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0:12 Buongiorno. Quando ero ragazzo, ho vissuto un'esperienza che mi ha cambiato la vita, ed è il motivo per cui sono qui oggi. Quel singolo momento ha profondamente condizionato il mio modo di vedere l'arte, il design e l'ingegneria.

0:29 Di formazione, sono stato fortunato a crescere in una famiglia di artisti amorevoli e di talento in una delle più grandi città al mondo. Mio padre, John Ferren, morto quando avevo 15 anni, era artista per passione e per professione, come mia madre, Rae. Era uno degli espressionisti della New York School che insieme ai suoi contemporanei, inventò l'arte moderna americana, e contribuì a indirizzare lo zeitgeist americano verso il modernismo nel ventesimo secolo. Non è notevole che dopo migliaia di anni di gente che faceva per lo più arte rappresentativa, l'arte moderna, in confronto, abbia solo 15 minuti, eppure sia così pervasiva? Così come tante importanti innovazioni, quelle idee radicali non avevano bisogno di nuove tecnologie, ma solo di un pensiero giovane e disponibilità a sperimentare, e flessibilità di fronte a critiche quasi universali e al rifiuto. A casa nostra, l'arte era ovunque. Era come l'ossigeno intorno a noi e necessario per vivere. Mentre lo guardavo dipingere, Papà mi insegnò che l'arte non significava essere decorativi, ma era un modo diverso di comunicare le idee, e un ponte tra i due mondi della conoscenza e dell'intuizione.

1:53 In questo ambiente artisticamente ricco, supporrete che io sia stato obbligato a seguire le orme di famiglia, ma no. Ho seguito le orme di molti ragazzi geneticamente programmati a fare impazzire i genitori. Non avevo nessun interesse a diventare un artista né tantomeno un pittore.

2:11 Quello che mi piaceva erano l'elettronica e le macchine -- smontarle, costruirne di nuove, e farle funzionare. Per fortuna, la mia famiglia aveva anche ingegneri, e insieme ai miei genitori, sono stati i miei primi esempi. Quello che avevano tutti in comune era che lavoravano tutti tantissimo. Mio nonno possedeva e gestiva una fabbrica di credenze in lamiera a Brooklyn. I fine settimana, andavamo insieme a Cortlandt Street, la strada delle radio di New York. Lì esploravamo mucchi enormi di scarti elettronici, e per qualche spicciolo portavamo a casa tesori come il sistema di puntamento Norden e parti dei primi computer IBM con memoria a tubi. Trovavo quegli oggetti sia utili che affascinanti. Imparai l'ingegneria e come funzionavano le cose, non a scuola ma smontando e studiando questi apparecchi straordinariamente complessi. Lo facevo per ore tutti i giorni, apparentemente evitando di folgorarmi. La vita era bella.

3:12 Tuttavia, ogni estate, purtroppo le macchine venivano lasciate a casa mentre i miei genitori ed io viaggiavamo oltremare per sperimentare storia, arte e design. Andavamo a visitare musei e edifici storici sia in Europa che in Medioriente, ma per incoraggiare il mio interesse crescente per la scienza e la tecnologia, mi lasciavano in posti come il Museo della Scienza di Londra, in cui vagavo senza fine per ore tutto solo a studiare la storia della scienza e della tecnologia.

3:43 Poi all'età di nove anni, andammo a Roma. Un giorno d'estate particolarmente afoso, visitammo un edificio a forma di tamburo che dall'esterno non era particolarmente interessante. Mio padre disse che si chiamava Pantheon, un tempio per tutti gli dei. Non sembrava così speciale dall'esterno, come dicevo, ma entrandoci, rimasi colpito da tre cose: prima di tutto, era piacevolmente fresco nonostante il caldo soffocante che c'era fuori. Era molto buio, l'unica fonte di luce era una grande apertura sul tetto. Mio padre mi spiegò che non era una grande buco aperto, ma si chiamava oculus, un occhio sul paradiso. E c'era qualcosa in quel posto, non sapevo perché, che lo rendeva speciale. Andando verso il centro, guardai il cielo attraverso l'oculus. Era la prima chiesa in cui entravo che dava una visione non protetta tra Dio e l'uomo. Ma mi chiesi cosa sarebbe successo in caso di pioggia. Magari mio padre lo chiamava oculus, ma di fatto era un grande buco nel tetto. Guardai per terra e vidi che canali di drenaggio erano stati scavati nel pavimento di pietra. Mentre mi abituavo al buio, fui in grado di scoprire i dettagli nel pavimento e sui muri circostanti. Niente di particolare, solo qualche statua che si vede in tutta Roma. Di fatto, sembrava che si fosse presentato lo scultore di turno della Via Appia con il suo campionario, lo avesse mostrato ad Adriano e Adriano avesse detto, "Le prendiamo tutte." (Risate)

5:17 Ma il soffitto era spettacolare. Sembrava una cupola geodesica di Buckminster Fuller. Ne avevo viste altre, e Bucky era un amico di papà. Era moderna, tecnologica, impressionante, un'enorme apertura di 43 metri che non a caso era anche la sua altezza. Adoravo quel posto. Era veramente bello e diverso da tutto ciò che avevo visto in precedenza, quindi chiesi a mio padre, "Quando è stato costruito?" Mi disse, "Circa 2000 anni fa." E io dissi, "No, intendo il tetto." Davo per scontato che fosse un tetto moderno che era stato costruito perché l'originale era stato distrutto da qualche guerra lontana. Mi disse, "È il tetto originale."

6:01 Quel momento cambiò la mia vita, e lo ricordo come se fosse ieri. Per la prima volta, mi resi conto che le persone erano intelligenti 2000 anni fa. (Risate) Non mi aveva mai sfiorato. Per me, le piramidi di Giza, che avevamo visitato l'anno precedente, certamente sono impressionanti, bel design, ma datemi un budget illimitato, 20 000 o 40 000 operai, e 20 o 30 anni per scolpire e trascinare blocchi di pietra per la campagna, e le piramidi le faccio anch'io. Ma nessuna forza bruta mette in piedi la cupola del Pantheon, né 2000 anni fa, né oggi. Casualmente, è ancora la più grande cupola non rinforzata che sia mai stata costruita. Per costruire il Pantheon ci sono voluti i miracoli. Per miracolo intendo cose che sono tecnicamente a malapena possibili, molto rischiose, e potrebbero non essere realizzabili oggi, certamente non da voi. (Risate)

7:08 Per esempio, ecco alcuni miracoli del Pantheon. Per renderlo strutturalmente possibile, hanno dovuto inventare cemento molto resistente e controllare il peso, modificare la densità dell'aggregato mentre innalzavano la cupola. Per la resistenza e la leggerezza, la struttura della cupola usava cinque anelli di cassettoni, di dimensione decrescente, che impartiscono una prospettiva molto enfatizzata al design. Era straordinariamente fresco all'interno grazie all'enorme massa termale, convettore naturale di aria che risale attraverso l'oculus, e un effetto Venturi quando il vento soffia in cima all'edificio. Scoprii per la prima volta che la luce stessa ha sostanza. Il fascio di luce che passava attraverso l'oculus era sia bello che palpabile, e mi resi conto per la prima volta che si poteva progettare la luce. Non solo, ma che tutte le forme di design, di visual design, erano tutte irrilevanti senza, perché senza luce, non si può vedere niente. Mi resi anche conto che non ero il primo a pensare che quel posto fosse veramente speciale. Era sopravvissuto alla gravità, ai barbari, alle razzie, allo sviluppo e alla devastazione del tempo fino a diventare quello che credo sia l'edificio occupato più longevo della storia.

8:29 Principalmente grazie a quella visita, riuscii a capire, contrariamente a quello che mi era stato detto a scuola, che il mondo dell'arte e del design non erano incompatibili con la scienza e l'ingegneria. Mi resi conto che combinate, si potevano creare cose straordinarie impossibili da realizzare l'uno senza l'altro. Ma a scuola, con qualche eccezione, venivano trattate come settori separati, e lo sono ancora. I miei insegnanti mi dicevano che dovevo concentrarmi sull'una o sull'altra. Tuttavia, spingermi a specializzarmi non faceva che farmi apprezzare gli eclettici come Michelangelo, Leonardo da Vinci, Benjamin Franklin, gente che aveva fatto esattamente l'opposto. E questo mi portò a volere stare in entrambi i mondi.

9:20 Allora come vengono realizzati progetti con una visione creativa e una complessità tecnica senza precedenti come il Pantheon? Forse Adriano aveva bisogno di una visione creativa brillante. Avevano anche bisogno di una narrazione e doti di leadership necessarie a finanziarla e realizzarla, e una padronanza di scienza e tecnologia con la capacità e le conoscenze per far avanzare le innovazioni esistenti. Sono convinto che per creare opere così rare sia necessario portare a termine almeno cinque miracoli. Indipendentemente dal talento, dalla ricchezza o dall'intelligenza, il problema è che si riesce a compiere non più di un miracolo o un miracolo e mezzo. È così. È il massimo. Poi non ci sarà più tempo, soldi, entusiasmo, e così via. Ricordate, molta gente non riesce neanche a immaginare uno di questi miracoli tecnici, e ne servono almeno cinque per fare il Pantheon. Nella mia esperienza, questi rari visionari che pensano trasversalmente al mondo dell'arte, del design e dell'ingegneria hanno la capacità di notare quando altri hanno fornito miracoli a sufficienza perché l'obiettivo sia a portata di mano. Guidati da una chiara visione, raccolgono coraggio e determinazione per portare a termine i miracoli rimanenti e spesso prendono quello che altri pensano che siano ostacoli insormontabili e li trasformano in funzionalità. Prendete l'oculus del Pantheon. Insistendo che fosse design, significava non poter usare molta della tecnologia strutturale sviluppata per gli archi romani. Tuttavia, accogliendola e rivedendo la distribuzione di peso e tensione, trovarono un design che funziona solo se c'è un grande buco nel tetto. Fatto questo, ora avete i benefici estetici e di design della luce, del fresco e quella essenziale connessione con il paradiso. Niente male. Questa gente non solo credeva che l'impossibile si potesse realizzare ma che lo si dovesse fare.

11:27 Basta con la storia antica. Quali sono degli esempi recenti di innovazioni che combinano design creativo e progresso tecnologico in modo così profondo che verranno ricordati tra mille anni? Mandare un uomo sulla luna non è stato male, e farlo tornare sano e salvo sulla Terra, niente male neanche quello. Per parlare di un passo da giganti: è difficile immaginare un momento più profondo nella storia dell'umanità di quando abbiamo lasciato il nostro mondo per la prima volta per mettere piede su un altro.

11:57 Cosa c'è stato dopo la luna? Saremmo tentati di dire che il pantheon di oggi è Internet, ma credo che sia sbagliato, o almeno sia solo parte della storia. Internet non è un Pantheon. È più come l'invenzione del cemento: importante, assolutamente necesssario per costruire il Pantheon, e durevole, ma totalmente insufficiente a sé stesso. Tuttavia, proprio come la tecnologia del cemento è stata essenziale per la realizzazione del Pantheon. I nuovi designer useranno le tecnologie di Internet per creare concetti nuovi che dureranno. Lo smartphone è un esempio perfetto. Presto la maggior parte delle persone sul pianeta ne avrà uno, e l'idea di collegare tutti alla conoscenza e l'un l'altro resisterà.

12:47 Cosa viene dopo? Quale progresso imminente sarà l'equivalente del Pantheon? Pensandoci, ho scartato molte future scoperte importanti e molto plausibili, come la cura del cancro. Perché? Perché i Pantheon sono ancorati in oggetti fisici progettati, che ispirano solo nel vederli e nello sperimentarli, e continueranno a farlo per sempre. È un linguaggio diverso, come l'arte. Questi altri contributi vitali che allungheranno la vita e allevieranno le sofferenze, certo, sono importanti, e fantastici, ma fanno parte del continuum della nostra conoscenza e della tecnologia, come Internet.

13:31 Allora cosa viene dopo? Forse in maniera controintuitiva, credo sia un'idea visionaria della fine degli anni '30 riportata in auge ogni 10 anni da allora: i veicoli autonomi. Ora starete pensando che devo darci un taglio. Come può una stravagante versione di un pilota automatico essere profonda? Gran parte del nostro mondo è stato progettato intorno alle strade e ai trasporti. Sono stati fondamentali per il successo dell'Impero Romano quanto il sistema di autostrade per il benessere e lo sviluppo degli Stati Uniti. Oggi, queste strade che collegano il nostro mondo sono dominate da auto e camion che sono rimasti in gran parte immutati negli ultimi 100 anni. Anche se oggi non è così ovvio, i veicoli autonomi saranno la tecnologia chiave che ci permetterà di riprogettare le nostre città e, in senso lato, la civiltà. Ecco perché: una volta diventati onnipresenti ogni anno, questi veicoli salveranno decine di migliaia di vite solo negli Stati Uniti e un milione a livello globale. Il consumo energetico per le automobili e l'inquinamento atmosferico si ridurranno sensibilmente. La maggior parte degli ingorghi dentro e fuori dalle città spariranno. Apriranno a nuovi validi concetti di design delle città, del lavoro, e del modo di vivere. Arriveremo dove vogliamo arrivare più rapidamente e la società si riprenderà molta della produttività persa mentre stiamo seduti in mezzo al traffico a inquinare.

15:09 Ma perché adesso? Perché pensiamo sia il momento? Perché negli ultimi 30 anni, gente esterna al settore automobilistico ha speso miliardi per creare il miracolo ma per motivi completamente diversi. Ci sono voluti il DARPA, le università, e aziende totalmente estranee al settore automobilistico per notare che se fossimo abbastanza svegli i veicoli autonomi si potrebbero creare adesso. Quindi, quali sono i cinque miracoli necessari per i veicoli autonomi? Primo, bisogna sapere dove siamo e che ora è. Questo è stato risolto dal sistema GPS, Global Positioning System, progettato dal governo americano. Bisogna sapere dove sono tutte le strade, quali sono le regole, e dove si sta andando. I vari bisogni dei sistemi di navigazione personale, i sistemi di navigazione delle auto, e le mappe basate sul web risolvono questo problema. Ci vuole una comunicazione quasi continua con reti di computer altamente performanti e con altre in prossimità per capire le loro intenzioni. Le tecnologie wireless sviluppate per i dispositivi mobili con piccole modifiche, sono assolutamente adatte a risolverlo. Probabilmente saranno necessarie carreggiate riservate per iniziare che sia la società che i suoi avvocati concordano essere sicuri per quell'uso. Si comincerà con le corsie preferenziali per il carpooling e da lì si andrà avanti. Ma alla fine, bisogna riconoscere persone, segnali e oggetti. La visione delle macchine, i sensori speciali, e i calcoli altamente performanti possono fare molte di queste cose, ma spesso sembra non sia abbastanza quando la famiglia è a bordo. Occasionalmente, gli esseri umani dovranno intervenire con i propri sensi. Per questo, potrebbe essere necessario svegliare il passeggero e chiedergli cosa diavolo ci fa quel blocco in mezzo alla strada. Niente male. E ci darà uno scopo in questo nuovo mondo. Inoltre, una volta che i primi guidatori spiegano alle auto un po' confuse che il pollo gigante all'incrocio in realtà è un ristorante, e può continuare a guidare tutte le auto sulla faccia della Terra da quel momento in avanti lo sapranno.

17:17 Cinque miracoli, per lo più già realizzati, ora è solo necessaria una visione chiara di un mondo migliore pieno di veicoli autonomi con design seducenti e nuove funzionalità, più un sacco di soldi e duro lavoro per portarlo a termine. L'inizio è tra una manciata di anni, e prevedo che i veicoli autonomi cambieranno definitivamente il mondo nei prossimi decenni.

17:43 Per concludere, sono arrivato a credere che gli ingredienti per i prossimi Pantheon sono tutti intorno a noi, in attesa di persone visionarie con ampie conoscenze, capacità multidisciplinari e un'intensa passione capaci di usufruirne per realizzare i loro sogni. Ma queste persone non saltano fuori spontaneamente. Devono essere cresciute e incoraggiate sin da quando sono bambini. Dobbiamo amarle e aiutarle a scoprire le loro passioni. Dobbiamo incoraggiarle a lavorare duro e aiutarle a capire che il fallimento è un ingrediente necessario al successo, come lo è la perseveranza. Dobbiamo aiutarle a trovare un loro modello, e dare loro fiducia in sé stessi e nel credere che niente è impossibile. E come faceva mio nonno portandomi a fare shopping di scarti, come facevano i miei genitori quando mi portavano ai musei di scienza, dobbiamo incoraggiarli a trovare la loro strada anche se diversa dalla nostra.

18:44 Ma un avvertimento: dobbiamo periodicamente allontanarli dai loro miracoli moderni: i computer, i telefoni, i tablet, i videogiochi e le TV, portarli alla luce del sole in modo che possano godere sia delle meraviglie della natura che di quelle del design del nostro mondo, del nostro pianeta e della nostra civiltà. Altrimenti, non capiranno il significato di queste cose preziose che un giorno avranno la responsabilità di proteggere e migliorare. Bisogna anche che capiscano una cosa che non sembra essere adeguatamente apprezzata nel nostro mondo sempre più dipendente dalla tecnologia: che l'arte e il design non sono un lusso, né sono incompatibili con la scienza e l'ingegneria. Sono di fatto essenziali in quello che ci rende speciali.

19:32 Un giorno, se avrete la fortuna, magari potrete portare i vostri figli al vero Pantheon, così come porteremo nostra figlia Kira, a sperimentare di persona la forza di quel design sorprendente, che in un giorno altrimenti ordinario a Roma, è sopravvissuto 2000 anni per cambiare il corso della mia vita.

19:56 Grazie. (Applausi)