae -- quando mio padre capì che non potevo integrarmi in niente che fosse insegnato a scuola -- che poteva insegnarmi a capire come fare business già in tenera età. Ci ha cresciuti così, tutti e tre, ad odiare il pensiero di avere un lavoro e ad amare il fatto di poter creare società nelle quali impiegare altre persone.
La mia prima attività imprenditoriale, avevo sette anni ed ero a Winnipeg. Ero sdraiato nella mia stanza con uno di quei telefoni col filo molto lungo. E chiamavo tutte le lavanderie a secco a Winnipeg per scoprire quanto queste mi avrebbero pagato per gli appendiabiti. E mia mamma venne nella stanza e disse: "E dove pensi di trovare gli appendiabiti da vendere alle lavanderie?" E dissi: "Andiamo a vedere in cantina." E andammo giù in cantina. Ed aprii un pensile. E c'erano circa mille appendiabiti che avevo raccolto. Perché, quando le dicevo che andavo fuori a giocare coi bambimi. Andavo porta a porta dai vicini a raccogliere gli appendiabiti da mettere in cantina per venderli. Perché l'avevo vista qualche settimana prima -- che ti pagavano. Ti pagavano 2 centesimi per appendiabito. Quindi pensai, ci sono un sacco di appendiabiti in giro. Andrò a prendermeli. E sapevo che non avrebbe voluto che andassi a prenderli, quindi andai comunque. E imparai che puoi anche contrattare con la gente. Questa persona mi offrì tre centesimi e la convinsi ad andare a tre e mezzo. Sapevo persino, a sette anni che potevo anche farmi dare frazioni di centesimo, e la gente avrebbe pagato perché si moltiplicava tutto. A sette anni l'avevo capito. Ottenni tre centesimi e mezzo per mille appendiabiti.
Vendetti protezioni per le targhe delle auto porta a porta. Mi padre mi fece andare a cercare qualcuno che potesse vendermeli all'ingrosso. A nove anni, camminavo per la città di Sudbury vendendo protezioni per le targhe porta a porta. E mi ricordo questo cliente molto chiaramente perché facevo anche altre cose con questi clienti. Vendevo quotidiani. E non comprava mai quotidiani da me, mai. Ma ero convito che gli avrei venduto una protezione per la targa. E disse: "Ma, non ci serve". E dissi: "Ma avete due macchine..." -- Ho nove anni qui. E facevo: "Ma avete due macchine e non hanno protezioni per le targhe". E disse: "Lo so". E io dissi: "Questa macchina ha una targa che è tutta spiegazzata". E disse: "Sì, è la macchina di mia moglie". E dissi: "Perché non ne testiamo solo una sul davanti della macchina di sua moglie e vediamo se dura più a lungo". Quindi, sapevo che c'erano due macchine con due targhe ognuna. Se non potevo venderle tutte e quattro, per lo meno una. Imparai questo molto giovane.
Ho fatto arbitraggio con i fumetti. Quando avevo circa 10 anni, vendevo fumetti fuori dal nostro cottage nella Georgian Bay. E andavo in bicicletta fino alla fine della spiaggia a comprare tutti i fumetti dai ragazzi poveri. E poi tornavo dall'altro capo della spiaggia e li rivendevo ai ragazzi ricchi. Ma era ovvio per me, no? Compra a poco, vendi a tanto. Hai questa domanda da questa parte che ha soldi. Non cercare di vendere ai ragazzi poveri, non hanno contanti. Quelli ricchi sì. Vai a prenderli. E' ovvio, no? E' come la recessione. C'è la recessione e ci sono ancora 13 trilioni di dollari che circolano nell'economia statunitense. Vai a prenderne un po'. Ho imparato da giovane questa cosa. Ho anche imparato questo: non rivelare le tue fonti, perché me le hanno date dopo un paio di settimane perché uno dei ragazzi ricchi venne a sapere dove compravo i miei fumetti, e non gli piaceva il fatto che lui li pagava molto di più.
Venni forzato a consegnare i giornali a 10 anni. Non volevo davvero, ma a 10 anni mio padre disse: "Questo sarà la tua nuova attività". Quindi non solo voleva che prendessi in carico una zona, dovetti prenderne due, e poi volette che assumessi qualcuno per consegnare metà dei giornali, cosa che feci, e poi realizzai che i soldi si facevano a raccogliere le mance. Quindi raccoglievo le mance e i pagamenti. Raccoglievo i pagamenti per tutti i giornali. Lui li consegnava e basta. Perché poi realizzai che potevo fare i soldi. A questo punto ero sicuro che non avrei mai fatto il dipendente.
Mio padre possedeva una carrozzeria industriale e auto. E aveva tutte queste vecchie parti di macchine in giro. E questi pezzi avevano parti di bronzo e rame. Quindi gli chiesi che cosa ne faceva. E mi disse che li buttava via. E io dissi: "Ma non c'è qualcuno che potrebbe pagarti?" E lui disse: "Forse". Ricordate, 10 anni -- quindi 34 anni fa ho visto opportunità in queste cose. Ho visto che c'erano soldi nella spazzatura. E di fatto raccoglievo parti da tutte le carrozzerie della zona con la mia bici. E poi mio papà mi portava, di sabato, in un posto dove riciclavano il metallo e venivo pagato. E pensavo che fosse niente male. Casualmente, 30 anni dopo, siamo qui a mettere in piedi 1-800-GOT-JUNK? (1-800-hai del rottame?) e a fare soldi anche con questo.
Ho fatto questi puntaspilli quando avevo 11 anni ed ero negli Scouts, e avevamo fatto questi puntaspilli per le nostre mamme per il giorno della mamma. E si facevano con le mollette di legno -- quando eravamo abituati a stendere i panni all'aperto. E si facevano queste seggioline. E avevo questi cuscinetti che ci cucivo sopra. E ci potevi mettere gli spillini. Perché la gente era abituata a cucine e avevano bisogno dei puntaspilli. Ma quello che avevo realizzato è che dovevi avere più opzioni. Quindi avevo verniciato un bel po' di queste sedie di marrone. E poi andavo porta a porta e il discorso non era: "Vuoi comprarne uno?" Era piuttosto: "Che colore vuoi?" Ho 10 anni, non vorrai mica dirmi di no, specialmente se hai due opzioni: quella marrona e quella naturale. Quindi ho imparato quella lezione presto.
Ho imparato che il lavoro manuale fa davvero schifo. Giusto, come, tagliare l'erba è brutale. Ma perché dovevo tagliare l'erba di tutti i vicini d'estate, facendomi pagare, realizzai che un introito ricorrente da uno stesso cliente è fantastico. Che se accalappiavo un cliente una volta, e ogni settimana venivo pagato da questa persona, era decisamente meglio che cercare di vendere un puntaspilli ad una persona. Perché non puoi vendergliene altri. Quindi adoro questo modello di introito ricorrente che ho imparato da piccolo.
Ricordate, sono stato cresciuto così. Non ero autorizzato ad avere un lavoro. Portavo le mazze, andavo sui campi da golf e portavo le mazze per la gente. Ma realizzai che c'era questa collina sul nostro campo da golf, la 13esima buca aveva quest'enorme collina. E la gente non riusciva mai a portarsi sù le borse. Quindi mi sedevo lì con una sdraio e portavo sù le borse per tutte quelle persone che non avevano una macchinina. Portavo sù le loro borse e mi pagavano un dollaro. Intanto, i miei amici lavoravano per cinque ore per portare in giro la borsa di un tizio e farsi pagare un deca. E facevo: "E' stupido perché devi lavorare per cinque ore. Non ha nessun senso." Devi solo capire come fare a fare soldi più in fretta.
Ogni settimana, andavo nel negozzietto all'angolo e compravo queste bibite. E poi andavo a consegnarle alle signore di 70 anni che giocavano a bridge. E mi davano gli ordini per la settimana successiva. E quindi poi consegnavo le bibite e le facevo pagare il doppio. Ed avevo il controllo sul mercato. Non avevi bisogno di contratti. Ti serviva solo offerta e domanda e questo pubblico che ti era fedele. Queste signore non sarebbero andate da nessun altro perché gli piacevo, e l'avevo capita questa cosa.
Raccoglievo palline da golf da tutti i campi. Ma tutti cercavano tra le piante e nei fossati per le palline. Ed io dicevo. No! Sono tutte nel laghetto e nessuno sarebbe andato nel laghetto. Quindi entravo nei laghetti e le raccoglievo con le dita dei piedi. Le tiri su con due piedi. Non si puó fare sul palco. E prenti le palline e te le cacci nei boxer e quando hai finito ne hai circa 200. Ma il problema era che la gente non voleva palline vecchie. Quindi le impacchettavo. Ho 12 anni, giusto? Le impacchettavo in tre modi. Avevo le Pinnacles, le DDH e quelle veramente belle al tempo. Quelle le vendevo a due dollari l'una. E poi avevo tutte quelle buone che non sembravano distrutte. Erano 50 centesimi l'una. E poi vendevo quelle più schifose a 50 alla volta. E potevano usare quelle come palline per esercitarsi.
E vendevo occhiali da sole, quando ero a scuola, a tutti i ragazzi del liceo. Questa è una cosa che ti rende davvero odioso, è che cerchi di succhiare soldi a tutti i tuoi amici, continuamente. Ma pagavo i conti. Quindi, vendevo un sacco di occhiali da sole. E alla fine la scuola mi disse di smetterla -- la scuola mi chiamò di fatto in ufficio e mi dissero che non potevo farlo -- quindi andai dal benzinaio e ne vendetti tanti al benzinaio e lasciai che il benzinaio li vendesse per me ai suoi clienti. Questa era una bella cosa perché avevo di fatto un negozio. E penso avessi quattordici anni.
E poi mi pagai tutto il primo anno a Carlton vendendo borracce morbide per il vino porta a porta. Lo sapete che potete tenere una bottiglia di rum da 40 once e due bottiglie di coca cola in una borraccia morbida? E allora? Sapete? Potete cacciarvela nei pantaloni, quando andate ad una partita di football e portarvi dentro gli alcolici gratis. Le compravano tutti. Offerta, domanda, una grossa opportunità. Ci misi anche il logo, così le potevo vendere a cinque volte del costo normale. Avevano il logo della nostra università.
Lo sapete che insegnamo ai nostri ragazzi e che gli compriamo i giochi, ma perché non gli compriamo giochi, se sono ragazzi con lo spirito imprenditoriale, quei tipi di giochi che sviluppani quelle doti che ti servono per diventare imprenditore? Perché non gli insegnate a non sprecare i soldi? Mi ricordo che mi fu chiesto di camminare nel mezzo di una strada a Banff, in Alberta perché avevo gettato un centesimo nella strada. E mio padre disse: "Vai a prenderlo". Disse: "Lavoro troppo per i miei soldi. Non voglio vederti sprecare neanche un centesimo". E mi ricordo quella lezione ancora oggi.
Le paghette insegnano ai ragazzi abitudini sbagliate. Le paghette, per loro natura, insegnano ai ragazzi a pensare ad un lavoro. E gli imprenditori non si aspettano di avere una paga regolare. Le paghette tirano sù i ragazzi ad aspettarsi una paga regolare. E' sbagliato, secondo me, se vuoi crescerli come imprenditori. Cosa faccio con i miei ragazzi ora -- ne ho due, nove e sette anni -- gli insegno a guardarsi in giro per la casa e per il giardino, e a trovare cose che è necessario fare. Vieni e dimmi cos'è. O vado da loro e gli dico: "Questo è quello che c'è da fare". E poi sapete cosa facciamo? Negoziamo. Vanno a vedere cos'è. Ma poi negoziamo sul quanto saranno pagati. E non prendono una paghetta regolare, ma hanno più occasioni per trovare cose da fare, e imparano a negoziare, e imparano anche a trovare opportunità.
Lo cresci questo modo di fare. Ognuno dei miei ragazzi ha due salvadanai. 50 per cento di tutti i soldi che guadagnano e che gli vengono regalati, 50 per cento va nel loro conto casa, 50 per cento va nel conto giocattoli. Tutto quello che va nel loro conto giocattoli lo possono spendere come vogliono. Il 50 per cento che va nel conto casa, ogni sei mesi, va in banca. Me li portano. Ogni anno tutti i soldi che hanno in banca vanno al loro broker. Entrambi i miei bambini di nove e sette anni hanno un broker. Ma gli insegno a forzare l'abitudine al risparmio. Mi fa impazzire che gente che ha 30 anni dice: "Forse è il caso che inizi a contribuire al mio fondo pensione". Cavoli, hai buttato via 25 anni. Puoi insegnare queste abitudini ai ragazzini quando ancora non sentono il dolore.
Non leggetegli le storie della buona notte ogni sera. Magari 4 sere alla settimana leggetegli le storie e per 3 giorni alla settimana fatevele raccontare da loro. Perché non vi sedete con i vostri ragazzi, e gli date 4 oggetti, una maglietta rossa, una cravatta blu, un canguro e un computer portatile, e gli fate raccontare da loro una storia su queste quattro cose. I miei ragazzi lo fanno continuamente. Gli insegna a vendere. Gli insegna ad essere creativi. Gli insegna ad improvvisare. Fate questo tipo di cose e divertitevi.
Fate alzare i ragazzi davanti ad un gruppo e fateli parlare, anche se fosse solo davanti ai loro amici e fate scenette e convegni. Questi sono tratti imprenditoriali che dovreste voler sviluppare. Mostrate ai ragazzi chi sono i cattivi clienti e i cattivi impiegati. Mostrategli gli impiegati incazzati. Quando vedete un servizio al cliente scortese puntate il dito. Dite: "Tra l'altro, questo, ragazzi, è un pessimo dipendente". E dite: "Questi sono quelli bravi". (Risate) Se andate in un ristorante e vi trattano male, mostrategli com'è un cattivo servizio. (Risate) Abbiamo tutte queste lezioni davanti a noi, ma non prendiamo queste opportunità; diciamo piuttosto ai ragazzi di trovarsi un insegnante di ripetizioni.
Immaginete se prendeste tutta la spazzatura dei ragazzi che c'è a casa vostra ora, tutti i giochi coi quali non giocano da due anni, e diceste: "Perché non iniziamo a vendere questa roba su Craiglist e Kijiji?" E possono venderla loro stessi e imparare a riconoscere gli imbroglioni quando arrivano le offerte via email. Possono usare il vostro account o un sub account o quello che volete. Ma insegnategli a fissare il prezzo, stimare il prezzo, tirare fuori le foto. Insegnategli a fare questo tipo di cose e a fare soldi. E dei soldi che fanno, 50 per cento va nel conto casa, 50 per cento va nel conto giocattoli. I miei ragazzi adorano questa roba.
Alcuni delle doti imprenditoriali che dovete far crescere nei ragazzi: risultato, tenacia, leadership, autoanalisi, interdipendenza, valori. Tutte queste capacità le trovate nei ragazzi, e potete aiutare a svilupparle. Cercate queste cose. Ci sono altre due doti che voglio che cerchiate che non otteniamo dal sistema. Non medicate i ragazzi per la sindrome da deficit di attenzione a meno che non sia davvero, davvero terribile. (Applauso) Lo stesso vale per le manie, lo stress e la depressione, a meno che non sia clinicamente brutale, ragazzi. Il disturbo bipolare è soprannominato la malattia dell'amministratore delegato. Quando Steve Jurvetson e Jim Clark e Jim Barksdale l'avevano tutti e hanno creato Netscape. Immaginate se gli avessero dato il Ritalin. Non avremmo mai avuto quella roba, giusto? Al Gore avrebbe veramente inventato Internet.
Queste capacità sono quelle che dovremmo insegnare in classe così come tutto il resto. Non sto dicendo che dovete scoraggiare i ragazzi dal voler fare l'avvocato. Ma perché non dare all'imprenditorialità un posto là in cima con il resto. Perché ci sono enormi opportunità in questo.
Voglio chiudere con un breve video. E' un video che è stato fatto da una delle compagnie per le quali faccio da mentor. Questi ragazzi, Grasshopper. E' sui ragazzi. E' sull'imprenditorialità. Magari questo vi può ispirare a prendere quello che avete sentito da me e farne qualcosa per cambiare il mondo. [Ragazzo... "E pensavi che avresti potuto fare qualsiasi cosa?"] [Puoi ancora farlo.] [Perché molto di quello che consideri impossibile...] [...è facile da superare.] [Perché, nel caso tu non l'abbia notato, viviamo in in posto dove] [ogni individuo può fare la differenza.] [Ne vuoi la prova?] [Guarda solo le persone che hanno fondato il tuo paese;]™ [I nostri genitori, nonni, le nostre zie, zii...] [Erano immigrati, nuovi arrivati pronti a lasciare il segno.] [Magari sono arrivati con poco] [o magari non possedevano niente eccetto che...] [...un'unica idea brillante.] [Queste persone erano pensatori, gente che sapeva fare...] [...innovatori...] [...fino a quando non vennero fuori con il nome...] [...imprenditori!] [Cambiano il modo nel quale pensiamo a cosa è possibile.] [Hanno una visione chiara di come la vita potrebbe essere migliore] [per tutti noi, persino quando i tempi sono duri.] [Ora, è difficile vederlo...] [...quando la nostra vista è ostruita da ostacoli.] [Ma la turbolenza crea opportunità] [per il successo, il raggiungimento del traguardo, e ci spinge...] [a scoprire nuovi modi per fare le cose.] [Quindi, quali opportunità cercherai e perché?] [Se sei un imprednitore] [sai che il rischio non è la ricompensa.] [No. Le ricompense trascinano l'innovazione...] [...cambiano la vita delle persone. Creano posti di lavoro.] [Stimolando la crescita.] [E creando un mondo migliore.] [Gli imprenditori sono dappertutto.] [Portano avanti piccole attività che supportano la nostra economia,] [creano strumenti per aiutarti...] [...a stare connesso con gli amici, la famiglia e i colleghi nel mondo.] [E stanno trovando nuove maniere per aiutare a risolvere i problemi più vecchi della società.] [Conoscete qualche imprenditore?] [Imprenditore può essere chiunque...] [Persino...tu!] [Quindi prendi al volo l'opportunità di creare il lavoro che hai sempre voluto.] [Aiuta l'economia a riprendersi.] [Fai la differenza.] [Porta il tuo business più in alto.] [Ma, ancora più importante,] [ricorda quando eri un ragazzo...] [quando tutto era a portata di mano,] [e poi di a te stesso, piano, ma con determinazione:] ["Lo è ancora."]
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Annoiato a scuola, bocciato, a disagio con i compagni: "Questo bambino potrebbe essere un imprenditore" dice Cameron Herold. Al TEDxEdmonton, difende il lavoro dei genitori e quell'educazione che aiuta i futuri imprenditori a sbocciare - che siano ragazzi o adulti.
An entrepreneur since childhood, Cameron Herold wants parents and teachers to recognize -- and foster -- entrepreneurial talent in kids. Full bio »
Translated into Italian by Lela Selmo
Reviewed by Anna Cristiana Minoli
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Both my nine- and seven-year-olds have a stockbroker already.” (Cameron Herold)
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