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Translated by Sara Miotto
Reviewed by Keith Evans

0:11 Questo pomeriggio voglio fare qualcosa leggermente diverso da quello che era in programma. La politica estera, si può averne un'idea guardando, che so, Rachel Maddow o qualcuno, ma - (Risate)-

0:23 voglio parlarvi dei giovani e della struttura, i giovani e la struttura. Questa immagine è del pomeriggio di mercoledì scorso ad una scuola a Brooklyn a New York, alla Cristo Rey High School, gestita dai Gesuiti. Stavo parlando a questo gruppo di studenti, guardateli. Erano intorno a me lungo tre direzioni. Noterete che quasi tutti fanno parte delle minoranze. Noterete che l'edificio è piuttosto austero. É un vecchio edificio scolastico di New York, niente di lussuoso. C'erano ancora vecchie lavagne e cose del genere. Ci sono circa 300 ragazzi in questa scuola, che è operativa ormai da quattro anni, e questi ragazzi stanno per diplomarsi. Ventidue persone si stanno diplomando, e tutti loro frequenteranno l'università. Provengono tutti da famiglie in cui c'è, per la maggior parte, solamente una persona in casa, di solito la madre o la nonna, e basta, e vengono qui per la loro istruzione e per la loro struttura.

1:18 Dunque, ho fatto fare questa foto, ed è stata messa sulla mia pagina Facebook la settimana scorsa, e qualcuno ci ha scritto, "Hm, perché lui deve stare sull'attenti in quel modo?" E poi ha detto, "Ma lui ci sta bene. " (Risate)

1:34 Lui ci sta bene, perché i ragazzi hanno bisogno di struttura, e il trucco che uso sempre quando vado nelle scuole è che, quando ho finito con il mio piccolo sermone ai ragazzi, li invito a fare delle domande, e quando alzano le mani, dico "Vieni qui davanti", e li faccio venire davanti e stare in piedi di fronte a me. Li faccio stare sull'attenti come ad un soldato. Metti le braccia lungo i fianchi, alza lo sguardo, apri gli occhi, guarda dritto davanti a te, e fai la tua domanda forte, in modo che tutti possano sentire. Niente postura cadente, niente pantaloni leggermente abbassati, niente di tutto questo. (Risate) A questo ragazzo, si chiama - il suo cognome è Cruz è piaciuto molto tutto questo. Ha descritto questa esperienza anche sulla sua pagina Facebook e adesso è diventata virale. (Risate) Dunque, ci sono delle persone che credono che io sia stato maleducato con questo ragazzo. No, ci stavamo solo divertendo. Il fatto è, ho fatto questo per anni, più che sono giovani, più che si divertono.

2:24 Quando ho un gruppo di ragazzi di sei o sette anni devo trovare un modo per farli stare buoni. Sapete che iniziano sempre a chiacchierare. E così faccio un giochetto con loro prima di farli stare sull'attenti.

2:34 Dico, "State attenti. Nell'esercito, quando vogliamo che si faccia attenzione, abbiamo un comando. Si dice "Riposo." Significa che tutti devono stare tranquilli e prestare attenzione. Ascoltate bene. Capite?"

2:47 "Uh.huh, uh-huh, uh-huh." Facciamo una prova. Iniziate a chiacchierare." E li lascio chiacchierare per circa 10 secondi, e poi dico, "Riposo!"

2:55 "Huh!" (Risate)

2:59 "Si, Generale. Si, Generale."

3:01 Provate con i vostri bambini. Vedete se funziona. (Risate) Non penso.

3:07 In ogni caso, è un giochino che faccio, e deriva, ovviamente dalla mia esperienza militare. Siccome, durante la maggior parte della mia vita adulta, ho lavorato con i giovani, li chiamo adolescenti con le armi. Quando li facciamo entrare nell'esercito, la prima cosa che facciamo è inserirli in un ambiente di struttura, metterli in riga, fargli indossare gli stessi vestiti, rasargli i capelli in modo che si assomiglino tutti, assicurare che stiano in riga. Insegniamo a loro come andare fronte a dest', fronte a sinist', in modo che possano obbedire alle istruzioni e sapere le conseguenze se non obbediscono alle istruzioni. Gli dà una struttura. E poi, gli facciamo conoscere qualcuno che loro cominceranno subito ad odiare, il loro sergente istruttore. E lo odiano. Il sergente istruttore inizia a gridargli adosso, e a dirgli di fare ogni genere di cose terribili. Ma poi, con il trascorrere del tempo, succede una cosa straordinaria. Una volta che la struttura è stata sviluppata, una volta che capiscono il motivo di qualcosa, una volta che capiscono, "Qui la mamma non c'è, ragazzo. Io sono il tuo incubo peggiore. Io sono il tuo babbo e la tua mamma. Le cose stanno così. Hai capito, ragazzo? Dunque, quando ti faccio una domanda, ci sono solo tre risposte possibili: sissignore; nossignore; e nessuna giustificazione, signore. Non cominciare neanche a dirmi perché non hai fatto qualcosa. è sissignore; nossignore; nessuna giustificazione, signore."

4:24 "Non ti sei fatto la barba." "Ma signore -"

4:25 "No, non dirmi quante volte ti sei graffiato la faccia stamattina. Ti sto dicendo che non ti sei fatto la barba."

4:30 "Nessuna giustificazione, signore" "Bravo, stai imparando in fretta."

4:33 Ma vi stupirete vedendo quello che potete fare con loro una volta che li inserite in quella struttura. Dopo 18 settimane hanno un'abilità. Sono maturi. E sapete una cosa, iniziano ad ammirare il sergente istruttore e non dimenticano mai il sergente istruttore. Iniziano a rispettarlo. Dunque, abbiamo bisogno di più di questo tipo di struttura e di rispetto nella vita dei nostri figli.

4:57 Passo molto tempo con i gruppi giovanili, e dico alle persone, "Quand'è che il processo dell'istruzione comincia?" Si dice continuamente "Sistemiamo le scuole. Facciamo di più per i nostri insegnanti. Mettiamo più computer nelle nostre scuole. Mettiamo tutto online".

5:10 Ma questa non è la soluzione intera. è solamente una parte della soluzione. La vera soluzione comincia quando si porta il bambino a scuola con la struttura già presente nel cuore e nell'anima del bambino.

5:21 Quando inizia il processo dell'apprendimento? Inizia in prima elementare? No, inizia la prima volta in cui un bambino, fra le braccia della madre, la guarda in faccia e dice, "Oh, questa dev'essere mia madre. Lei è quella che mi dà da mangiare. Eh si, quando non mi sento tanto bene lei si prende cura di me. É la sua lingua che imparerò." E in quel momento i bambini escludono tutte le altre lingue che potrebbero imparare a quell'età, per un bambino di tre mesi, lei è così. E se la persona che lo fa, che sia la madre o la nonna, chiunque lo faccia, e proprio lì che il processo dell'istruzione ha inizio. è proprio lì che il linguaggio ha inizio. è proprio lì che l'amore ha inizio. è proprio lì che la struttura ha inizio. è quello il momento in cui si inizia ad imprimere al bambino l'idea che "tu sei speciale, sei diverso da ogni altro bambino al mondo. E noi leggeremo a te." Un bambino a cui non è stato letto niente è in difficoltà quando va a scuola. Un bambino che non sa i colori o che non sa dire l'ora, oppure non sa allacciarsi le scarpe, non sa fare quelle cose, e, dunque, non sa fare qualcosa che ha il nome di un concetto che mi è stato molto impresso quando ero bambino: comportarsi bene. Non essere maleducato! Ubbidisci agli adulti! Fa' attenzione a quello che dici! Questo è il modo in cui i bambini devono essere cresciuti. Osservo anche i miei nipoti mentre crescono e loro, sfortunatamente per i miei figli, loro si comportano proprio come facevamo noi. Sapete? Imparano da voi.

6:49 Ed è quello che dovete fare per preparare i bambini all'istruzione e alla scuola. Io lavoro con tutte le mie energie per cercare di comunicare il messaggio che abbiamo bisogno della scuola materna, abbiamo bisogno del programma Head Start, abbiamo bisogno della cura prenatale. Il processo dell'istruzione comincia anche prima del bambino sia nato, e se non lo si fa, si avranno delle difficoltà. Ci sono difficoltà in così tante delle nostre comunità e così tante delle nostre scuole dove i bambini arrivano in prima elementare e i loro occhi brillano, hanno i loro zainetti nelle spalle e sono pronti ad imparare, e poi si rendono conto che loro non sono come gli altri bambini di prima elementare che conoscono i libri, a cui qualcuno ha letto, e che sanno l'alfabeto. Ed entro la terza elementare, i bambini che non hanno avuto quella struttura e 'comportarsi bene' all'inizio cominciano a rendersi conto che sono indietro, e cosa fanno? Lo dimostrano con le loro azioni. Lo dimostrano con le loro azioni così prendono la strada di arrivare in galera o di abbandonare la scuola. È prevedibile. Se non sei al livello di lettura giusto in terza elementare, allora sei un candidato per la prigione quando avrai 18 anni, e noi abbiamo il tasso di incarcerazione più alto perché non forniamo ai nostri figli il modo giusto per iniziare la vita.

8:01 L'ultimo capitolo del mio libro è chiamato "Il dono di un buon inizio." Il dono di un buon inizio. Ogni bambino dovrebbe avere un buon inizio alla vita.

8:10 Io sono stato privilegiato ad avere quel tipo di buon inizio. Non ero uno studente eccezionale. Ero un bambino che andava alla scuola pubblica a New York City, e non ho fatto bene affatto. Ho ancora tutti i miei certificati del provveditorato agli studi di New York City dalla scuola materna fino all'università. Volevo averli quando scrivevo il mio primo libro. Volevo vedere se la mia memoria era corretta, e, oddio, lo era. (Risate) Mediocrità in tutte le materie. Alla fine sono riuscito a passare con fatica le superiori sono entrato alla City College di New York con una media così minima che non sarei nemmeno potuto entrarci, e poi ho iniziato a studiare l'ingegneria, ma quello è durato solo sei mesi. (Risate) Poi ho scelto la geologia, "pietre per gli atleti." Questo è semplice. Poi ho scoperto il corpo della ROTC. Ho trovato qualcosa che a cui riuscivo, qualcosa che amavo fare, e ho trovato un gruppo di giovani come me che pensavano nello stesso modo. Perciò, ho dedicato tutta la mia vita al corpo ROTC e all'esercito. Così dico a tutti voi giovani in ogni luogo, mentre state crescendo e mentre questa struttura si sta sviluppando dentro di voi, siate sempre alla ricerca di quello che fate bene e che vi piace fare, e quando trovate quelle due cose insieme, ragazzi, l'avete trovato. Così è come funziona. Ed è quello che ho scoperto.

9:21 Ora, le autorità del City College di New York si stavano stancando di me. Sono rimasto lì quattro anni e mezzo, quasi cinque, e i miei voti non erano particolarmente buoni, ed occasionalmente, ero nei guai con l'amministrazione. Quindi hanno detto, "Ma sta facendo così bene nel corpo ROTC. Vedete, ha ottimi voti in quello, ma in nient'altro." Quindi hanno detto, "Facciamo così, prendiamo i suoi voti dal 'ROTC e registriamoli nella sua media generale dei voti e vediamo cosa succede." Così hanno fatto, e mi ha tirato su da insufficiente a mediocre. (Risate) Si. (Risate)(Applauso) Hanno detto, "È sufficiente per lavorare nel governo. Mettiamolo nell'esercito. Non lo vedremo mai più. Non lo vedremo mai più." Quindi mi hanno mandato nell'esercito, e, evviva, molti anni più tardi, sono considerato uno dei membri migliori che il City College di New York abbia mai avuto. (Risate) Quindi, dico dappertutto ai giovani, non è dove inizia la tua vita, è quello che fai nella tua vita che determina dove finirai nella vita, e voi siete fortunati di vivere in un paese in cui, non importa dove iniziate, voi avete delle opportunità fintantoché crediate in voi stessi, che crediate nella società e nel paese, e che crediate che vi possiate migliorare personalmente ed che vi istruiate mentre proseguite la vostra strada. Questa è la chiave del successo.

10:45 Però, inizia con il dono di un buon inizio. Se non diamo quel dono ad ognuno dei nostri bambini, se non investiamo su di loro al più presto, allora ci imbatteremo in delle difficoltà. É per questo che abbiamo un tasso di ritiro dalla scuola al 25 percento e circa il 50 percento della popolazione delle minoranze che vivono in aree a basso reddito, perché non ricevono il dono di un buon inizio.

11:10 Il mio dono di buon inizio è stato non solo il fatto di essere in una buona famiglia, una famiglia per bene, ma anche di avere avuto una famiglia che mi ha detto, "Ascolta bene, siamo venuti in questo paese con barche di banana nel 1920 e nel 1924. Abbiamo lavorato come muli nell'industria degli indumenti ogni singolo giorno. Non lo facciamo perché tu possa infilarti qualcosa su per il naso o finire nei guai. E non pensare nemmeno a ritirarti." Se fossi tornato a casa e avessi detto a quella gente immigrata che "Sapete, sono stanco di andare a scuola, mi ritiro," mi avrebbero detto, "Siamo noi a ritirarci da te. Prendiamo un altro bambino." (Risate)

11:52 Avevano aspettative per tutti i cugini e il resto della famiglia di immigrati che viveva al Sud del Bronx, ma avevano più che semplici aspettative per noi. Hanno scolpito nei nostri cuori quasi come uno stiletto un senso di vergogna: "Non osare far vergognare la tua famiglia." A volte mi mettevo nei guai, i miei genitori tornavano a casa, ed io ero nella mia stanza e aspettavo quello che sarebbe successo e stavo lì seduto e mi dicevo, "Va bene, prendete la cintura e colpitemi, ma, vi prego, non ditemi ancora quella storia sul "non far vergognare la tua famiglia." Mi devastava quando mia madre lo faceva.

12:26 E avevo anche questa rete estesa di persone. I bambini hanno bisogno di una rete di persone. I bambini hanno bisogno di sentirsi parte di una tribù, di una famiglia, di una communità. Nel mio caso erano zie che vivevano in questi palazzi d'appartamenti. Non so quanti di voi siate New Yorkesi, ma c'erano questi complessi di appartamenti, e queste donne che stavano sempre affacciate alle finestre, piegate su un cuscino. Non andavano mai via. (Risate) Io, che Dio mi aiuti, sono cresciuto camminando in quelle strade, e loro erano sempre lì. Non andavano mai in bagno. Non cucinavano mai. (Risate) Non facevano mai niente. Ma quello che facevano era tenerci sott'occhio Ci tenevano sott'occhio. E non interessava a loro se diventassi un dottore, o un avvocato o un generale, e non si sarebbero mai aspettate di avere generali in famiglia, almeno che ricevessi un'istruzione e poi un lavoro.

13:18 "Basta con quelle storie sulla realizzazione personale. Trovi un lavoro ed esci di questa casa. Non abbiamo tempo da perdere con quello. Così poi puoi darci un aiuto economico. Questo è il ruolo di voi ragazzi."

13:29 Dunque, è fondamentale che riportiamo questo tipo di cultura nelle nostre famiglie, tutte le famiglie. Ed è molto importante che tutti voi che siete qui oggi, che siete persone di successo, e sono sicuro che avete famiglie meravigliose con bambini e nipoti, non basta. Dovete darvi da fare e trovare ragazzi come Mr.Cruz che se la cavano se gli date una struttura, se gli tendete la mano, se gli fate da mentor, se vi investite nei vari gruppi di ragazzi e ragazze, se lavorate con il vostro sistema scolastico, assicuratevi che sia il miglior sistema scolastico, e non solamente la scuola dei vostri figli, ma anche le scuole nel Harlem, non solo al centro, alla Montessori nel West Side. Tutti noi abbiamo un dovere d'impegnarci in questo. Così non investiremo solo nei ragazzi. Ma investiremo anche nel nostro futuro.

14:21 Così saremo un paese in cui le minoranze sono nella maggioranza fra una generazione. Quelle che adesso chiamiamo minoranze saranno le maggioranze. E dobbiamo assicurarci che siano pronte ad essere la maggioranza. Dobbiamo assicurarci che loro siano pronti ad essere i leader di questo il nostro grande paese, un paese diverso da tutti gli altri, un paese che mi colpisce ogni singolo giorno, un paese che è irritabile. Ci litighiamo sempre. Il sistema dovrebbe funzionare così. É un paese con tanti contrasti, ma è anche una nazione di nazioni. Rappresentiamo ogni nazione. Ogni nazione ci rappresenta. Siamo una nazione di immigranti. Per questo abbiamo bisogno di una buona politica sull'immigrazione. È ridicolo non avere una politica sull'immigrazione sensata per accogliere coloro che vogliono venire qui per essere parte di questa grande nazione, o possiamo anche rimandarli a casa con un'educazione per aiutare il loro popolo a sconfiggere la povertà. Una delle storie che mi piace molto raccontare si tratta del mio amore di tornare nella mia città natale di New York e di camminare lungo Park Avenue in una bella giornata e di ammirare tutto e guardare la gente che passa proveniente da tutto il mondo. Ma quello che devo sempre fare è fermarmi ad un angolo e prendere un hot dog da un immigrato che ha una bancherella ambulante. Devo per forza avere questo hot-dog tirato dall'acqua sporca (Risate) E non importa dove sono o quello che faccio, devo assolutamente farlo. Lo ho fatto perfino quando ero Segretario di Stato. Uscivo dalla mia suite al Waldorf Astoria - (Risate) - camminavo per la strada, e sono sbucato fuori sulla Via 55esima per cercare questa bancherella ambulante di un 'immigrato. A quei tempi, avevo cinque guardie del corpo sempre con me e tre macchine della polizia di New York che ci scortavano per assicurarsi che nessuno mi assassinasse mentre camminavo lungo Park Avenue. (Risate) Ordinavo l'hot dog dal tizio, e iniziava a prepararlo, e poi si guardava intorno guardava le guardie del corpo e le macchine della polizia -- "Ho la carta verde! Ho la carta verde!" (Risate) "È tutto apposto, è tutto apposto."

16:14 Ma adesso sono solo. Sono solo. Non ho delle guardie del corpo, non ho delle macchine della polizia, non ho niente. Ma devo prendere il mio hot dog.

16:22 L'ho appena fatto la scorsa settimana. Era una martedì sera verso Columbus Circle. E la scena si ripete molto spesso. Vado lì e chiedo il mio hot dog, e il tizio lo prepara, e mentre sta finendo, dice, "ti conosco. Ti ho visto alla televisione.

16:39 Tu sei, eh si, tu sei il Generale Powell."

16:41 "Si, si." "Oh..."

16:44 Gli do i soldi.

16:45 "No, Generale. Lei non può pagarmi. Sono già stato pagato. L'America mi ha già pagato. Non mi dimentico mai i miei origini. Ma adesso sono Americano. Signore, grazie."

16:57 Accetto la generosità, continuo su per la strada, e mi lascio travolgere da quello che è appena successo, mio Dio, è lo stesso paese che ha accolto nella stessa maniera i miei genitori 90 anni fa.

17:05 Quindi, siamo ancora quel paese magnifico, ma veniamo anche alimentati dai giovani che arrivano da ogni angolo del mondo, ed è nostro dovere come cittadini contribuenti a questo nostro meraviglioso paese per assicurarci che nessun bambino venga lasciato indietro.

17:22 Grazie mille.

17:24 (Applauso)