La vecchia storia sulla protezione del clima è che sia costosa, altrimenti si sarebbe già fatto. Quindi il governo deve farci fare qualcosa di spiacevole per risolvere il problema. La nuova storia sulla protezione del clima è che non è un costo, ma un profitto. C'è stato un semplice errore di segno, perchè costa meno risparmiare combustibili che acquistarli, come è ben noto a quelle aziende che lo fanno per abitudine -- ad esempio Dupont, ST Microelectronics. Molte altre aziende -- IBM -- riducono la loro intensità energetica costantemente di circa il 6% all'anno rinnovando i loro impianti e recuperando l'investimento in due o tre anni. Questo si chiama profitto
Ora, similmente, la vecchia storia sul petrolio è che se ne vogliamo risparmiare molto, questo è costoso, altrimenti lo avremmo già fatto, perchè i mercati sono essenzialmente perfetti. Certo, se questo fosse vero, non ci sarebbe innovazione, e nessuno potrebbe guadagnare dei soldi. Ma la nuova storia sul petrolio è che il governo non deve costringerci a fare cose spiacevoli per eliminarlo -- non solo poco per volta, ma completamente -- è proprio il contrario. Gli Stati Uniti, per esempio, possono completamente eliminare il loro uso di petrolio e allo stesso tempo rilanciare l'economia, il tutto trainato dalle aziende, che agiscono per profitto, perchè costa molto meno risparmiare e sostituire il ptrolio che continuare a comprarlo. Questo processo sarà anche accelerato dai militari per i motivi legati all'efficacia in combattimento e alla prevenzione dei conflitti, particolarmente quelli per il petrolio.
Questa tesi è presentata nel libro "Winning the Oil Endgame" ("Vincere la finale del Petrolio") scritto da quattro colleghi e dal sottoscritto, e scaricabile gratuitamente dal sito oilendgame.com -- circa 170.000 download fino ad ora (2005) Ed è stato co-sponsorizzato dal Pentagono -- è indipendente, rivisto da un gruppo di pari e tutti i calcoli che stanno dietro sono pubblicati in maniera trasparente per vostro uso. Ora, penso che un poco di storia economica potrebbe essere utile. Attorno al 1850, una delle maggiori industrie negli US era la caccia alle balene. E l'olio di balena illuminava praticamente ogni edificio. Ma nei nove anni prima che Drake trovasse il petrolio, nel 1859, almeno i cinque sesti di tutto quel mercato di olio di balena per illuminazione scomparve, grazie a concorrenti letali, principalmente petrolio e gas fatti dal carbone, dei quali i balenieri non si erano minimamente preoccupati. Così, molto inaspettatamente, rimasero senza clienti prima di rimanere senza balene. Le popolazioni di balene rimaste furono salvate da innovatori tecnologici e capitalisti che volevano massimizzare i profitti.
Ed è divertente -- sembra che sia un po' così oggi con il petrolio. Abbiamo passato gli ultimi decenni accumulando un bagaglio molto potente di tecnologie per risparmiare e sostuituire il petrolio e nessuno si è curato di metterle tutte assieme fino ad oggi. Così, quando lo abbiamo fatto, abbiamo scoperto delle cose davvero sorprendenti. Ora, ci sono due grandi ragioni per essere preoccupati del petrolio. Sia la competitività nazionale che la sicurezza sono a rischio. Sul fronte competitività, sappiamo tutti che Toyota ha una capitalizzazione di mercato maggiore della somma dei tre maggiori produttori di auto USA E una concorrenza seria da Europa, Corea del Sud, e la prossima sarà la Cina, che sarà presto uno dei maggiori esportatori di auto. Quanto pensate debba passare prima di guidare verso casa la vostra nuova auto ultra-efficiente marchiata Shanghai Auto? Forse un decennio, secondo i miei amici di Detroit. La Cina ha una politica energetica fondata su efficienza radicale nell'uso delle risorse e balzi tecnologici. Non esporteranno la vecchia Buick di tuo zio.
E dopo questo viene l'India. Il punto è questo, queste auto saranno fabbricate ultra efficienti. La domanda è quindi: chi le farà? Noi nelgi USA continueremo ad importare auto efficienti per ridurre le importazioni di petrolio straniero, o faremo le auto efficienti, per non importare nè le auto nè il petrolio? Si direbbe che questo abbia più senso. Più continuiamo ad usare petrolio, particolarmente quello importato, più ci troviamo di fronte ad un insieme di problemi molto ovvi. La nostra analisi ipotizza che questi problemi non costino niente, ma 'niente' non è il numero corretto. Basterebbe ad esempio raddoppiare il prezzo del petrolio E uno dei peggiori di questi è l'impatto che tutto questo ha sulla nostra immagine nel mondo se gli altri paesi pensano che tutto quello che facciamo è per il petrolio, se dobbiamo trattare i paesi che hanno petrolio in maniera differente da quelli che non ce l'hanno.
E i nostri militari diventano abbastanza tristi quando devono fare la guardia agli oleodotti in Lontan-istan quando in realtà si erano arruolati per proteggere i cittadini americani. Non gli piace combattere per il petrolio non gli piace stare nelle sabbie e non gli piace dove i soldi del petrolio vanno a finire, e il tipo di instabilità che tutto questo crea. Ora, evitare questi problemi, qualunque prezzo pensiate possano valere, non è affatto così difficile. Possiamo risparmiare la metà del petrolio usandolo in maniera più effciente ad un costo di 12 dollari per barile risparmiato. E possiamo sostituire l'altra metà con una combinazione di biocombustibili avanzati e gas naturale, più sicuro Ad una costo medio di 18 dollari a barile risparmiato. e confrontando con le previsioni uffciali quel petrolio costerà 26 dollari al barile nel 2025 che è la metà di quanto abbiamo pagato ultimamente.
Questo ci farà risparmiare 70 miliardi di dollari all'anno, a partire da subito. Ora, per fare questo, dobbiamo investire circa 180 miliardi id dollari. La metà per rifare l'industria automobilistica, quella dei mezzi pesanti e quella aeronautica. La metà per costruire l'industria dei bio-combustibili avanzati. Nella trasformazione guadagneremo almeno un milione di posti di lavoro, soprattutto agricolo. E proteggeremo un milione di altri posti oggi a rischio, soprattutto nel settore auto. E avremo un ritorno dell'investimento di 150 miliardi di dollari all'anno. Quindi si parla di un ritorno dell'investimento di tutto rispetto. E' finanziabile nel mercato privato dei capitali. Ma se volete che, per le ragioni che ho appena esposto, tutto questo accada prima e con maggiore certezza allora -- anche per ampliare la scelta e gestire il rischio -- allora potremmo volere alcune scelte pubbliche di leggera incentivazione che sostengano, invece di distorcere o ostacolare, la logica di business. E queste politiche funzionano senza tasse, sussidi o obblighi. Generano un po' di introiti netti per il Tesoro.
Godono di un vasto consenso trans-ideologico e siccome vogliamo veramente che accadano, abbiamo trovato dei modi per farlo che non richiedano praticamente alcun intervento legislativo federale. E possono infatti essere applicati amministrativamente o a livello degli stati. Tanto per farvi vedere cosa fare riguardo al cuore del problema, ovvero, le automobili (i veicoli leggeri) ecco quattro prototipi di auto ultra leggere fatte di compositi di fibre di carbonio, a bassa resistenza aerodinamica, e tutte tranne quella in alto a sinistra sono a propulsione ibrida. Non ci sono limiti con questi oggetti. Ad esempio, questa due posti della Opel fa i 250 all'ora mentre consuma 2,5 litri per 100 kilometri Questa bestia della Toyota: 408 cavalli in una ultraleggera che fa da zero a 100 in molto meno di 4 secondi e tuttavia riesce a fare oltre i 14 km con un litro. Dirò di più su questo dopo.
E in alto a sinistra, un progetto pionieristico di 14 anni fa di General Motors -- 35 km al litro senza usare un'ibrido, in una quattro posti. Bene, risparmiare questo carburante, il 69% del carburante nelle automobili costa circa 57 centesimi di dollaro per gallone risparmiato (10 cent di € per ogni litro risparmiato - cambio giugno 2009). Ma è ancora meglio per i camioncini e i veicoli pesanti in cui puoi risparmiare una percentuale simile a meno di 5 cent di € per litro risparmiato migliorando aerodinamica, pneumatici, motori, e così via. E eliminando peso che puoi convertire in carico pagante. Così puoi raddoppiare l'efficienza con un tasso di ritorno dell'investimento del 60% Poi ci si può spingere oltre, quasi triplicando l'efficienza con alcuni miglioramenti operativi, raddoppiare i margini dei grandi veicoli da trasporto. E intendiamo utilizzare questi fatti per creare una domanda forte, che ribalti il mercato.
Nel business delgi aerei è di nuovo una storia simile in cui il primo 20 percento dei risparmi di carburanti è gratis, come Boeing sta dimostrando con il nuovo Dreamliner. Ma poi la prossima generazione di aeroplani risparmia circa la metà. Di nuovo, a un costo molto inferiore all'acquisto del carburante. E se andiamo avantinel futuro di altri 15 anni ai profili mono-ala, una specie di ala volante con motori interni, allora ottieni un fattore tre di miglioramento di efficienza (66% di riduzione dei consumi) a un costo comparabile o inferiore. Ora vi parlerò dei veicoli normali, automobili e SUV e camion leggeri. Perchè sono quelli di cui tutti noi capiscono di più, probabilmente ciascuno qui ne guida uno. E tuttavia potremmo non sapere che in una normale auto, di tutta l'energia che mettiamo nel veicolo col carburante, i sette-ottavi (l'87%) non arriva neanche alle ruote, è persa per prima cosa nel motore, nello stare fermi con il motore acceso a zero km/litro nella trasmissione, e negli accessori.
Così, dell'energia che arriva alle ruote, solo un ottavo di quella consumata, la metà va dispersa per riscaldare i pneumatici sulla strada, o per riscaldare l'aria che l'auto spinge di lato. E solo quel poco rimasto, solo il 6 % di fatto finisce per accelerare l'auto e poi va a riscaldare i freni quando ci si ferma. Di fatto, siccome il 95% del peso spostato è l'auto, non il guidatore, meno dell'uno % dell'energia del carburante alla fine muove il guidatore. Non è una grande soddisfazione dopo oltre un secolo di devoti sforzi ingegneristici.
Inoltre, tre quarti del consumo di carburante sono causati dal peso dell'auto. Ed è oè ovvio dal diagramma che ogni unità di energia che risparmi alle ruote eviterà lo spreco di altre sette unità di energia che servono a farla arrivare alle ruote. Quindi c'è una leva enorme che ci dice di fare l'auto molto più leggera. E la ragione per cui questo non è mai stato esaminato seriamente prima è che ci fosse una comune convinzione nell'industria -- beh, che non saresti al sicuro se ti venisse addosso un'auto pesante, e che costerebbe molto di più fabbricarle perchè il solo modo che conosciamo per fare auto molto più leggere era di usare materiali leggeri e costosi come alluminio e magnesio. Ma queste obiezioni stanno svanendo grazie all'evoluzione dei materiali.
Ad esempio, usiamo molti compositi di fibre di carbonio negli articoli sportivi. E risulta che questi sono abbastanza notevoli in quanto a sicurezza. Ecco una McLaren SLR fatta a mano, centrata in pieno sul lato da una Golf. La Golf è distrutta. Alla McLaren è saltato via con dei graffi il pannello laterale. Lo riattaccheranno e sistemeranno i graffi in un secondo momento. Ma se questa McLaren si schiatasse contro un muro a 100 all'ora, tutta l'energia dello scontro verrebbe assorbita da un paio di coni tessuti di compositi di fibra di carbonio che pesano in tutto 7 chili, nascosti nella parte anteriore. Perchè questi materiali potrebbero di fatto assorbire da sei a 12 volte più energia per chilo dell'acciaio e farlo molto più dolcemente.
e questo vuole dire che abbiamo appena svelato l'arcano della sicurezza e del peso. Potremmo fare le auto più grandi, il che protegge, ma farle leggere. mentre se le facciamo pesanti, diventano sia ostili che inefficienti. E quando le fai leggere correttamente, diventano anche più semplici e meno costose da fare. alla fine puoi arrivare a risparmiare soldi, petrolio, e salvare delle vite allo stesso tempo. Vi ho mostrato qui due anni fa qualcosa sul progetto del vostro veicolo di assalto urbano preferito senza compromessi e a efficienza quintuplicata -- (Risate) -- e questo è un completo progetto virtuale che è perfettamente producibile in termini di costi e tecnologia.
Il processo per farlo si sta di fatto sviluppando sul mercato abbastanza bene. Abbiamo inventato una specie di stampante a getto digitale per questo materiale fatto di compositi di carbonio, molto rigido e forte, e poi dei modi per stamparlo a caldo, perchè è una combinazione di carbonio e Nylon, tirando fuori qualsiasi forma complessa volete come quello appena mostrato alla fiera dell'auto da uno dei fornitori di primo livello. E la produzione che puoi fare in questo modo si semplifica radicalmente. Perchè il telaio dell'auto ha solo, diciamo, 14 invece di 100 o 150 parti. Ciascuna viene formata in un singolo stampo che costa abbastanza poco invece dei quattro costosi che servono per stampare l'acciaio. Ciascuna della parti può essere facilmente sollevata a mano. E si assemblano come i pezzi di un giocattolo per bambini. E così puoi fare a meno di tutta la parte di carrozzeria.
E se volete, è possibile mettere del colore nello stampo, ed eliminare la verniciatura. E queste due sono le fasi più difficili e costose della produzione di un'auto. Quindo ti ritrovi ad avere una intensità di capitale inferiore di almeno il 40% rispetto al più leggero ed effciente impianto di tutta l'industria, quello di GM a Lansing. L'impianto diventa anche più piccolo. Ora, quando si effettua una simile analisi per ciascuno dei nostri usi di petrolio, inclusi gli edifici, l'industria, gli approvvigionamenti e così via, ci si accorge che dei 28 milioni di barili di petrolio al giorno che il governo ci dice saranno necessari nel 2025, bene, almeno 8 di questi possono essere eliminati attraverso aumenti di efficienza ed altri 7 eliminati attraverso la sostituzione fisiologica del parco-veicoli ad un costo medio di 12 dollari per ogni barile risparmiato invece dei 26 (prezzo del 2005) per comprare il petrolio. Poi altri sei si possono sostituire facilmente e a costi competitivi con etanolo da cellulosa e un po' di bio-diesel, senza alcuna interferenza con i fabbisogni di acqua e terreni per la produzione alimentare.
C'è una enorme quantità di benzina da risparmiare, circa la metà del totale che consumiamo, ad un costo di circa un ottavo del suo prezzo. Ecco alcuni esempi di sostituzione della benzina su cui non c'è bisogno di pensare, senza parlare di molti altri. Abbiamo così tante possibilità infatti, che una volta che abbiamo gestito le previsioni di domanda del petrolio con strumenti già consolidati, ci rimane solo una piccola quantità, e vediamo come la possiamo coprire, visto che c'è un menu di possibilità piuttosto flessibile. Sicuramente potremmo acquistare più efficienza. Forse potremmo investire in soluzioni che costano 26 dollari invece di 12. O aspettare per recuperare anche la seconda metà dei consumi. Oppure potremmo certamente prendere il poco che rimane continuando ad importare petrolio canadese o messicano, o l'etanolo che i brasiliani sarebbero felici di venderci. Ma invece lo venderanno alla Cina o al Giappone, perchè noi abbiamo dei dazi per proteggere i nostri agricoltori, mentre loro non li hanno.
O potremmo saldare il conto semplicemente con la benzina che abbiamo risparmiato, o se andassimo verso lidrogeno, che è più profittevole ed efficiente, potremmo fare a meno anche del petrolio nazionale. E nel fare tutto questo non contiamo nemmeno, ad esempio, che le aree sfruttabili in Dakota possono dare, a costi competitivi abbastanza energia eolica per alimentare ogni veicolo della nazione. Quindi, abbiamo molte opzioni. E la scelta dal menu e dei tempi è abbastanza felssibile. Ora, per fare accadere tutto questo più rapidamente e con maggiore affidabilità, ci sono alcuni modi in cui il governo potrebbe aiutare. Ad esempio i fee-bates, una combinazione di una tassa (fee) e un incentivo (rebate) per ciascuna tipologia e dimensione di veicolo voi vogliate può aumentare il prezzo dei veicoli inefficienti e pagare al cittadino un corrispondente incentivo per i veicoli efficienti. Non sei incentivato a cambiare classe di veicolo. Sei incentivato a scegliere il veicolo più efficiente nella stessa classe, in un modo equivalente a considerare tutti i 14 anni di risparmi di carburante nella vita del veicolo invece di considerare solo i primi due o tre.
Questo espande rapidamente la scelta sul mercato, e di fatto fa guadagnare più soldi anche ai produttori di auto. Vorrei anche proporre qualcosa per i problemi di mobilità personale negli USA, dando l'opportunità alle famiglie a basso reddito di procurarsi a basso costo automobili efficienti, affidabili e coperte da garanzia che altrimenti non potrebbero mai permettersi. E per ciascuna auto finanziata in questo modo, rottamare un ferrovecchio, preferibilmente quelli che inquinano molto. Questo crea un nuovo mercato da un milione di auto all'anno per la nostra industria automobilistica fatto da clienti che altrimenti non avrebbero mai avuto, perchè non hanno acceso al credito e non si sarebbero mai potuti permettere un'auto nuova. E le case automobilistiche faranno soldi su ogni veicolo venduto. Viene fuori che, ad esempio, se le famiglie di colore e bianche avessero lo stesso accesso alle automobili, questo ridurrebbe le disparità occupazionali di circa la metà perchè ci sarebbe un migliore accesso alle opportunità di lavoro. Quindi otterremo anche un enorme progresso sociale.
I governo acquistano centinaia di migliaia di auto ogni anno. Ci sono modalità intelligenti di acquistarle ed aggregare il potere d'acquisto per portare veicoli molto efficienti sul mercato più in fretta. E potremmo anche introdurre una 'carota d'oro' concepita come un X-Prize che motiverebbe un'ulteriore sforzo. Ad esempio, un premio da un miliardo di dollari per il primo produttore americano che venda 200.000 veicoli molto avanzati, come quelli che avete visto prima. Poi le compagnie aeree minori non si possono permettere di acquistare i velivoli nuovi più efficienti di cui hanno disperatamente bisogno per tagliare i loro costi del carburante, ma se sentissimo l'esigenza di fare qualcosa in merito ci sono modi per finanziare anche questo.
E allo stesso tempo per rottamare gli aerei vecchi e inefficienti, che se dovessero tornare a volare sprecherebbero moltissimo petrolio e bloccherebbero la diffusione di velivoli nuovi ed efficienti. Gli aerei inefficienti valgono molto di più morti che vivi per la sociatà. Dovremmo portarli fuori e farli saltare in aria e mettergli dei cacciatori di taglie alle calcagna. Poi c'è un ruolo importante dei militari. Quello di accelerare l'avanzamento verso grandi volumi di produzione, commerciale e a basso costo di quei materiali, tipo acciai ultra-leggeri che sono una buona tecnologia di riserva, l'esercito può fare il trucco che fece quando trasformò DARPAnet in Internet. E' bastato offrirlo al settore privato, ed è venuto fuori Internet.
Lo stesso per il GPS. Lo stesso per la moderna industria dei semiconduttori. Proprio così, la scienza e la tecnologia che serve all'esercito può creare il settore industriale dei materiali avanzati che trasforma l'economia civile e fa uscire il paese dalla dipendenza dal petrolio. Il che sarebbe un contributo enorme per eliminare i conflitti per il petrolio e promuovere la sicurezza nazionale e globale. Poi dobbiamo riattrezzare l'industria automobilistica e formare gli operatori, e spostare la convergenza delle catene del valore energetica ed agricola per passare da idrocarburi a carboidrati, e uscirne in altri modi. E fare procedere la transizione a veicoli più efficienti più rapidamente.
Ma ecco come il tutto si combina. Invece di previsioni ufficiali sull'uso del petrolio e importazioni di petrolio che crescono per sempre, queste possono ridursi con l'efficienza a 12 dollari al barile, ridursi drasticamente sostituendo dal lato dell'offerta al costo di 18 dollari al barile il tutto applicato con rapidità minore di quanto abbiamo fatto nel passato quando abbiamo prestato attenzione. E se iniziamo ad usare qua e là l'idrogeno in questo quadro, ci ritroviamo rapidamente indipendenti dalle importazioni e completamente liberi dal petrolio dagli anni 2040.
E la cosa che voglio sottolineare è che questo lo abbiamo già fatto nel passato. In questi otto anni dal 1977 al 1985, l'ultima volta in cui abbiamo prestato attenzione, l'economia crebbe del 27 %, mentre l'uso di petrolio diminuì del 17 %. Le importazioni di petrolio scesero del 50%. Quelle dal Golfo persico scesero dell'87%. Sarebbero scese a zero se avessimo continuato su quella strada per ancora un anno. Bene, tutto questo fu fatto con tecnologie e strumenti di applicazione molto vecchi.
Potremmo affrontare quella prova molto meglio ora. E tuttavia allora dimostrammo che gli USA hanno più potere di mercato dell' OPEC. Il nostro è dal lato della domanda. Siamo l'Arabia Saudita dei nega-barili [barili non cosumati, n.d.t.] Possiamo usare meno petrolio più in fretta di quanto per loro sia conveniente vendere meno petrolio.
Qualunque sia la ragione per voler fare questo, sia che ci preoccupi la sicurezza nazionale o la volatilità dei prezzi -- (risate) -- o i posti di lavoro, o il pianeta, o i vostri nipoti, mi sembra che questa sia la fase finale del gioco del petrolio che tutti dovremmo giocare per vincere. Vi invito a scaricare la vostra copia, Grazie.
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In questa energica esposizione, Amory Lovins presenta un semplice piano per rendere gli USA indipendenti dal petrolio e rivitalizzare l'economia.
In his new book, "Reinventing Fire," Amory Lovins shares ingenious ideas for the next era of energy. Full bio »
Translated into Italian by eric ezechieli
Reviewed by Alberto Bazzan
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15:58 Posted: Nov 2007
Views 534,580 | Comments 237
18:10 Posted: Nov 2007
Views 477,525 | Comments 112
17:52 Posted: May 2007
Views 346,670 | Comments 150
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